L’Ape musicale  

rivista di musica, arti, cultura

 

   

Eleganza e intelligenza

 di Andrea R. G. Pedrotti

Gli altri articoli dell'Omaggio a Daniela Dessì (1957-2016)

Fra i numerosi intervenuti nel Duomo di Brescia per l'ultimo saluto a Daniela Dessì c'era anche il soprano Mihaela Marcu, giunta la mattina stessa direttamente dalla Romania per la cerimonia funebre. 

Ormai da qualche tempo la giovane artista si perfezionava con Daniela Dessì e ha accettato di condividere con noi alcuni ricordi.

Mihaela, negli ultimi anni hai avuto il privilegio di studiare assieme a un’insegnate come Daniela Dessì, che ci ha appena lasciati. Qual è il primo ricordo della tua maestra?

È verissimo: è stato per me un onore e un privilegio studiare con un’artista di tale grandezza. 

Il primo ricordo che mi viene in mente è sicuramente il primo incontro che ho avuto con questa straordinaria artista. La ammiravo profondamente già prima di incontrarla e la ascoltavo spessissimo, quasi fosse per me un punto di riferimento. Per questo, quando ho avuto questa bellissima opportunità di incontrarla e di lavorare con lei, ero talmente emozionata che a dire la verità non sapevo più nemmeno come si canta: quasi non ricordavo nemmeno come si debba respirare. Non riuscivo a credere che un'artista come lei mi avrebbe voluto regalare un po’ del suo tempo. Mi sentivo una bambina davanti lei e pensavo che sicuramente mi avrebbe detto che non andava bene niente. Alla fine ho scoperto che non ero poi così disastrosa (sorride).

Per poter studiare con lei partivi dalla tua città (Timişoara in Romania) e venivi a Gussago (BS). Era un viaggio che facevi con piacere proprio per quello che Daniela Dessì rappresentava per te?

Era una gioia, perché sapevo già che avrei trovato tutte le soluzioni ai problemi tecnici che incontravo in quel momento e che avrei trovato anche conforto e fiducia. Penso che quello che dico adesso potrebbe essere facilmente confermato dalle altre sue allieve: non era solo una maestra, in qualche modo diventava come una mamma. Devo dire che già dalle prime lezioni con lei sono stata cambiata tantissimo! Quindi non vedevo l’ora di ritornare per scoprire sempre di più e imparare cose nuove!

Parlando di lei mi raccontavi sempre di quanto ti trovassi bene a seguire il suo insegnamento e i suoi consigli. È stata per te un aiuto sia per affinare la tecnica sia per le scelte di repertorio. Com’era lavorare con Daniela Dessì?

È stata di certo una tappa molto importante nella mia carriera ed evoluzione artistica! Mi trasmetteva la sua vastissima esperienza; mi ha insegnato moltissimo tecnicamente e corretto molte cose nella ricerca dell’impostazione giusta del suono. Un’impostazione omogenea che permette cantare con facilità, senza essere costretta a mettermi in una determinata posizione per emettere un suono. Al livello interpretativo per me era geniale, quando lei mi faceva qualche esempio cantandomi una frase, provavo vergogna nel tentare di rifarla (sorride)

Certamente per quanto riguarda la scelta del repertorio mi ha aiutata tantissimo e a volte mi confermava alcuni miei dubbi!

E il rapporto umano? Eravate entrambe in carriera, ma ricordiamo la sua presenza, per esempio, al tuo recente debutto in Rigoletto al Filarmonico di Verona. Era un sostegno anche sotto questo punto di vista?

Era un vero sostegno. Era una donna estremamente intelligente e con un grande cuore. Devo dire che è stata una forte emozione sapere che era in sala al mio debutto come Gilda, che sono riuscita a condurre a buon fine seguendo i suoi consigli. Una donna da cui si aveva solo da imparare.

Che cosa si provava ad avere vicino una delle più grandi artiste degli ultimi anni?

Nell’avere accanto un artista cosi grande non si può provare altro che pura e forte emozione e ammirazione. Daniela Dessì era una donna e artista che non ha mai smesso di stupire con la sua eleganza e intelligenza. Ci si sentiva impazienti di imparare il più possibile di quel fascino e perfezione che la caratterizzava! Era un esempio di rigore e disciplina ma soprattutto una donna eccezionale!

Era una persona molto forte ma con un cuore immenso. E questo, noi che abbiamo avuto l’onore di conoscerla da vicino, l'abbiamo avvertito nella vita reale, non solo come artista sul palcoscenico.

Pensando alla tua futura carriera quali insegnamenti e quanto di Daniela Dessì rimarrà sempre con te?

So che rimarranno sempre in me i suoi insegnamenti e, allo stesso tempo, devo confessare che ho paura di perdere col tempo delle cose che ho imparato. A parte la tecnica e l'interpretazione che sono tanto preziose, l'insegnamento più importante è stato un altro valore incontestabile: essere sempre un essere umano e una artista generosa, fidarti di te stessa e della tua personalità artistica, e fare sempre le scelte giuste; non solo nel repertorio, ma anche per quel che concerne le persone che ti circondano. E, non ultimo, di non accontentarsi mai, ma di perfezionarsi sempre!


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