Per la libertà è la dignità dell' arte
Milano, 24 ottobre 2025
COMUNICATO SINDACALE TEATRO ALLA SCALA
Ciò che sta accadendo al Gran Teatro La Fenice di Venezia desta forte preoccupazione e riguarda tutto il mondo dei teatri, delle orchestre e della produzione culturale italiana.
Negli ultimi decenni abbiamo assistito a continui attacchi al settore culturale, attraverso leggi inadeguate e tagli ai finanziamenti pubblici, indispensabili per garantire qualità, indipendenza e libertà dell’espressione artistica.
Oggi stiamo assistendo a un ulteriore tentativo di stravolgere il modello delle fondazioni lirico-sinfoniche, trasformandole da luoghi di produzione culturale in semplici “eventifici”, privandole del loro ruolo educativo e formativo.
La recente nomina di un direttore musicale dettata da logiche di visibilità mediatica, più che da reali competenze artistiche, rappresenta solo la punta dell’iceberg di un sistema sempre più indebolito, nonostante il riconoscimento del teatro lirico come eccellenza italiana e motore economico legato al turismo culturale.
Questa vicenda si colloca in un momento di particolare complessità istituzionale, alla vigilia del rinnovo contrattuale nazionale e dell’emanazione del nuovo codice dello spettacolo, che – secondo le prime indiscrezioni – rischia di ridurre ulteriormente l’autonomia dei teatri lirici.
Siamo vicini e solidali con i colleghi del Gran Teatro La Fenice: la loro battaglia è la battaglia di tutti e riteniamo un dovere difendere l'eccellenza come patrimonio del nostro Paese.
Difendere la Fenice significa difendere la verità, la trasparenza e la dignità del lavoro, non fare propaganda.
Il sindacato respinge con forza le ricostruzioni e i commenti apparsi sulla stampa, che tentano di screditare chi svolge il proprio ruolo di rappresentanza con serietà e determinazione.
Ancora una volta, invece di affrontare i problemi reali del teatro, si preferisce colpire chi li denuncia.
Non è accettabile che ogni rilievo o critica sindacale venga bollato come “attacco personale”.
Questa retorica serve solo a coprire modalità gestionali autoritarie e poco trasparenti, che generano tensione invece di costruire collaborazione.
Chi guida un’istituzione pubblica deve saper ascoltare, comunicare e valorizzare il lavoro collettivo, non chiudersi nel proprio ruolo o farsi scudo della politica.
Difendere a priori chi ricopre ruoli di vertice significa ignorare le voci di chi vive quotidianamente il teatro e segnala disfunzioni reali: rigidità organizzativa, scarsa comunicazione e un clima interno deteriorato.
Mentre si parla di “orgoglio” e “immagine”, il pubblico della Fenice manifesta segnali di crescente malcontento.
Gli abbonati, linfa vitale del teatro, esprimono delusione, stanchezza e disaffezione. Non si può ignorare il calo di fiducia di una parte storica degli spettatori, né minimizzare le critiche sul clima culturale e gestionale attuale.
Un teatro non vive di proclami ma di partecipazione, passione e rispetto reciproco – valori oggi messi in discussione da scelte autoreferenziali e da una comunicazione distante dalla realtà del palcoscenico.
Il sindacato ha il dovere di rappresentare i lavoratori e di dare voce a un pubblico che chiede trasparenza e responsabilità.
Questo non è populismo, ma senso civico e impegno verso una delle istituzioni culturali più importanti del Paese.
Ridurre il confronto sindacale a uno scontro di potere significa tradire la missione del teatro come bene comune.
Rinnoviamo la solidarietà ai lavoratori e ribadiamo che il vero amore per il teatro non si dimostra con slogan o visibilità, ma ascoltando chi lavora e chi mantiene viva l’istituzione con il proprio impegno e la propria passione.
La Fenice – come ogni teatro pubblico – non ha bisogno di palcoscenici politici, ma di rispetto, partecipazione e verità.
Su questi principi, non faremo mai un passo indietro.
Segreterie e RSA Slc-Cgil, Fistel-Cisl, Uilcom-Uil e Fials-Cisal Teatro alla Scala
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