Da Matilde di Canossa a Nilla Pizzi
DOMENICA 24/08/2025
Passato e Presente
Matilde di Canossa regina senza corona
Il mito di Matilde di Canossa, tramandato sino a oggi da Donizone, suo primo biografo, da Dante, da Tasso e da molti altri, non rende giustizia alla sua storia. Un personaggio raccontato da Paolo Mieli e dalla professoressa Tiziana Lazzari a “Passato e Presente”, in onda domenica 24 agosto alle 20.30 su Rai Storia. Matilde non è la donna devota, quasi santa, o l’eroina di mille battaglie che in tanti hanno descritto, né la misteriosa figura femminile che si offre al papa, o quella volubile e capricciosa tratteggiata dai suoi detrattori, come Voltaire. Quella di Matilde di Canossa è una storia perfettamente incastonata nel suo tempo, il secolo XI, che vede Papato e Impero impegnati in una lotta senza quartiere per la supremazia della cristianità e l’ordinamento feudale sempre più compromesso dall’affermarsi delle autonomie cittadine. E Matilde, in questi avvenimenti così decisivi, svolge un ruolo politico determinante. E’ una donna consapevole del potere che esercita e la sua vita è intensa e ricca di successi.
Binario cinema
Bel Ami. Storia di un seduttore
Nella Parigi del XIX secolo un giornalista povero, ma talentuoso riesce a costruirsi una posizione sociale grazie alle sue doti seduttive. È il film di Declan Donnellan e Nick Ormerod “Bel Ami. Storia di un seduttore”, in onda domenica 24 agosto alle 21.10 su Rai Storia per il ciclo “Binario cinema”. Tratto dal celebre romanzo di Guy de Maupassant, il film è interpretato dalla star di "Twilight" Robert Pattinson, da Uma Thurman e Christina Ricci.
LUNEDI’ 25/08/2025
Passato e Presente
Roma 1960 le Olimpiadi degli italiani
Le Olimpiadi disputate a Roma nel 1960 segnano uno spartiacque tra lo sport dilettantistico del passato e quello professionistico moderno. Per la prima volta si parla di doping, per la prima volta un atleta viene pagato per indossare un certo tipo di scarpe e per la prima volta vengono venduti i diritti televisivi di un evento sportivo trasmesso in mondovisione. L’evento diventa una grande ribalta mediatica, che offre all’Unione sovietica e agli Stati Uniti un terreno di scontro a distanza. Ma offre anche all’Italia, nel pieno del suo “miracolo” una vetrina dove esporre al mondo i suoi successi. Paolo Mieli e lo storico Agostino Giovagnoli ne parlano a “Passato e Presente”, in onda lunedì 25 agosto alle 13.15 su Rai 3 e alle 20.30 su Rai Storia, nel giorno dell’anniversario dell’inizio dei giochi olimpici del 1960.
Italia viaggio bellezza
La Grande Brera
Ottocento anni fa era solo uno spiazzo erboso chiamato “braida”, adiacente alla vecchia città. Oggi, il nome di Brera è sinonimo in tutto il mondo di creatività e di cultura, e da oltre due secoli è sede di prestigiose istituzioni come la Pinacoteca di Brera, la Biblioteca Nazionale Braidense e l'Accademia di Belle Arti, attorno alle quali ruota l'identità di uno dei più celebri quartieri di Milano. Brera è l'anima creativa della città del design, un luogo che nel tempo ha saputo coltivare l'arte per trasformarsi in mito. Un luogo e una storia che Rai Cultura racconta nello speciale con la voce narrante di Edoardo Sylos Labini e firmato da Amalda Ciani Cuka, con regia di Marzia Marzolla, in onda lunedì 25 agosto alle 21.10 su Rai Storia per la serie “Italia. Viaggio nella bellezza”.
