Ricordo di Pippo Baudo
DOMENICA 14/09/2025
Omaggio a Pippo Baudo
Rai Cultura ripropone la sua “Domenica con”
La sua prima telecamera la vide nel 1954 a Trieste, durante un viaggio premio per festeggiare il ritorno della città all’Italia, quando la tv, in Sicilia, non era ancora arrivata. E, da quel momento, la tv non l’ha mai più abbandonata, tanto da diventarne parte e simbolo, in una lunga storia d’amore.
In omaggio a Pippo Baudo, recentemente scomparso, Rai Cultura ripropone, domenica 14 settembre dalle 14.45 su Rai Storia, “Domenica con”, lo spazio curato da Enrico Salvatori e Giovanni Paolo Fontana che, il 14 giugno 2020, aveva diretto e commentato per i telespettatori, “creando” la “propria” TV.
Un lungo viaggio in quella TV che a lui piaceva e che lui stesso ha fatto, incontrando personaggi diventati amici come Vittorio Gassman, Sandra Mondaini e Raimondo Vianello, o che ammirava profondamente, come Eduardo De Filippo. Ma c’è anche un omaggio alla sua terra, la Sicilia, con i ricordi personali del Gattopardo libro e film, e una riflessione su fatti storici legati alla propria biografia. E, naturalmente, non possono mancare i suoi 13 Festival di Sanremo.
La giornata di Pippo Baudo al timone di Rai Storia si apre ricordando “Ieri e oggi” del 1972 con i 10 anni di matrimonio di Sandra e Raimondo; alle 16.15 l’intervista di Franco Zeffirelli a Eduardo De Filippo sulla maschera di Pulcinella. Alle 17.00, un omaggio al “Gattopardo”, sia il libro, che il documentario Rai di Ugo Gregoretti del 1960 e il “dietro le quinte” del film di Luchino Visconti del ‘63, al quale prese parte come adattatore dei dialoghi in siciliano. A seguire, una grande Mina che canta Gershwin a “Studio Uno” del 1961 e lo speciale “Trieste in ogni cuore”, che introduce con un ricordo molto personale, parlando appunto di quando vide le telecamere (e i televisori accesi!) per la prima volta. Dopo la galleria dei “suoi” Sanremo in cui passa in rassegna tutti i vincitori, si passa alla prima serata con il film di Luigi Comencini "La donna della domenica" tratto da un libro di Fruttero e Lucentini, con Marcello Mastroianni, Jacqueline Bisset e Jean Luis Trintignant.
Il palinsesto di Pippo Baudo si conclude là dove tutto era cominciato: la “sua” Sicilia, celebrata con il finale della commedia “Rinaldo in campo” che Garinei e Giovannini scrissero nel 1961 per il centenario dell'Unità, ambientata in Sicilia durante lo sbarco dei Mille, con Domenico Modugno ai massimi livelli e una strepitosa Delia Scala.
LUNEDI’ 15/09/2025
Passato e Presente
Cola Di Rienzo l’ultimo tribuno
La figura di Cola di Rienzo campeggia sulla Roma della metà del XIV secolo. La città eterna che nel 1300 aveva visto il primo giubileo della Storia, ora, abbandonata dal pontefice trasferitosi ad Avignone e dall’imperatore che da tempo risiede in terra germanica, è una città cupa, dilaniata dalla guerra tra le fazioni rivali, dalla recessione economica, dalla miseria. Cola di Rienzo intende restituirla all’ordine e alla grandezza perduti. Il mito del tribuno del popolo e del suo progetto visionario, tra alterne fortune, ha attraversato i secoli lasciando ancor oggi irrisolto l’enigma che l’avvolge: Nicola di Lorenzo, questo il suo vero nome, è stato un abile politico o un megalomane? Un sincero capopopolo o un abile affabulatore? Un alfiere della libertà o uno stratega senza scrupoli? Paolo Mieli e lo storico Tommaso di Carpegna lo raccontano a “Passato e Presente”, in onda lunedì 15 settembre alle 13.15 su Rai 3 e alle 20.30 su Rai Storia.
