Il soggetto
PARTE I. Il testamento Presso il castello di Rudenz, sulle sponde del fiume Aare, in Svizzera, si ode un canto religioso. Giunge in incognito Corrado, ritornato al castello dopo lungo tempo per sposare Matilde di Wolf, nipote del defunto Conte di Rudenz. Questi, prima di morire, aveva stabilito che se la figlia Maria, fuggita con Corrado, non fosse tornata al castello entro un lasso di tempo, il feudo sarebbe passato alla nipote Matilde. Corrado è in estasi davanti alle imminenti nozze con Matilde. Sopraggiunge Enrico, fratello di Corrado. I due non si incontrano da dieci anni, sicché Corrado racconta le sue disavventure. All’epoca innamorato di Maria aveva deciso di fuggire insieme a lei perché il Conte di Rudenz aveva negato il suo consenso alle nozze. Gli amanti si rifugiano a Venezia dove vivono felici finché Corrado sorprende Maria in un convegno notturno con un uomo. Per vendicarsi Corrado abbandona Maria nelle catacombe di Roma dove di certo sarebbe morta, se il suo innamorato, preso dal rimorso non avesse inviato una guida a salvarla. Da allora Corrado ha girovagato per molti anni e nel castello di Rudenz non sono più giunte notizie né di lui né di Maria. Ora però confessa al fratello la propria gioia per la possibilità di vivere il nuovo amore nei confronti di Matilde. Enrico, nell’udire il nome della futura sposa, trasale. Anche lui infatti la ama immensamente. All’interno del castello, Rambaldo, familiare del conte, ode un gemito femminile e si accorge con stupore che davanti a lui si trova Maria, fino a quel momento da tutti ritenuta morta. Rambaldo spiega che il conte aveva rifiutato le nozze fra lei e Corrado, perché questi era in realtà figlio segreto di un assassino, giustiziato per i suoi crimini. Si scopre inoltre che l’uomo che Maria incontrò a Venezia e che ingelosì Corrado era proprio l’anziano Rambaldo. Maria non è dunque una traditrice e, ormai stanca per quanto ha passato, è intenzionata a ritirarsi nel convento di Arau cedendo il feudo alla cugina Matilde e al suo futuro sposo di cui ignora l’identità. Partita Maria, giungono i vassalli di Rudenz, ai quali Rambaldo dice che Maria è morta, in modo da lasciarle concludere in pace la vita nel chiostro. La notizia avvilisce tutti, gettandoli nello sconforto, dato che dovranno sottostare a un signore di cui ignorano l’identità. Entrano gli sposi. Matilde, che già conosceva i sentimenti di Enrico nei suoi confronti, è colta di sorpresa nell’apprendere che questi è il fratello del suo sposo. I castellani rimangono ancor più stupiti nell’apprendere che il loro signore sarà il vituperato Corrado. Proprio quel giorno scade il termine dopo il quale, non essendo apparsa Maria, Matilde le subentrerà come erede. Ha così avvio la cerimonia nuziale. All’improvviso sulla scena irrompe Maria che accusa Corrado, il quale replica altrettanto duramente. L’apparizione ridà speranza a Enrico e al suo amore per Matilde, ma anche ai vassalli che non vogliono assoggettarsi a Corrado. Il matrimonio viene mandato a monte, Corrado viene scacciato da Maria e Matilde è destinata al convento.
PARTE II. Un delitto Maria apprende da Rambaldo che Matilde piange ininterrottamente, ma la Rudenz non ne è impietosita. Viene fatto passare Enrico che ha chiesto udienza nella speranza di evitare il chiostro all’amata Matilde e che si rivela combattuto fra l’amore e la gelosia nei confronti del fratello. Maria sa che lui e Corrado non sono fratelli, ma per il momento preferisce non rivelarlo. Congedandolo gli chiede di far giungere Corrado. Durante l’incontro con il suo vecchio amante Maria si scolpa subito del presunto tradimento, ma Corrado non vuole sentire ragioni. Ormai lui ama Matilde. Allora Maria lo informa che la sua amata cingerà il velo o andrà in sposa a Enrico. Le rivelazioni non hanno termine. Corrado apprende di non essere fratello di Enrico, in quanto figlio di Ugo di Berna, omicida morto impiccato. Il segreto sarà mantenuto, conclude Maria, se egli tornerà ad amarla. Dopo aver subìto il rifiuto dell’amato, Maria minaccia di morte Matilde e Corrado colpisce la Rudenz con un pugnale. Alle grida di Maria giungono Rambaldo e i vassalli, ma la Rudenz afferma di essersi trafitta da sola.
Parte III. Lo spettro A questo punto, con l’uscita di scena di Maria, Corrado e Matilde possono sposarsi, generando nuova avversità nei vassalli, che, fra l’altro, affermano di aver visto il fantasma di Maria aggirarsi per il castello. Nel frattempo Rambaldo ha messo a conoscenza Enrico della vera identità di colui che riteneva suo fratello. Enrico, ormai libero da ogni rimorso, ferma il corteo nuziale dopo la cerimonia e sfida a duello Corrado. Quest’ultimo dopo aver tentato di calmare Enrico viene costretto ad accettare la sfida a causa delle ripetute accuse. Intanto i festeggiamenti proseguono e Matilde attende il suo sposo. Un paggio le rivolge la parola sottovoce e lei si ritira nelle sue stanze, dove, poco prima, era entrata una donna misteriosa. Corrado ritorna turbato per aver ucciso Enrico in duello e sente un genito provenire dalle stanze della moglie. Sulla soglia compare Maria che ha portato a termine la sua vendetta uccidendo la rivale. Tutti credono all’apparizione di uno spettro, ma Maria, in realtà, non era morta dopo essere stata accoltellata da Corrado. Tuttavia la Rudenz, ormai disperata, decide di strapparsi le bende e di riaprire le ferite, procurandosi la morte. Prima di esalare l’ultimo respiro ha la forza di perdonare Corrado e di dichiarargli il suo amore.
