Federico II, stupor mundi
DOMENICA 17/08/2025
Passato e presente
Alleati prigionieri degli italiani
Durante la guerra in Nord Africa, i prigionieri alleati catturati dalle forze dell’Asse venivano inizialmente rinchiusi in circa venti campi di transito in Libia, dove le condizioni erano molto dure. Dopo soste che potevano durare anche sei mesi, venivano trasportati in Italia su navi cargo, spesso stipati nelle stive in condizioni ancora peggiori. Molti di loro morivano durante il viaggio, poiché diverse imbarcazioni venivano affondate dalla marina e dall’aviazione alleata. Ne parlano Paolo Mieli e la storica Isabella Insolvibile a “Passato e Presente”, in onda domenica 17 agosto alle 20.30 su Rai Storia.
Giunti in Italia, la situazione non migliorava: la carenza di risorse che colpiva anche la popolazione italiana si rifletteva sulla vita dei prigionieri. Solo grazie ai pacchi alimentari inviati dalla Croce Rossa Internazionale e dai familiari in Gran Bretagna riuscivano a sopravvivere con qualche sollievo.
La gestione caotica dei campi da parte italiana e la brutalità di alcuni comandanti portarono a numerose violazioni delle convenzioni internazionali sul trattamento dei prigionieri, in alcuni casi configurabili come veri e propri crimini di guerra. Nonostante i processi avviati alla fine del conflitto, l’Italia ne uscì con una sostanziale impunità.
Binario cinema
Red Joan
Un film tratto da una storia vera: è “Red Joan”, diretto da Trevor Nunn, in onda domenica 17 agosto alle 21.10 su Rai Storia per il ciclo “Binario Cinema”. Il film racconta la vicenda dell’inglese Joan Stanley, una casalinga anziana che conduce una vita tranquilla e umile che, nei primi anni del terzo millennio, viene improvvisamente arrestata con l'accusa di essere stata una spia al servizio del comunismo negli anni del college, tra la fine degli anni Trenta e l'inizio dei Quaranta. Nei panni di Joan, Sophie Cookson e Judi Dench. Il film è tratto dal romanzo “La ragazza del Kgb” di Jennie Rooney, ispirato alle controverse vicende della vita di Melita Norwood, la spia britannica più longeva del Kgb. Nel cast anche Stephen Campbell Moore, Tom Hughes, Ben Miles.
LUNEDI’ 18/08/2025
Omaggio ad Alain Delon
Il ricordo di Rai Cultura a un anno dalla scomparsa
Per ricordare Alain Delon, scomparso il 18 agosto 2024, Rai Cultura ripropone la sua intervista del 1974 con Gianni Bisiach in “Incontri”, in onda lunedì 18 agosto alle 19.15 su Rai Storia. Nell’intervista - realizzata sul set del film “Borsalino and Co.” diretto da Jacques Deray e sequel della pellicola “Borsalino” del 1970 – l’attore francese si sofferma sulla sua vita privata e professionale, riflettendo anche sulla vecchiaia, sulle debolezze del suo carattere e sulla passione per i cavalli.
A impreziosire il tutto, le testimonianze di attori e registi che avevano lavorato o collaborato con Delon, tra i quali Luchino Visconti, Claudia Cardinale, Burt Lancaster e Michelangelo Antonioni.
Passato e Presente
Federico II, stupor mundi o anticristo?
Federico di Svevia, imperatore del Sacro Romano Impero, stupor mundi, da sempre è considerato uno dei personaggi più affascinanti della storia europea. Lo raccontano Paolo Mieli e il professor Alessandro Barbero a Passato e presente in onda lunedì 18 agosto alle 13.15 su Rai 3 e alle 20.30 su Rai Storia. L’uomo più eccezionale del suo tempo, per interessi, cultura e capacità di vedere un mondo nuovo, stupisce i suoi contemporanei, da molti è amato e adorato, ma per i suoi detrattori è addirittura l’Anticristo. Una contraddizione che sembra la cifra della sua esistenza, quella di uomo capace di tutto e del contrario di tutto: di organizzare una crociata e di essere scomunicato; di cacciare i musulmani dalla Sicilia e di fondare una città islamica in Puglia. Il giudizio su di lui continua a dividere anche gli storici contemporanei, che oscillano tra visioni superomistiche e interpretazioni che cercano di ricondurre la sua immagine a un’improbabile normalità.
