L’Ape musicale  

rivista di musica, arti, cultura

 

   

Destino barocco

di Ramon Jacques

Il contralto calabrese Francesca Ascioti è attualmente uno dei pochi interpreti a possedere questa rara estensione vocale. Diplomata al Conservatorio di Brescia e all'Accademia del Teatro alla Scala, ha esordito cantando il ruolo della Mrs Quickly in Falstaff al fianco di Renato Bruson, la sua carriera è decollata dopo aver cantato lo stesso ruolo al Ravenna Festival sotto la guida di Riccardo Muti. Da allora Francesca ha una carriera che l'ha portata ad esibirsi al Festival di Martina Franca, nei teatri di Roma, Bari, Firenze, La Fenice de Venezia, il Festspielhaus di Baden-Baden, i teatri dell'opera di Liegi in Belgio e il teatro dell'opera olandese e il Concertgebouw di Amsterdam, il Festwochen di Innsbruck, Auditorio de Madrid, Bozar di Bruxelles, il Barbican Centre di Londra,Mosca, Praga e la Carnegie Hall di New York; dove ha eseguito opere di Handel, Pergolesi, Vivaldi, Hasse. Mozart, Verdi e Donizetti. In questa intervista Francesca ci racconta la sua carriera e il suo progetto come fondatrice dell'orchestra di musica antica Enea Barock Orchestra a Roma.

Francesca, come ti sei avvicinata al canto e perché hai scelto di diventare una cantante lirica?

Mi sono avvicinata al canto per puro caso. Avevo undici anni e sentii e vidi per la prima volta di un sabato pomeriggio una trasmissione televisiva che faceva la RAI mandando in scena varie opere! E così per puro caso mi incuriosii e cominciai a seguire ogni sabato opere diverse. A dire la verità non capivo nulla, non riuscivo a intendere cosa dicessero e cosa facessero però la musica era bella i costumi e le scene erano per me qualcosa di nuovo, di diverso e una piccola voce da dentro mi diceva di stare ferma li a guardare. Da lì in poi iniziai a imitarli davanti alla televisione e inizio per me una sorta di gioco. Gioco che continuò fin quando all'età di quattordici anni chiesi a mio papà di portarmi in un teatro per vedere l’opera. Con un po' di titubanza mio padre mi portò al San Carlo di Napoli per vedere La bohème e appena si aprì il sipario dissi: da grande voglio fare la cantante!

Come ti definisci vocalmente e quali sono le caratteristiche particolari che ritieni possieda la tua voce?

Mi definisco un contralto! All’inizio facevo un po di fatica ad accettarlo,perché ho avuto un percorso sbagliato di studi. Per ben sei anni in conservatorio mi hanno fatta studiare da soprano: tutti i tipi di soprani! Diciamo che a quel punto non era più diventata una gioia cantare ma una sofferenza. So benissimo che io sono tra le tante cantanti che hanno avuto un percorso sbagliato ,soprattutto nel mio caso era difficile collocarmi,perché di contralti ce ne sono talmente pochi che è una voce che difficile da capire e da far studiare. Il contralto ha bisogno di essere scoperto e coltivato perché una delle voci più rare che ci sia.

Quale repertorio stai attualmente cantando e dove pensi di dover dirigere la tua carriera dal punto di vista della vocalità?

Il mio repertorio sarebbe abbastanza vasto dal 600 fino al contemporaneo. Ho iniziato la mia carriera a ventisette anni con Falstaff all’Accademia della Scala insieme a Renato Bruson, adesso faccio quasi sempre barocco. Ho iniziato con l’opera e poi per puro caso ho intrapreso un nuovo mondo del barocco,che lo trovo meraviglioso. Sicuramente la mia voce potrà fare dei ruoli che adesso è meglio lasciarli da parte, però devo dire che mi piacerebbe moltissimo poter fare tutto il primo Mozart che difficilmente si fa nei teatri

Che aria, opera, ruolo faresti ascoltare a chi non conosce ancora la tua voce?