Era il 1975 quando il sovrintendente Franco Russoli, riprendendo con vigore l’impegno che era già stato di Fernanda Wittgens, formulò la proposta della “Grande Brera”, soprattutto dopo l’acquisizione nel 1972 di Palazzo Citterio, per soddisfare le esigenze non solo di sviluppo della Pinacoteca, ma anche di aggiornamento del patrimonio con l’arte moderna e contemporanea. Oggi il sogno è diventato realtà, proprio nel cuore del quartiere, a Palazzo Citterio, che è pronto a raccontare un altro capitolo dell'arte.
Nel programma intervengono il Direttore Generale di Pinacoteca di Brera, Biblioteca Nazionale Braidense, Palazzo Citterio e Museo del Cenacolo Vinciano Angelo Crespi, il Vicedirettore di Pinacoteca di Brera Chiara Rostagno ed esperti come Giovanni Agosti, Flavio Caroli, Maria Cristina Bandera, Anna Mariani, Giulia Raboni, Marco Carminati, Mario Cucinella, Marina Gargiulo e Andrea Carini.
Storia delle nostre città
Bergamo
Sospesa tra cielo e terra, domina la Pianura Padana e - avvolta da mura – nasconde secoli di arte e di bellezza. È Bergamo la protagonista dell’appuntamento con “Storie delle nostre città”, in onda lunedì 25 agosto alle 22.10 su Rai Storia. Non vi sono notizie certe sulla sua fondazione, ma in epoca romana Bergamo diviene un fiorente municipio. Della città romana non rimangono grandi tracce, se non un’eredità in termini urbanistici nel tracciamento delle vie principali. Dopo la fine dell’Impero, Bergamo passa nel 568 sotto il dominio dei Longobardi per poi trasformarsi, dopo la sconfitta dei Longobardi nel 774, in Contea franca, retta per anni da una serie di vescovi-conti, che determineranno le sorti della città sino al 1098, anno di nascita del Comune di Bergamo. Divenuto libero comune, la città conquista l’autonomia sancita dalla vittoriosa battaglia di Legnano del 1176 contro l’imperatore Federico Barbarossa. Questi sono anche gli anni in cui a Bergamo si costruiscono il palazzo del Comune e la grande chiesa di S. Maria Maggiore, che diedero alla città bergamasca l’aspetto medievale che la caratterizza ancora oggi. Il periodo dell’autonomia comunale nella città di Bergamo si protrae sino alla fine del Duecento, quando la città bergamasca cade sotto l’influenza del Ducato di Milano. In questo periodo si costruirono in particolare la Cittadella e la Rocca, simboli del potere visconteo su Bergamo. Dopo periodi di cruenti e sanguinose guerre interne, Bergamo viene annessa alla Repubblica di Venezia nel 1428, il cui dominio porta finalmente al territorio bergamasco pace e prosperità. La città conosce un nuovo periodo di splendore culturale e artistico, divenendo teatro di una crescente presenza di attività economiche e incrementi insediativi. Il governo della Serenissima ricostruisce la città vecchia, edificando una nuova cinta muraria, il Palazzo Comunale e Piazza Vecchia. Da ricordare, inoltre, la costruzione delle famose mura bastionate, un’opera gigantesca che stringe ancora oggi la città alta. Con la caduta nel 1797 della Repubblica di Venezia, Bergamo passa sotto il dominio di Napoleone e della Repubblica Cisalpina. Dopo la breve dominazione francese, il territorio di Bergamo è annesso al dominio austriaco, entrando a far parte del Regno Lombardo-Veneto. La città di Bergamo ha anche un ruolo determinante durante il Risorgimento. Infatti, forse a causa della mal sopportata dominazione austriaca, è la città che dà il più numeroso contributo di volontari alla Spedizione dei Mille, organizzata da Garibaldi nel 1860.