Una serata alla scoperta della Puglia
Dal “sacro” Gargano a Lecce
La sacralità del Gargano e lo splendore barocco di Lecce: due aspetti della cultura e dell’arte pugliese al centro della serata di lunedì 18 agosto dalle 21.10 su rai Storia. Si comincia con “Il sacro Gargano” per la serie “Italia. Viaggio nella bellezza”: il promontorio del Gargano è di fatto una montagna sacra. Una montagna fatta di boschi e di mare che nei secoli hanno ospitato molte popolazioni. È una natura che qui respira all’unisono con una sacralità ancestrale. Un’onda che dall’antichità si protrae fino al presente.
Tracce, segni, ruderi e reperti di una storia millenaria consentono di respirare un’aria di devozione e spiritualità, ma anche di arte, di storia e di maestria artigianale. Dall’isolotto di Santa Eufemia a Vieste alla Siponto invisibile. Dalla terra dei Dauni, uno sperone di roccia a picco sulla baia di Mattinata, fino al Santuario di Monte S. Angelo dove nella sua grotta l’Arcangelo brandisce la sua spada contro il male.
A seguire è di scena Lecce, "la Firenze del Sud”, che deve la sua fama alla straordinaria architettura barocca. Una “regina” raccontata da “Storia delle nostre città”, la serie prodotta da Rai Storia e da Ballandi Arts.
Amata dall’imperatore Marco Aurelio e poi disputata per secoli tra Longobardi, Bizantini e Arabi, rimase sotto il dominio dei Bizantini che ne fecero un centro di vita culturale e religiosa. Nel quindicesimo secolo ci fu il massimo fiorire della città, convegno di mercanti provenienti da tutto il mondo. Conquistata poi dagli spagnoli la città si trasformò cantiere a cielo aperto, per via degli edifici che gli spagnoli fecero erigere, in un crescendo di opere sempre più belle.
MARTEDI’ 19/08/2025
Passato e Presente
Josephine Baker
Josephine Baker, la ballerina che ha elettrizzato il pubblico parigino negli anni ’20 e infatuato intellettuali e artisti come Picasso, durante la Seconda guerra mondiale è stata anche una spia per i servizi segreti francesi. Un personaggio raccontato da Paolo Mieli e dalla storica Carlotta Sorba a “Passato e Presente” in onda martedì 19 agosto alle 13.15 su Rai 3 e alle 20.30 su Rai Storia.
Negli anni ’60 ha sostenuto i diritti delle minoranze e nel 1963 ha partecipato alla marcia per i diritti su Washington. È stata anche mamma di dodici figli adottati e una donna che ha creduto nel sogno della convivenza pacifica tra nazionalità e religioni diverse.
Un mondo diviso
Una nuova era
A Lione, il veterano di guerra Frantz Fanon completa i suoi studi di medicina. Alla ricerca di un lavoro come psichiatra, decide di accettare l'offerta di diventare primario del più grande ospedale psichiatrico dell'Algeria francese. Poco dopo il suo arrivo in Algeria con la moglie Josie, prendono piede le rivolte per l'indipendenza dalla Francia. Nella sua clinica, Fanon cura i combattenti di entrambe le parti. Parte da qui l’ultimo appuntamento con la serie Rai Cultura “Un mondo diviso”, in onda martedì 19 agosto alle 21.10 su Rai Storia.
Intanto a Mosca, nel 1953, Joseph Stalin è morto e la sua scomparsa cambia tutto. A seguito di un colpo di stato contro il suo avversario, il capo della polizia segreta sovietica Beria, Nikita Krusciov, viene promosso primo segretario e, al XX Congresso del Partito Comunista del 1956, annuncia un allontanamento radicale dallo stalinismo. Ma quando scoppiano le rivolte contro le dittature comuniste in Ungheria e Polonia, i sovietici reprimono violentemente questi movimenti di libertà.
In Cina, invece, Joan Hinton dà alla luce il suo secondo figlio. La sua decisione è chiara: vuole rimanere nella Repubblica Popolare con suo marito. Invece di sviluppare armi nucleari, vuole usare le sue conoscenze tecniche per costruire il comunismo. Joan sogna ancora una vita migliore per tutti - un compito non facile in un mondo che sta chiaramente diventando sempre più diviso.