Viaggio in Sicilia
Catania tra acqua e fuoco
Il "Viaggio in Sicilia" della scrittrice Simonetta Agnello Hornby e del suo amico illustratore Massimo Fenati prosegue verso Catania nell'episodio in onda lunedì 15 settembre alle 21.10 su Rai Storia. Prima tappa: l'Etna e il suo paesaggio lunare. Simonetta riavvolge il nastro dei ricordi, che risalgono a quando era bambina e sulla montagna rimase affascinata dalla neve. Accompagnati dalla guida, Simonetta e Massimo visitano i luoghi segnati dalle varie eruzioni dal XIX secolo fino alle più recenti. La lava ha lasciato impronte nere, ha modellato i crateri, ma al tempo stesso ha reso la terra ancora più fertile, facendo nascere piante uniche come l'astragalo e la saponaria. Ai piedi dell'Etna, spostandosi sul versante sud-est, Simonetta e Massimo raggiungono l'antico palmento di storici produttori di vini dell'Etna e scoprono antichi riti e tradizioni dei viticoltori della zona. I due viaggiatori, poi, si lasciano alle spalle la quiete per immergersi nella caotica Catania, cominciando dallo storico mercato della Pescheria. Qui c'è il tempo di assaggiare il pesce fritto e il tipico street food catanese, come gli arancini, che ispireranno Massimo per una delle sue illustrazioni. Il fuoco e l'acqua caratterizzano la città di Catania. Simonetta e Massimo ritrovano questi due elementi nelle strade del centro storico. Simonetta si fa accompagnare dall'amica scrittrice Maria Attanasio, che le racconta la storia della città a partire dalla pietra lavica con cui è stata costruita. Lo stesso materiale di cui è fatto l'Elefante, simbolo della città. Da via Etnea fino a piazza Duomo, Simonetta e Maria ripercorrono le strade che hanno ispirato artisti, sceneggiatori e cineasti. Massimo intanto esplora i vicoli della città fino a scoprire la grotta dell'Amenano, un incredibile percorso sotterraneo creato dall'omonimo fiume che scava nella lava.
Dai nostri inviati
La Rai racconta la Mostra del cinema di Venezia 1968 - 1979
Attraverso i racconti della Rai, i servizi degli inviati speciali Carlo Mazzarella, Lello Bersani e poi Virgilio Boccardi e Beniamino Placido, ma anche i grandi speciali realizzati da Rene Clair, Mario Soldati, Alfonso Gatto, si sviluppa il racconto della Mostra del Cinema di quegli anni. È l’appuntamento con “Dai nostri inviati”, e con il decennio 1968-1979, riproposto da Rai Cultura lunedì 15 settembre alle 22.00 su Rai Storia.
La contestazione che irrompe alla Mostra di Venezia, i controfestival organizzati dall’Anac, la travagliata direzione di Gianluigi Rondi, la scomparsa definitiva della Mostra e le Giornate del Cinema Italiano, le Biennali di Carlo Ripa di Meana, sino all’edizione del 1979, che segna la rinascita della kermesse, ora Mostra internazionale del Cinema, con la direzione di Carlo Lizzani, uno dei contestatori del ’68, che riporta il cinema ritorna a Venezia!
È un atto d'amore della Rai verso la Mostra del Cinema di Venezia, ma è anche un atto d'amore verso la Rai stessa, facendo tesoro di una delle sue più grandi ricchezze, l'archivio.
È un documentario per il quale abbiamo avviato un processo innovativo di restauro e digitalizzazione in HD. Un restauro tecnico che aderisce perfettamente al compito editoriale di risistemazione della memoria.
