L’Ape musicale

rivista di musica, arti, cultura

 

Da Garibaldi al Covid

DOMENICA 05/10/2025

Passato e presente
Garibaldi e la Francia

Il 7 ottobre 1870, Giuseppe Garibaldi sbarca a Marsiglia pronto a imbracciare le armi al fianco dei francesi contro i prussiani. Ma il rapporto dell’eroe dei due mondi con la Francia è assai complesso e altalenante. Paolo Mieli e lo storico Gilles Pécout ne parlano a Passato e presente in onda domenica 5 ottobre alle 20.30 su Rai Storia.

Garibaldi, nato a Nizza, francese di nascita, negli anni Trenta del XIX secolo, è quasi sconosciuto oltralpe. I pochi quotidiani che ne danno notizia lo considerano un guerrigliero errabondo nelle pianure Sudamericane. Per lui, invece, la Francia rappresenta la personificazione dei valori della Rivoluzione. Se durante le guerre d’indipendenza italiane, al di là delle Alpi Garibaldi viene visto come un pericoloso sovversivo che attenta all’ordine costituito e all’integrità dello Stato pontificio, l’epopea dei Mille lo consacra come condottiero impavido e valoroso, anche grazie ad Alexandre Dumas, che lo segue nell’impresa come un reporter di guerra. Per Garibaldi, di contro, la Francia di Napoleone III è il primo dei nemici. Con la caduta del Secondo Impero, però, tutto cambia: l’ultima grande battaglia di Garibaldi, l’unica vittoria del conflitto franco-prussiano riportato dalle forze francesi, è proprio a Digione, in Borgogna, in difesa della Terza Repubblica.

Binario cinema
Il colore della libertà

La vera storia di Bob Zellner, studente di Montgomery e nipote di un membro del Klu Klux Klan: è “Il colore della libertà” – interpretato da Lucas Till, Lucy Hale, Cedric the Entertainer, Brian Dennehy, Julia Ormond – proposto per il ciclo “Binario cinema” in onda domenica 5 ottobre alle 21.10 su Rai Storia. Il film è ambientato nell’Alabama del 1961: qui, Bob prende coscienza dei diritti negati alla comunità afroamericana e deve scegliere da che parte stare. Ispirato dalle parole di Martin Luther King, da Rosa Park e dagli studenti di una scuola superiore locale che marciano per protestare contro l’omicidio del contadino di colore Herbert Lee, Bob si unisce agli attivisti afroamericani. Sfidando la sua famiglia e le regole della società segregazionista del Sud, troverà la convinzione interiore e il coraggio di combattere contro l’ingiustizia, la repressione e la violenza, per cambiare il mondo che lo circonda.
La pellicola ripercorre alcuni degli anni più bui della storia degli Stati Uniti, quelli della ferocia del Ku Klux Klan e delle battaglie fondamentali del movimento per i diritti civili. È tratto dall’autobiografia di Zellner, che ha ottantatré anni e vive in Florida, membro di spicco dello Student Nonviolent Coordinating Commitee, uno dei principali movimenti che hanno combattuto il razzismo nel Sud degli Stati Uniti.

LUNEDI’ 06/10/2025

Passato e Presente”, al via la nuova stagione
Si parte da Boccaccio, il primo narratore

Insieme a Dante e Petrarca, Giovanni Boccaccio è uno dei padri fondatori della lingua e della letteratura italiana. A 650 anni dalla morte, “Passato e Presente” gli dedica la prima puntata della nuova stagione, in onda lunedì 6 ottobre alle 13.15 su Rai3 e alle 20.30 su Rai Storia.

Con il suo monumentale capolavoro, il Decameron, Boccaccio ha inaugurato il genere letterario della narrativa, trasformando le peripezie delle donne e degli uomini del Trecento in avvincente letteratura d'intrattenimento per il proprio tempo e quello a venire. Emanuela Lucchetti visita i luoghi del poeta tra Firenze e Certaldo, mentre in studio Paolo Mieli e lo storico Franco Cardini ripercorrono la vita e l’epoca dell’uomo che inventò la narrativa europea.

