L’Ape musicale

rivista di musica, arti, cultura

 

Verso la Luna

DOMENICA 20/07/2025

Omaggio a Elio Fiorucci
Il ricordo di Rai Cultura a dieci anni dalla scomparsa

Fiorucci è il nome di un uomo, di un modo di vedere il mondo, di un progetto imprenditoriale che ha cambiato la storia della moda italiana e non solo. Fiorucci è il nome di un fenomeno d’avanguardia che, a partire dalla fine degli anni Sessanta, ha rivoluzionato il Pop, un mondo dentro il quale convivono tante parti di mondo, culture, tendenze, innovazioni, arti. È la velocità con cui cambiano le mode. È la creatività capace di creare un territorio in cui la cultura e i consumi non sono più scissi. Al fenomeno Elio Fiorucci Rai Cultura dedica la puntata di “Italiani” firmata da Ilaria Dassi per la regia di Ai Nagasawa, con l’introduzione di Paolo Mieli, in onda domenica 20 luglio alle 12.00 su Rai Storia a dieci anni dalla scomparsa. Lo stilista diventa egli stesso un’icona del mondo che rappresenta. Perché le novità che propone coincidono con i desideri degli acquirenti, perché è un cosmopolita che quando viaggia non entra solo nei musei, ma si incanta, come fa la generazione del rock e del pop, davanti alle minigonne di Mary Quant, ai kilt riadattati, alle pianelle cinesi, ai montoni afgani, ai camicioni messicani, e soprattutto davanti alle pubblicità americane della Coca-Cola, delle donnine con le forme a cuore, delle ragazzine con i calzettoni, le treccine e le magliette a righe. Fiorucci regala sogni quotidiani, perché nei suoi negozi fa circolare il sound dei Beatles, offre caffè, ha un mercatino dell’usato, perché ha fatto dei suoi store posti meravigliosi in cui trascorrere il pomeriggio.
Fiorucci vince perché propone la felicità, da sempre simbolo del suo modo di essere: dagli angioletti vittoriani degli esordi ai nanetti del periodo di Love Therapy, dalle manette di peluche alle t-shirt con Topolino, Fiorucci costruisce un mondo ludico, infantile e malizioso allo stesso tempo, favolistico ma anche immerso nella realtà. Fiorucci è un mito, perché fa le cose con il cuore, perché la sua filosofia è semplice ma rivoluzionaria: L’amore rende magica la vita. Lo ricordano la sorella Floria Fiorucci; la figlia Erica Fiorucci; la ex moglie Cristina Rossi Fiorucci; Franco Marbelli, architetto; Maria Luisa Frisa, Direttore del Corso di laurea in Design della moda e Arti multimediali IUAV Venezia; Luisa Valeriani, storica dell’arte e della moda (Accademia di Belle Arti di Roma e Università La Sapienza); gli imprenditori Renzo Rosso e Stefano Beraldo; e Gianluca Lo Vetro, giornalista di costume e critico di moda.

1969, niente come prima 
Luglio

I fatti più importanti del luglio 1969 raccontati attraverso i repertori e telegiornali Rai, e commentati da Mauro Canali, sono al centro dell’appuntamento con “1969, niente come prima”, in onda domenica 20 luglio alle 18.30 su Rai Storia. Il mese di luglio 1969 si apre il primo giorno con l'investitura come principe di Galles di Carlo d'Inghilterra, nel castello di Carnarfon. Il 3 luglio scoppiano tafferugli tra operai e forze dell'ordine in Corso Traiano a Torino, in appoggio agli scioperi della Fiat Mirafiori. È il prologo dell'"autunno caldo". Il Cantagiro viene vinto da Massimo Ranieri con "Rose Rosse", bruciando “Acqua Azzurra, acqua chiara" di Lucio Battisti, che ha appena pubblicato il suo primo Lp. Ma il fatto centrale, l'evento che rimane nella memoria di chi l'ha vissuto, sono gli otto giorni che abbracciano l'impresa dell'Apollo 11, dal 16 al 24 del mese, che porta per la prima volta due uomini sul suolo lunare e un terzo a comandare il modulo Lunare. Gli occhi del mondo, tramite le telecamere e la rete dei satelliti della mondovisione, sono puntati il 16 luglio per il lancio da Cape Kennedy, in Florida, del Saturno V, il razzo vettore che porta il modulo Lem, con i tre astronauti a bordo - Neil Armstrong, Buzz Aldrin e Michael Collins, tutti del 1930 - verso la Luna. La Rai, come tutte le televisioni del mondo, si è preparata da mesi a un evento di tale portata. Alle ore 19 del 20 luglio 1969, sul Primo Canale Tv, parte la sigla che apre le 25 ore di diretta non stop (che diverranno 28). Conduttori dallo studio 3 di via Teulada sono Andrea Barbato, Tito Stagno, Piero Forcella, affiancati dal professor Enrico Medi, luminare di fisica. Più di 19 milioni di italiani seguiranno gran parte delle 28 ore, e almeno 8 sono svegli quando, alle 4.57 (ora italiana), avviene il primo passo sulla luna del trentanovenne Neil Armstrong in diretta Tv. 