'14-'18: Grande Guerra cento anni dopo
Cosa è stata Caporetto
L’episodio più triste per gli italiani nella Grande Guerra: la disfatta di Caporetto, una tragedia che porta l’esercito a un passo dalla sconfitta e che conta 40 mila tra morti e feriti, 300 mila prigionieri e oltre 400 mila civili in fuga dal Friuli e dal Veneto per sfuggire all’occupazione del nemico. A raccontarla è “’14-’18. La Grande Guerra 100 anni dopo”, la serie prodotta da Rai Storia e presentata da Paolo Mieli con la narrazione di Carlo Lucarelli e la consulenza storica di Antonio Gibelli e Mario Isnenghi, in onda martedì 19 agosto alle 22.10 su Rai Storia. Caporetto segna anche un punto di svolta: cambiano la percezione della guerra, la natura del conflitto e l'opinione di intellettuali e gente comune. Cade il governo e finisce l’era Cadorna. L’Italia è arrivata a un soffio dalla capitolazione, ma trova la forza di ricostruire il proprio esercito e riprendere l’offensiva proprio sulla linea del Piave, sotto il comando del generale Armando Diaz.
MERCOLEDI’ 20/08/2025
Passato e Presente
Giuseppe Bottai, fascista critico
Negli anni ’20 Giuseppe Bottai è tra i personaggi più in vista del fascismo romano. La mattina del 28 ottobre 1922, si trova a 25 km dalla Capitale, alla testa di una colonna di miliziani che conta circa 8000 uomini. Aspetta il segnale di Mussolini per marciare su Roma. Ex ardito, intellettuale, è sicuramente il più illuminato, colto e lungimirante tra i gerarchi che collaborano con il Duce. Lo raccontano Paolo Mieli e il professor Mauro Canali a “Passato e Presente” in onda mercoledì 20 agosto alle 13.15 su Rai 3 e alle 20.30 su Rai Storia.
La sua carriera politica è un susseguirsi di successi: dalla redazione dell’ufficio romano del “Popolo d’Italia” all’elezione alla Camera dei deputati nella lista del Blocco nazionale. E poi, ministro delle Corporazioni, professore di Politica ed economia corporativa all’Università di Pisa, presidente dell’Istituto Nazionale della Previdenza Sociale, governatore di Roma e ministro dell’Educazione Nazionale. Il 25 luglio 1943 Bottai è tra coloro che sfiduciano Mussolini, contribuendo a far cadere quel regime di cui egli stesso è stato fino a quel momento un ingranaggio fondamentale.
Illuminate
Le Sorelle Fontana
Euridice Axen racconta la straordinaria carriera delle sorelle Fontana in "Illuminate", la docu-serie prodotta da Anele in collaborazione con Rai Cultura che racconta le storie di alcune grandi protagoniste del Novecento interpretate da altrettante attrici, in onda mercoledì 20 agosto alle 21.10 su Rai Storia. Partite da Traversetolo, un paesino della provincia di Parma, Zoe, Micol e Giovanna Fontana sono diventate le artefici di un’incredibile storia di successo, che ha contribuito a far raggiungere alla moda Made in Italy la grande fama di cui gode ancora oggi.
Giunte a Roma per caso, appena ventenni, hanno saputo conquistare chiunque con la loro grande abilità sartoriale e lo stile delle loro creazioni, dall’alta società capitolina fino alle più grandi dive di Hollywood: da Linda Christian a Maria Pia di Savoia, da Gina Lollobrigida a Sophia Loren, da Liz Taylor ad Audrey Hepburn, da Jacqueline Kennedy Onassis a Grace Kelly, fino a diventare le costumiste di Anita Ekberg. In questo ultimo docu-film, Euridice Axen, il cui sogno da piccola era diventare una stilista, durante un trasloco trova in fondo all'armadio un misterioso abito appartenuto alla nonna e una lettera, indirizzata proprio a lei, che la mette sulla strada delle sorelle Fontana. Inizia così un viaggio inaspettato e sincero che permette a Euridice di attraversare non solo la storia d'Italia dagli anni '30 fino a oggi, ma anche di conoscere gli esordi e il grande successo delle tre giovani sartine emiliane, chiamate "le tre Fontane di Roma", fondatrici della Maison Sorelle Fontana, che, tra gli anni Quaranta e Settanta, sono riuscite a esportare la moda italiana in tutto il mondo.