MARTEDI’ 16/09/2025
Passato e Presente
La psicoanalisi in Italia durante il fascismo
I primi tentativi di divulgazione della psicoanalisi in Italia si scontrano però con la diffidenza della comunità scientifica. All’inizio degli anni Trenta, lo psichiatra triestino Edoardo Weiss si trasferisce a Roma. Intorno a lui, che ha studiato le teorie psicoanalitiche a Vienna sotto la guida di Paul Federn, uno dei primi allievi di Freud, si forma un gruppo di studiosi interessati all’approfondimento e alla divulgazione della disciplina. La psicoanalisi non riesce però ad affermarsi. Nel Paese, intanto, il fascismo ha ormai smantellato i resti dello stato liberale, instaurando la dittatura. In questa fase, tuttavia, non sarà tanto il regime il principale ostacolo alla diffusione delle dottrine di Freud, quanto il rigoroso paradigma organicista della psichiatria dell’epoca e l’ostilità degli elementi più conservatori della Chiesa. Ne parlano Paolo Mieli e la storica Alessandra Tarquini a “Passato e Presente”, in onda martedì 16 settembre alle 13.15 su Rai 3 e alle 20.30 su Rai Storia.
L‘avversario
Paolo Maldini
Il primo grande avversario di Paolo Maldini: il mito di suo padre Cesare, anche lui bandiera del Milan e capitano della Nazionale. Parte da qui il dialogo tra Paolo Maldini e Marco Tardelli in "L’Avversario", il format originale prodotto da Rai Cultura e Stand by me, in onda martedì 16 settembre 21.10 su Rai Storia.
Da ragazzino Paolo ha dovuto scontrarsi con i pregiudizi di chi credeva che avesse avuto il posto nelle giovanili del Milan non per il suo talento, ma perché figlio di suo padre. Dopo l’esordio da titolare a soli 16 anni nel 1985 tuttavia fu chiaro a tutti che sarebbe stato uno dei più importanti difensori della sua generazione. Il Milan, squadra della quale diventa capitano nel 1997, ottiene risultati senza precedenti, ben oltre quelli che aveva raggiunto con Cesare: è il Milan degli "invincibili", quello dei sette scudetti e dei trionfi in Europa con cinque trofei tra Coppe dei Campioni e Champions League. A quel punto Paolo non sarà più considerato solo perché " il figlio di Cesare" e sarà Cesare a diventare "il padre di Paolo", anche quando nel 1997 dirigerà la Nazionale di cui suo figlio è capitano.
Ma i più grandi avversari di Paolo Maldini nella sua immensa carriera sono stati i calci di rigore: quelli del Mondiale 1994 sfumato all’ultimo, quelli che hanno eliminato l’Italia ai quarti di finale contro la Francia nel 1998, quello sbagliato contro l’Olanda agli Europei del 2000 e anche quelli della finale di Champions League persa nel 2005 contro il Liverpool.
Tra gli intervistati ci sarà Alessandro Costacurta, legato al Milan sin dai tempi delle giovanili, come Maldini. Furono loro la mitica difesa dei rossoneri dei tempi d'oro, i leggendari quattro Paolo Maldini, Alessandro Costacurta, Franco Baresi e Mauro Tassotti. Quest'ultimo, pur avendo esordito nella Lazio nel 1978, si trasferisce al Milan nel 1980 dove resterà fino alla fine della sua carriera nel 1997, condividendo con Maldini l'esperienza della Nazionale fino al 1994.
Giuseppe Bergomi invece è campione del mondo con la Nazionale italiana nel 1982. Nella sua lunga carriera da difensore dell’Inter è stato uno dei grandi avversari di Maldini, ma è stato anche suo compagno in maglia azzurra Europei del 1988, ai Mondiali del 1990 e ai Mondiali del 1998, è uno dei grandi avversari di Maldini all’Inter.
Dino Zoff è stato una pietra angolare della Nazionale italiana dal 1968, anno in cui vinse il campionato europeo, al 1982 quando contribuì al trionfo dell’Italia ai Mondiali di Spagna. È stato CT della Nazionale italiana dal 1998 al 2000, anno in cui con Paolo Maldini capitano l’Italia sfiorò il suo secondo titolo europeo.