Nel corso delle nuove 120 puntate di “Passato e Presente”, poi, i temi spaziano attraverso tutte le epoche per far emergere le continue connessioni tra il Passato e il Presente. Così, sullo sfondo della grande storia collettiva, emergono le storie personali e generazionali, le contaminazioni e il ripetersi ciclico di alcuni fenomeni. Anche quest’anno il programma, propone puntate su importanti anniversari: dai 650 anni dalla morte di Boccaccio, ai 250 anni dalla dichiarazione d’indipendenza degli Stati uniti d’America; dagli 80 anni del referendum monarchia-repubblica ai 75 anni dall’inizio della Guerra di Corea; dai 50 anni dall’uccisione di Pier Paolo Pasolini ai 50 anni dalla morte del generale Franco e di Mao Zedong; dai 45 anni dal terremoto dell’Irpinia ai 40 anni dalla tragedia di Chernobyl; dai 30 anni dall’uccisione di Rabin ai 20 anni dalla morte di Oriana Fallaci.

Non manca, inoltre, il filone che vede il racconto della storia attraverso i grandi romanzi e, come sempre, il percorso è arricchito da filmati di repertorio, documenti d’archivio, riprese originali e ricostruzioni filmate.

Italia viaggio nella bellezza
Il Papa e l’architetto. L’ideale in Castro e Pienza

Due Papi, due architetti, due città. Pienza e Castro sono due ipotesi di “città ideale” del Rinascimento volute da due pontefici che dispongono dell’opera di grandi architetti del periodo: Bernardo Rossellino e Sangallo il giovane. Le due città rappresentano il sogno di due attratti dal bello e dall’eleganza, in un periodo in cui la città assume un ruolo centrale nella vita sociale. Lo racconta “Il papa e l’architetto. L’ideale in Castro e Pienza” firmato da Alessandro Varchetta con la regia di Eva Frerè, in onda lunedì 6 ottobre alle 21.10 su Rai Storia per “Italia. Viaggio nella bellezza”.

Sono due città che riflettono il potere della chiesa in modi diversi: Pienza più idealistica e culturale, Castro più legata alla politica dinastica papale. Sono entrambe frutto di quel profondo rinnovamento culturale che nel Rinascimento coinvolge tutti i campi del sapere e in modo particolare l’architettura e le arti figurative.

Pio II, il Papa umanista colto e letterato, decide di elevare Corsignano, suo paese natale, a monumento imperituro della sua persona e del potere da lui rappresentato. Così Pienza, la città di Pio, è legata a una visione, un'utopia, dove gli spazi si sviluppano secondo gli ideali di razionalità dell'umanesimo.

Cento anni dopo un altro Papa, Paolo III Farnese, decide di far rinascere Castro, capitale del ducato, come una novella Pienza. Grazie all’intervento di un altro architetto, Sangallo il giovane, Castro si abbellisce di chiese, palazzi e mura.

Una fioritura di bellezza straordinaria quanto effimera: lo scontro con lo stato pontificio ne decreta la fine e la distruzione totale tanto da essere conosciuta come la Cartagine della Maremma: oggi, tutto quel che resta sono pochi ruderi avvolti dalla vegetazione.

Gli occhi cambiano
Ridere

È un’alchimia misteriosa quella del “far ridere”, dove gli ingredienti sono la battuta, il tempo comico, i tratti del volto, la mimica del corpo. A volte tutto questo si mescola perfettamente e si materializza in formidabili prove d’attore. Ciascuna epoca ha avuto i suoi “immortali”, che hanno unito gli italiani nel sorriso. È “Ridere” della serie “Gli occhi cambiano”, la serie scritta e diretta da Walter Veltroni e prodotta da Rai Cultura, in onda lunedì 6 ottobre alle 22.10 su Rai Storia - è un omaggio agli artisti, al pubblico che li ha amati e a quella raffinatissima forma d’intelligenza che è la comicità. Tra i protagonisti, Walter Chiari, Raimondo Vianello e Sandra Mondaini, Ugo Tognazzi, Alberto Sordi, Corrado, Carlo Verdone, Totò, Beppe Grillo, Eduardo De Filippo, Fiorello.