Parallelamente alle sequenze di fiction, passando per le piazze di Roma e visitando l’Accademia di Moda e Costume e la Fondazione Micol Fontana, il racconto si arricchisce di materiali di archivio e dei contributi di testimoni illustri come la figlia di Giovanna Fontana Roberta Lami, Presidente della Fondazione Micol Fontana; la nipote Maria Cristina Giusti e la nuora Luisella Rastelli, coordinatrice delle collezioni Fontana; e ancora, Cristina Parodi, Enzo Miccio, lo stilista Guillermo Mariotto, la giornalista e produttrice Matilde Bernabei, l’annunciatrice e conduttrice televisiva Rosanna Vaudetti, il Presidente Onorario della Camera Nazionale della Moda Italiana Mario Boselli, il Presidente dell’Accademia Costume e Moda Andrea Lupo Lanzara, la disegnatrice e indossatrice Luisida Caligaris Papa e la giornalista Marina Como.
GIOVEDI’ 22/08/2025
Omaggio a Nanni Loy
Il ricordo di Rai Cultura a trent’anni dalla scomparsa
A trent’anni dalla scomparsa di Nanni Loy, Rai Cultura lo ricorda nel giorno dell’anniversario, giovedì 21 agosto, con un doppio appuntamento su Rai Storia.
Si parte alle 12.15 con “Specchio Segreto”, la prima candid camera della storia della Tv, programma ideato e condotto da Nanni Loy (1925-1995), la cui puntata d’esordio, trasmessa il 19 novembre 1964, persone filmate a loro insaputa e coinvolte in situazioni divertenti e surreali create da attori professionisti e dallo stesso conduttore.
Furono due funzionari Rai del settore Rivista e Varietà, Mario Motta e Angelo Guglielmi, a occuparsi di organizzare la versione italiana – e meno “cattiva” - di una trasmissione americana, “candid camera”, inventata come “sketch” da Allen Funt nel 1948 per la Nbc, sulla scorta di una precedente versione radiofonica. Letteralmente era una ripresa “candida”, senza malizie, dove il passante ignaro si ritrovava in una situazione inatteso e ripreso a sua insaputa, che finiva con il celebre avviso “Sorridi, sei su Candid Camera!”.
"Specchio segreto" è stato uno dei rari programmi, in cui comicità e indagine psicologica si coniugavano profondamente: una telecamera nascosta riprendeva le reazioni della gente comune di fronte a situazioni irrituali create ad arte da attori professionisti e dallo stesso Loy.
Alle 15.00 appuntamento con il professore Aldo Grasso e le sue “Storie della TV”: in questo appuntamento Nanni Loy e protagonista insieme a Ugo Gregoretti, rivoluzionari del modo di fare inchiesta in Tv, che negli anni Cinquanta e Sessanta si caratterizzava per documentare importanti temi sociali con lo scopo di guidare il pubblico verso i grandi cambiamenti dell’epoca. Ugo Gregoretti (1930-2019), assunto giovanissimo in Rai come impiegato nel 1953, ben presto approda al Telegiornale diretto da Vittorio Veltroni, dove dal 1955 firma soprattutto rubriche di costume con uno stile tutto particolare. Vince il Premio Italia del 1960 con il documentario “Sicilia del Gattopardo”, dirige la rubrica d’inchiesta “Controfagotto, sguardi sul costume”, del 1961. Successivamente entra nel cinema come regista e per la TV, dal 1968, si dedica alla rivisitazione di tante opere letterarie da “Circolo Pickwick” in poi. Nanni Loy (1925-1995), già noto come regista, arriva in televisione nel 1964 con “Specchio Segreto”, versione italiana dell’anglo-americana “Candid Camera”, facendo, di una trasmissione di puro divertimento, un reportage sulle reazioni degli italiani rispetto alle situazioni impreviste. L’esperimento viene in qualche modo ripetuto in “Viaggio in seconda classe” nel 1977. Parlano di Ugo Gregoretti la moglie Fausta Capece Minutolo, il figlio Lucio Gregoretti, mentre di Nanni Loy parlano Patrizia Carrano, compagna e collaboratrice, Bruno Gambarotta (produttore esecutivo di “Viaggio in Seconda Classe”), Pierfrancesco Poggi, attore per “Viaggio in Seconda Classe” e “Tic -Tutti insieme compatibilmente”.
