L’Ape musicale

rivista di musica, arti, cultura

 

La settimana di Rai Storia

DOMENICA 09/11/2025

L'ombra del muro

Dagli anni della costruzione del Muro di Berlino nel 1961, fino all’abbattimento il 9 novembre 1989. Un viaggio attraverso intrecci di immagini di repertorio, che descrivono la divisione delle due Germanie, e di testimonianze sulla memoria di oggi intorno al Muro. Quali ricordi restano di quell’esperienza di divisione? Le parole, i volti, i luoghi, i microcosmi delle persone incontrate e intervistate, spaccati di vita vissuta, autoritratti di storie di vita sono al centro di “L’ombra del muro”, uno speciale in due parti, ideato e diretto da Francesco Conversano e Nene Grignaffini, riproposto domenica 9 novembre alle 17.00 su Rai Storia in occasione della caduta del muro di Berlino. In veste di consulente storico-scientifico, il giornalista Stefano Vastano, firma de “L’Espresso”, che da più di trent’anni vive e lavora a Berlino. 

Il cuore della prima parte dello speciale, dal titolo “Vite recluse” ruota intorno al sistema carcerario della Ddr, in particolare le carceri di Bautzen in Sassonia e di Cottbus nel Brandeburgo. Il carcere di Bautzen II che ospitava i prigionieri politici del Regime e Bautzen I, denominato “Gelbes Elend”, la Miseria gialla, per i suoi tristi mattoni gialli. In questa prima parte, lo speciale compie un viaggio nei luoghi e nei ricordi di quanti hanno vissuto gli anni della divisione: si intrecciano così i racconti e le immagini del carcere politico di Bautzen II nelle parole di Sven Riesel (storico e Vicedirettore del carcere) e le memorie di Georg Kanig (ex dipendente Ferrovie e attivista Neues Forum). Si susseguono poi le memorie dell’attore Jochen Stern, di Manfred Matthies e di Gilbert Furian che hanno trascorso, come dissidenti politici, parte della loro vita nelle carceri della Ddr.
A seguire, la seconda parte dal titolo “Vite spiate”: un viaggio a Berlino, per scoprire cosa resta del Muro, che divise la città dalla costruzione nel 1961 fino all’abbattimento il 9 novembre 1989. A Berlino si intrecciano le memorie e le testimonianze di Brigitta Heinrich (ex insegnante) che ha vissuto in un’enclave della Germania dell’Est dentro a Berlino Ovest; Joachim Rudolph, ottantenne che nel 1962, insieme ai due italiani Domenico Sesta e Gigi Spina, scavò sotto il Muro, in Bernauer Strasse, il famoso Tunnel 29, liberando un gruppo di 29 persone. E poi Bert Konopatzky (fotografo e guida turistica); Gina Pietsch (nota cantante e attrice di teatro brechtiano vicina al regime della Ddr); Manon Strache (attrice); Susanne Schädlich, figlia dello scrittore Hans-Joachim Schädlich che per decenni fu spiato dal fratello Karl, collaboratore della Stasi. La sua storia fu raccontata da Susanne nel suo drammatico libro “Sempre dicembre”, dopo la pubblicazione dei documenti segreti della Stasi. 

Passato e presente

La caduta del muro e i paesi dell’Est

Il 9 novembre 1989 cade il Muro di Berlino, per quarant’anni simbolo della Guerra fredda. E' un fatto simbolico di grande rilevanza ma non è un evento isolato: in quello stesso anno molti paesi dell’est Europa – Polonia, Cecoslovacchia, Ungheria, Romania, Bulgaria… – depongono i governi dipendenti da Mosca e avviano un processo democratico, aprendo all’economia di mercato. Nel giorno dell’anniversario Paolo Mieli e il professor Adriano Roccucci ne parlano a Passato e presente in onda domenica 9 novembre alle 20.30 su Rai Storia. La caduta del Muro ha un'altra conseguenza epocale: avvia il processo di riunificazione tra le due Germanie che, pur tra ostacoli e difficoltà, si conclude il 3 ottobre 1990. Parallelamente, la crisi del blocco comunista produce il progressivo sfaldamento dell’Unione sovietica, che deve fronteggiare le richieste di indipendenza di molte repubbliche della sua federazione. La puntata ripercorre quel drammatico e fondamentale snodo del Novecento dal punto di vista dei paesi dell’est.