'14-'18: Grande Guerra cento anni dopo
Come finisce sul fronte occidentale
Nel marzo 1918 le truppe italiane sono pronte per trasferirsi in Francia. Quello che Cadorna non aveva voluto considerare, ovvero l'esistenza di un fronte di guerra diverso da quello italiano, sotto il comando di Diaz diventa una possibilità militare e un'opportunità politica: ricambiare il favore fatto all'Italia dagli alleati, con l'invio di artiglieria sul Piave, e consolidare l'alleanza militare in vista delle trattative di pace. Sul fronte francese arrivano 25.000 soldati italiani che si faranno onore nella seconda battaglia della Marna, lasciando sul campo 5.000 caduti e 4.000 feriti, ma risultando decisivi per la vittoria finale sui tedeschi. È “'14-'18: Grande Guerra cento anni dopo” in onda martedì 16 settembre alle 22.10 su Rai Storia.
MERCOLEDI’ 17/09/2025
Passato e Presente
Solidarnosc
Solidarnosc: in polacco “Solidarietà”. Un movimento di massa che a partire dal 1980, nel giro di pochi anni, è riuscito a cambiare la storia della Polonia e non solo. Ne parlano, a 45 anni dalla fondazione, Paolo Mieli e lo storico Adriano Roccucci a “Passato e Presente”, in onda mercoledì 17 settembre alle 13.15 su Rai 3 e alle 20.30 su Rai Storia. Solidarnosc è stato il primo sindacato libero, indipendente dal governo, ad esser sorto in un regime comunista dell’Est. A guidarlo, un elettricista di nome Lech Walesa. Dall’elezione - nel 1978 - del Papa polacco Karol Wojtyla, agli scioperi ai cantieri Lenin di Danzica, sino alle elezioni del 1989, le prime semilibere in un Paese d’oltre cortina, la straordinaria avventura di Solidarnosc ci aiuta a comprendere l’ultimo decennio della guerra fredda, quello che prelude alla dissoluzione dell’Unione sovietica.
L'Italia della Repubblica
L’Italia nella guerra fredda pt.2
Il 18 aprile 1948 l’Italia va al voto. È una festa della democrazia che vede un’affluenza del 92%, e il trionfo della Dc di Alcide De Gasperi, che supera il 48% dei consensi. È il culmine di una stagione politica, il baricentro politico dell’Italia della ricostruzione. La seconda puntata della serie “L’Italia della Repubblica”, introdotta da Paolo Mieli, di Alessandro Chiappetta, e riproposta da Rai Cultura mercoledì 17 settembre alle 21.10 su Rai Storia, racconta il periodo che va dal 1946, anno in cui si tiene la conferenza di Parigi che disegna la nuova Europa al 1948, quando l’Italia, scelta la Democrazia Cristiana, dando continuità ai tre governi di Alcide De Gasperi, saluta Luigi Einaudi come secondo Presidente della Repubblica.
È soprattutto l’Italia di De Gasperi, che viene raccontata dalla figlia Maria Romana, intervistata nel 2016 nel “faccia a faccia” condotto da Michele Astori. Figlia, confidente, compagna di viaggio e custode della memoria del padre, Maria Romana De Gasperi sottolinea l’indole autorevole e lo spirito paterno del leader demo-cristiano, “uomo solo che sapeva di avere su di sé le responsabilità della scelta finale”. Un “cattolico che non era clericale”, che si racchiuse nella preghiera prima del discorso di Parigi del 10 agosto 1946, in cui si presentò da sconfitto all’uditorio delle potenze vincitrici ed esordì col celebre incipit: “Signori delega-ti, prendo la parola in questo consesso mondiale e sento che tutto tranne la vostra personale cortesia è contro di me”.
La puntata si avvale del contributo degli storici Paolo Acanfora, Piero Craveri, Angelo Ventrone e dell’esperta di comunicazione politica Flavia Trupia.