MARTEDI’ 26/08/2025
Passato e Presente –
SS le milizie del Fuhrer
Nel 1921 nascono Sturmabteilung, le SA., squadre d’assalto per la difesa di Adolf Hitler. Sono il braccio armato del partito, ma sono indisciplinate. Hitler ha bisogno di uomini obbedienti, pronti a dare la loro vita per difenderlo da tutti i nemici interni ed esterni al partito. Per questo motivo nel 1923 nasce il primo nucleo delle SS. Ne parlano Paolo Mieli e lo storico Emilio Gentile a “Passato e Presente”, in onda martedì 26 agosto alle 13.15 su Rai 3 e alle 20.30 su Rai Storia. Nel 1929, sotto la guida di Himmler, il numero dei membri SS cresce rapidamente, ma il maggiore ostacolo alla loro ulteriore espansione sono proprio le SA. Nel 1934 ci sarà la resa dei conti, che verrà ricordata come “La notte dei lunghi coltelli”. Ernst Rohm, capo delle SA, viene eliminato, così come molti altri dirigenti. Le SS di Heinrich Himmler rafforzano il loro potere nel partito. Per entrare nella loro élite bisogna esibire un albero genealogico che risalga almeno al 1750 e documenti la purezza ariana. Con Reinhardt Heydrich le SS si elevano a forza di polizia del Terzo Reich, diventando uno stato nello stato. Un onnipotente commissario che registra ogni minimo impulso di ostilità al regime e epura la nazione da tutte le idee nocive. Durante la Seconda guerra mondiale le Waffen-SS saranno responsabili di atrocità nei confronti dei civili, e alcuni di loro, come le Totenkopfverbande, le teste morto, gli esecutori del piano di sterminio degli ebrei.
L‘avversario
Antonio Cassano
Il grande campione Marco Tardelli ripercorre la carriera e la vita di altrettanti straordinari sportivi, attraverso il racconto degli innumerevoli ostacoli e avversità che hanno dovuto superare, sia in campo che fuori, nel loro cammino verso il successo. È “L’avversario”, format originale Rai Cultura, riproposto martedì 26 agosto alle 21.10 su Rai Storia.
Antonio Cassano, il fuoriclasse barese cresciuto in un ambiente difficile, sarà il protagonista della prima puntata. Tardelli, che ha allenato Cassano quando era Ct della Nazionale Italiana Under 21, ne ripercorre la parabola sportiva attraverso un’intervista ironica e intima: dall’infanzia vissuta senza padre a Bari Vecchia, lì dove si divertiva a giocare a calcio dimostrando già di essere un mago del pallone, alla svolta arrivata a diciassette anni quando debutta in serie A con un goal meraviglioso durante un Bari-Inter che gli farà guadagnare un posto nella Roma al fianco del suo idolo di sempre, Francesco Totti. Ed è proprio qui nella Capitale che inizia ad emergere quell’avversario che non lo abbandonerà più fino al termine della carriera: il carattere ribelle e l'incapacità di accettare qualsiasi tipo di autorità. "L’Avversario", una produzione Rai Cultura e Stand by me, scritto da Andrea Felici e Giulia Soi, regia di Daniele Babbo.
'14-'18: Grande Guerra cento anni dopo
Non solo soldati. Gli italiani durante la Grande Guerra
L’episodio più triste per gli italiani nella Grande Guerra: la disfatta di Caporetto, una tragedia che porta l’esercito a un passo dalla sconfitta e che conta 40 mila tra morti e feriti, 300 mila prigionieri e oltre 400 mila civili in fuga dal Friuli e dal Veneto per sfuggire all’occupazione del nemico. A raccontarla è “’14-’18. La Grande Guerra 100 anni dopo”, la serie Rai Cultura presentata da Paolo Mieli con la narrazione di Carlo Lucarelli e la consulenza storica di Antonio Gibelli e Mario Isnenghi, in onda martedì 26 agosto alle 22.10 su Rai Storia. Caporetto segna anche un punto di svolta: cambiano la percezione della guerra, la natura del conflitto e l'opinione di intellettuali e gente comune. Cade il governo e finisce l’era Cadorna. L’Italia è arrivata a un soffio dalla capitolazione, ma trova la forza di ricostruire il proprio esercito e riprendere l’offensiva proprio sulla linea del Piave, sotto il comando del generale Armando Diaz.