Binario cinema

Le vite degli altri

Ambientato a Berlino Est nel 1984, è la storia di un agente della Stasi – la polizia segreta della Germania Est – incaricato di indagare su un popolare scrittore sospettato di attività antigovernative. Scritto e diretto dall’esordiente Florian H. von Donnersmarck, “Le vite degli altri” - in onda domenica 9 novembre alle 21.10 su Rai Storia per il ciclo “Binario cinema” - racconta la tensione costante e il serpeggiare del sospetto nella Berlino divisa dal muro. Nel cast, Martina Gedeck, Ulrich Mhe, Sebastian Koch, Ulrich Tukur. Il film ha vinto l’Oscar 2007 per il miglior film in lingua straniera e ha raccolto premi e consensi in tutto il mondo. 

LUNEDI’ 10/11/2025

Passato e Presente

Gli accordi di Osimo

Il 10 novembre del 1975 nella cittadina marchigiana di Osimo i ministri degli Esteri di Italia e Jugoslavia firmano alcuni accordi che stabiliscono la linea di confine tra i due paesi e regolamentano una serie di altre questioni relative alla cooperazione economica e culturale. Veniva così confermato in maniera ufficiale e definitiva quanto provvisoriamente stabilito nel Memorandum d’intesa concluso a Londra il 5 ottobre 1954, tappa cruciale nello sviluppo della “questione di Trieste” - la contesa territoriale scaturita dalla fine della Seconda guerra mondiale - ma anche, più in generale, della “questione adriatica”, il conflitto ora diplomatico ora militare che ha visto l’Italia contrapporsi ai suoi vicini orientali per il controllo dell’Adriatico sin dalla nascita del Regno. Dell’importanza storica della sigla degli accordi di Osimo parlerà il professor Luciano Monzali, insieme a Paolo Mieli a Passato e Presente, in onda lunedì 10 novembre alle 13.15 su Rai3 e alle 20.30 su Rai Storia.

Cronache dalla storia

I cavalieri di Malta

Isola di Malta, 18 maggio 1565. Alle prime luci dell’alba una massa di vele bianche copre l’orizzonte. Sono 200 vascelli inviati da Solimano il Magnifico, il sultano che ha portato l’Impero ottomano all’apice della potenza. La sua fama fa tremare l’Europa: ha conquistato Belgrado e Budapest, ha assediato Vienna, spingendosi fin nel cuore del Vecchio continente. La flotta turca spadroneggia nel Mediterraneo. Fino all’ultimo, le potenze europee non sanno dove colpirà di preciso. Il 17 maggio, il giorno prima dell’arrivo, viene avvistata al largo di Capo Passero, la punta più meridionale della Sicilia. L’obiettivo a questo punto è chiaro: Malta. I turchi sbarcano sul lato sud, nella baia di Marsa Scirocco, e da lì iniziano l’invasione dell’isola. A difenderla c’è un ordine di monaci-cavalieri: gli Ospitalieri di San Giovanni di Gerusalemme. Ma la storia dell’Ordine di Malta non parte da qui. Inizia molto più lontano, nel tempo e nello spazio. Ne parla Cristoforo Gorno nella nuova puntata di “Cronache dalla storia” in onda lunedì 10 novembre alle 21.10 in prima visione su Rai Storia.