Italiani
Palmiro Togliatti, un eroe prudente
Il leader storico del comunismo italiano: Palmiro Togliatti. A lui viene dedicato lo speciale di Enrico Salvatori in onda per “Italiani” e riproposto da Rai Cultura giovedì 21 agosto alle 16.45 su Rai Storia, in occasione dell’anniversario della sua scomparsa. Lo speciale è il ritratto di un uomo “prudente”. Prudente nelle svolte che dà al partito che guida per quasi quarant’anni - dal 1926 al 1964 – senza mai troppo allontanarsi dalla politica del Cremlino; prudente -nei tre anni di governi Cln (1944-1947), in cui ricopre incarichi ministeriali - nella pregiudiziale monarchica, nell’epurazione post fascista e nel voto dell’articolo 7 – che mantiene i Patti Lateranensi nella Costituzione della Repubblica Italiana; prudente nel guidare il dialogo con le forze avversarie, specialmente con l’altro partito-chiesa, la Democrazia Cristiana di De Gasperi. Prudente nel non condannare i crimini staliniani del Grande Terrore del 1937/38 e l’invasione sovietica in Ungheria nell’autunno 1956.
Ma anche unuomo capace di coraggiose imprese personali: vive esiliato dall’Italia per 18 anni - tra Mosca, Parigi, la Svizzera e la Spagna – preparandosi alla fine del fascismo per contribuire a fare dell’Italia un paese democratico, mentre trasforma il Partito comunista (che nasce “d’Italia”, per diventare “Italiano” in clandestinità) da un organo sorretto da poche migliaia di tesserati del 1943 –ultimo anno di clandestinità - ai due milioni del 1946.
Nella sua vita privata, regge le critiche di una società e del partito ancora molto conservatori, per la sua relazione, con la giovane deputata Nilde Jotti, e la scelta di formare con lei un nucleo familiare insieme alla figlia adottiva Marisa.
E poi, da leader riconosciuto del comunismo internazionale, sono “eroici” i suoi gesti di rifiutare la presidenza del Cominform che Stalin gli propone agli inizi del 1951, di dichiarare, nel celebre discorso di Bergamo del 20 marzo 1963, la propria ammirazione per le parole contro il pericolo atomico che Giovanni XXIII scrive nella sua “Pacem in terris”, di proporre le “vie nazionali del socialismo” a Krusciov, in quello che è il suo testamento ideologico, il “Memoriale di Yalta”, che scrive poche ore prima di venire colpito da un ictus che lo condurrà alla morte il 21 agosto 1964.
Passato ePresente
Da Hollywood a Via Veneto
Il 27 gennaio 1949 si sposano a Roma il grande divo hollywoodiano Tyrone Power e la starlette della Metro Goldwin Mayer Linda Christian. In un’Italia appena uscita dal difficile periodo della Ricostruzione, le nozze sono il primo grande evento mondano e diventano subito il “matrimonio del secolo”. Ne parlano Paolo Mieli e il professor Ermanno Taviani a “Passato e Presente” in onda giovedì 21 agosto alle 13.15 su Rai 3 e alle 20.30 su Rai Storia.
Quelle nozze inaugurano lanche la stagione della cosiddetta “Hollywood sul Tevere”: aiutate dalle agevolazioni fiscali previste dalla Legge Andreotti, per tutti gli anni Cinquanta centinaia di troupe americane sbarcano in Italia per girare i loro film a Cinecittà, diventata uno dei più attrezzati centri per la produzione cinematografica. Sono gli anni d’oro del divismo e dei paparazzi, di via Veneto e della Dolce vita, immortalata per sempre da Federico Fellini. Roma diventa capitale glamour, centro della vita mondana e anche il nostro cinema produce divi di calibro internazionale, come Gina Lollobrigida o Sophia Loren. Con il miracolo economico e lo sviluppo poderoso dei media, il divismo trova anche altri canali per esprimersi, la televisione, l’editoria rosa, i fotoromanzi, la musica leggera.
“5000 anni e più. La lunga storia dell'umanità”
Gesù. Dentro la storia
Un'indagine storica che fornisce una prospettiva diversa della vita di Gesù: la propone, introdotta dalla professoressa Emanuela Prinzivalli, “5000 anni e più. La lunga storia dell’umanità”, in onda giovedì 21 agosto alle 21.10 su Rai Storia, con Giorgio Zanchini. Il cristianesimo è la religione con il maggior numero di seguaci in tutto il mondo. Oltre 2 miliardi di persone credono negli insegnamenti dei Vangeli canonici. Ma la scienza e la storia possono raccontare una storia diversa? La puntata spiega come le recenti scoperte e le nuove tecnologie possono svelare la vita dell'uomo al di là della religione.