Io farei ascoltare,anzi lo faccio sempre: Farnace nel Mitridate re di Ponto di Mozart. La prima reazione di chi ascolta è sempre la solita e la domanda pure: ma Farnace sarebbe un ruolo per controtenore è difficile che una donna possa fare Farnace..! Non rispondo nemmeno, canto Farnace e la risposta ce l'hanno.

C’è un compositore che ti sta particolarmente a cuore?

Il mio autore che mi sta particolarmente a cuore è ovviamente Mozart da sempre.

Quali ruoli ti hanno dato più soddisfazione nel cantare e interpetare?

Tra i ruoli che mi hanno dato più soddisfazione, parlando di opera ottocentesca, Mrs Quickly nel Falstaff. Nel barocco ce ne sono stati diversi come la Marzia nel Catone in Utica, però diciamo che il personaggio a cui voglio bene è l’Ozias nella Juditha Triumphans. Debuttata al Teatro la Fenice e poi per moltissimi anni mi ha accompagnata in tutte le sale più importanti del mondo. Penso che sia giunto il momento di abbandonarlo per cantare di quell'opera, forse, il ruolo di Oloferne.

Come hai scoperto la musica barocca e il suo stile di canto?

Ho scoperto il mondo del barocco per puro caso. Non sapevo veramente nulla di questo repertorio: nulla. Avevo finito da poco una produzione del Cappello di paglia di Firenze di Nino Rota che cantava al Petruzzelli di Bari e da lì andai a fare un audizione al teatro di Basilea portando L'italiana in Algeri e Lucrezia Borgia. Il direttore artistico mi propose subito un ruolo per un'opera di Wagner. lo rifiutai e mi propose di farmi ascoltare da Andrea Marcon che si trovava lì a Basilea .Cosi accettai questa proposta. Invece di Tornare a Roma sono rimasta un giorno in più a Basilea e il giorno dopo feci questo incontro con Andrea Marcon, dico incontro e non audizione perché non avevo assolutamente nulla con me di barocco…ma non solo in Borsa non avevo spartiti di barocco anche nel repertorio ,nella testa nella gola: zero assolutamente zero. Entrai in una delle sale della scola cantorum di Basel e vidi per la prima volta un “ cembalo” Panico totale. Ma nello stesso tempo molta curiosità. Andrea Marcon rimase molto stupito del fatto che io non sapevo veramente nulla di barocco e devo dire era anche abbastanza arrabbiato. Non si prese di sconforto e mi disse…: ok Ascioti non sa nulla di Handel non sa nulla di Cavalli non sa nulla di Vivaldi ,almeno mi faccia sentire la voce. Ecco da li lui mi propose subito una sfilza di concerti con la sua orchestra con opere di Vivaldi: La Fida Ninfa, Catone in Utica e Juditha Triumphans.

Iniziò cosi il mio percorso con il barocco,senza abbandonare l’opera però .Ho sempre fatto entrambi i repertori. Perché la tecnica è unica è solo lo stile che cambia,quindi si possono fare entrambi i repertori. Non sono una tipologia di cantante che si fissa solo su un repertorio un po per scelta e un po perché fondamentalmente alla voce fa bene toccare diversi stili e autori.

A proposito della scoperta del Barocco devo ringraziare Molto il maestro Marcon che mi ha presa per mano e mi ha guidata: esattamente come si faceva una volta. Il Maestro il direttore d Orchestra aveva un potere ,e aveva la libertà di scoprire i cantanti e coltivarseli e fargli fare una carriera. Oggi sono i direttori artistici che fanno tutto non dando piu la possibilità di far fare ai Maestri il vero lavoro di artigianato. Io devo ringraziare Andrea Marcon per avermi dato questa possibilità che da li mi ha aperto un mondo e mi ha fatta appassionare. Fra i direttori importanti che ho incontrato e che ha influenzato la mia carriera è lui. Sono passata da che non conoscevo nemmeno un aria di Handel a fondare un orchestra barocca. Ormai sono otto anni che canto barocco e non posso farne a meno.