Gli occhi cambiano

Amare

Esistono molte forme d’amore così come esistono e sono esistiti molti ostacoli alla libertà dell’amore: mentalità arretrate, consuetudini e leggi che via via si sono andate modificando, anche grazie a grandi battaglie condotte dalle donne. La puntata “Amare”, che Rai Cultura propone lunedì 10 novembre alle 21.40 su Rai Storia per la serie “Gli occhi cambiano”, racconta le molte sfaccettature di questa materia complessa: quando il delitto d’onore era motivo d’orgoglio, quando si moriva per un aborto clandestino, quando per sposarsi in giovane età si era costretti a fuggire da casa. Lo speciale, scritto e diretto da Walter Veltroni, racconta anche di come tutto questo sia cambiato, di chi per primo si è ribellato, e di come il mutamento dei tempi abbia portato all’affermazione di una cultura diversa, sul ruolo della donna, il lavoro, la maternità, il diritto di uomini e donne di vivere l’amore nella sua pienezza, come una scelta di libertà. Tra le voci di “Amare”, quelle di Mariangela Melato intervistata da Catherine Spaak, Adele Faccio, Luigi Comencini, Liliana De Curtis, Roberto Benigni.

Martin Lutero

Un ritratto in occasione dell’anniversario della nascita

Martin Lutero, la sua Riforma, il suo tempo: in occasione dell’anniversario della nascita, il 10 novembre 1483, Rai Cultura ripropone Martin Lutero” (2017) di Gaetano Nanetti, con la regia di Paolo Gazzara in onda lunedì 10 novembre alle 23.00 su Rai Storia. L’attore Cosimo Cinieri si sofferma su Martin Lutero, sulla riforma protestante e sulla società europea dell’epoca, mentre le interviste al teologo cattolico Josef Vercruyse e a quello protestante Paolo Ricca ricostruiscono la dottrina protestante e le opinioni della chiesa a lui contemporanea.

MARTEDI’ 11/11/2025

Passato e Presente

La battaglia della Meloria

6 agosto 1284, Secche della Meloria. Al largo di Livorno, Genova e Pisa si affrontano in una delle più imponenti battaglie navali del Medioevo, per molti, la più grande. Paolo Mieli ne parla con il professor Antonio Musarra a “Passato e Presente”, in onda martedì 11 novembre alle ore 13.15 su Rai 3 e alle 20.30 su Rai Storia.

Dopo due secoli di rivalità sui mari, fatta di scorrerie costiere, assalti ai bastimenti mercantili e guerra di corsa, le due città marinare, all’acme della loro potenza politica ed economica, si contendono il controllo delle principali rotte tirreniche: un dominio cruciale per assicurarsi approvvigionamenti – soprattutto di grano – e lucrose entrate doganali. Uno scontro che s’inquadra in un Mediterraneo in trasformazione, tra il crollo dell’Impero Latino di Costantinopoli, l’ascesa angioina, la guerra del Vespro e la riconfigurazione dei traffici commerciali. Un nodo storico in cui rivalità secolari e cambiamenti geopolitici esplodono in una resa dei conti epocale.

Un’epoca nuova

Ombre. A Mezzogiorno e non solo

Un viaggio nell'Italia a due velocità degli anni dal dopoguerra al 1960: da una parte il Nord che correva verso il miracolo economico, dall'altra il Sud, ancorato a ritmi ancestrali, tra fame, magia e un'ostinata dignità che ha plasmato la storia nazionale. “Un’epoca nuova” - il programma Rai Cultura con Umberto Broccoli, in onda martedì 11 novembre alle 21.10 su Rai Storia - propone il documentario "Mezzogiorno, tra luci e ombre" di Elio Mazzacane che racconta l'Italia meridionale del dopoguerra, dove antiche tradizioni e riti magici sopravvivono accanto alla povertà estrema, al latifondo, agli ultimi briganti e alla Mafia. Il film racconta un mondo sospeso tra passato e futuro: dai riti delle prefiche e delle tarantate alla sanguinosa lotta per la terra, dall’emigrazione dei giovani verso il nord con "treni del sole" fino al controverso periodo del sindaco Achille Lauro nella Napoli monarchica.