Passato e presente
Viaggio verso la Luna

Luglio 1969. Neil Armstrong e Buzz Aldrin compiono la prima storica passeggiata dell’uomo sulla Luna. In occasione dell’anniversario dell’allunaggio, Paolo Mieli e lo storico Mauro Canali ne parlano a Passato e presente domenica 20 luglio alle 20.30 su Rai Storia. La storia che porta a quel traguardo comincia 12 anni prima, quando i russi, in piena guerra fredda, mandano nello spazio il primo satellite artificiale: lo Sputnik. Da quel momento comincia una corsa tra le due superpotenze per ottenere i migliori risultati nell’ambito della ricerca spaziale. Inizialmente i sovietici sembrano più avanti. Sono loro a mandare il primo essere vivente nello spazio, la cagnetta Laika, e poi il primo uomo: il maggiore Yuri Gagarin. Ma negli anni, grazie a ingenti investimenti, gli americani recuperano terreno e nel 1968 saranno loro i primi a far compiere il giro della Luna a tre astronauti con la missione Apollo 8. L’anno successivo porteranno a termine la missione definitiva: l’Apollo11.

Binario cinema
Cognome e nome: Lacombe Lucien

Francia, 1944. Respinto dai partigiani, Lucien si unisce ai nazisti, ma si innamora di una ragazza ebrea e cerca di salvarla. È la storia del film di Louis Malle “Cognome e nome: Lacombe Lucien”, in onda domenica 20 luglio alle 21.10 su Rai Storia per il ciclo “Binario cinema”. Nel cast, Ave Ninchi, Aurore Clément, Pierre Blaise, Holger Lawenadler, Thérèse Giehse. Scritto col premio Nobel Patrick Modiano, il film è stato candidato a Oscar e Golden Globe nel 1975 e ha vinto ai Bafta. 
 

LUNEDI’ 21/07/2025

Passato e Presente
Savonarola santo o eretico

Alla fine del Quattrocento, Firenze è nel suo massimo splendore: culla del Rinascimento e dominata da Lorenzo de’ Medici. Ma un frate domenicano, Girolamo Savonarola, scuote la città con le sue prediche contro la corruzione dei potenti e il lusso sfrenato. Un personaggio raccontato da Paolo Mieli e dallo storico Alessandro Barbero a “Passato e Presente” in onda lunedì 21 luglio alle 13.15 su Rai3 e alle 20.30 su Rai Storia. Lorenzo non riesce a fermarlo. E quando il suo erede, Piero, viene cacciato dalla città nel 1494, Savonarola diventa il padrone di Firenze. Ma i suoi nemici crescono: il partito mediceo, le potenze straniere e soprattutto il papa Alessandro VI, che lo scomunica. Firenze, minacciata dall’interdetto papale, lo abbandona. Il frate finisce processato per eresia e arso sul rogo nel 1498.