RAInchieste
Salute sotto inchiesta
Ugo Zatterin, giornalista di razza, nel 1966 decide di esplorare in lungo in largo gli effetti della modernità sulla società italiana. Il benessere, il progresso e le comodità, sostiene l’inchiesta, hanno molteplici risvolti che destano preoccupazione. I cittadini contemporanei, infatti, sono soggetti a stress e ansia da lavoro, a cattive abitudini alimentari, a sedentarietà con conseguenze sulla salute, vivono in ambienti urbani inquinati e anche la natura è piena di sostanze chimiche. Nasce così “Salute sotto inchiesta”, serie in sei puntate, al centro di “RAInchieste” con Giorgio Zanchini, in onda giovedì 21 agosto alle 22.10 su Rai Storia.
Dopo “La donna che lavora”, e “Viaggio nell’Italia” che cambia, Zatterin ripropone un’indagine a metà strada tra lo stile giornalistico e l’attitudine sociologica e punta i riflettori della sua inchiesta sull’incapacità dell’uomo moderno di adattarsi al mondo sempre più meccanizzato e frenetico. Basti pensare che la prima puntata dell’inchiesta viene intitolata “Il cosiddetto logorio”, che ricorda tanto il claim di una pubblicità in cui l’attore Ernesto Calindri, al centro di un trafficatissimo incrocio cittadino, stigmatizzava il logorio della vita moderna. Al logorio si accompagna l’aumento progressivo della vita media che già nel 1966 portava Zatterin a proporre un ragionamento quanto mai attuale: in una società che vive così a lungo, le necessità legate all’età, così come le problematiche, diventano una delle questioni al centro del dibattito della spesa pubblica. Altro tema dell’inchiesta di Zatterin è il doping, a cui arriva parlando del crescente abuso dei farmaci come tendenza generalizzata nella popolazione. L’argomento della quinta puntata dell’inchiesta è infatti il cosiddetto ‘surrogato’. La lente d’ingrandimento viene puntata sull’uso massiccio del derivato chimico in sostituzione dei prodotti naturali, sia per quanto riguarda gli oggetti di uso quotidiano, sia per la preziosa salute pubblica, in un’epoca in cui il camice bianco è ancora investito di un’autorevolezza da non mettere in discussione.
Infine, si approda anche sul terreno delle malattie infettive, come una delle principali cause di morte, soprattutto per le fasce più giovani della popolazione. Il viaggio di Ugo Zatterin si interroga sul futuro della scienza così come su quello dell’uomo e si ferma di fronte all’ignoto, lasciando allo spettatore una domanda che suona ancora attualissima: riusciremo a trovare il giusto equilibrio tra progresso e benessere, riuscirà l’uomo a fare tesoro delle conoscenze acquisite?
VENERDÌ 22/08/2025
Passato e Presente
Aureliano e la difesa dell’Impero
Nel III secolo d. C. l’Impero romano è scosso da una crisi che ne anticipa la fine dell’unità. Una crisi innescata da pesanti epidemie, ma soprattutto dai barbari che premono ai confini dell’Impero. È il periodo dell’anarchia militare: l’esercito sceglie imperatori-soldato. Nel 270 d. C. Lucio Domizio Aureliano viene eletto imperatore per acclamazione dalle legioni di stanza a Sirmio nell’attuale Serbia. Un personaggio raccontato da Paolo Mieli e dal professor Franco Cardini a Passato e presente, in onda venerdì 22 agosto alle 13.15 su Rai3 e alle 20.30 su Rai Storia.
Seguendo una politica di messa in sicurezza delle fortificazioni cittadine, Aureliano a Roma ordina l’inizio della costruzione delle Mura che prendono il suo nome. Ma il vero nemico da combattere per difendere l’Impero è ai confini. Ad Occidente, Tetrico ha fondato l’Impero delle Gallie; a Oriente Zenobia, regina di Palmyra, ha costituito un regno autonomo. Aureliano sconfigge entrambi e sancisce il ritorno dei territori secessionisti sotto il controllo di Roma. Ma nel 275 d.C., dopo soli cinque anni di comando, Aureliano, viene ucciso a Bisanzio in una congiura inspiegabile e lascia il Senato e l’esercito in estrema difficoltà per la sua successione. In studio, con Paolo Mieli, lo storico Franco Cardini.