MERCOLEDI’ 27/08/2025
Passato e Presente
Fenoglio e la Resistenza tra le righe
Il 25 aprile del 1945 l’Italia è finalmente libera dall’oppressione nazifascista. La Resistenza ha dato un contributo fondamentale alla lotta di liberazione ma se nell’immediato dopoguerra il racconto delle imprese partigiane fiorisce immediatamente, già negli anni Cinquanta resta ai margini del dibattito pubblico, soffocato dalle tensioni politiche interne e internazionali. Mentre la storiografia si interroga, la letteratura reagisce al processo di rimozione. Sarà soprattutto lo scrittore-partigiano Beppe Fenoglio a trovare le parole giuste per raccontare la Resistenza, in particolare con “Una questione privata”, il romanzo pubblicato nel 1963 che per molti, a partire dallo stesso Calvino, rappresenta l’opera che tutti i partigiani avevano sognato di scrivere. Paolo Mieli ne parla con la storica Chiara Colombini a “Passato e Presente”, in onda mercoledì 27 agosto alle 13.15 su Rai 3 e alle 20.30 su Rai Storia.
Illuminate – Nilla Pizzi
Nilla Pizzi
È Nilla Pizzi la protagonista dell’appuntamento con “Illuminate”, la docu-serie prodotta da Gloria Giorgianni per Anele in collaborazione con Rai Cultura, in onda mercoledì 27 agosto alle 21.10 su Rai Storia.
Martina Stella, invitata come ospite alla nuova edizione del Premio Nilla Pizzi, scopre una donna che non è stata solo un'illustre cantante – prima vincitrice assoluta del Festival di Sanremo nel 1951 e incoronata "regina della musica italiana" - ma anche una donna che ha viaggiato il mondo, aperto un ristorante ad Acapulco, vissuto una vita intensa, senza mai dimenticare i suoi tanti ammiratori, talmente devoti da dedicarle il primo fan club mai esistito per una cantante italiana. Numerosi i testimoni che hanno dato il loro contributo ai quattro racconti. Per Nilla Pizzi, la nipote Maura Fantuzzi, Platinette, Pino Strabioli, il manager Elia Faustini, l’amico e collezionista di oggetti appartenuti alla cantante Matteo Scircoli, il direttore del Teatro Comunale Ferdinando Bibiena di Sant’Agata Bolognese Romeo Russo, il giornalista e speaker radiofonico Massimo Cotto, la cantautrice Greta Zuccoli, il biografo Enzo Giannelli.
"Illuminate" è una produzione Anele in collaborazione con Rai Cultura. Una docu-serie prodotta da Gloria Giorgianni, per la regia di Marco Spagnoli (Monica Vitti), Michele Imperio (Nilla Pizzi), Maria Iovine (Suso Cecchi D’Amico) e Luca Brignone (Sorelle Fontana).
GIOVEDI’ 28/08/2025
Passato e Presente
Sant’Agostino
Giovane ribelle, formidabile retore, sacerdote, vescovo, dottore della Chiesa, Agostino di Ippona ha dedicato la vita alla ricerca della verità ed è stato uno dei più grandi teologi del Cristianesimo. La sua opera immensa, dalle “Confessioni” a “La città di Dio,” ha segnato la storia della Chiesa e dell’intera filosofia occidentale. Lo raccontano, nel giorno dell’anniversario della scomparsa, Paolo Mieli e lo storico Alberto Melloni a “Passato e Presente”, in onda giovedì 28 agosto alle 13.15 su Rai 3 e alle 20.30 su Rai Storia.
Dapprima fervido seguace della setta dei Manichei, Agostino si converte al cristianesimo nel 387, dopo un decisivo incontro con il vescovo di Milano Ambrogio. Tornato in Numidia, l’odierna Algeria, sua terra natale, diventa vescovo di Ippona e lo rimane fino alla morte, partecipando intensamente alla vita della Chiesa e alla lotta contro le eresie. È il 28 agosto del 430. Poco dopo, la città viene saccheggiata e data alle fiamme, ma miracolosamente la sua immensa biblioteca viene risparmiata.