Italia. Viaggio nella bellezza
L’Amerigo Vespucci, patrimonio italiano

Un viaggio nella bellezza speciale a bordo della nave più antica della Marina militare italiana, l’Amerigo Vespucci, connubio perfetto di storia e modernità: è “L’Amerigo Vespucci, patrimonio italiano”, di Keti Riccardi, in onda lunedì 21 luglio alle 21.10 su Rai Storia per “Italia. Viaggio nella bellezza”.  Varato nel 1931, costruito per addestrare gli allievi ufficiali dell’Accademia Navale, dopo quasi un secolo di vita, l’elegante veliero, definito la nave più bella del mondo, interpreta ancora alla perfezione il ruolo di nave scuola, sulla scia dell’antica tradizione marinaresca. A vent’anni dalla sua ultima circumnavigazione, nave Vespucci ha preso il largo per un nuovo viaggio intorno al mondo che ha raggiunto cinque continenti, trenta nazioni, trentacinque porti.   
Padrone del mare, ha attraversato, per la prima volta, Capo Horn, l’Everest dei marinai. Un’impresa che rimarrà nella storia. Autorevole simbolo dell’Italia, come un’ambasciata galleggiante, ha svolto un’importante missione diplomatica e culturale, accogliendo a bordo, personalità e capi di Stato e promuovendo, attraverso il Villaggio Italia, visitato da migliaia di persone, le eccellenze del Made in Italy, dopo aver portato l’Italia nel mondo, ha proseguito il suo viaggio in diciotto porti del Mediterraneo, per restituire agli italiani l’esperienza di questi due anni di esplorazioni, scoperte e incontri straordinari, che l’hanno resa un’autentica icona nazionale.

Storia delle nostre città
Ravenna. Un tesoro d'acqua

È Ravenna, città dal destino legato al suo territorio lagunare, la protagonista di “Storia delle nostre città”, in onda lunedì 21 luglio alle 22.10 su Rai Storia. Anche se l'origine di Ravenna è antichissima, fu con Giulio Cesare che si ebbe l'ingresso trionfale della città nella storia. A Ravenna, Cesare era solito passare l'inverno e proprio da Ravenna sarebbe partito per la conquista di Roma, dopo aver attraversato il Rubicone nel 49 avanti Cristo. Dopo i fasti romani, inizia per Ravenna un periodo di decadenza, ma al tempo stesso si apre uno dei capitoli più importanti di tutta la sua storia. Nel 402, Ravenna verrà scelta come capitale dell'Impero d'occidente da Onorio, al quale succederà Valentiniano III, che regna a Ravenna sotto la tutela della madre Galla Placidia, figlia di Teodosio. Dopo la caduta dell'Impero, nel 476, l'Italia cade sotto il dominio del barbaro Odoacre, il quale sceglie ancora Ravenna come capitale, come del resto faranno anche Teoderico e, dopo la fine della dominazione gota, gli esarchi di Bisanzio. Dopo l'invasione dei Longobardi si apre per Ravenna la dominazione degli arcivescovi che prelude a quella veneziana che si concluderà nel 1509, quando la città viene consegnata a Giulio II. Dopo la signoria veneta comincia per Ravenna un travagliato cammino di decadenza che ha inizio con la famosa battaglia di Ravenna del 12 aprile 1512, la prima grande battaglia dell'era moderna nella quale venne utilizzata per la prima volta l'artiglieria mobile. Durante la dominazione napoleonica Ravenna è sotto la Francia e farà parte prima della Repubblica Cispadana quindi della Cisalpina; infine tornerà di nuovo sotto la dominazione pontificia. Il periodo risorgimentale trova in Ravenna un terreno fertile e in questi anni, grazie anche all'operato del poeta George Byron, si diffonde la Carboneria. Ravenna, inoltre, è determinante nella vicenda che consentì a Giuseppe Garibaldi di sfuggire agli austriaci. Costretto ad abbandonare Roma nel luglio del 1849, Garibaldi trova rifugio nell'agosto dello stesso anno in un capanno nascosto fra i pini, dove raccoglierà anche l'ultimo respiro della moglie Anita. Coi plebisciti del 1860 Ravenna non fa più parte del governo pontificio, ma viene annessa al Regno di Sardegna che poi diventerà Regno d'Italia. Dopo un periodo di crisi durante il quale la città si dibatte in gravi problemi sia politici che economici, Ravenna inizia la sua ascesa che passerà attraverso la bonifica e il lavoro agricolo, ma soprattutto attraverso il mare.