“L’occhio di vetro”
Un ragazzo e gli ultimi giorni di Salò
Ferruccio, un ragazzo di quindici anni figlio di un eroe della Prima Guerra Mondiale, si ritrova a combattere tra le fila degli ultimi difensori della Repubblica di Salò. Ne scrive giorno per giorno, in un diario in cui racconta anche i destini delle due sorelle maggiori, Liliana e Maria Grazia, sposate rispettivamente a un fascista e ad un partigiano comunista. Il ragazzo è un vecchio zio del regista Duccio Chiarini che - guidato da quel diario - inizia una ricerca nel passato della sua famiglia. Nasce così lo speciale “L’occhio di vetro” che Rai Cultura propone venerdì 22 agosto alle 21.10 su Rai Storia, introdotto e contestualizzato dal professor Francesco Perfetti.
“Non ricordo il giorno in cui, bambino, venni a sapere che i miei nonni materni erano stati fascisti – dice il regista -, ma ricordo perfettamente il giorno in cui, ormai adolescente, mi resi conto di quello che ciò significava. Quel giorno la parola fascismo uscì dai libri di scuola e si frappose come nebbia tra me e le persone più amate, rendendo improvvisamente torbido tutto ciò che per anni era stato cristallino”.
“Trotzkij, un uomo da uccidere”
Il nemico di Stalin
Il 21 agosto 1940, dopo 11 anni di esilio, Lev Davidovic Bronstein - meglio conosciuto come Trotzkij - viene assassinato in Messico dal comunista spagnolo Ramón Mercader. Nello stile di un thriller politico, lo speciale “Trotzkij, un uomo da uccidere” - introdotto e dal professor Lucio Villari, e in onda venerdì 22 agosto alle 22.45 su Rai Storia in occasione dell’anniversario dell’assassinio - racconta gli ultimi anni in Messico della lunga caccia all'uomo, orchestrata dai servizi segreti sovietici, che alla fine riuscirono nel loro intento di abbattere il nemico giurato di Stalin.
SABATO 23/08/2025
Passato e Presente
Medioevo crudele dei fratelli Grimm
I fratelli Jacob e Wilhelm Grimm sono stati più che semplici collezionisti di storie; hanno avuto un ruolo fondamentale nella creazione di un'identità nazionale tedesca. La traduzione delle loro fiabe del focolare in tutte le lingue del mondo è superata solo dalla Bibbia in termini di diffusione. Paolo Mieli ne parla con la storica Chiara Mercuri a Passato e presente in onda sabato 23 agosto alle 20.30 su Rai Storia. Le fiabe dei Grimm hanno spesso un'ambientazione oscura, fatta di foreste popolate da streghe, orchi e lupi, in cui accadono terribili fatti di sangue, così come voleva la tradizione popolare medievale tedesca. Sono 156 storie originali, scritte tra il 1812 e il 1815, dove non si trova traccia di principesse spensierate o di eroi coraggiosi, ma di personaggi sadici e grotteschi protagonisti di trame violente e crudeli.
Cinema Italia
“Mio figlio professore”
Rimasto vedovo alla nascita del figlio, Orazio desidera una cosa sola più di tutto: fare del ragazzo un professore che insegni nel liceo in cui lui è bidello. È il film di Renato Castellani “Mio figlio professore”, in onda sabato 23 agosto alle 21.10 su Rai Storia per il ciclo “Cinema Italia”. Nel cast, Aldo Fabrizi, Giorgio De Lullo, Le Sorelle Nava, Mario Pisu. E con Mario Soldati nel ruolo del professor Bardelli.
Documentari d’autore
“Guerra e pace”
La relazione tra cinema e guerra: dalla prima sequenza del 1911 dell'invasione italiana della Libia ai giorni nostri; dal girato dei pionieri del cinema alle riprese con gli smartphone dei cittadini del mondo. È “Guerra e pace” di Massimo D'Anolfi e Martina Parenti, in onda sabato 23 agosto alle 23.00 su Rai Storia per il ciclo “Documentari d’autore”.