5000 anni e +. La lunga storia dell'umanità
Egitto Svelato. L'impresa di Champollion
Decifrando l'antico codice geroglifico, Jean-François Champollion ha restituito le parole a una civiltà millenaria e misteriosa, ma dietro la sua impresa leggendaria c'era un fratello di cui si sa poco e che ha reso tutto possibile. Un personaggio al centro dell’appuntamento con Giorgio Zanchini e con “5000 anni e più. La lunga storia dell’umanità”, in onda giovedì 28 agosto alle 21.10 su Rai Storia. La nuova corrispondenza scoperta tra Jean-François Champollion e suo fratello Jacques-Joseph permette ora di comprendere appieno come un giovane genio autodidatta sia stato in grado di fare una delle scoperte più importanti del XIX secolo. Senza l'instancabile sostegno e l'astuzia del fratello maggiore, Jean-François non sarebbe mai riuscito a risolvere questo ardente enigma internazionale. Attraverso sequenze animate, utilizzando la loro corrispondenza privata, archivi e con l'aiuto di esperti, questo film ripercorre questa avventura scientifica, umana e intellettuale di cui nel 2022 è stato celebrato il bicentenario.
RAInchieste
Dentro l’America (1966)
“Dentro l'America” è un'inchiesta in cinque puntate firmata da Furio Colombo nel 1966, che punta a far conoscere al pubblico televisivo italiano aspetti della vita politica, sociale ed economica degli Stati Uniti d'America a cavallo degli anni Sessanta. Un lungo reportage raccontato da Giorgio Zanchini e “RAInchieste”, in onda giovedì 28 agosto alle 22.10 su Rai Storia.
Furio Colombo rappresenta l’uomo giusto al momento giusto per quella inchiesta: dai primi anni Sessanta collabora come corrispondente da New York per la rivista «Mondo» di Mario Pannunzio, raccontando i mille volti degli Stati Uniti agli italiani. È l’America della «nuova frontiera» di JFK e della lotta per i diritti civili. Colombo conosce personalmente Eleanor Roosevelt, John Fitzgerald Kennedy, Fidel Castro, Che Guevara e Martin Luther King. Frequenta e attraversa gli ambienti artistici, musicali e cinematografici americani in pieno fermento culturale, entrando in contatto con Bob Dylan e Joan Baez, di cui diviene amico.
L’inchiesta parte dal racconto della nuova generazione statunitense all’interno del quale Colombo traccia e definisce i nuovi confini politici e culturali dei giovani americani restituendone la consapevolezza e l’impegno civile contro la guerra in Vietnam. Passando per la seconda puntata sulla donna e sulla emancipazione nella società dei consumi, attraverso cinque interviste condotte tra Boston, New York e la California, il reportage si chiude con una panoramica su New York. Anche in questo caso Colombo riesce a non farsi ingannare dall’immaginario cinematografico della Grande Mela e restituisce tutte le sfumature dell’altra faccia dell’America del benessere, quella della miseria e dell’atmosfera di tensione vissuta dai neri dei ghetti newyorkesi.
VENERDÌ 29/08/2025
Passato e Presente
L’Inghilterra dei Beatles
Con il prof. Ferdinando Fasce
Agli inizi degli anni Sessanta quattro semplici ragazzi di Liverpool, con il loro gruppo rock, in poco tempo scalano le classifiche musicali prima d’Inghilterra e poi di tutto il mondo. I loro concerti fanno il tutto esaurito ovunque. È la Beatlmania. Un fenomeno ripercorso da Paolo Mieli con lo storico Ferdinando Fasce a “Passato e Presente”, in onda venerdì 29 agosto alle 13.15 su Rai 3 e alle 20.30 su Rai Storia.Le ragazze urlano e si strappano i capelli. I quattro ragazzi ricevono migliaia di lettere al giorno dai fans. Dove arrivano creano spesso disordini a causa della folla che li segue ovunque. Il loro successo li porta ad essere “più famosi di Gesù Cristo”, come dichiarerà in una celebre e controversa frase il loro leader John Lennon. Negli anni in cui il fermento giovanile trova sbocco nelle proteste e nelle manifestazioni di massa e dove i giovani sognano un mondo diverso, la musica dei Beatles funge da colonna sonora, segnando non solo la storia della musica, ma un’intera epoca.
