Donizetti secondo Bonato e Catalano
inaugura la Stagione d’opera 2025/26 della Fondazione Haydn
Tra esilaranti colpi di scena, l’opera buffa di Donizetti è pronta a incantare di nuovo il pubblico con la sua miscela perfetta di comicità, romanticismo e musica travolgente.
Nella nuova coproduzione con la Fondazione Teatro del Maggio Musicale Fiorentino, al Teatro Comunale di Bolzano venerdì 7 novembre alle ore 20.00 e domenica 9 novembre alle ore 16.00, il regista Roberto Catalano porta l’opera di Donizetti in un parco urbano contemporaneo.
Oltre al cast vocale, che vede tra i protagonisti il soprano Lucrezia Drei, il tenore Matteo Roma, i baritoni Hae Kang e Roberto de Candia e il soprano Gabriella Ingenito, l’opera si completa con le scene di Emanuele Sinisi, i costumi di Ilaria Ariemme e il lighting design di Oscar Frosio, per la direzione musicale di Alessandro Bonato.
C’è grande attesa per la nuova Stagione d’opera 2025/26 della Fondazione Haydn,il cui cartellone presenta ben cinque titoli d’opera, che dal grande repertorio lirico conduce ai nostri giorni, attraverso l’opera di Gioachino Rossini e Gaetano Donizetti. Ed è proprio L’elisir d’amore, il titolo più celebre del compositore bergamasco, ad avviare il taglio del nastro della Stagione d’opera al Teatro Comunale di Bolzano, venerdì 7 novembre 2025 alle ore 20.00 e domenica 9 novembre alle ore 16.00, una coproduzione tra la Fondazione Haydn Stiftung e la Fondazione Teatro del Maggio Musicale Fiorentino.
Il melodramma giocoso su libretto di Felice Romani, andato in scena per la prima volta il 12 maggio 1832 al Teatro della Cannobiana di Milano, vedrà alla regia Roberto Catalano e la direzione musicale di Alessandro Bonato, che con questa produzione inizia il suo percorso in qualità di Direttore principale dell’Orchestra Haydn, oltre al coro Ensemble vocale Continuum diretto da Luigi Azzolini.
TRAMA
Una pozione misteriosa, un amore non corrisposto e un venditore ambulante con un talento discutibile: ecco gli ingredienti irresistibili de L’elisir d’amore, l’opera buffa di Gaetano Donizetti, pronta a incantare di nuovo il pubblico con la sua miscela perfetta di comicità, romanticismo e musica travolgente. Ambientata in un vivace villaggio di campagna, la storia segue il timido Nemorino, innamorato della bella e sfuggente Adina, disposto a tutto – persino a credere in un elisir miracoloso – pur di conquistarla. Ma è proprio grazie agli equivoci e ai colpi di scena che la trama si snoda in un susseguirsi di momenti esilaranti e profondamente umani, il tutto accompagnato da una partitura musicale di straordinaria bellezza.
CAST VOCALE
L’elisir d’amore sarà interpretato da alcune delle giovani voci più interessanti del panorama odierno, grazie al lavoro di Clarry Bartha, casting manager di questa produzione. Così Adina avrà la vocalità del soprano Lucrezia Drei, Nemorino quella del tenore Matteo Roma, il baritono Hae Kang interpreterà Belcore, il baritono Roberto de Candia sarà Dulcamara, mentre il soprano Gabriella Ingenito la villanella Giannetta.
Le due rappresentazioni de L’elisir d’amore saranno precedute da Oper.a Talk, il consueto appuntamento di introduzione all'opera che si terrà nel foyer del Teatro Comunale di Bolzano alle ore 19.00 (venerdì 7 novembre) e alle ore 15.00 (domenica 9 novembre).
REGIA
Già vincitore nel 2014 del concorso di regia indetto da Orizzonti d’Arte, il regista Roberto Catalano ha illustrato quelli che possono essere gli aspetti che si celano dietro all’apparente leggerezza della trama de L’elisir d’amore: «Adina, la protagonista della ‘nostra’ vicenda, è la donna che porta dentro di sé una ferita antica, legata a un tradimento subìto da bambina. È un personaggio che rifiuta i sentimenti e il rischio che costa provarli, tenendo a debita distanza l’amore e qualsiasi pericolo di tornare a fidarsi ancora. L’artista di strada, sotto le mentite spoglie di un ciarlatano di nome Dulcamara, s’inventa dunque uno stratagemma per invitare lei, e tutta l’umanità lavoratrice e ingrigita, a scardinare il rigore e la serietà attraverso il gioco; un filtro magico che altro non è che l’acqua della fontanella del parco che tutti hanno sempre bevuto».
