Il sipario si alza con Rossini
51° FESTIVAL DELLA VALLE D’ITRIA
Martina Franca (TA)
18 luglio – 3 agosto 2025
Con Tancredi di Rossini si inaugura venerdì 18 luglio
il 51° Festival della Valle d’Itria.
Un’opera che torna a Martina Franca dopo 49 anni, per la prima edizione del Festival curata dalla direttrice artistica Silvia Colasanti, dal titolo “Guerre e pace”.
Si apre venerdì 18 luglio l’edizione n. 51 del Festival della Valle d’Itria, la prima curata dalla compositrice Silvia Colasanti, con la nuova produzione del Tancredi di Rossini, nella cornice del cortile di Palazzo Ducale di Martina Franca (TA). Una produzione che vede l’esecuzione rara dei due finali, lieto e tragico, che Rossini approntò per due diverse versioni e che riporta l’opera a Martina Franca dopo 49 anni, quando aprì una delle primissime edizioni del Festival.
Titolo della presente edizione è “Guerre e pace”, ideata in un particolare momento storico in cui i due termini, declinati tanto al singolare quanto al plurale, si presentano oggi con insistenza nella vita di tutti i giorni. Rimanendo fedele alle scelte che hanno contraddistinto fin dal suo nascere il Festival, quali l’attenzione al repertorio belcantistico e il recupero di opere di raro ascolto, la nuova direttrice artistica aggiunge due segnali forti: il legame con l’attualità e con la società di oggi, e la presenza significativa della musica del XX e XXI secolo.
Oltre al Tancredi, in cartellone la prima italiana di Owen Wingrave(1971) di Benjamin Britten e la rara esecuzione, a 100 anni dalla composizione, di L’Enfant et les sortilèges di Maurice Ravel, cui si affiancano concerti (quello sinfonico quest’anno propone la Quattordicesima Sinfonia di Šostakóvič con Fabio Luisi, direttore musicale del Festival), incontri, dialoghi con autori, per animare ogni giorno con oltre venti appuntamenti l’edizione del 2025.
Anticipazioni di festival si sono già avute con il progetto In Orbita, che nei giorni passati ha portato la musica del festival nelle contrade e piazze di Martina Franca, e con l’inaugurazione della mostra fotografica Eyewitness: guerre e pace del fotoreporter Manoocher Deghati che, dislocata nel centro storico di Martina Franca, sarà visitabile fino a fine agosto.
Organizzato dalla Fondazione Paolo Grassi, a far da scenario come di consueto al Festival, saranno oltre al Palazzo Ducale, la Basilica di San Martino, il Chiostro di San Domenico, luoghi storici e di grande bellezza della città barocca di Martina Franca, e le masserie del territorio pugliese, ricche di cultura e tradizioni secolari.
TANCREDI
Ad inaugurare il Festival, venerdì 18 luglio (ore 21) nel cortile di Palazzo Ducale, sarà dunque Tancredi di Gioachino Rossini (repliche 26, 29 luglio e 2 agosto, ore 21). Un’opera in cui la guerra militare sullo sfondo e la guerra d’amore, scatenata da incomprensioni e sospetti fra i personaggi principali, scandiscono l’incedere di un’opera che ha segnato uno dei primi grandi successi del Cigno di Pesaro, che la compose poco più che ventenne. Per l’occasione verranno eseguiti i finali sia della prima versione composta per il Teatro La Fenice di Venezia e andata in scena il 6 febbraio 1813, sia della versione per il Teatro Comunale di Ferrara, rappresentata il 21 marzo 1813 con il finale tragico anziché lieto come nella versione originale. Ascoltare i due finali nella stessa recita permetterà di seguire il processo compositivo all’origine di uno dei capolavori giovanili del pesarese; edizione di riferimento sarà quella di Philip Gossett per la Fondazione Rossini. A dirigere l’Orchestra dell’Accademia Teatro alla Scala, formazione che accoglie i più promettenti e talentuosi musicisti da tutto il mondo,sarà Sesto Quatrini, nato professionalmente al Festival della Valle d’Itria, per il quale ha già diretto diverse produzioni. Firma la regia Andrea Bernard, giovane talento affermatosi nei principali teatri italiani ed europei, insignito nel 2024 del Premio Abbiati per la regia, le scene sono di Giuseppe Stellato, i costumi di Ilaria Ariemme.
