Omaggio a Proietti e Falqui
DOMENICA 02/11/2025
Gigi Proietti 85 e Antonello Falqui 100
L’omaggio di Rai Cultura negli anniversari della nascita
Un sodalizio artistico quello tra Gigi Proietti e Antonello Falqui, vicini anche nel festeggiare i compleanni a pochi giorni di distanza l’uno dall’altro: il 2 novembre ricorre infatti l’ottantacinquesimo anniversario della nascita (e il quinto della scomparsa) di Gigi Proietti, mentre il 6 novembre ricorre il centesimo di Antonello Falqui. Per ricordarli, Rai Cultura ripropone su Rai Storia “La tv di Gigi Proietti”, una fascia dedicata da domenica 2 novembre alle 12.45 (tranne lunedì 3 novembre in onda alle 13.00 e mercoledì 5 e sabato 8 novembre alle 12.30).
Si parte domenica 2 novembre con “Attore amore mio”, del 1982: Gigi Proietti e i suoi allievi in quattro puntate dirette da Antonello Falqui e scritte con l'autore e produttore teatrale Roberto Lerici, registrate in un'unica serata. Il risultato della registrazione, che Antonello Falqui definisce "un fuoco", va in onda in quattro puntate su Raiuno, dal 2 gennaio 1982, di sabato sera. Per Gigi Proietti, è l’occasione di presentare al pubblico televisivo il meglio del suo repertorio teatrale e il frutto del suo Laboratorio di Esercitazioni sceniche, fondato nel 1978.
Da giovedì 6 novembre via alle quattro puntate di “Fatti e fattacci”: spettacolo del 1975 di Antonello Falqui e Roberto Lerici, registrato a colori e vincitore del più prestigioso premio per il varietà televisivo, la Rosa d'oro di Montreaux.
Gigi Proietti e Ornella Vanoni guidano un camion-carrozzone con la loro compagnia di giro, e giungono ogni volta nella piazza di un paese diverso per rappresentare "fatti e fattacci" di cronaca popolare con canzoni, monologhi e pagine teatrali.
Ma giovedì 6 novembre alle 16.00, giorno del centesimo anniversario di Antonello Falqui, Rai Cultura riproporrà la puntata “Antonello Falqui, (Re)gista del sabato sera” di “Storie della TV”: A ricordare uno dei grandi “creatori” della tv e di programmi come “Studio Uno” e “Canzonissima” sono Rita Pavone, Loretta Goggi e Duccio Forzano.
L’omaggio a Gigi Proietti proseguirà anche nella settimana successiva: martedì 11 novembre alle 13.00 su Rai Storia andrà in onda “La scoperta dell’America”: tratto dall’omonimo poema di Cesare Pascarella, è un film sperimentale per la Tv, di un’ora e mezza, a colori, del 1971. La regia è di Sergio Giordani il quale porta gli artisti nelle strade di Roma, tra la gente comune. La colonna sonora originale è firmata da Ennio Morricone. Qui Gigi Proietti recita insieme ad altri attori ma anche insieme a 38 pupazzi, ideati apposta dal mitico burattinaio-attore Otello Sarzi, della provincia di Reggio Emilia.
Da mercoledì 12 novembre alle 13.00, andrà in onda “Fregoli”, sceneggiato del 1981 diretto da Paolo Cavara, nel quale Gigi Proietti impersona il celebre attore trasformista Leopoldo Fregoli.
Omaggio a Pier Paolo Pasolini
Il ricordo di Rai Cultura a cinquant’anni dalla morte
“Cosa non ha fatto e che vorrebbe fare?” “Il calciatore” “Avrebbe abbandonato i suoi libri…” “No, non avrei abbandonato niente, mi sarebbe piaciuto fare anche questo” “Il calciatore letterato. E in quale ruolo avrebbe giocato?” “Mezz’ala”.
Queste sono alcune delle battute scambiate tra Pippo Baudo e Pier Paolo Pasolini, e sua penultima apparizione televisiva, a chiusura della puntata del quiz “Spacca15” andata in onda il 20 marzo 1975, riproposta domenica 2 novembre alle 18.00 su Rai Storia, e che fa parte della programmazione dedicata proposta da Rai Cultura a cinquant’anni da quel 2 novembre 1975.
L’omaggio prende il via già venerdì 31 ottobre: alle 13.45 “Pier Paolo Pasolini e il cinema 1968 – 1974”, con le interviste a Pier Paolo Pasolini e agli interpreti dei suoi film, dal 1962 al 1968, conservate nelle Teche Rai. Il suo tormentato rapporto con la giustizia italiana e l’interpretazione che ne fa l’attore Libero De Rienzo, invece, sono al centro dello speciale (2015) scritto da Daniele Ongaro e diretto da Graziano Conversano - riproposto per il ciclo “Italiani” venerdì 31 ottobre alle 21.10 e in replica sabato 1° novembre alle 9.30 e domenica 2 novembre alle 6.30 su Rai Storia.