MARTEDI’ 22/07/2025

Su Rai Storia i Servizi speciali di Indro Montanelli
Nell’anniversario della scomparsa il ricordo di Rai Cultura

Venezia, Portofino, Firenze: sono queste le città al centro dei doc firmati da Indro Montanelli, andati in onda rispettivamente nel 1969, nel 1973 e nel 1972 per i “Servizi speciali del telegiornale”, e che Rai Cultura ripropone da martedì 22 luglio alle 18.45 su Rai Storia in occasione dell’anniversario della scomparsa del giornalista, avvenuta il 22 luglio 2001.

Si parte da Venezia, dove Montanelli annuncia subito, in apertura di documentario, come l’obiettivo non sia quello di esaltare la città lagunare, ma di denunciare lo stato di degrado dei monumenti, la difficoltà del restauro delle opere d' arte in pietra e marmo che si degradano a causa dell'inquinamento atmosferico; i rischi cui sono sottoposte le abitazioni a causa del moto ondoso aumentato dai mezzi motorizzati e soprattutto dal fenomeno dell'acqua alta aggravato negli ultimi dieci anni, di cui analizza le cause.

Mercoledì 23 luglio si approda a Portofino: qui Montanelli denuncia la speculazione edilizia compiuta sulla riviera di Levante della Liguria che definisce 'Rapallizzazione'; analizza i problemi economici, sociali, ambientali della città, sottolineando le difficoltà di protezione del territorio dovute anche alla limitatezza dalle risorse a disposizione del Corpo Forestale dello Stato, mancata costruzione della rete fognaria del paese, congestione del traffico sulla strada di collegamento con Santa Margherita.

Si chiude giovedì 24 luglio a Firenze, dove Montanelli parla del salvataggio della città a seguito dell'alluvione che la devastò il 4 novembre 1966 con l'esondazione del fiume Arno e della sua visita, a distanza di un quinquennio, per verificare lo stato di ripresa della città.

Passato e Presente
Weiss e Gemelli la psicanalisi e la Chiesa

Trieste, all’inizio del Novecento, è la culla della psicoanalisi italiana: qui scrittori come Italo Svevo e Umberto Saba incrociano il pensiero di Freud, grazie anche all’opera pionieristica dello psichiatra Edoardo Weiss. Ma la “nuova scienza dell’inconscio” incontra presto degli ostacoli: la diffidenza della psichiatria tradizionale, l’ostilità di una parte del regime fascista e la ferma opposizione della Chiesa. Primo tra tutti il frate-psichiatra Agostino Gemelli, fondatore dell’Università Cattolica. Le leggi razziali del 1938 costringeranno Weiss all’esilio. Solo dopo la guerra, e con il Concilio Vaticano II, la psicoanalisi troverà spazio in Italia, aprendosi a un dialogo con la cultura cattolica. Ne parlano Paolo Mieli e lo storico Alberto Melloni a Passato e presente in onda martedì 22 luglio alle 13.15 su Rai3 e alle 20.30 su Rai Storia.

Un mondo diviso
Il giardino oltre il muro

Nel 1941, la trentaduenne Hedwig Hoess e i suoi figli non vedono l'ora di trasferirsi nella loro nuova casa: Auschwitz. Suo marito Rudolf è appena stato promosso comandante del campo di concentramento. Orgogliosa e piena di grandi progetti, Hedwig allestisce la villa ufficiale e ne cura l'ampio giardino, creando un vero e proprio idillio all'ombra dell'inferno, proprio accanto alle mura e alle torri di guardia del campo. Prosegue il racconto de “Un mondo diviso”, la serie Rai Cultura in onda martedì 22 luglio alle 21.10 su Rai Storia, che segue da vicino sei persone provenienti da paesi e ambienti diversi, dalla Seconda guerra mondiale agli anni Sessanta.

La notizia scioccante che giunge a Golda Meir a Tel Aviv, intanto, è stata a sua volta diffusa clandestinamente da Auschwitz: i nazisti stanno sistematicamente uccidendo gli ebrei in massa nei loro campi di sterminio. Allo stesso tempo, la minaccia le si sta avvicinando sempre di più: le truppe tedesche stanno avanzando in Nord Africa, non lontano dal Mandato britannico della Palestina. Ma Golda Meir non si arrenderà senza combattere. 