MARTEDI’ 07/10/2025

Passato e Presente
La guerra di Corea

“La terra della pace mattutina”: questo il nome tradizionale della penisola coreana. Ma dal 1950 al 1953 quella terra fu tutt’altro che in pace. Conobbe anzi una guerra tremenda, costata ben 3 milioni di morti. Un conflitto oggi quasi dimenticato, ma le cui conseguenze sono tuttora tangibili. Ne parlano, nel 75^ anniversario dell’invasione, Paolo Mieli e il professor Gastone Breccia a Passato e presente in onda martedì 7 ottobre alle 13.15 su Rai3 e alle 20.30 su Rai Storia. Fu uno dei momenti-chiave della Guerra fredda; fece temere l’inizio della Terza guerra mondiale e sancì la presenza della Cina comunista tra le grandi potenze mondiali. Lasciò quel Paese devastato e diviso in due, lungo una linea corrispondente grossomodo a quella iniziale.

Un’epoca nuova
Senza distinzione di sesso

Tra il 1945 e il 1960, le donne italiane sono le artefici di una rivoluzione silenziosa quanto profonda. Una rivoluzione raccontata da Umberto Broccoli a “Un’epoca nuova”, il programma Rai Cultura in onda martedì 7 ottobre alle 21.10 su Rai Storia. Chiamate semplicemente “staffette” durante la Resistenza, hanno combattuto il nazifascismo infrangendo per sempre lo stereotipo della fragilità femminile con atti di coraggio quotidiano. Un apprendistato di libertà e di consapevolezza che alla fine della guerra le ha portate alla conquista del voto e, finalmente cittadine, a contribuire all’edificazione della nuova architettura istituzionale nel segno della democrazia. Nel solco tracciato dalle madri costituenti, le donne italiane hanno intrapreso la sfibrante battaglia per l’uguaglianza e la parità di genere, e ribaltando ruoli, gerarchie e prospettive della cultura patriarcale, hanno cambiato il loro sguardo sul mondo e lo sguardo del mondo su di loro. Protagoniste troppo spesso invisibili del nuovo tessuto sociale, politico ed economico, hanno educato, curato, amministrato, prodotto. Il boom si è materiato dei loro sforzi.

“Senza distinzione di sesso” è la storia delle donne che hanno riscritto il futuro dell’Italia, con tenacia, intelligenza e capacità di visione. Una memoria viva che ci parla ancora per insegnarci come percorrere la strada ancora da fare. 

Che magnifica impresa
L'Italia all'Opera

La storia affascinante dell’Opera italiana, un patrimonio unico che ha saputo fondere arte, musica e identità nazionale è di scena aChe magnifica impresa”, il programma condotto da Mario Sechi, in onda martedì 7 ottobre alle 22.10 su Rai Storia. La puntata ci racconta un’invenzione tutta italiana un tesoro riconosciuto e apprezzato in tutto il mondo, oltre che un’importante macchina produttiva, riconosciuta Patrimonio Culturale Immateriale dall’UNESCO nel 2023.

Tutto comincia con la nascita del melodramma nelle corti rinascimentali e nei teatri veneziani, per poi proseguire nei fasti del bel canto del Seicento e Settecento, fino all’esplosione romantica dell’Ottocento, legata ai grandi nomi di Rossini, Donizetti, Bellini, Verdi e Puccini. Un’avventura che non si ferma alla tradizione, ma si proietta nel futuro, grazie alle reinterpretazioni contemporanee e ai giovani talenti che oggi tengono viva questa straordinaria forma d’arte.

Ad accompagnare Mario Sechi in questo viaggio nell’Opera italiana saranno il giornalista Enrico Stinchelli, il sovrintendente e direttore artistico del Teatro alla Scala Fortunato Ortombina, il soprano Eleonora Buratto in collegamento da Valencia e il Maestro Michele Mariotti dal Teatro dell’Opera di Roma.

MERCOLEDI’ 08/10/2025

Passato e presente
La regina Vittoria, icona di un’era

Nel 1837, a soli 18 anni, la giovane principessa Vittoria diventa regina d’Inghilterra. Ha vissuto fino a quel momento prigioniera di un sistema di regole rigidissime impostole dalla madre. La principessa diventerà la sovrana del più grande impero del pianeta, governerà sui quattro continenti e darà il suo nome a quegli anni: l’età Vittoriana. Un personaggio raccontato da Paolo Mieli e dalla professoressa Valentina Villa a Passato e presente in onda mercoledì 8 ottobre alle 13.15 su Rai3 e alle 20.30 su Rai Storia. Sposa il cugino Alberto, trasformando un matrimonio politico in un grande amore e, nei suoi 63 anni di regno, sarà testimone e protagonista di cambiamenti epocali come la Seconda Rivoluzione Industriale e la trasformazione del Regno Unito in una solida monarchia parlamentare.