Sabato 1° novembre alle 11.15, e in replica domenica 2 novembre alle 19.45, “Pasolini e il sacro: interviste TV 1968/74”, con gli interventi televisivi di Pier Paolo Pasolini sul tema del sacro, della fede e della religione. A seguire, “Io e. Pasolini e la forma della città”: nell’autunno 1973, con il regista Paolo Brunatto, Pier Paolo Pasolini gira in varie parti del Lazio questo documentario per la serie “Io e”, dove un personaggio della cultura racconta un’opera d’arte o architettonica. Pasolini decide di commentare gli sfregi dell’edilizia moderna sui paesaggi di antica configurazione, caratterizzati dall’armonia tra uomo e natura.
Alle 19.45, e in replica alle 8.15, “Le mura di Sana’a”: domenica 18 ottobre 1970, mentre si trova a Sana’a, nello Yemen, in una pausa delle riprese di un episodio del “Decameron” (poi tagliato nella versione definitiva), Pier Paolo Pasolini realizza questo breve documentario allo scopo di lanciare un appello all’Unesco per la salvezza della forma antica e originaria della città.
Domenica 2 novembre alle 9.30, e in replica alle 15.00 e alle 23.00, sempre su Rai Storia, “Telegiornali del 2 novembre 1975 – Pier Paolo Pasolini” dove vengono raccolti i telegiornali del 2 novembre 1975 che raccontarono, in presa diretta, l’atroce morte di Pier Paolo Pasolini, avvenuta la notte precedente all’Idroscalo di Ostia. Dopo “Spacca15”, alle 18.15, a 50 anni dalla messa in onda, verrà riproposto “III B facciamo l'appello: Pier Paolo Pasolini”: il 29 maggio 1971, nello studio dell’Antoniano di Bologna, Enzo Biagi intervista Pasolini, tra i suoi compagni di liceo, per parlare della sua infanzia e giovinezza a Bologna, dove ha vissuto dalla nascita ai 21 anni.
Lunedì 3 novembre, a “Passato e Presente”, in onda alle 13.15 su Rai3 e alle 20.30 su Rai Storia, Paolo Mieli e il professor Ermanno Taviani si concentreranno sugli ultimi anni di vita di Pasolini, dal 1968 al 1975, anni nei quali Pier Paolo Pasolini attraversa una delle stagioni più intense e controverse del suo percorso intellettuale.
Martedì 4 novembre alle 16.45 è la volta di “Controcampo: Pasolini, la provocazione”. Il 6 novembre 1975, il giorno dopo i funerali di Pier Paolo Pasolini, nello studio televisivo si ritrovano a parlare del poeta e regista gli scrittori Alberto Moravia e Paolo Volponi, con Walter Pedullà, Salvatore Valitutti, Raniero La Valle e Adolfo Sarti.
L’omaggio si chiude mercoledì 5 novembre, cinquantenario dei funerali che si tennero a Campo de’ Fiori a Roma, dopo la riproposizione di “Spacca15” alle 8.15, alle 19.15 su Rai Storia andrà in onda “Il sogno di una cosa” di Francesco Bartolini del 1976 realizzato a Casarsa Della Delizia, paese natale della madre di Pasolini, e dove il ventenne Pier Paolo visse insieme alla famiglia dal ’43 al ’49.
Passato e presente – ore 20.30
La rivolta dei Boxer
Nel 1900, le campagne cinesi divennero teatro di una drammatica insurrezione destinata a ridefinire il destino della nazione. I "Pugni di Giustizia e Concordia", una società segreta di arti marziali, emersero dallo Shandong come espressione violenta del risentimento popolare contro l’odiata presenza straniera. Gli occidentali li battezzarono con un nome destinato ad entrare nella storia: i Boxer. Erano contadini e lavoratori disperati che, credendosi invulnerabili alle armi da fuoco, scatenarono la loro furia prima contro i cinesi convertiti al cristianesimo, poi contro ogni presenza occidentale. L'Imperatrice vedova Cixi, intuendo il potenziale politico della rivolta, permise tacitamente la sua espansione.
Quando i diplomatici stranieri a Pechino si ritrovarono assediati per 55 drammatici giorni, un esercito internazionale di 18.000 uomini marciano sulla capitale. La sua liberazione, il 14 agosto 1900, si trasformò in una brutale rappresaglia, culminando in una pace umiliante per la Cina, che segnò di fatto la fine per la dinastia Qing. Ne parlano Paolo Mieli e il professor Giovanni Andornino a Passato e presente in onda domenica 2 novembre alle 20.30 su Rai Storia nell’anniversario dell’inizio della rivolta.