Ma il racconto darà voce anche ai protagonisti dell’epoca, in interviste di repertorio delle teche Rai. Protagonisti e testimoni come Alcide De Gasperi, Luigi Gedda, Giorgio Amendola, Lelio Basso, Giuseppe Saragat, e i diplomatici americani Harry Cleveland, Averell W. Harriman, Henry Tasca.
Al centro della narrazione, ci sono gli sviluppi del contesto internazionale, i prodromi della guerra fredda, con le potenze occidentali contrapposte al blocco sovietico, e le ripercussioni sulla politica interna di queste divisioni. L’Italia entra nell’orbita atlantica, grazie proprio al viaggio di De Gasperi che nel gennaio 1947 consacra i rapporti tra Stati Uniti e Italia.
“Non sapevamo niente di questa America – ricorda Maria Romana De Gasperi – e restammo stupiti dal loro modo di fare. Ma alla fine mio padre ottenne quel che voleva, un prestito importante, e forse solo in quel momento pensò ce l’abbiamo fatta”.
Il prestito del presidente americano Truman, integrato successivamente dai fondi del Piano Marshall aiutano la crescita del nostro paese. Un’Italia che si rilancia e vive una lunga campagna elettorale, fatta di scontri verbali e grande animosità. Da una parte, la rottura tra le forze di sinistra, con la nascita del PSDI di Saragat che si separa dal PSI di Nenni, e il lavoro di Togliatti per restare fedele a Mosca, pur senza rinnegare uno slancio di rinnovamento. Dall’altra, la Dc che si stringe attorno al suo leader De Gasperi e può contare sull’apporto dei Comitati Civici di Luigi Gedda, emanazione delle gerarchie vaticane. Quest’ultime, saranno fondamentali nel risultato finale, la vittoria della Dc di Al-cide De Gasperi, uomo e politico nel quale il paese si riconosce, guida di un’Italia che sceglie di fidarsi di lui. “Mio padre è stato la mia vita”, conclude commossa Maria Romana De Gasperi.
GIOVEDI’ 18/09/2025
Passato e Presente
Giulio Douhet il dominio dell’aria
“Nessuno è profeta nella propria patria” è un detto che ben si addice a Giulio Douhet, secondo lo storico Giorgio Rochat “l’unico teorico militare italiano, dopo Machiavelli, noto in tutto il mondo, forse più all’estero che in Italia”. Lo raccontano Paolo Mieli e lo storico Gregory Alegi a “Passato e Presente”, in onda giovedì 18 settembre alle 13.15 su Rai 3 e alle 20.30 su Rai Storia.
Il primato di Douhet, vissuto a cavallo tra il XIX e il XX secolo, è quello di essere stato il primo a teorizzare l’utilizzo strategico dell’arma aerea per superare gli ostacoli e le distanze sulla superficie, diversi anni prima dell’invenzione dei moderni aerei a reazione.
Mente brillante capace in un certo senso di prevedere l’andamento delle guerre moderne, non ha mai avuto l’opportunità di ricoprire ruoli apicali nelle forze armate, soprattutto a causa del suo carattere spigoloso, la sua incapacità di mediare con i superiori, la sua insistente abitudine a denunciare per iscritto tutto quello che per lui non andava bene. Oggi la sua figura di brillante studioso di caratura internazionale è stata apprezzata in larga parte del mondo.
5000 anni e +. La lunga storia dell'umanità
Odissea dietro il mito
Giganti e amanti
La paleontologia, la botanica e l’attenzione di Omero al mondo femminile sono le chiavi per risalire all’origine dei grandi misteri dell’Odissea e per scoprire le realtà nascoste nelle vicende narrate. Temi al centro di “Odissea” in onda giovedì 18 settembre alle 21.10 su Rai Storia per “5000 anni e più. La lunga storia dell’umanità”. In studio con Giorgio Zanchini, Silvia Romani, docente di Mitologia, di Religioni classiche e di antropologia del mondo classico all'Università degli Studi di Milano.