L'Italia della Repubblica

Il confine conteso”

Il confine conteso, quello tra Italia e Jugoslavia, nel dopoguerra diviene una profonda ferita nella storia repubblicana. Ne parla l’appuntamento con la serie Rai Cultura “L’Italia repubblicana”, con l’introduzione di Paolo Mieli, in onda mercoledì 8 ottobre alle 21.10 su Rai Storia. Con il trattato di pace, la Jugoslavia controlla la penisola istriana, mentre il Territorio libero di Trieste viene diviso in due zone, una affidata agli alleati e una controllata dagli jugoslavi. Il capoluogo friulano dovrà aspettare molti anni prima di tornare italiano e in questo tempo, dalla fine del conflitto al memorandum di Londra del 1954, il prezzo della sconfitta nella guerra mondiale viene pagato dagli italiani che vivono queste terre. Sono anche tributi di sangue, come quello versato nella tragedia delle foibe che hanno inghiottito migliaia di persone scrivendo una delle pagine più nere della storia italiana. C’è poi il triste esodo cui sono stati costretti gli italiani residenti nelle terre di confine passate agli jugoslavi. Ospite in studio, Anna Maria Mori, scrittrice istriana. Intervistata da Michele Astori, ci aiuterà a comprendere come le vicende del “confine conteso” hanno segnato la vita di chi ha dovuto lasciare per sempre la propria casa. La puntata – di Riccardo Ferrigato - si avvale inoltre del contributo degli storici Raoul Pupo e Patrick Karlsen. Ma il racconto darà voce anche ai protagonisti e ai testimoni dell’epoca, in interviste di repertorio delle teche Rai.

 

GIOVEDI’ 09/10/2025

Passato e presente
Leone XIII

Nella seconda metà dell'Ottocento, con la nascita del proletariato urbano dovuta alla seconda rivoluzione industriale, la Chiesa cattolica si trova di fronte a nuove sfide. Il crescente peso delle ideologie laiciste e socialiste rende evidente che non basta più condannare la modernità o limitarsi a predicare la pace tra le persone. Deve prendere posizione rispetto al conflitto di classe, per ribadire il primato dell’individuo sulla proprietà e condannare ogni forma di collettivismo. È papa Leone XIII a rompere gli indugi e a superare definitivamente l’intransigenza che aveva caratterizzato l’operato del suo predecessore Pio IX. Con l’Enciclica Rerum Novarum, nasce la “dottrina sociale” della Chiesa, che verrà ripresa e ampliata da tutti i pontefici successivi. Un personaggio raccontato da Paolo Mieli e dal professor Alberto Melloni a “Passato e Presente”, in onda giovedì 9 ottobre alle 13.15 su Rai3 e alle 20.30 su Rai Storia.

a.C.d.C
Viaggio nei secoli bui: la peste nera

«La peste è stata uno dei più grandi drammi dell’umanità; uccise un terzo della popolazione europea e paradossalmente rappresentò una spinta verso il progresso». Ken Follett inizia così il racconto della peste bubbonica che nel 1349 si abbatté su tutta l’Europa. E alla peste è dedicato l’appuntamento con “a.C.d.C.”, con il professor Alessandro Barbero, in onda giovedì 9 ottobre alle 21.10 su Rai Storia.

Un medico, un monaco e una contadina, sono i personaggi attraverso i quali lo scrittore britannico racconta la diffusione del morbo in tre diverse città europee: Firenze, Winchester e Walsham. I primi segni della peste apparvero nell’ottobre del 1347. I marinai di una piccola flotta genovese di ritorno dalla Crimea avevano contratto una malattia sconosciuta. Da allora il morbo si diffuse in tutta Europa. Nel marzo del 1348 era alle porte di Firenze dove un medico, Francesco Gerini, nell’ospedale di Santa Maria Nuova, prescriveva pozioni di erbe comuni e usava sanguisughe per estrarre i veleni dal corpo. Il metodo era inefficace perché Gerini, come tutti i medici europei, non conosceva le forme di contagio. La peste devastò l’Italia, arrivò in Francia e da qui giunse nel sud dell’Inghilterra a Winchester, una delle più ricche città inglesi. Là, il monaco Ralph Destonton assisteva i malati, li confortava, li confessava e a differenza di molti che lasciarono la città, decise di restare.