"1944 l'estate di Parigi"
“Nel secolo breve” racconta la Liberazione della capitale francese
La svastica sventola su Parigi quando Hitler ci arriva all’alba del 23 giugno 1940. Il dittatore con la passione per l’arte, l’ex pittore fallito che lì sognava di studiare trascorrerà solo tre ore della sua vita nella Ville Lumière, senza scorta, insieme allo scultore Arno Breker. Tre ore passate alla storia per le foto davanti alla torre Eiffel, che fanno il giro del mondo. È solo della sera prima la resa che costringerà la Francia sotto il giogo nazista per quattro anni. L’occupazione e la Liberazione della capitale francese sono al centro dello Speciale di Elio Mazzacane con la regia di Agostino Pozzi “1944 l’estate di Parigi”, proposto per “Nel secolo breve” con Paolo Mieli e la consulenza del professor Francesco Perfetti, in onda venerdì 29 agosto alle 21.10 su Rai Storia.
La narratrice Charlotte Marincola – anche attraverso gli interventi degli storici Olivier Dard e Olivier Wieviorka, dell’accademico di Francia Maurizio Serra e dello storico dell'arte Giovanni Carlo Federico Villa - ripercorre le tracce della Parigi occupata a partire dal rapido e inatteso crollo della Francia, che si sgretola non appena la Linea Maginot viene aggirata dai nazisti. Un trauma che porta i parigini a fuggire dalla loro città. E con loro, fugge anche la grande arte, in direzione del castello di Chambord, nella Loira, dove oltre 5000 casse piene di capolavori come La Gioconda, la Venere di Milo e la Nike di Samotracia rimarranno fino alla fine della guerra. Parigi viene dichiarata città aperta per evitarne la distruzione. Da Londra arriva l’appello dell’allora sconosciuto Charles De Gaulle a non arrendersi. Nasce la Resistenza francese. Una Resistenza costellata da eroi silenziosi, come Rosa Valland, curatrice del Jeu de Paume, dove i nazisti raccolgono i capolavori sequestrati da musei e da collezionisti ebrei prima di portarli in Germania. Sarà grazie al suo lavoro di spionaggio che alla fine della guerra oltre 60mila opere d’arte torneranno in Francia.
Quella di Parigi, è un’occupazione politica, simbolica e restrittiva per gli abitanti della città. E piena di contraddizioni, come la presenza di Picasso che continua a vivere in città indisturbato, nonostante il suo quadro-denuncia dei bombardamenti tedeschi sulla Spagna. È un’occupazione che impone alla città due anime: lo sfarzo della Ville Lumière per occupanti e collaborazionisti, e la fame e i razionamenti per i parigini. Ma anche l’orrore delle deportazioni di uomini, donne e bambini ebrei, culminate nell’episodio del Velodromo d’inverno, dove i gendarmi francesi arrestano oltre 12.000 persone.
Con l’avvicinarsi alla capitale degli Alleati sbarcati in Normandia, Parigi sta per cadere, lo sanno tutti, eccetto Hitler. L’insurrezione popolare e i partigiani danno il via alla Liberazione. Le truppe francesi di Leclerc entrano nella capitale francese seguite da quelle di Eisenhower. È il 25 agosto 1944, il generale Charles De Gaulle finalmente parla alla Parigi liberata dal balcone dell'Hotel de Ville: “Paris outragé! Paris martyrisé! Mais Paris libéré!”.