Nell'estate del 1941, a Kiev, il segretario del partito comunista Nikita Krusciov e la sua famiglia sono sorpresi dall'invasione dell'Unione Sovietica da parte delle truppe tedesche. Krusciov è sbalordito dalla scarsa preparazione del suo Paese alla guerra. Stalin, il capo di Stato capo di Stato sovietico, lo invia al fronte. A Stalingrado, per difendere l'Unione Sovietica contro l'avanzata dei tedeschi a tutti i costi. Allo stesso tempo, cerca di portare in salvo la sua famiglia. La puntata è introdotta e contestualizzata dal professor David Bidussa.

'14-'18: Grande Guerra cento anni dopo
Trincee d’inchiostro

Solo per l’Italia, secondo dati ufficiali, tra il 1915 e il 1918 furono scritte e inviate quasi 4 miliardi di lettere. Più di 2 miliardi partirono dalla prima linea: vere e proprie “trincee d’inchiostro”, rilette da “’14-’18: la grande guerra cento anni dopo”, in onda martedì 22 luglio alle 22.10 su Rai Storia. I destinatari di quelle lettere erano al fronte interno, un fronte distante dalla guerra, lontano dagli assalti e dai bombardamenti, ma coinvolto pienamente nello sforzo bellico.  A quel mondo lontano si rivolgevano con il pensiero e la penna migliaia di combattenti. Per quel mondo forse perduto molti impararono a scrivere, perché scrivere significava ricongiungersi anche solo per un attimo al rassicurante ambiente familiare, significava fuggire dall’orrore della guerra. Perché scrivere significava esserci ed esistere quando l’esistenza stessa era quotidianamente messa in pericolo.

MERCOLEDI’ 23/07/2025

Storie della TV
Oltre confine. Le voci dei corrispondenti Rai

Le sedi di corrispondenza della Rai sono il frutto di una lenta trasformazione: una serie di finestre sul mondo che hanno contribuito a raccontare il resto del mondo, e a testimoniare grandi momenti della storia del Novecento. A 25 anni dalla scomparsa di una delle figure rimaste impresse nell’immaginario collettivo, quella di Sandro Paternostro, Rai Cultura ripropone “Storie della Tv”, il programma con la consulenza e la partecipazione di Aldo Grasso, in onda mercoledì 23 luglio alle 15.15 su Rai Storia. Dagli Stati Uniti a Mosca, da Londra a Parigi, fino alla Cina di oggi, la Rai ha raccontato i luoghi attraverso le persone, corrispondenti diventati “ambasciatori” italiani in giro per il mondo: da Sandro Paternostro a Ruggero Orlando, fino a Demetrio Volcic.

Passato e Presente
Mussolini e le donne

Nel corso della sua vita, Benito Mussolini intrecciò relazioni con numerose donne, molto diverse tra loro per temperamento e provenienza sociale. Alcune furono figure chiave nei momenti cruciali della sua ascesa e del suo potere. Rachele Guidi, Ida Dalser, Margherita Sarfatti e Claretta Petacci non furono semplici comparse nella vita del Duce: ciascuna, a modo suo, lasciò un segno profondo, influenzando sia la sua sfera privata sia la sua carriera politica. Attraverso le complesse dinamiche di questi rapporti si riflettono non solo i tratti più intimi della personalità di Mussolini, ma anche l’immagine e il ruolo che il fascismo riservava alla donna nella società dell’epoca. Ne parlano Paolo Mieli e la storica Fiamma Lussana a “Passato e Presente”, in onda mercoledì 23 luglio alle 13.15 su Rai3 e alle 20.30 su Rai Storia.

Inimitabili
Giovannino Guareschi

Giovannino Guareschi è uno dei pochi scrittori italiani tradotti in tutto il mondo, le cui opere, a oltre cinquant'anni dalla morte, continuano a essere pubblicate ovunque. Illustratore, umorista, fondatore di periodici, Guareschi è stato il "papà" di Don Camillo e Peppone, la cui fama, cartacea e cinematografica, non ha mai visto fine, anche trasformando Brescello in set permanente. È lui il personaggio che Edoardo Sylos Labini racconta in "Guareschi. Il bastian contrario" per la serie "Inimitabili", il programma di Rai Cultura che intreccia il documentario storico all’interpretazione teatrale, nella puntata riproposta mercoledì 23 luglio alle 21.10 su Rai Storia in occasione dell’anniversario della scomparsa (22.07.1968). Edoardo Sylos Labini ricostruisce la biografia e le battaglie politiche e culturali di Guareschi, dall'esordio giornalistico durante il Ventennio allo scandalo De Gasperi, passando per il Candido e le elezioni del 1948, fino alla decisione di tornare a vivere nella sua Bassa a Roncole Verdi, in quel "mondo piccolo" dove tutto ha avuto inizio. Nella puntata intervengono gli storici Giuseppe Pardini e Giuseppe Parlato, il direttore del Memoriale del campo di internamento di Sandbostel Andreas Ehresmann, il giornalista Marco Ferrazzoli e Alberto Guareschi, figlio di Giovannino.