Grande Guerra. Le ore finali

I negoziati tra le Potenze

Durante un freddo fine settimana di novembre del 1918, il destino dell'Europa era nelle mani di pochi uomini che rappresentavano le superpotenze dell'epoca. “Grande Guerra. Le ore finali” - in onda martedì 11 novembre alle 22.10 su Rai Storia, introdotto e contestualizzato dalla professoressa Barbara Bracco - è la storia delle loro trattative, che avrebbero posto fine a quattro anni di conflitto devastante. Il culmine di quelle discussioni fondamentali è un singolo pezzo di carta firmato in un vagone ferroviario in una foresta a nord di Parigi. Lo speciale esplora l'affascinante verità dietro questi negoziati e rivela come l'accordo per porre fine a una guerra ha avuto un ruolo nell'iniziare la successiva.

MERCOLEDI’ 12/11/2025

Passato e Presente

La Teologia della Liberazione

A partire dalla seconda metà degli anni ’60, l’America Latina è sconvolta da una serie di colpi di stato che, con l’appoggio degli Stati Uniti, instaurano dei governi militari. Le terribili condizioni di povertà della popolazione suscitano una risposta forte da parte della Chiesa Cattolica che assume la forma di un nuovo pensiero teologico: la Teologia della Liberazione. Una liberazione non solo spirituale, ma anche dalle disumane condizioni di sottosviluppo. Paolo Mieli ne parla con il professor Massimo Di Giuseppe a “Passato e Presente”, in onda mercoledì 12 novembre alle 13.15 su Rai 3 e alle 20.30 su Rai Storia.

Si contesta il capitalismo occidentale, poiché basato sullo sfruttamento indiscriminato delle risorse del Terzo Mondo. I governi latinoamericani reagiranno con violenza uccidendo molti prelati e la Chiesa di Giovanni Paolo II condannerà la nuova teologia, ritenendo che corra il rischio di trasformare il messaggio cristiano in un mero programma politico.

L'Italia della Repubblica

Studenti e operai in lotta

Le riforme della scuola e dell’università avviate dal centrosinistra sono alla base dei processi che portarono al cosiddetto Sessantotto studentesco. Si apre così la puntata della serie Rai Cultura” L’Italia della Repubblica”, introdotta da Paolo Mieli, in onda mercoledì 12 novembre alle 21.10 su Rai Storia. Molti studenti si resero conto che frequentare l’università non significava automaticamente trovare un lavoro rilevante o la strada sicura per una vita agiata. La consapevolezza dell’impossibilità di raggiungere un benessere diffuso che la società, quella dei consumi e della mobilità sociale, sembrava promettere a tutti o quasi, e sicuramente ai talentuosi, portò molti studenti a rifiutare l’idea stessa di benessere e più precisamente la falsa promessa che ne faceva la società borghese. Così, tra il 1967 e il 1968, ha inizio la “contestazione studentesca” con l’occupazione di numerose facoltà, cortei, grandi manifestazioni e frequenti scontri con le forze dell’ordine. Sull’onda poi dell’”operaismo”, il movimento studentesco individua nella classe operaia il suo interlocutore privilegiato. Nascono nuovi soggetti politici (Avanguardia operaia, Potere Operaio, Lotta Continua, il gruppo del Manifesto) in contrasto con i partiti tradizionali. Tutto ciò avviene in un periodo di intense lotte condotte dagli operai per il rinnovo dei contratti di lavoro, è il cosiddetto autunno caldo. Per i sindacati è un momento difficile: le confederazioni sono duramente contestate dalle frange più estremiste e indebolite dalla nascita di gruppi di operai “autonomi” all’interno delle fabbriche. Ciò provocò però anche un riavvicinamento dei tre sindacati (Cgil, Cisl, Uil) che, con il passare del tempo, riuscirono ad assumere la direzione delle lotte concludendo una serie di contratti nazionali con aumenti salariali e la conquista di importanti diritti collettivi e individuali (le 10 ore di assemblea sindacali retribuite, il riconoscimento dei rappresentanti in azienda, il diritto alla contestazione per il lavoratore nel caso di provvedimenti disciplinari). Infine, nel maggio del 1970, il parlamento approva lo Statuto dei lavoratori.