Binario cinema
Edison. L’uomo che illuminò il mondo
Luce ed elettricità: una guerra fra scienziati a colpi di brevetti e invenzioni. Sono i temi di “Edison – L’uomo che illuminò il mondo”, il film in onda per il ciclo “Binario cinema” domenica 2 novembre alle 21.10 su Rai Storia. Thomas Edison aveva realizzato la sua prima lampadina elettrica alla fine del XIX secolo, ciò gli permise di aprire a New York la sua prima centrale elettrica. George Westinghouse, inventore concorrente e propugnatore della corrente alternata, si mise da subito in competizione con lui: la luce elettrica in tutte le case sarebbe arrivata attraversando anni di rivalità fra i due. C’è anche Tesla in questo film storico, che racconta molti episodi poco conosciuti nella storia della scienza e della tecnica, come l’invenzione del cinema e quella della sedia elettrica. Nel cast: Benedict Cumberbatch, Michael Shannon, Nicholas Hoult e Tom Holland.
Iconologie quotidiane
Basilica di Santa Maria Maggiore. Mosaico dell’arco trionfale
Il mosaico dell’arco trionfale della Basilica di Santa Maria Maggiore rappresenta un ciclo musivo di fondamentale importanza oltre che di eccezionale bellezza. Realizzato sotto Papa Sisto III, risalente al V secolo, l’imponente mosaico, alto nove metri e largo sedici, racconta la nascita e l’infanzia di Gesù, a partire dall’Annunciazione alla Vergine Maria alla quale la Chiesa è dedicata. Quello custodito all’interno della Basilica, che sorge all’Esquilino, rappresenta il primo ciclo figurativo della chiesa romana, capace oltre di decorare, di narrare e trasmettere ai fedeli il messaggio cristiano. Ne parla lo storico dell'arte Rodolfo Papa a “Iconologie quotidiane” in onda da domenica 2 novembre in terza serata, e in replica alle 8.45 e alle 20.00, su Rai Storia.
Il mosaico dell’arco trionfale della Basilica di Santa Maria Maggiore. Realizzato sotto Papa Sisto III, risalente al V secolo, racconta la nascita e l’infanzia di Gesù, a partire dall’Annunciazione alla Vergine Maria alla quale la Chiesa è dedicata. Il mosaico rappresenta il primo ciclo figurativo della chiesa romana.
LUNEDI’ 03/11/2025
Passato e Presente
Pasolini contro tutti, 1968-1975
“Un autore - diceva Pasolini - quando è disinteressato e appassionato, è sempre una contestazione vivente. Il suo aprire bocca è sempre scandaloso.” Nell’ultimo decennio della sua vita, Pier Paolo Pasolini attraversa una delle stagioni più intense e controverse del suo percorso intellettuale. Il suo sguardo sul potere, sulla società dei consumi dilagante e sulle insidie del progresso prende forma sulle colonne dei maggiori quotidiani italiani – in particolare il Corriere della Sera - nei suoi ultimi lavori letterari e nei lavori cinematografici. Da Il Decameron a Salò o le 120 giornate di Sodoma, il suo cinema diventa una denuncia estrema della disumanizzazione moderna. La ricerca di Pasolini abbraccia e sperimenta varie forme espressiva e si chiude tragicamente la notte del 2 novembre 1975, con il suo assassinio. A ridosso dell’anniversario della morte, Paolo Mieli e il professor Ermanno Taviani ne parlano a “Passato e Presente”, in onda lunedì 3 novembre alle 13.15 su Rai 3 e alle 20.30 su Rai Storia.
Cronache dalla storia
Napoleone in Italia: Re e Imperatore
Napoleone sul trono d’Italia. Cristoforo Gorno racconta la Milano capitale di un regno nato sulla scia della Rivoluzione francese. È il secondo e ultimo appuntamento di “Napoleone in Italia” in onda per “Cronache dalla storia” lunedì 3 novembre alle 21.10 in prima visione su Rai Storia. L'avventura di Napoleone in Italia dura 18 anni e la sua eredità è doppia. Da una parte c'è il condottiero che scardina stati, confini, saccheggia opere d'arte, distribuisce regni e troni tra i suoi parenti. Dall'altra c'è il riformatore, il legislatore che promuove le idee della Rivoluzione francese e che lascia un segno indelebile nella nostra storia.
Gli occhi cambiano
Immaginare
Il servizio pubblico e la cultura hanno avuto un rapporto molto stretto. Nel corso della sua storia la Rai ha intervistato moltissimi artisti e intellettuali, italiani e stranieri. In “Immaginare” – l’appuntamento con la serie scritta e diretta da Walter Veltroni “Gli occhi cambiano”, in onda lunedì 3 novembre alle 21.45 su Rai Storia - i loro volti, le loro voci, le loro creazioni riemergono dal passato.