Odissea: dalle stelle al mondo sotterraneo
L’Odissea è la trasposizione letteraria delle conoscenze tecnico-scientifiche e della visione del mondo degli antichi greci. Lo racconta questo episodio di “Odissea”, in onda giovedì 18 settembre alle 22.10 su Rai Storia per “5000 anni e più. La lunga storia dell’umanità”. Ospite di Giorgio Zanchini, in studio, Silvia Romani, Professoressa di Mitologia, di Religioni classiche e di antropologia del mondo classico all'Università degli Studi di Milano, L’Odissea è ricordata come una delle più grandi storie mai raccontate, ma è anche una testimonianza senza precedenti del suo tempo, della conoscenza scientifica, tecnologica, della cultura e del mondo metafisico degli antichi greci. La storia d’amore più potente dell’Odissea, quella tra Ulisse e la bellissima ninfa-dea Calipso è un profondo serbatoio di conoscenze omeriche sull'astronomia, la navigazione, la costruzione di navi e la marineria. L'Odissea racchiude la visione che gli antichi greci avevano della loro vita e del loro mondo. È la trasposizione letteraria della loro fame di conoscenza.
VENERDÌ 19/09/2025
Passato e Presente
Italo Calvino il labirinto del mondo
Intellettuale impegnato e lucido, Italo Calvino è stato uno dei narratori più significativi del Novecento. A 40 anni dalla sua scomparsa, Rai Cultura gli dedica la puntata di “Passato e Presente” in onda venerdì 19 settembre alle 13.15 su Rai 3 e alle 20.30 su Rai Storia. A raccontarlo, Paolo Mieli e la professoressa Barbara Berruti.
Scrittore multiforme, ha sviluppato negli anni una narrativa innovativa che ha saputo combinare fantasia, riflessione filosofica e rigore strutturale. Una produzione, la sua, sempre curiosa del mondo, che ha fuso insieme sperimentazione e leggerezza e che, dall’esordio nel dopoguerra con opere legate al neorealismo, si è trasformata nei lunghi decenni della sua attività. Alla fine del secondo conflitto mondiale, Calvino, trasferisce nel campo culturale e politico l’esperienza della lotta partigiana e nel 1947 esce “Il sentiero dei nidi di ragno” ambientato durante la Resistenza. Iscritto al Partito comunista italiano, scrive sul quotidiano l’Unità. Poi, nel 1957, a seguito dell’invasione sovietica dell’Ungheria, esce dal Pci. E’ il periodo dei suoi romanzi di critica sociale, ambientati durante il boom economico, un sistema che elargisce benessere e inganno, promesse e nevrosi. Nel 1967 si trasferisce a Parigi dove entra in contatto con un gruppo di intellettuali promotori di una letteratura fondata su vincoli matematici o giochi enigmistici. Per Calvino la letteratura è uno strumento per penetrare decodificare e interpretare la realtà, rendendo universali temi complessi come il rapporto tra realtà e immaginazione, scienza e poesia, ordine e caos. Grande anticipatore di riflessioni contemporanee sul linguaggio sull’identità e sulla percezione della realtà.
La guerra del Vietnam. Il peso dei ricordi
Con straordinarie immagini d'archivio e toccanti testimonianze ai sopravvissuti, lo speciale “La guerra del Vietnam. Il peso dei ricordi” - in onda venerdì 19 settembre alle 21.10 su Rai Storia, introdotto dallo storico militare Gastone Breccia - racconta che cosa accadde quando l'esercito statunitense lasciò il Paese asiatico. Parigi, marzo 1973: Washington si accorda con Hanoi. Ritirerà le truppe, in cambio del rilascio dei propri prigionieri. Agosto 1974: Richard Nixon, travolto dallo scandalo Watergate, si dimette dalla Presidenza. Aprile 1975: privata anche degli aiuti finanziari, Saigon è costretta alla resa di fronte all'offensiva militare di Hanoi. Inizia il processo di normalizzazione comunista che, anziché unificare, travolge gli sconfitti e annienta l'economia dell'intero Paese, provocando la fuga di un milione e mezzo di profughi. A 50 anni di distanza, i vietnamiti e gli americani coinvolti in questa guerra stanno ancora cercando di darle un senso.