Quali sono state le tue prime sensazioni quando hai scoperto questa musica e repertorio?

Le mie prime sensazioni sono stata indimenticabili,quando ho sentito per la prima volta l’orchestra barocca suonare mi sono sciolta come un ghiacciolo al sole…! Il suono e il calore e il colore dell'orchestra barocca mi hanno rapito il cuore.

Nel 2018 hai fondato l'orchestra di musica antica Enea Barock Orchestra a Roma. Come è nato il progetto e quali sfide e soddisfazioni hai avuto da quando hai iniziato?

Si nel 2018 ho fondato un orchestra Barocca nella mia Città che è Roma. A Roma che è la capitale non solo di Italia ma anche del mondo non c era un orchestra Barocca. Anche questa è nata per Puro caso . Mi occupavo di alcuni progetti e insieme al Musicologo Giovanni Andrea Sechi abbiamo pensato a titar fuori musica che non era mai stata eseguita. Sono voluta partire dall’autore J.A.Hasse e da li usci fuori un titolo molto appetibile che riguardava il fondatore di Roma: Enea. Insieme a Vivica Genaux abbiamo creato un laboratorio per giovani cantanti. Abbiamo avuto moltissime richieste e non solo tutti di altissimo livello. Mi venne in mente allora di non limitare il laboratorio d’opera barocca solo con i cantanti ,decisi di far mettere in scena l’opera e cosi siccome a Roma non c era un opera Barocca ho pensato di raggruppare tutti i barocchisti Romani, che suonano in tutte le orchestre piu importanti del mondo , e creare un orchestra. Cosi nasce Enea Barock Orchestra.

A fine settembre 2020 è uscita la registrazione dell'ensemble dell'opera Enea in Caonia del compositore Johann Adolf Hasse dove canti tu, sotto la direzione musicale di Stefano Montanari. Cosa puoi dirci dell'opera, e ovviamente per vedere il risultato concreto di quella che era solo un'idea?

Si a settembre abbiamo inciso il nostro primo disco insieme alla preziosa direzione di Stefano Montanari che ha deciso di sposare il progetto : Enea Barock Orchestra. La scelta del Cast è stata una sfida per tutti ma soprattutto per dimostrare che non è vero che il aorocco lo può cantare solo chi fa il barocco. Basta leggere i nomi in copertina e si capisce da se che il Cast è completamente una fusione di Artisti stupendi che sono abituati solo a fare l ‘opera. Abbiamo deciso di incidere il disco Enea in Caonia perché facendolo nel primo progetto ci siamo resi conto che la musica era troppo bella da lasciarlo cosi solo a un ricordo di un evento. La scoperta musicologica va portata avanti e va testimoniata lasciando possibilmente tracce per dare la possibilità a tutti di ascoltare quello che fin ora non era mai stato eseguito. L'album è stato pubblicato dalla casa discografica tedesca CPO.

C'è un teatro che ti ha regalato grandi emozioni o di cui hai un bel ricordo?

Il teatro che mi ha regalato moltissime emozioni è stata la Carnegie Hall di New York. Non dimenticherò mai quella sensazione di emozione.

Quali interessi, hobby o passioni hai al di fuori del palcoscenico e dell'ambiente di lavoro?

Hobby? Sicuramente la cucina. Io amo cucinare e anche nel mondo dell’opera sanno benissimo che quando ci sono io in produzione gli inviti a cena si fanno sempre a casa mia. La vita di tutti i giorni ,sono circondata da moltissimi amici per fortuna non solo musicisti ho tanto da fare con loro e mi rendo conto di avere una vita mai da sola…mai…ho sempre ospiti a casa ,oltre al mio amato gatto Tito, e sempre gente intorno .


 

 

 
 
 

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