Calvino e Montale, Flaiano e Umberto Eco, ma anche Chagall e Borges, Disney e Chaplin, raccontano ai microfoni dei giornalisti della Rai il senso del loro lavoro, il valore dell’arte, i percorsi dell’immaginazione creativa, lo sguardo sul futuro. Molti stranieri parlano la nostra lingua, a testimoniare gli anni in cui la centralità italiana nel mondo della cultura era indiscussa. Nell’ascoltare le voci di poeti e romanzieri, nel vedere all’opera un pittore o un attore sul set, si capisce come questi artisti e le loro creazioni siano entrati così in profondità nel nostro vissuto che realtà e immaginazione si confondono fino a diventare un’unica memoria.
Iconologie quotidiane
Pinturicchio, gli affreschi della Cappella Baglioni
All’interno della Chiesa di Santa Maria Maggiore nella cittadina di Spello, in Umbria, è custodita una piccola cappella resa celebre dagli affreschi del Pinturicchio. Richiesta all’artista perugino dal priore della Chiesa Troilo Baglioni, poi vescovo di Perugia, verrà ricordata non più con il nome di chi la commissionò ma come la “cappella bella” per l’esplosione dei colori, la vividezza dei paesaggi e l’incanto della narrazione che ne fa uno scrigno dell’arte rinascimentale. Ne parla lo storico dell'arte Rodolfo Papa a “Iconologie quotidiane” in onda lunedì 3 novembre in terza serata, e in replica alle 8.45 e alle 20.00, su Rai Storia.
Nella cittadina di Spello, in Umbria, è custodita una piccola cappella resa celebre dagli affreschi del Pinturicchio. È ricordata come la “cappella bella” per l’esplosione dei colori, la vividezza dei paesaggi e l’incanto della narrazione che ne fa uno scrigno dell’arte rinascimentale.
MARTEDI’ 04/11/2025
4 novembre
Frammenti dalle celebrazioni
In occasione delle celebrazioni del “Giorno dell'Unità Nazionale e Giornata delle Forze Armate”, Rai Cultura propone martedì 4 novembre alle 11.30 su Rai Storia un percorso nel tempo composto da cinegiornali militari e da filmati dell’archivio Rai, frammenti di teca dal 1958 al 2024.
Viva la storia
Firenze e l'autunno degli angeli
Il racconto della tragedia dell’alluvione di Firenze il 4 novembre 1966 e la storia dei giovani volontari che giunsero nella città toscana per aiutare le popolazioni colpite e per recuperare le opere d’arte. Quattro studenti del Liceo Machiavelli di Firenze, si presentano e raccontano i momenti che precedettero l'alluvione ed il bilancio del disastro. È “Viva la storia. Firenze e l'autunno degli angeli” in onda martedì 4 novembre alle 19.15 su Rai Storia in occasione dell’anniversario dell’alluvione.
Passato e Presente
L'armistizio di Villa Giusti, 3 novembre 1918
È il 29 ottobre 1918. Sono le prime ore del mattino, quando il capitano di Stato Maggiore dell’esercito austro-ungarico Kamillo Ruggera, insieme a due commilitoni, parte da Marco, nei pressi di Rovereto, per raggiungere le linee italiane di Serravalle. Ha con sé un plico, che dovrà consegnare ai comandi italiani. Sono gli ultimi giorni della Prima Guerra Mondiale. Paolo Mieli e il professor Francesco Perfetti ne parlano a “Passato e Presente”, in onda martedì 4 novembre alle 13.15 su Rai 3 e alle 20.30 su Rai Storia.
Ruggera e i suoi compagni arrivano sventolando una bandiera bianca. Le intenzioni dei tre militari però non vengono immediatamente comprese dai soldati italiani, che aprono il fuoco contro di loro. Chiarito rapidamente il malinteso, viene aperta la busta che Ruggera porta con sé. Contiene una lettera, nella quale il Generale Viktor Weber von Webenau comunica di essere stato incaricato di iniziare le trattative con il Comando Supremo italiano per concludere immediatamente un armistizio.
