Le dimensioni della musica
R. Mellace
La voce di Bach. Passioni, Oratori, Messe, Mottetti, Magnificat
255 pagine
ISBN 978-88-290-1653-2
Le frecce
Carocci editore, Roma, 2022
Dopo il volume sulle Cantate del 2012, Raffaele Mellace ha completato esattamente dieci anni dopo il suo dittico capitale dedicato alla musica vocale bachiana con questo volume focalizzato su Passioni, Oratori, Messe, Mottetti e Magnificat.
La voce di Bach non è un libro fresco di stampa, ma è un volume da conservare prezioso sugli scaffali, compendio esaustivo e approfondito di un universo musicale che si condensa in duecentoventotto pagine senza mai dare l'impressione di una trattazione sbrigativa o esageratamente densa.
Con pochi tratti, Mellace fornisce utili coordinate sulla genesi di ogni opera e sullo stato delle fonti, illustra il contesto sia con un'informazione pervasiva e non pedante sulla produzione precedente e coeva, nonché sulla ricezione futura del repertorio bachiano, sia con richiami ben centrati alle arti figurative. Abbiamo così un quadro eloquente del mondo in cui Bach, intellettuale sommo quanto il musicista, si muoveva, sulla musica che ascoltava, sugli esempi che aveva a disposizione, sulla connessione fra le arti. Né si ignorano, fra peripezie e prospettive posteriori, suggestioni coreografiche, drammaturgiche, cinematografiche che da questi capolavori hanno preso le mosse. Non si pretende tanto di giudicarne l'opportunità, quanto di constatare l'influenza del Kantor di Lipsia e lo spessore drammaturgico di una produzione non concepita strettamente per il teatro.
E alla drammaturgia Mellace presta un'attenzione particolare, scandagliando il significato del dettaglio musicale in senso espressivo, mimetico, narrativo e filosofico/teologico, ovviamente nelle Passioni e negli Oratori in primis, ma anche là dove non è rappresentato in senso stretto il racconto evangelico. Entrano in campo, in questa analisi, il rapporto fra i numeri musicali e il rispettivo significato, l'orchestrazione, il rapporto con la scrittura vocale, il trattamento del testo (sia quando abbiamo un vero e proprio librettista sia quando è il compositore stesso ad assemblare i versi), i contrasti stilistici fra richiami ora gregoriani e ora galanti, ora operistici e ora palestriniani, ora luterani e ora italianissimi. Una trattazione tanto ricca è corroborata da numerosi esempi musicali e schemi che illustrano le varianti (o le parodie di musiche proprie e altrui) come le simmetrie e i rapporti fra macro e micro strutture.
La corposa biblio e sitografia finale è parte integrante del saggio, in cui con naturalezza si intrecciano mirati i richiami aggiornati al panorama critico, offrendo così una costante e nitida inquadratura di Bach nel tempo: il suo, quello dell'ammirazione mozartiana e delle riscoperte otto e novecentesche, il nostro.
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