A causa di una improvvisa indisposizione della signora Goryachova, nel ruolo del titolo debutta il giovane talento di Yulia Vakula, mezzosoprano russo, allieva dell’Accademia del Belcanto “Rodolfo Celletti”, scelta che conferma l’importanza della formazione e del sostegno dei giovani talenti da parte della Fondazione Paolo Grassi e del Festival della Valle d’Itria. Affiancano la Vakula il soprano Francesca Pia Vitale (Amenaide), il mezzosoprano Hinano Yorimitsu (Isaura, nella data del 2 agosto sarà Marcela Vidra)il tenore Dave Monaco (Argirio), il basso Adolfo Corrado (Orbazzano) e il mezzosoprano Giulia Alletto (Roggiero) per un cast di indubbio valore; Luigi Leo dirige L.A. Chorus, Lucania & Apulia Chorus.
Guarda profondamente al presente la regia di Andrea Bernard: “Tancredi è un’opera quanto mai contemporanea. In un mondo attraversato da conflitti reali e informativi, dove il rumore della guerra rende difficile distinguere il vero dal falso, anche la sfera privata si contamina. I personaggi non sono liberi di amare, di scegliere, di comprendere”. La vicenda, prosegue il regista, “è ambientata in un tempo presente ma sospeso, in un luogo che è insieme concreto e simbolico: un parco giochi devastato dalle bombe. Un luogo che non dovrebbe mai essere toccato dalla violenza, e che proprio per questo ne rivela tutta l’assurdità”. La sfida di allestire i due finali trova una sua ragione drammaturgica nello sguardo esterno di un bambino, “uno sguardo incontaminato, capace di trasformare la tragedia in possibilità, la morte in rinascita”.
Alla sua sesta presenza al Festival e a dieci anni di distanza dal suo debutto che avvenne proprio a Martina Franca, Sesto Quatrini ha un legame molto forte con il Valle d’Itria. Rossini, inoltre, è fra i compositori cardine del suo percorso artistico e racconta: “Il suo teatro e la sua musica richiedono un coinvolgimento intellettuale profondo e consapevole per comprendere la complessità e le molteplici sfumature. L’assenza di retorica nelle emozioni raccontate, la poetica del paradosso, del nonsense, la costruzione perfetta quasi fosse un architetto prima di essere compositore, la costante ricerca dell’eleganza, un canto che viene ornato talvolta fino all’inverosimile. Eppure questa apparente chiarezza nasconde un tratto distintivo: l’aleatorietà che Rossini, più di qualunque altro compositore, affida alla sua musica. Caratteristica questa che implica una richiesta di complicità nella riscrittura e nella partecipazione attiva della sua stessa musica rispettivamente a chi la interpreta e a chi la ascolta”.
LE ALTRE OPERE: OWEN WINGRAVE, L’ENFANT ET LES SORTILÈGES
Un forte messaggio pacifista arriva dalla seconda opera in programma, alla sua prima esecuzione italiana, a oltre cinquant’anni dalla composizione. Owen Wingrave di Benjamin Britten, in scena a Palazzo Ducale il 27 luglio (repliche 30 luglio e 3 agosto, ore 21), venne scritta nel 1970 negli anni in cui imperversava la guerra del Vietnam, contro la quale il musicista britannico prese una posizione ferma e irrevocabile. L’opera venne commissionata dalla BBC per la televisione (venne trasmessa nel 1971) e due anni dopo rappresentata al Covent Garden. Daniel Cohen,direttore musicale dello Staatstheater di Darmstadt dal 2018, presente nei cartelloni europei spesso in titoli poco eseguiti, guida l’Orchestra dell’Accademia Teatro alla Scala. La regia è di Andrea De Rosa, nome affermato sia nella prosa che nel teatro lirico, al suo debutto al Festival di Martina Franca, scene di Giuseppe Stellato, costumi di Ilaria Ariemme. Le voci principali saranno quelle del baritono Äneas Humm nel ruolo del protagonista, il tenore Ruairi Bowen (Lechmere), il soprano Charlotte-Anne Shipley (Miss. Wingrave) e il mezzosoprano Sharon Carty (Kate Julian), tutti specializzati nel repertorio inglese, affiancati da alcuni giovani cantanti selezionati dall’Accademia del Belcanto “Rodolfo Celletti” (Lucía Peregrino, Chiara Boccabella, Simone Fenotti e Chenghai Bao). Sul palco, coinvolgendo le giovani forze del territorio, il Coro di voci bianche della Fondazione Paolo Grassi, diretto da Angela Lacarbonara.