Un’epoca nuova
Cattolici. Tra Chiesa e scudo crociato
Dietro la straordinaria vittoria della Democrazia Cristiana del 18 aprile 1948, c’è l’impegno di un mondo cattolico, apparentemente unitario, ma in realtà diviso da visioni di società, progetti di riforma e assetti istituzionali molto di versi tra loro. Ne parla Umberto Broccoli in “Un’epoca nuova”, in onda martedì 4 novembre alle 21.10 su Rai Storia. Sono profondamente diversi i vecchi leader del partito popolare e quelli delle nuove generazioni che si rifanno alla figura carismatica di Giuseppe Dossetti; così come i così detti gruppi intellettuali, i laureati di Azione Cattolica e quelli che si rifanno alla Università Cattolica di padre Gemelli; sono in aperta contrapposizione i progetti clerico moderati che fanno capo a Lugi Gedda, uomo di fiducia di Pio XII e alcune figure di sacerdoti che animano il movimento cattolico nell’immediato dopoguerra, da Don Primo Mazzolari, a Padre Turoldo, da Camillo De Piaz a don Zeno Saltini, da Ernesto Balducci a padre Turoldo. Eppure, malgrado le differenze, seppero far sintesi, consentendo la rinascita democratica del paese, devastato dalla dittatura fascista e dal secondo conflitto mondiale
4.11.18 Fine: l'armistizio, la vittoria e gli sconfitti della Grande Guerra
Il 4 novembre del 1918 viene firmato l’armistizio sul fronte italiano della Prima Guerra Mondiale. E finalmente può essere pronunciata la parola più attesa. La parola sussurrata con speranza per 42 mesi, ostentata nell’illusione, maledetta nella delusione. La parola che si è spenta sulle labbra di 650mila morti in trincea diventa cronaca, realtà. “4.1.1918. Fine. L’armistizio, la vittoria e gli sconfitti della Grande Guerra”, in onda martedì 4 novembre alle 22.10 su Rai Storia racconta i significati che assume quella parola per i soldati che hanno combattuto e vissuto sulla propria pelle un conflitto senza precedenti nella storia. È la “vittoria” per chi si sente partecipe e protagonista dell’esito bellico. È comunque una sconfitta per chi pensa ai compagni caduti e alla propria vita dissipata. È per tutti l’armistizio, il ritorno a casa, la fine dell’incubo, come raccontano le testimonianze - diari, memorie e lettere di soldati e ufficiali, ragazzi e uomini “qualunque” – custodite dell’Archivio Diaristico Nazionale di Pieve Santo Stefano.
Iconologie quotidiane
Francesco Mochi, Annunciazione
Francesco Mochi, uno dei grandi scultori Seicenteschi, realizza da giovanissimo, un gruppo scultoreo di grande bellezza destinato al Duomo di Orvieto. Composto di due statue marmoree, l’opera rappresenta con forte teatralità il tema dell'Annunciazione: da una parte l'arcangelo Gabriele, dall’altra Maria che riceve il messaggio divino, rappresentati con un dinamismo ed una realisticità talli da restituire tutta la drammaticità del momento. Realizzata dall’artista aretino nel primo decennio del Seicento, l’opera è considerata una delle prime espressioni dell’arte barocca nella scultura. Ne parla lo storico dell'arte Rodolfo Papa a “Iconologie quotidiane” in onda martedì 4 novembre in terza serata, e in replica alle 8.45 e alle 20.00, su Rai Storia.
Il gruppo scultoreo di Francesco Mochi è considerato uno delle prime espressioni dell’arte barocca nella scultura. Composto di due statue marmoree, rappresenta il tema dell'Annunciazione: da una parte l'arcangelo Gabriele, dall’altra Maria che riceve il messaggio divino.
MERCOLEDI’ 05/11/2025
Passato e presente
Yitzhak Rabin, la pace interrotta
Washington, 13 settembre 1993: dopo aver stipulato uno storico accordo finalizzato a “porre fine a decenni di conflitti”, il primo ministro israeliano Yitzhak Rabin e il presidente dell’OLP Yasser Arafat suggellano il patto con una stretta di mano. L’immagine fa il giro del mondo, e resta nella storia. Rabin è stato il primo capo del governo israeliano a negoziare con l’OLP, convinto della necessità di trovare una soluzione politica ai rapporti tra Israele e il popolo palestinese. A questa certezza è arrivato pragmaticamente, dopo una lunga carriera nel cuore delle istituzioni, prima come militare e poi come uomo di governo. Paolo Mieli e il professor Arturo Marzano ne parlano a Passato e presente mercoledì 5 novembre alle 13.15 su Rai3 e alle 20.30 su Rai Storia a 30 anni dall’uccisione di Rabin.
L'Italia della Repubblica
L’Italia del centrosinistra
5 marzo 1953 muore Josif Stalin. L’Unità titola: “Stalin è morto. Gloria eterna all’uomo che più di tutti ha fatto per la liberazione e il progresso dell’umanità”. Tre anni dopo, con il XX congresso del Pcus, ha inizio la destalinizzazione. Quello stesso anno, siamo ne 1956, l’Urss invade l’Ungheria. Questo è il contesto in cui matura il distacco (in Italia) del Psi dal Pci che segna la fine del “frontismo” e l’inizio della linea “autonomista” del partito di Nenni. La Dc, al potere da più di dieci anni, può pensare per la prima volta ad un’apertura a sinistra, ma i tempi non sono ancora maturi. È “L’Italia della Repubblica”, il programma Rai Cultura (2016) in onda mercoledì 5 novembre alle 21.10 su Rai Storia con l’introduzione di Paolo Mieli.