20 settembre 1870, la battaglia per Roma
Poche ore di combattimenti, ma grandi conseguenze. A differenza di molti altri importanti episodi del Risorgimento, la battaglia di Porta Pia - destinata a segnare l'annessione di Roma al Regno d'Italia - è stata poco rilevante dal punto di vista militare e si è conclusa nell’arco della mattinata del 20 settembre 1870. Ben più complesso, invece, è stato il percorso che ha portato a quella storica giornata e conseguentemente alla proclamazione di Roma capitale del Regno d’Italia. A ridosso dell’anniversario della breccia di Porta Pia, Rai Cultura rievoca quegli eventi con lo Speciale “20.09.1870. La battaglia per Roma” di Giancarlo Mancini con la regia di Graziano Conversano, in onda venerdì 19 settembre alle 22.10 su Rai Storia.
Il programma è stato pensato proprio per ricostruire questa intricata vicenda, strutturato come una sorta di cronaca-racconto con la voce-guida di Nicola Roncalli, straordinaria figura di erudito dell'Ottocento che con le sue cronache ha lasciato una miniera di preziose informazioni sugli umori e le atmosfere della Roma papalina. Attraverso discorsi, documenti e testimonianze lo Speciale ricostruisce le mosse dei due principali protagonisti di questa vicenda: Pio IX e Vittorio Emanuele II. Su tutti i principali problemi storici e politici, invece, si soffermano le interviste ai professori Alberto Melloni, Angelo Varni e a Francesco Margiotta Broglio.
SABATO 20/09/2025
Passato e Presente
La galassia Lefebvre
Nessun documento del concilio Vaticano II è stato votato all’unanimità, ma i voti contrari sono sempre state poche decine, su un totale di quasi 2.300 padri conciliari. Tra questi, ce n’è uno che ha sempre votato ostinatamente contro qualsiasi cambiamento apportato dalla più grande assemblea riformatrice della Chiesa Cattolica. È l’arcivescovo francese Marcel Lefebvre. La sua opposizione non si ferma qui. Dopo anni di inutili colloqui, nel 1983 consacra, senza il consenso del Vaticano, quattro nuovi vescovi. L’atto determina uno scisma e comporta l’automatica scomunica di Lefebvre. Sullo sfondo c’è lo scontro circa il ruolo e la missione della Chiesa Cattolica nel mondo. Ne parlano Paolo Mieli e lo storico Alberto Melloni a “Passato e Presente”, in onda sabato 20 settembre alle 20.30 su Rai Storia.
Cinema Italia – Telefoni bianchi
Mentre il fidanzato è impegnato in varie guerre, la cameriera Marcella fa carriera come attrice nella Cinecittà fascista. Satira del cinema di regime firmata Dino Risi. Vincitore di due David di Donatello. Regia di Dino Risi, con Vittorio Gassman, Agostina Belli, Ugo Tognazzi, Cochi Ponzoni, Lino Toffolo, “Telefoni bianchi” andrà in onda sabato 20 settembre alle 21.10 su Rai Storia per il ciclo “Cinema Italia”.
Documentari d’autore – La chimera. Solo la notte paga – 1^TX RAI
Tra il 2017 e il 2019, alle Vele di Scampia si consuma la lotta per il diritto a un’abitazione dignitosa, una lotta portata avanti dal Comitato Vele. Un viaggio lungo due anni, “una chimera”, raccontata dal doc di Matteo Pedicini, Elio Di Pace, Giovanni Dota, “La chimera. Solo la notte paga” proposto in prima visione Rai sabato 20 settembre alle 23.00 su Rai Storia per “Documentari d’autore”.