Nell’Inghilterra orientale, nel villaggio di Walsham, nella primavera del 1349 la famiglia Cranber venne decimata. Olivia e la sorella Hillary rimaste sole ereditarono una grande fortuna. Allevarono bestiame e lo esportarono. Un anno dopo le due donne possedevano sedici mucche e più di cento pecore. Intanto i lavoratori inglesi divennero più forti. Sapevano che la peste aveva decimato la forza lavoro e che potevano chiedere di più. Così la peste, considerata a ragione un flagello epocale, fu anche un elemento di novità e di trasformazione dell’ordine sociale e politico medievale. Molti sopravvissuti ereditarono denaro e iniziarono a spenderlo investendo in nuove attività. Alcuni si opposero allo sfruttamento dei conti e dei baroni. Molti medici iniziarono a studiare l’anatomia umana, indagando le cause del contagio e opponendosi alla Chiesa che proibiva la dissezione dei cadaveri. Fu l’alba di un mondo nuovo.

5000 anni e più. La lunga storia dell'umanità”
Gli assi del volo, il biennio 1917 - 1918

La Grande Guerra vista dall’alto, con gli occhi dei grandi assi dell’aviazione. “Gli assi del volo” in onda giovedì 9 ottobre alle 22.10 su Rai Storia per “5000 anni e più. La lunga storia dell’umanità”, con Giorgio Zanchini, racconta questi uomini, le cui azioni resero delle vere e proprie star in un periodo cruciale per l’aviazione come quello che va dal 1914 al 1918. Nel secondo e ultimo episodio, introdotto e contestualizzato dal profesor. Mauro Canali, il biennio 1917-1918. La Prima Guerra Mondiale è stata segnata da un'importante innovazione bellica: aerei in grado di effettuare raid ad alta velocità, bombardare e sparare dall'alto, spiare e supportare le truppe di terra. Ma gli aerei di quell'epoca erano pilotati con poca strumentazione. Uomini coraggiosi e audaci li pilotavano, spesso fino alla temerarietà. 

VENERDÌ 10/10/2025

Passato e presente
Francesco De Pinedo, il signore delle distanze

Senza radar, senza GPS, spesso senza una radio a bordo, con motori potenti come una piccola utilitaria e facili alla rottura. Nei primi voli del secolo scorso il fattore umano è stato l’elemento decisivo perché la tecnologia aeronautica potesse svilupparsi rendendo l’aereo il vettore più sicuro ed efficiente del pianeta. Tra i più grandi pionieri del volo c’è Francesco, Franz per gli amici, De Pinedo, il quale univa un temperamento audace, una capacità organizzativa e una conoscenza della tecnica aviatoria fuori da comune. Un personaggio raccontato da Paolo Mieli e dal professor Gregory Alegi a “Passato e Presente”, in onda venerdì 10 ottobre alle 13.15 su Rai 3 e alle 20.30 su Rai Storia.

Perfettamente a suo agio nella carlinga del suo aereo, De Pinedo, diventato per meriti Generale e Sottocapo di Stato Maggiore della Regia Aeronautica, trovò enormi difficoltà ad accomodarsi dietro una scrivania al Ministero aeronautico. Non era nemmeno tagliato per la politica dal momento che l’insanabile rapporto con Italo Balbo, gli costò le dimissioni. De Pinedo muore nel 1933 mentre tenta un raid aereo da New York a Baghdad.