Sarà necessario passare per il “trauma” del governo Tambroni, un monocolore Dc appoggiato dal Msi che provocò proteste e durissimi scontri in tutto il paese (i fatti di Genova e di Reggio Emilia). Nel 1962, all’VIII congresso Dc, il segretario Aldo Moro convince la maggioranza del partito ad aderire al progetto del centrosinistra. Si forma così un nuovo governo Fanfani, composto da Dc, Pri e Psdi, con un programma concordato con il Psi che avrebbe sostenuto singoli progetti legislativi. Sono anni in cui si realizzano importanti riforme come l’istituzione della scuola media unificata e la nazionalizzazione dell’industria elettrica. Tutto ciò, scongiurata la catastrofe nucleare durante la crisi di Cuba, avviene in un contesto internazionale di distensione. Sono gli anni di Kruscev e Kennedy, anni in cui anche la Chiesa inizia un percorso di apertura alla modernità e di confronto con realtà esterne al mondo cattolico. In questo orizzonte si collocano le due encicliche di Giovanni XXIII e la convocazione del Concilio Vaticano II. Il 4 dicembre 1963, guidato da Aldo Moro, nasce il primo governo con la partecipazione diretta dei socialisti, che verrà denominato “centrosinistra organico”. Composto da DC, PSDI, PRI e PSI con la vicepresidenza di Nenni, è in questo momento l’unico esecutivo europeo con la presenza attiva di un partito di sinistra.
Ospite in studio, intervistato da Michele Astori, il sociologo Franco Ferrarotti (1926 – 2024), deputato per il Movimento Comunità tra il 1958 e il 1963 e testimone diretto delle vicende raccontate nella puntata. La puntata, introdotta da Paolo Mieli, si avvale del contributo degli storici Simona Colarizi e Umberto Gentiloni. Il racconto darà anche voce ai protagonisti dell’epoca, con interviste tratte dal repertorio delle teche Rai. Protagonisti e testimoni come Amintore Fanfani, Pietro Nenni, Aldo Moro, Ugo La Malfa, Riccardo Lombardi, Eugenio Scalfari e Fiorentino Sullo.
Iconologie quotidiane
Nicolas Poussin, l’ispirazione del poeta.
Grande maestro della pittura barocca francese Nicolas Poussin realizza tra il 1629 e il 1630 l’opera “L’ispirazione del Poeta”, una sorta di manifesto della sua arte nella quale i temi della mitologia pagana si sposano e fondono con la rappresentazione classicistica della natura in un magistrale equilibrio. Ne parla lo storico dell'arte Rodolfo Papa a “Iconologie quotidiane” in onda mercoledì 5 novembre in terza serata, e in replica alle 8.45 e alle 20.00, su Rai Storia.
Nel quadro emerge soprattutto quella corrispondenza tra le arti di cui Poussin fu teorico. La scena rappresenta infatti un Parnaso con al centro Apollo, Dio del Sole, con il capo cinto di alloro e una lira sulla gamba. Accanto a lui, il poeta con la penna e la carta, la Musa della poesia epica e un putto che regge una terza corona di alloro, a richiamare la fusione di pittura, musica e poesia. L’ispirazione del Poeta è una sorta di manifesto dell’arte di Nicolas Poussin, nella quale i temi della mitologia pagana si sposano e fondono con la rappresentazione classicistica della natura.
GIOVEDI’ 06/11/2025
Passato e Presente
Niccioleta 1944, l'eccidio dei minatori
Nel cuore delle Colline Metallifere, tra gli anni ‘30 e ‘40, il villaggio operaio di Niccioleta cresce al ritmo della vicina miniera. Nel giugno del 1944 la comunità conosce i suoi giorni più neri: ottantatré minatori vengono uccisi in uno dei più brutali eccidi di lavoratori compiuto dai nazifascisti in Italia. La strage si consuma quando a Niccioleta la pace sembra ormai vicina, nel momento della ritirata nemica. Per chi resterà, nulla sarà più come prima. A “Passato e Presente”, in onda giovedì 6 novembre alle 13.15 su Rai3 e alle 20.30, su Rai Storia Paolo Mieli e la storica Isabella Insolvibile fanno luce su una vicenda della nostra storia a lungo rimasta nell'ombra, mentre Carla Oppo visita luoghi della storia, tra ciò che resta degli impianti minerari e un villaggio che sembra rimasto sospeso nel tempo.
a.C.d.C
Donne nella storia: Caterina la Grande
È stata una donna ambiziosa e innovatrice. Caterina II di Russia è la protagonista dell’appuntamento con la serie dedicata alle grandi figure femminili della storia, in onda giovedì 6 novembre alle 21.10 su Rai Storia per il ciclo “a.C.d.C”, con l’introduzione del professor Alessandro Barbero. Tedesca di origini, Sofia Augusta Federica di Anhalt-Zerbst – questo il suo nome di nascita – giunse in Russia nel 1744, per essere introdotta a Corte: l’Impero aveva bisogno di una moglie per il futuro zar, e lei era stata ritenuta idonea per assolvere questo delicato compito. Sofia però non si limitò a essere colei che avrebbe dato alla luce l’erede al trono. Fece molto di più: detronizzò il marito, lo zar Pietro III e - con un colpo di Stato messo in atto nel 1762 - divenne imperatrice di Russia col nome di Caterina II di Russia, governando fino alla morte come una despota illuminata.