Il regista ha immaginato un parco urbano contemporaneo. Qui si svolgerà la trama dell’opera mostrando sin da subito, durante la Sinfonia, un’Adina bambina che gioca su una delle altalene del parco e che ritroveremo poco dopo, con un salto temporale suscitato dalla musica, adulta e capricciosa a sfogliare il libro dove si narra la storia del filtro amoroso bevuto da Tristano che dà spunto all’intera vicenda.
Per questa edizione dell’opera di Donizetti, Roberto Catalano incontrerà le scene di Emanuele Sinisi, i costumi di Ilaria Ariemme e il lighting design di Oscar Frosio.
ROBERTO CATALANO
Nel 1999 entra a far parte dei Piccoli danzatori del Teatro Massimo di Palermo e, dal 2002, comincia a muovere i primi passi nel campo della regia, scrivendo e dirigendo suoi spettacoli. Già assistente di Andrea Cigni per Pollicino di Henze e Il cappello di paglia di Firenze (Wexford Festival Opera e Maggio Musicale Fiorentino), nel 2014 è vincitore del concorso di regia indetto da Orizzonti d’Arte per l’allestimento del dittico Pierrot Lunaire e Gianni Schicchi. Nel 2016 firma regia e adattamento de La bohème per il progetto Educational di AsLiCo Opera It, cura un nuovo allestimento de L’elisir d’amore a Beirut e de Il barbiere di Siviglia all’Auditorium Paganini di Parma.
Nel 2017 debutta al Monteverdi Festival, firma la regia del dittico Che originali! e Pigmalione al Donizetti Opera Festival, e un nuovo allestimento de Le Nozze di Figaro a Beirut. Nel 2024, firma per il Monteverdi Festival la regia del Polittico Monteverdiano in occasione dei 400 anni dalla prima rappresentazione. Nel 2025 debutta al Teatro Regio di Torino con Il barbiere di Siviglia e un nuovo progetto drammaturgico sugli effetti curativi della musica nei malati di Alzheimer. Debutta al Teatro del Maggio Musicale Fiorentino con un nuovo allestimento de L’elisir d’amore, in coproduzione con la Fondazione Haydn di Bolzano e Trento.
EMANUELE SINISI
Dopo la laurea in Scenografia-Allestimenti-Arredamento a Roma, Emanuele Sinisi prosegue la sua attività artistica e partecipa a Concorsi nazionali di grafica e pittura. Dopo un tirocinio presso i Laboratori di Scenografia della Fondazione Teatro dell'Opera di Roma, prosegue gli studi in arti digitali, interaction design e multimedia, acquisendo competenze specifiche nel campo delle tecnologie dell'informazione e della comunicazione. Dal 2010 affianca al lavoro di assistente scenografo quello di direttore di scena, acquisendo competenze complete di gestione scenica in numerosi teatri d'opera in Italia e all'estero. Dal 2013 progetta scenografie per i registi Rafael Villalobos, Roberto Catalano, Silvia Paoli, Bertrand Bonello, Leonardo Lidi, Marie Lambert, Italo Nunziata, Stefano Vizioli. Attualmente vive tra Ferrara e Venezia, dove insegna Scenografia presso l'Accademia di Belle Arti. Nel 2025 cura la scenografia de L'elisir d'amore, in coproduzione con la Fondazione Haydn Bolzano e Trento e il Maggio Musicale Fiorentino, Carmen al Teatro Grande di Brescia, El Potosí Submarino al Teatro de la Zarzuela di Madrid.