GIOVEDI’ 24/07/2025

Passato e presente
Jules Verne, inventore del futuro

È dalla tranquilla provincia francese della città di Amiens che Jules Verne immagina il futuro, anticipando i passi del progresso come forse nessuno al suo tempo. Un personaggio raccontato da Paolo Mieli e dalla storica Carlotta Sorba a Passato e presente in onda giovedì 24 luglio alle 13.15 su Rai3 e alle 20.30 su Rai Storia. Frequentatore di circoli letterari e amico dei Dumas, si appassiona presto alla scienza, alla geografia e alla tecnologia, preferendo alla professione giuridica la carriera letteraria. L’incontro decisivo, nel 1862, con il suo editore Pierre-Jules Hatzel apre al giovane scrittore un percorso costellato di viaggi immaginari stupefacenti: dal sottosuolo alla luna fino a sotto ai mari, dai luoghi incontaminati dell’Africa nera fino alla circumnavigazione intorno al mondo. In studio, con paolo Mieli, la storica Carlotta Sorba.

5000 anni e +. La lunga storia dell'umanità
L'uomo dietro la maschera di ferro

Un "giallo” che – nonostante il perimetro circoscritto di “candidati” - genera ancora scontri e dibattiti tra gli esperti è la reale identità della persona. Chi era l’uomo con la maschera di ferro? L’interrogativo è al centro dell’appuntamento con Giorgio Zanchini in “5000 anni e più. La lunga storia dell’umanità”, in onda giovedì 24 luglio alle 21.10 su Rai Storia. Ospite in studio la professoressa Alessandra Necci. Era un semplice cameriere? O era un parente di sangue del Re Sole? E se, come dicono alcuni, l'uomo con la maschera di ferro fosse il fratellastro di Luigi XIV? Se così fosse, la Storia della Francia e dell'Europa sarebbe molto diversa. Nello stile di un'indagine di polizia, storici, ricercatori, antropologi propongono diverse piste da esaminare per dare una spiegazione al segreto meglio custodito nella storia della Francia. 

RAInchieste
Viaggio nel Sud

Vent’anni di inchieste a puntate che hanno caratterizzato la Televisione della Rai, da fine anni ‘50 a fine anni ’70: li ripercorre “RAInchieste”, in onda da giovedì 24 luglio alle 22.10 su Rai Storia. Condotto da Giorgio Zanchini, il programma ripropone inchieste firmate da grandi giornalisti, spesso anche registi di questi documentari, o da grandi registi, che si fecero cronisti di un Paese, o di un mondo, in rapida trasformazione, con l’ausilio dei migliori tecnici Rai. Racconti sospesi tra macchine da scrivere, cineprese e microfoni, girati nel formato 16 millimetri in bianco e nero, i colori della Tv di allora. Alcuni documentari degli anni ‘70 vennero girati a colori, preannunciando il futuro della televisione italiana. Erano inchieste a puntate, di numero variabile a seconda dell’argomento, tutte unite dall’uso copioso dalla registrazione in “presa diretta” delle voci degli intervistati, spesso elle persone comuni di quell’Italia, e anche testimonianze e riflessioni di intellettuali chiamati a riflettere sui temi di queste inchieste. Strade, luoghi e persone di un’Italia che non c’è più o, se c’è ancora, è meno visibile di allora. La prima puntata è una sintesi dell’inchiesta del 1958 “Viaggio nel sud”: in dieci puntate, il documentarista Rai Virgilio Sabel (1920-1989), insieme agli scrittori Giose Rimanelli (1925-2018) e Giuseppe Berto (1914-1978), percorre in lungo e in largo il Meridione e le Isole d’Italia intorno al tema della “questione meridionale”, sui problemi e le contraddizioni della realtà sociale del Mezzogiorno. Attraverso interviste dirette a persone comuni, piccoli imprenditori, donne e uomini di ogni età e condizione sociale, Virgilio Sabel e i suoi consulenti umanizzano e danno volto ai problemi trattati. Come si precisa nella presentazione del Radiocorriere: “Non si tratta di una passeggiata alla ricerca di folklore locale ma di una seria indagine che presenti con chiarezza un mondo in piena trasformazione”.