5000 anni e +. La lunga storia dell'umanità – 1^TX
Il canale di Panama
Iconologie quotidiane
Pompeo Batoni, Ritorno del Figliol prodigo
Pompeo Batoni è stato forse il pittore più famoso d’Europa durante il XVIII secolo e molto della sua fama era legata alla ritrattistica: a lui che si rivolgevano giovani aristocratici impegnati nel Gran tour, come anche i ricchi mecenati. Ma di Batoni sono noti anche importanti dipinti e opere a carattere religioso, come Ritorno del figlio al prodigo. Realizzato nel 1773 circa, il quadro ripropone la parabola del padre che accoglie il figlio tornato dopo aver sperperato la sua eredità. Ma soprattutto quello che Batoni fa è restituire con forza, attraverso l’immagine del figlio stretto tra le braccia del padre, il tema del perdono e di quei valori e principi tradizionali che proprio attraverso il Gran tour venivano riscoperti dai giovani attraverso la vicinanza con le opere d’arte e la cultura occidentale. Ne parla lo storico dell'arte Rodolfo Papa a “Iconologie quotidiane” in onda giovedì 6 novembre in terza serata, e in replica alle 8.45 e alle 20.00, su Rai Storia. Il quadro “Ritorno del figlio al prodigo” di Pompeo Batoni ripropone la parabola del padre che accoglie il figlio tornato dopo aver sperperato la sua eredità.
VENERDÌ 07/11/2025
Passato e Presente
Isabella d’Este, gli stili del potere
Quando si evoca il nome di Isabella d'Este è inevitabile non pensare ai suoi emblemi, ai suoi abiti sontuosi e ai magnifici palazzi di Ferrara e Mantova che ha abitato. Eppure, quando si pensa a lei si ha l'impressione di essere non solo di fronte ad una grande regnante ma di assistere alla nascita di un’epoca. Paolo Mieli e la professoressa Maria Giuseppina Muzzarelli ne parlano a “Passato e Presente, in onda venerdì 7 novembre alle 13.15 su Rai3 e alle 20.30 su Rai Storia.
È durante le tumultuose Guerre d'Italia che Isabella saprà destreggiarsi con eccezionale disinvoltura, sfoderando una sapiente arte diplomatica. Donna colta e politicamente astuta, Isabella si impone come co-reggente del marchesato accanto al marito Francesco II Gonzaga, usando oltre alla diplomazia, la scrittura epistolare come strumenti di potere: migliaia di lettere con le quali si informa e diffonde la sua influenza in tutta Europa. A renderla leggendaria è anche la costruzione consapevole della propria immagine: attraverso ritratti, opere d’arte e una vasta collezione d’arte ha costruito l’immagine di una donna irripetibile. Nei secoli successivi, scrittori, storici e artisti hanno continuato a interrogarsi su di lei, oscillando tra realtà e invenzione.
C’è chi disse no, gli internati militari italiani
Nel settembre del 1943 più di 650 mila uomini, catturati dai tedeschi, si rifiutarono di collaborare con il nazifascismo. Pagarono un prezzo altissimo per quel no: trascorsero quasi due anni nei lager del Reich, dove soffrirono il freddo, la fame, il lavoro forzato. Storie rilette dallo speciale “C’è chi disse no, gli internati militari italiani” in onda venerdì 7 novembre alle 21.10 in prima visione su Rai Storia.
Chi riuscì a tornare in patria, fu segnato per sempre. La storia di questa Resistenza silenziosa, combattuta senza armi eppure straordinariamente coraggiosa, rivive nei racconti dei figli di alcuni celebri internati militari come Giovannino Guareschi, Mario Rigoni Stern, Gianrico Tedeschi, Luciano Salce, ma anche nei ricordi di Giuseppe Pagnoni, ex soldato milanese oggi 101enne, nelle piccole opere d’arte create in segreto nei campi nazisti dal tenente romano Gino Spalmach, nel diario di Giovanni Rossi, padre di Vasco.
Churchill, Roosevelt, Stalin in cammino verso Yalta
La cronaca diplomatica piena di suspence su come gli Stati Uniti cercarono di bilanciare i propri ideali democratici con le considerazioni pratiche della loro realpolitik durante la Seconda guerra mondiale. Il culmine di questa lotta avvenne alla conferenza di Yalta del 1945, dove i ""Big Three"" (Roosevelt, Churchill e Stalin) si incontrarono per pianificare la riorganizzazione postbellica dell'Europa. È “Churchill, Roosevelt, Stalin in cammino verso Yalta”, introdotto e contestualizzato dal professor Gastone Breccia, proposto da Rai Cultura venerdì 7 novembre alle 22.10 su Rai Storia, a ottanta anni dal vertice che iniziò il 4 febbraio 1945. Lo speciale si svolge come un dramma teatrale, con Roosevelt, un idealista morente che simboleggia una superpotenza militare; Churchill, il leader di un impero in declino con un acuto acume politico; e Stalin, un maestro dell'inganno all'apice del predominio militare.