Ospite in studio, intervistata da Michele Astori, la fondatrice de “Il Manifesto” Luciana Castellina.

La puntata, introdotta da Paolo Mieli, si avvale del contributo degli storici Marcello Flores, Peppino Ortoleva e del politologo Michele Salvati. Il racconto dà anche voce ai protagonisti dell’epoca, con interviste tratte dal repertorio delle teche Rai. Protagonisti e testimoni come Luigi Bobbio, Giuseppe Grosso, Herbert Marcuse, Alberto Moravia, Rossana Rossanda, Mauro Rostagno, Bruno Trentin e Domenica Vicinanza.

GIOVEDI’ 13/11/2025

Passato e presente

I Merovingi la dinastia dei re

Venivano chiamati i re dai lunghi capelli. Sono noti come Merovingi, la dinastia al centro di una fase cruciale nella storia europea, quella che segna il passaggio dall’antichità al Medioevo. La raccontano Paolo Mieli e il professore Giuseppe Albertoni a “Passato e Presente” in onda giovedì 13 novembre alle 13.15 su Rai3 e alle 20.30 su Rai Storia.

Dopo la caduta dell’Impero Romano d’Occidente, guidarono l’unificazione di vaste aree dell’Europa occidentale, ponendo le basi per la nascita di un regno franco forte e duraturo. La loro adesione al cristianesimo, in particolare con la conversione di re Clodoveo, non solo rafforzò i legami con la Chiesa di Roma, ma contribuì a consolidare il potere regio e l'identità culturale del nuovo regno. Attraverso conquiste territoriali, alleanze strategiche e una crescente centralizzazione del potere, i Merovingi gettarono le fondamenta politiche, religiose e culturali su cui, secoli dopo, si sarebbe edificato l’Impero carolingio di Carlo Magno.

a.C.d.C

Marchfeld 1278. La battaglia per l'Europa

Il confronto sul campo tra il nuovo imperatore del Sacro Romano Impero, Rodolfo d’Asburgo, e il re di Boemia, Ottocaro II, plasmano la storia dell’Europa e della dinastia degli Asburgo. Venerdì 26 agosto 1278 i due sovrani si affrontano in una delle battaglie più grandi e più importanti del Medioevo. È il culmine - e l’epilogo - di un’idea cavalleresca di guerra e l’atto fondante della dinastia asburgica, una delle più longeve della storia mondiale. Una storia riletta da “Marchfeld 1278. La battaglia per l'Europa”, in onda giovedì 13 novembre alle 21.10 su Rai Storia per “a.C.d.C.”, con l’introduzione del professor Alessandro Barbero.

5000 anni e più. La lunga storia dell'umanità

Egitto, la fine dell’antico regno

L’Antico Egitto è stato definito il primo stato nazione della storia. Una storia che abbraccia più di tre millenni, una durata impressionante che non ha paragoni. Per indagare sulle origini e soprattutto sulle cause che hanno portato alla fine dell’età delle piramidi, con Giorgio Zanchini in studio l’egittologa Paola Buzi, professoressa alla università La Sapienza di Roma, per tornare all’alba della storia mediterranea.

