IL NUOVO L’ANTICO
I TRE VOLTI DI ISABELLE FAUST e SUONI ASTRALI E TERRESTRI. WEBERN - DONATONI - BARTÓK sono i due progetti in cui si articola la rassegna Il Nuovo l’Antico a partire dal 14 settembre, alla Biblioteca Centro San Domenico e all’Oratorio San Filippo Neri. Isabelle Faust, violinista prediletta di Claudio Abbado, è in grado di affrontare le più varie tecniche e stili compositivi: i repertori antichi, le letterature classiche, le avanguardie novecentesche. Di qui il titolo di questo ciclo: I tre volti di Isabelle Faust. Il primo programma, al fianco del fortepianista Alexander Melnikov, è dedicato a Mozart e Beethoven con un’impostazione filologica. Nel secondo programma la Faust insieme al soprano Christine Schäfer, voce di riferimento per Pierre Boulez, propone i Kafka-Fragmente di Kurtág, 38 brevissimi lieder in cui il compositore realizza una fantasmatica rievocazione del lied romantico. Il terzo programma vede la Faust impegnata in un recital solistico, tra la celeberrima Ciaccona di Bach e il poco conosciuto repertorio violinistico italiano, francese e tedesco del Settecento.
«L’espressione “suoni astrali e terrestri” – spiega il direttore artistico Mario Messinis – allude da un lato alla vocazione metafisica di Webern e dall’altro alla presenza “terrestre” di Donatoni e di Bartók. Il compositore veronese è posto in relazione con i suoi precedenti storici: Webern, per l’incidenza che questo autore ha avuto nei confronti della neoavanguardia, e Bartók per l’influenza sul pensiero di Donatoni». Tra gli artisti invitati per questo ciclo contemporaneo figurano l’Ex Novo Ensemble, il soprano Silvia Frigato accompagnata al pianoforte da Marino Moretti, il pianista Jeffrey Swann, l’Ensemble da Camera e il Gruppo di Musica Contemporanea del Conservatorio di Parma diretti da Pierpaolo Maurizzi e Danilo Grassi, il Quartetto Guadagnini, recentemente insignito del Premio Abbiati.
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