VENERDÌ 25/07/2025

L'ultima notte del regime
I verbali di Luigi Federzoni

Nella notte tra il 24 e il 25 luglio del 1943, a Palazzo Venezia va in scena l’ultimo atto del regime fascista. Per l’Italia è il terzo anno di guerra. Le sconfitte e l’invasione del territorio nazionale, cominciata il 10 luglio con lo sbarco alleato in Sicilia, hanno gettato il paese in una profonda crisi. I gerarchi fascisti, riuniti nel Gran Consiglio per discutere della disastrosa situazione militare, per la prima volta osano negare la loro fiducia a Mussolini. Con 19 voti su 28, approvano l’ordine del giorno presentato da Dino Grandi che invita il sovrano a riappropriarsi del comando delle Forze armate e a riprendere la guida delle istituzioni. Vittorio Emanuele III, dopo un breve colloquio a Villa Savoia, revoca a Mussolini l’incarico di capo del governo e lo fa arrestare, ponendo fine al regime fascista. Nell’anniversario della caduta del fascismo, Rai Cultura ripropone “L’ultima notte del regime. I verbali di Federzoni”, in onda venerdì 25 luglio alle 18.15 su Rai Storia. Dell’ultima seduta del Gran Consiglio, finora, si sono potuti leggere solo resoconti e libri di memorie pubblicati dai gerarchi negli anni successivi. Mussolini ordina che la riunione si svolga come una sorta di comitato segreto: la stampa non dà notizia della sua convocazione, non esistono documenti filmati o fotografici né un verbale ufficiale, perché il duce vieta la presenza di stenografi. Eppure, oggi, dopo più di settant’anni, ci sono prove che durante quella riunione almeno un verbale siastato scritto. La Direzione Generale degli Archivi ha annunciato il ritrovamento e l’acquisizione di due documenti inediti rinvenuti tra le carte appartenute al gerarca fascista Luigi Federzoni, due verbali di eccezionale importanza che gettano una nuova luce sull’ultima seduta del Gran Consiglio e sul comportamento dei gerarchi responsabili della caduta di Mussolini. Il primo, di nove pagine scritte a matita, è costituito dagli appunti che Federzoni prese nel corso delle discussioni. Il secondo, di 22 pagine, compilato probabilmente il giorno successivo, riporta gli interventi dei gerarchi in modo più esteso e particolareggiato. Ma Federzoni aveva già dato la sua versione dei fatti: nel 1967, in appendice ad un suo libro di memorie, “Italia di ieri per la storia di domani”, aveva pubblicato un lungo resoconto della riunione di 41 pagine a stampa. Il contenuto dei documenti appena riemersi, però, rimette tutto in discussione. L’unico dato a restare certo è che il 25 luglio si chiude la storia del regime fascista. Ma ciò che è accaduto quella notte è una storia ancora tutta da scrivere.

Passato e presente
Dino Grandi, l’uomo che sconfisse Mussolini

Scampato a un attentato, Dino Grandi entra nel fascismo e in breve tempo emerge come uno dei principali leader del movimento in Emilia-Romagna. Fin dagli inizi, però, si distingue per idee spesso in contrasto con quelle di Mussolini, assumendo posizioni autonome su molte questioni di politica interna ed estera. Attraverso documenti come il Diario di Lisbona, si ricostruisce il profilo di un fascista atipico, capace di proporre una visione alternativa all’ortodossia del regime. La sua alterità si rivelerà decisiva nella notte tra il 24 e il 25 luglio 1943, quando l’ordine del giorno da lui presentato porterà alla destituzione del Duce. Una svolta storica che segnerà la fine del fascismo e cambierà per sempre il destino politico di Grandi. Ne parlano Paolo Mieli e lo storico Francesco Perfetti a “Passato e Presente”, in onda venerdì 25 luglio alle 13.15 su Rai3 e alle 20.30 su Rai Storia nel giorno dell’anniversario del Gran Consiglio del Fascismo del 1943.