Iconologie quotidiane
Fabrizio Clerici, Sonno romano
Pittore e scenografo Fabrizio Clerici è uno dei grandi artisti del Novecento italiano, dallo stile onirico e visionario. Realizzata tra il 1953 e il ’55 e conservata presso l’Accademia di San Luca a Roma nella sua prima versione, Sonno romano è una delle sue opere più importanti. Ricco di citazioni che guardano al mondo classico, il quadro rappresenta una scena sotterranea, con un’ambientazione ispirata ai sotterranei romani, all’interno della quale giacciono sculture e statue romane, ellenistiche e barocche. Si distinguono L’ermafrodito dormiente del Bernini, la Santa Cecilia del Maderno, il Fauno Barberini o la Santa Martina di Nicolò Menghini, riprodotte nitidamente in un luogo-non luogo dalla forte teatralità, in una suggestione metafisica. Ne parla lo storico dell'arte Rodolfo Papa a “Iconologie quotidiane” in onda venerdì 7 novembre in terza serata, e in replica alle 8.45 e alle 20.00, su Rai Storia. Sonno romano è una delle opere più importanti di Fabrizio Clerici. Il quadro rappresenta una scena sotterranea, con un’ambientazione ispirata ai sotterranei romani, all’interno della quale giacciono sculture e statue romane, ellenistiche e barocche.
SABATO 08/11/2025
Passato e Presente
La Galassia Lefebvre
Nessun documento del concilio Vaticano II è stato votato all’unanimità, ma i voti contrari sono sempre state poche decine, su un totale di quasi 2.300 padri conciliari. Tra questi, ce n’è uno che ha sempre votato ostinatamente contro qualsiasi cambiamento apportato dalla più grande assemblea riformatrice della Chiesa Cattolica. È l’arcivescovo francese Marcel Lefebvre. La sua opposizione non si ferma qui. Dopo anni di inutili colloqui, nel 1983 consacra, senza il consenso del Vaticano, quattro nuovi vescovi. L’atto determina uno scisma e comporta l’automatica scomunica di Lefebvre. Sullo sfondo c’è lo scontro circa il ruolo e la missione della Chiesa Cattolica nel mondo. Paolo Mieli e lo storico Alberto Melloni ne parlano a Passato e presente in onda sabato 8 novembre alle 20.30 su Rai Storia.
Cinema Italia
Guardia, guardia scelta, maresciallo e brigadiere
Roma, quattro zelanti vigili urbani e il malcontento dei cittadini nei confronti della categoria. Questi gli ingredienti di "Guardia, guardia scelta, brigadiere e maresciallo", commedia diretta da Mauro Bolognini del 1956, con Aldo Fabrizi, Alberto Sordi, Peppino De Filippo, Nino Manfredi, in onda sabato 8 novembre alle 21.10 su Rai Storia per il ciclo “Cinema Italia”.
Documentari d’autore
Adesso vinco io
La carriera di uno degli allenatori più vincenti e innovativi del calcio italiano. Nel suo palmarès troviamo scudetti, la Champions League e la Coppa del Mondo. Ma chi è davvero Marcello Lippi? Come è veramente l'uomo nascosto dietro l'imperturbabile mister col sigaro? È il documentario di Herbert Simone Paragnani e Paolo Geremei, “Adesso vinco io”, in onda sabato 8 novembre ore 22.45 su Rai Storia per il ciclo “Documentari d’autore”.
Iconologie quotidiane
Barbara Kruger, Untitled (I shop therefore I am)
Quella che l’artista statunitense Barbara Kruger realizza nel 1987 è forse la sua opera più conosciuta, che l’ha lanciata sulla scena internazionale: I shop therefore I am. Un lavoro in serigrafia fotografica, che rimanda e rivisita il famoso principio cartesiano, “Cogito ergo sum”, facendone un vero slogan. Riprodotto con un testo in rosso sullo sfondo bianco, tenuto come un cartello da una mano su sfondo in bianco e nero. Un’immagine che fa sua l’immediatezza della pubblicità per indurre, tra ironia e provocazione, una riflessione sull’uomo contemporaneo e la società consumistica in cui vive. Ne parla lo storico dell'arte Rodolfo Papa a “Iconologie quotidiane” in onda sabato 8 novembre in terza serata, e in replica alle 8.45 e alle 20.00, su Rai Storia. L’opera di Barbara Kruger “I shop therefore I am” realizzata nel 1987 è forse la sua opera più conosciuta. Un lavoro in serigrafia fotografica, che rimanda e rivisita il famoso principio cartesiano, “Cogito ergo sum”, facendone un vero slogan.