Italoamericani
Diventare Americani, 1910-1930

Il racconto di come un gruppo di immigrati dalle caratteristiche uniche e peculiari abbia influenzato e messo alla prova l’America. Quasi metà della prima generazione di immigrati tornò in Italia dopo aver lavorato per mantenere le proprie famiglie. Per chi aveva fatto dell’America la propria casa, conservare la specificità culturale italiana fu una sfida, guidata dal valore della famiglia, in cui i bisogni collettivi vengono prima dei bisogni individuali: un sistema di valori spesso in contrasto con gli ideali americani della libertà e della libera scelta. È “Italoamericani” in onda venerdì 10 ottobre alle 21.10 su Rai Storia. Il secondo appuntamento, “Diventare americani”, esplora le rigide restrizioni all’immigrazione che negli anni Venti costringeva i lavoratori italiani a fare una scelta difficile: restare o andarsene. Circa metà degli italiani emigrati decisero di tornare a casa. La seconda generazione iniziò ad avvicinarsi a quelle istituzioni rifiutate dalla precedente. Alcuni ottengono un successo al di là di qualsiasi immaginazione, come Joe Di Maggio, giocatore di baseball, lo sport nazionale americano. Ma con la Seconda guerra mondiale, ogni speranza di poter essere sia italiani sia americani fu spazzata via. Quando l’Italia di Mussolini viene dichiarata ufficialmente nemica, gli italiani negli Stati Uniti sono costretti a scegliere, con conseguenze devastanti.

La fine del nazismo 
Il suicidio di Hitler

Aprile 1945: Hitler si sente tradito da tutti, anche dal popolo tedesco. Saputo di quanto successo in Italia al corpo di Mussolini, non vuole farsi catturare e prima di suicidarsi, si sposa con Eva Braun nel Bunker. È l’ultimo capitolo della serie “La fine del nazismo” in onda venerdì 10 ottobre alle 22.10 su Rai Storia. Via radio viene detto da Goebbels alla popolazione, che il Führer è stato ucciso dai sovietici. La fine è segnata e chi non si suicida, cerca di fuggire facendo accordi col nemico. Speer, Göring e Himmler vengono arrestati. Himmler riesce a suicidarsi mentre per gli altri si apre il processo di Norimberga.

SABATO 11/10/2025

Passato e Presente
L'assassinio di Alessandro I

In occasione dell’anniversario dell’assassinio, a "Passato e Presente", in onda sabato 11 ottobre alle 20.30 su Rai Storia, Paolo Mieli e Alberto Basciani ripercorrono un episodio tanto importante quanto oggi poco ricordato: l’attentato al Re di Jugoslavia Alessandro I. Si tratta di un evento che va ben oltre la storia dei soli Balcani. Anzitutto perché avviene a Marsiglia, il 9 ottobre 1934, e vi perde la vita anche il ministro degli Esteri francese. Poi, perché segna un punto di svolta per tutta l’Europa degli anni Trenta, contribuendo a spingerla verso la rovinosa Seconda guerra mondiale. In terzo luogo, perché fa enorme scalpore, essendo stato filmato da una cinepresa. Un po' come capiterà, quasi 30 anni dopo, per l'omicidio Kennedy. Infine, perché in quest'evento l’Italia giocò un ruolo di primo piano. 

Cinema Italia
Scusi, lei è favorevole o contrario?

Tullio Conforti, ricco imprenditore di mezza età, si dichiara fermamente contrario al divorzio, ma in realtà è separato dalla moglie che ormai ha un’altra stabile relazione, e ogni settimana incontra le sue tante amanti, dedicando a ognuna di loro un giorno diverso. È la storia del film “Scusi, lei è favorevole o contrario?” - seconda prova di Alberto Sordi dietro la macchina da presa, con la sceneggiatura dello stesso Sordi e Sergio Amidei - in onda sabato 11 ottobre alle 21.10 su Rai Storia per il ciclo “Cinema Italia”. Tra gli interpreti, oltre a Sordi, Silvana Mangano, Anita Ekberg, Giulietta Masina, Laura Antonelli, Paola Pitagora, Tina Aumont.

Documentari d’autore
La prima onda: Milano al tempo del Covid 19

Quando nella seconda metà di febbraio 2020 sono giunte a Milano le prime notizie che il Covid-19 avesse scelto proprio i dintorni della città per fare la propria comparsa in Europa, nessuno poteva immaginare quanto e come le nostre vite sarebbero velocemente cambiate. Lo racconta “La prima onda: Milano al tempo del Covid 19” in onda sabato 11 ottobre alle 23.15 su Rai Storia per “Documentari d’autore”.


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