Dopo il caos
Varsavia, la città fenice

Una città pesantemente bombardata durante i blitz tedeschi nel 1940 – 1941: Londra. Una capitale sotto attacco raccontata dal professor Gregory Alegi in “Dopo il caos”, la serie che racconta come alcune città, rase al suolo da intensi bombardamenti durante la Seconda guerra mondiale, siano state in grado di reiventarsi in tempi record, in onda venerdì 25 luglio alle 21.10 su Rai Storia. Un milione di edifici vennero distrutti e 30 mila londinesi persero la vita. Dal giugno 1944 al maggio 1945, i missili tedeschi V-1 e V-2 fecero tremare ancora una volta i londinesi. La ricostruzione dei quartieri devastati della capitale britannica trasformò il paesaggio urbano, e ne fecero una città moderna e multiculturale, che mescola stili ed epoche. Prima della Seconda guerra mondiale, l'edificio più alto della città era la Cattedrale di San Paolo, risparmiata miracolosamente dalle bombe, che divenne il simbolo della resistenza e della rinascita della città.

Primi sull’Everest

La storica impresa degli alpinisti Tenzing Norgay ed Edmund Hillary che per primi il 29 maggio 1953 scalarono l’Everest, la montagna più alta della Terra è al centro dello speciale “Primi sull’Everest” in onda venerdì 25 luglio alle 22.10 su Rai Storia

SABATO 26/07/2025

Passato e Presente
Clement Attlee, un laburista conservatore

Clement Attlee appartiene a una strana, rarissima specie di leader, fatta di uomini apparentemente ordinari, eternamente sottovalutati e, forse proprio per questo, straordinariamente efficaci nella loro azione. Un personaggio raccontato, a 80 dall’elezione a primo ministro, da Paolo Mieli e dallo storico Luigi Bruti Liberati a Passato e presente in onda sabato 26 luglio alle 20.30 su Rai Storia.

Senza la sua lunga leadership del partito laburista, ottenuta quasi per caso nel 1935, molte cose sarebbero potute andare diversamente nella storia del Regno Unito e del mondo.  Forse Churchill non avrebbe guidato la Gran Bretagna nella sua “ora più buia”.  Forse il processo di dissoluzione dell’impero britannico avrebbe richiesto più tempo e avrebbe comportato maggior spargimento di sangue.  Forse l’Inghilterra del dopoguerra non avrebbe saputo costruire un sistema di welfare così completo ed integrato da fungere da modello per il resto del mondo.  In studio, con Paolo Mieli, lo storico Luigi Bruti Liberati.

Cinema Italia
Il gatto

Amedeo e Ofelia, avidi fratelli, sono proprietari di un decrepito palazzo romano a fitto bloccato. Quando ricevono una ricca offerta per vendere l'immobile, cercano di sfrattare tutti gli inquilini. Per poter indagare nelle loro case e nelle loro vite, sfruttano la morte per avvelenamento del loro gatto. Una storia raccontata da Luigi Comencini nel film “Il gatto” in onda sabato 26 luglio alle 21.10 su Rai Storia, per il ciclo “Cinema Italia”. Nel cast, Ugo Tognazzi, Mariangela Melato, Michel Galabru, Dalila Di Lazzaro, Aldo Reggiani, Philippe Leroy, Adriana Innocenti, Mario Brega.

Documentari d’autore
Notturno

Girato nel corso di tre anni ai confini fra Siria, Iraq, Kurdistan e Libano, il film documentario mette a fuoco, da diverse prospettive, buio e luci della vita quotidiana degli abitanti di una regione del Medio Oriente martoriata dalla guerra. Costruisce un’unità “umana” al di là delle divisioni geografiche grazie ad una narrazione per immagini e incontri ravvicinati, fra interni intimi e drammatici ed esterni segnati da divisioni e conflitti. “Notturno” è stato presentato in concorso alla 77ª Mostra internazionale d'arte cinematografica di Venezia (2020). Di Gianfranco Rosi, “Notturno” andrà in onda sabato 26 luglio alle 23.00 su Rai Storia per il ciclo “Documentari d’autore”.


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