Opera di raro ascolto in Italia, L’Enfant et les sortilèges di Maurice Ravel nasceva 100 anni fa. La fantaisie lyrique su versi di Colette, dalla scrittura musicale moderna e innovativa e fra i capolavori della prima metà di Novecento, viene messa in scena, nella versione cameristica di Didier Puntos, nel Chiostro di San Domenico il 19 luglio (repliche 21, 24, 28 luglio, ore 21). Il progetto coinvolge anche L.A. Chorus, Lucania & Apulia Chorus (maestro del coro Luigi Leo)e il Coro di voci bianche della Fondazione Paolo Grassi diretto da Angela Lacarbonara. Alla produzione dell’opera è stata affiancata un’attività di laboratori didattici nelle scuole, per rendere partecipe un pubblico di giovanissimi, guidata dalla regista Rita Cosentino (già apprezzata in Aladino e la lampada magica di Rota nel Festival del 2024). Dirige l’ensemble strumentale Myriam Farina, già assistente di Fabio Luisi, mentre il cast sarà interamente formato dalle voci dell’Accademia del Belcanto “Rodolfo Celletti”, dodici promettenti talenti selezionati per l’occasione(L’Enfant sarà il mezzosoprano Elena Antonini), scene e costumi dell’illustratrice martinese Francesca Cosanti.
CONCERTI E INCONTRI
I concerti, che si alternano alle opere, vedranno la partecipazione di figure del mondo culturale non prettamente musicale, approfondendo il tema del Festival, “Guerre e pace”, attraverso la storia, passata e presente, e in tutte le sue declinazioni, dalla letteratura alla musica, con programmi di raro ascolto e alcune novità.
Irrompe con tutta la sua drammaticità la Sinfonia n. 14per soprano, basso, archi e percussioni op. 135 di Dmitrij Šostakovič, scritta nel 1969 sui testi di García Lorca, Apollinaire, Küchelbecker e Rilke e dedicata a Britten. L’appuntamento èa Palazzo Ducale il 1° agosto (ore 21)per il tradizionale concerto sinfonico. Il direttore musicale del Festival Fabio Luisi guida l’Orchestradell’Accademia Teatro alla Scala in una delle più originali e personali partiture del compositore sovietico, di cui nel 2025 ricorrono i 50 anni della morte. Voci soliste il soprano Lidia Fridman e il basso Adolfo Corrado.
Il concerto sacro di quest’anno, nella Basilica di San Martino (23 luglio, ore 21), sarà con l’Orchestra della Magna Grecia diretta da Maurizio Lomartire, in un programma che si sofferma su pagine di forte impronta spirituale del Novecento musicale: ancora un omaggio a Britten con le Les Illuminations per voce e orchestra, cui si affianca Silouan’s Song di Arvo Pärt, su un testo religioso in russo, e le rare esecuzioni di brani di Silvestrov, Rautavaara e altri autori, cui si aggiunge una prima assoluta, commissione del Festival, di Davide Tramontano, Cantus Antiquus, Novus Amor, per soprano e orchestra omaggio a Giovanni Pierluigi da Palestrina nel cinquecentenario della nascita, su testo dalle Confessiones di Sant’Agostino. Solista il soprano Gesua Gallifoco.
I Concerti del Sorbetto,nei chiostri di San Domenico e del Carmine di Martina Franca, saranno l’occasione per una lettura più completa e stimolante sulle opere in programma, veicolati da tre figure del mondo culturale che offriranno il loro personale sguardo. Sandro Cappelletto, musicologo e giornalista, in L’altro Ravel presenta alcuni lavori per voce e pianoforte del compositore francese (20 luglio, ore 18). In L’altro TancrediIlaria Narici, musicologa e direttrice scientifica della Fondazione Rossini, racconta dei brani musicali non inclusi nel Tancredi del Festival (26 luglio, ore 18). Con L’altro BrittenAlessandro Macchia, autore della prima monografia italiana sul musicista inglese, introduce una selezione di songs di Britten (2 agosto, ore 18). Per tutti e tre i concerti, protagoniste le voci dell’Accademia del Belcanto “Rodolfo Celletti”.