Malcom X. Giustizia a ogni costo
È stato uno dei più controversi e discussi leader afroamericani del XX secolo e il suo stesso nome esprime un credo politico basato sulla convinzione che fosse necessaria una profonda rivisitazione del rapporto tra la comunità afroamericana e le altre componenti della società statunitense: è il leader afroamericano Malcolm X, nato Malcolm Little, al centro dello speciale in onda venerdì 29 agosto alle 22.45 su Rai Storia, “Malcom X. Giustizia a ogni costo” - contestualizzato dalla professoressa Raffaella Baritono – che conduce lo spettatore attraverso gli ultimi 15 mesi di vita di un'icona e svela il percorso di questo leader radicale, ricostruendo la catena di eventi che hanno portato alla sua morte sulla base di documenti dell'Fbi recentemente declassificati, di testimonianze di persone vicine a Malcolm X e di altri importanti testimoni. Nel 2021, in particolare, la lettera in punto di morte di un agente di polizia ha rivelato il coinvolgimento dell'Fbi nell'omicidio di Malcolm X, e in seguito a un'indagine di 22 mesi condotta dall'ufficio del procuratore distrettuale di Manhattan, due degli uomini condannati per l'omicidio vengono scagionati.
SABATO 30/08/2025
Passato e Presente
Washington-Mosca il telefono rosso
Nel giugno 1963, Stati Uniti e Unione Sovietica firmano l’accordo che porta alla nascita di una linea diretta, la cosiddetta "hotline", tra Mosca e Washington. L’idea nasce durante la crisi di Cuba, uno dei momenti in cui il mondo si trovò più vicino allo scoppio di una guerra nucleare. Quel pericolo sembrò accentuato dal fatto che mancava un mezzo rapido ed efficiente attraverso cui il presidente Kennedy e il leader sovietico Kruscev potessero parlarsi. Scopo primario della cosiddetta “hotline” fu dunque offrire un canale di comunicazione tra le due superpotenze in momenti di particolare tensione, ed evitare che malintesi o incidenti fortuiti possano condurre verso un’escalation nucleare.Operativa dall’agosto del 1963, la linea diretta tra le due superpotenze nell’immaginario collettivo viene rappresentata da un telefono rosso, che però in realtà non è mai esistito, se non sugli schermi di Hollywood. Paolo Mieli ne parla con la storica Marilena Gala a “Passato e Presente”, in onda sabato 30 agosto alle 20.30 su Rai Storia.
Cinema Italia
Delitto d’amore
Nullo Branzi, un settentrionale, e Carmela Santoro, una ragazza siciliana immigrata in Lombardia, sono i due giovani protagonisti del film Luigi Comencini, con Giuliano Gemma e Stefania Sandrelli, “Delitto d’amore” in onda sabato 30 agosto alle 21.10 su Rai Storia per il ciclo “Cinema Italia”. Il film racconta le drammatiche storie dei due ragazzi, che lavorano nello stesso stabilimento a Milano, accomunate dalla dimensione disumana e alienante della fabbrica, che finisce per ledere anche la salute fisica di Carmela. A dividerli, una totale differenza di mentalità. La vicenda si conclude melodrammaticamente con un matrimonio civile in extremis e con la morte di Carmela, vittima della fabbrica che ha così visto un’ennesima morte bianca.
Documentari d’autore
Sono Gassman! Vittorio, re della commedia
Il ritratto di un "mattatore" estroverso ma al tempo stesso anche fragile e vulnerabile. Lo tratteggia il documentario di Fabrizio Corallo “Sono Gassman! Vittorio, re della commedia", in onda sabato 30 agosto alle 22.45 su Rai Storia, per il ciclo “Documentari d’autore”. Nel filmato, realizzato a 18 anni dalla morte, si ricostruisce il percorso di Gassman, grande protagonista del cinema e del teatro, con particolare riferimento agli anni d'oro dei film brillanti della "commedia all'italiana", attraverso le testimonianze di familiari e colleghi, brani di film, spettacoli teatrali e programmi tv. Nel documentario intervengono, oltre allo stesso Vittorio Gassman in immagini di repertorio, Alessandro Gassman, Paola Gassman, Vittoria Gassman, Jacopo Gassman, Paolo Villaggio, Gigi Proietti, Stefania Sandrelli, Carlo Verdone, Emanuele Salce, Renzo Arbore, Giancarlo Giannini.