ILARIA ARIEMME
Studia Scenografia e Costume per lo Spettacolo all’Accademia di Belle Arti di Brera, e firma i costumi de Un ballo in maschera di Verdi (Teatro Regio di Torino) diretto dal Maestro Riccardo Muti per la regia di Andrea De Rosa. Lavora assiduamente con il regista Roberto Catalano, per cui progetta i costumi di diverse produzioni, e nel 2023 inizia una collaborazione con la regista Marie Lambert, ideando i costumi per l’opera contemporanea Voyage d’automne, nuova produzione del Teatro Capitole di Tolosa. Per il regista Mario Pontiggia progetta i costumi de La bohème all’Opera di Zagabria, per la regia di Maria Paola Viano, i costumi di Cavalleria rusticana e Pagliacci per il Festival del Luglio Musicale Trapanese. Collabora con il regista di prosa Andrea Chiodi, lavora per il Teatro LAC di Lugano, collabora stabilmente con il Teatro dei Gordi, vincitore del Premio Hystrio Iceberg 2019 e del Premio Nazionale della Critica Teatrale 2020.
È inoltre scenografa-costumista di spettacoli di prosa e di teatro–ragazzi per la regia di Rita Pelusio, PEM produzioni e di molti allestimenti di Elsinor Teatro Stabile di Innovazione, e docente all’Accademia Ligustica di Genova, alla Scuola del Teatro Musicale di Novara (STM) e presso la Accademia per l’Opera di Verona.
OSCAR FROSIO
Dopo il diploma di pianoforte, continua gli studi all’Accademia del Teatro alla Scala, frequentando il corso di Lighting design sotto la guida di Marco Filibeck e Valerio Tiberi. Dal 2018 lavora nel team programmatori del Teatro alla Scala e successivamente inizia a lavorare come libero professionista nel mondo dell’opera, del teatro di prosa e degli eventi. Collabora con Marco Filibeck come assistente allo sviluppo, set-up e programmazione luci per Turandot in apertura della Stagione 2019-20 del Teatro del Liceu di Barcelona. Per Filibeck si occupa nel 2023 del riallestimento di Norma di Fura del Baus al Seoul Center of Art in Corea. Per il Festival del Cinema di Venezia cura l’illuminazione degli spazi Sala Giardino (dal 2022) e della sala cinematografica Palabiennale (dal 2023).
Specializzato nella programmazione delle console luci ETC EOS, collabora strettamente con ETC Italia in qualità di console trainer e referente generale dei programmatori dell’ambito teatrale. Dal 2019 è docente di Advanced lighting programming nel corso di Lighting design dell’Accademia Teatro alla Scala. Collabora nei ruoli di Lighting designer e associato, assistente e programmatore per numerose produzioni del teatro d’opera, di prosa e musical in teatri e festival internazionali.
ALESSANDRO BONATO
Alessandro Bonato è Direttore principale dell’Orchestra Haydn di Bolzano e Trento. Collabora con gli artisti più richiesti e dirige le orchestre più prestigiose, tra tutte la Filarmonica della Scala, l’Orchestra dell’Accademia Teatro alla Scala, l’Orchestra Sinfonica Nazionale della RAI, l’Orchestra del Maggio Musicale Fiorentino, l’Orchestra della Svizzera Italiana, la Filarmonica Toscanini, I Pomeriggi Musicali, l’Orchestra dell’Arena di Verona, la Filarmonica del Festival pianistico internazionale di Brescia e Bergamo.
A soli 25 anni si è imposto come il più giovane direttore principale di un’Istituzione Concertistico Orchestrale Italiana, in carica all’Orchestra Filarmonica Marchigiana nel biennio 2021-22. Nel 2018, unico italiano e candidato più giovane ammesso al concorso, vince il terzo premio assoluto al Nicolai Malko Competition for young conductors. Nato a Verona nel 1995, Alessandro Bonato inizia lo studio del violino all’età di undici anni e studia direzione d’orchestra sotto la guida di Pier Carlo Orizio, Donato Renzetti e Umberto Benedetti Michelangeli, per poi debuttare ufficialmente nel 2013 sul podio dell’Orchestra del Conservatorio della sua città.
PARTNER
Un ringraziamento speciale va a tutti partner istituzionali: il Ministero della Cultura, la Regione Autonoma Trentino-Alto Adige/Südtirol, le Province autonome e i Comuni di Trento e Bolzano, Alperia, Stiftung Sparkasse, Schenk, Mediocredito Trentino Alto Adige e tutti i partner che ogni anno sostengono con convinzione il lavoro della Fondazione Haydn.
INFORMAZIONI
Maggiori informazioni e biglietti sul sito www.haydn.it