Fra le novità di quest’anno, spicca “In-chiostro: tra note e parole”. Ospiti quattro figure di cultura che dialogano con la musica attorno al tema della guerra e della pace trattato in diversi aspetti, in alcuni chiostri barocchi di Martina Franca e masserie del territorio. Si parte con Lucrezia Ercoli, docente, giornalista e direttrice di Popsophia, che nel concerto Musica Degenerata parla di “arte degenerata”, con la musica, da Korngold a Webern, eseguita dal Quartetto Adorno (20 luglio, ore 21). Stesso quartetto, cui si aggiunge la pianista Viviana Lasaracina, per l’incontro di Paolo Nori, scrittore e traduttore, che nel concerto Guerre e Paci racconta di come i grandi autori russi (Tolstoj, Dostoevskij) ci parlano della guerra e della pace (22 luglio, ore 21). Bianca Sorrentino, scrittrice e studiosa del mondo classico, si occupa del rapporto tra il mito e le arti contemporanee, introducendo La guerra ha volto di donna, concerto con musiche di autori classici e una prima esecuzione assoluta di Paolo Marzocchi, con gli artisti dell’Accademia del Belcanto “Rodolfo Celletti” e il pianista Alessandro Trebeschi (25 luglio, ore 21). Il barocco è protagonista dell’incontro di Luca Della Libera, docente e musicologo, fra i massimi studiosi di Alessandro Scarlatti, che in Combattuti miei pensieri tratta il tema della guerra nella musica del grande compositore barocco, di cui ricorre il tricentenario della morte; con i cantanti dell’Accademia “Rodolfo Celletti” e l’Ensemble De Finibus Terrae (31 luglio, ore 21).
Infine, con il ciclo “Trame in musica. Incontri d’autore in Valle d’Itria”, nelle storiche masserie e chiese del territorio pugliese, e nei chiostri di Martina Franca, quattro incontri fra parole e musica, con gli stessi artisti e autori di “In-chiostro” nella presentazione di recenti pubblicazioni: Lo spettacolo del male di Lucrezia Ercoli (19 luglio), Chiudo la porta e urlo di Paolo Nori (23 luglio), Pensare come Medea di Bianca Sorrentino (24 luglio) e il libro di prossima pubblicazione sulle Lettere della famiglia Scarlatti di Luca Della Libera (30 luglio).
APPROFONDIMENTI
Fedele al tema del Festival sarà anche il convegno di studi“Guerra e pace nell’opera” il 29 luglio presso l’Auditorium della sua sede, in collaborazione con l’Università degli Studi di Bari “Aldo Moro” e la Sorbonne Université, coordinata da Giovanni Dotoli. La giornata vedrà confrontarsi accademici, compositori, studiosi e musicologi sul tema della guerra e della pace nella storia della musica, con una particolare attenzione al repertorio operistico.
Durante tutto il periodo del Festival, Martina Franca si arricchisce della mostra fotografica Eyewitness: guerre e pace di Manoocher Deghati, inaugurata lo scorso 27 giugno, dislocata fra i vicoli e le piazze del centro storico. Fotogiornalista di fama internazionale (e residente a Martina Franca), Manoocher Deghati ha dedicato la sua vita a documentare i momenti più cruciali e toccanti della nostra epoca, a partire dalla rivoluzione iraniana del 1978 e dalla successiva guerra con l’Iraq nel suo paese natale, l’Iran. La mostra raccoglie 40 immagini emozionanti e significative, testimonianze vive di guerre, conflitti, processi di pace, momenti di gioia e celebrazione attraverso l’arte e la musica.
Il 51° Festival della Valle d’Itria è organizzato da Fondazione Paolo Grassi
con il sostegno di Ministero della Cultura, Regione Puglia, Puglia Promozione, Provincia di Taranto, Comune di Martina Franca, Comune di Cisternino, Camera di Commercio Brindisi-Taranto
in collaborazione con Accademia del Belcanto “Rodolfo Celletti”, European Festivals Association, Opera Europa, ItaliaFestival, Cidim
Con il contributo di BCC Locorotondo
Platinum Partner Torre Maizza - A Rocco Forte Hotel, EuroSpin
Mediapartnership SKY Classica
Major Partner Basile Srl, Elecronic’s Time, Relmef, Malu, Marraffa, Masseria Croce Piccola, Tagliatore, Werent
Biglietti: da 70 a 5 euro a seconda degli spettacoli e concerti; riduzioni disponibili per Senior, Under 30, Under 15. Tel. biglietteria 080 8407250, tutti i giorni ore 10-13 / 17-21, Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. . Acquisto on line su vivaticket.com