VENERDÌ 14/11/2025

Passato e Presente

La Biennale del dissenso

25 gennaio 1977. Carlo Ripa di Meana, presidente della Biennale di Venezia, annuncia che l'edizione di quell'anno sarà dedicata al tema del dissenso nei paesi dell'Est. È l’inizio di una dura e accesa polemica. L’ambasciatore sovietico a Roma chiede ufficialmente al governo italiano di cancellare il programma, mentre il Pci si trova stretto in una morsa: da un lato, un’opinione pubblica che pretende autonomia da Mosca; dall’altro, le pressioni sempre più forti dell’Unione Sovietica.

Molti intellettuali e artisti vicini al Partito Comunista criticano apertamente la scelta della Biennale, e alcune fondazioni si rifiutano di mettere a disposizione gli spazi promessi per le mostre. Il progetto sembra destinato a naufragare. Dopo quasi un anno di polemiche, grazie al sostegno del PSI e di Bettino Craxi, da poco eletto segretario del partito, la fragile navicella della Biennale riuscirà a raggiungere il porto e a sbarcare i suoi protagonisti a Venezia. Il 15 novembre 1977 si inaugura la “Biennale del dissenso”, raccontata in occasione dell’anniversario, da Paolo Mieli e dal professor Ernesto Galli della Loggia a Passato e presente in onda venerdì 14 novembre alle 13.15 su Rai3 e alle 20.30 su Rai storia.

Margherita Sarfatti. La Regina senza corona

Tra i nomi nei saggi d'arte contemporanea, è difficile trovare Margherita Sarfatti. È stata la prima donna al mondo ad affermarsi nel ruolo di critica d'arte, teorizzatrice di una linea identitaria per l'arte italiana, ideatrice di un movimento come il Novecento Italiano e promotrice dell'arte contemporanea italiana sulla scena internazionale. La sua storia personale e il lungo rapporto intellettuale e poi amoroso con Benito Mussolini hanno però pesato sulla sua figura. Una responsabilità che non giustifica la damnatio memoriae che ha colpito la Sarfatti – e molti degli artisti da lei sostenuti – fino ad anni molto recenti. Un personaggio raccontato dallo speciale “Margherita Sarfatti. La regina senza corona” in onda venerdì 14 novembre alle 21.10 in prima visione su Rai Storia.

Malcolm X, giustizia a tutti i costi

È stato uno dei più controversi e discussi leader afroamericani del XX secolo e il suo stesso nome esprime un credo politico basato sulla convinzione che fosse necessaria una profonda rivisitazione del rapporto tra la comunità afroamericana e le altre componenti della società statunitense: è il leader afroamericano Malcolm X, nato Malcolm Little, al centro dello speciale in onda venerdì 14 novembre alle 22.10 su Rai Storia, “Malcom X. Giustizia a ogni costo” - contestualizzato dalla professoressa Raffaella Baritono – che conduce lo spettatore attraverso gli ultimi 15 mesi di vita di un'icona e svela il percorso di questo leader radicale, ricostruendo la catena di eventi che hanno portato alla sua morte sulla base di documenti dell'Fbi recentemente declassificati, di testimonianze di persone vicine a Malcolm X e di altri importanti testimoni. Nel 2021, in particolare, la lettera in punto di morte di un agente di polizia ha rivelato il coinvolgimento dell'Fbi nell'omicidio di Malcolm X, e in seguito a un'indagine di 22 mesi condotta dall'ufficio del procuratore distrettuale di Manhattan, due degli uomini condannati per l'omicidio vengono scagionati.

SABATO 15/11/2025

Passato e Presente

Fascismo e repressione

Nel 1926 le cosiddette “leggi fascistissime” trasformano definitivamente il fascismo in un regime totalitario. Tra i principali provvedimenti c’è l’istituzione del “Tribunale speciale per la difesa dello Stato”, che si occupa di reprimere ogni forma di opposizione politica. Con una prevalenza di giudici appartenenti alla Milizia fascista e la totale assenza di ogni garanzia per la difesa, il Tribunale riempie le carceri di antifascisti, e le isole di oppositori politici sottoposti alla misura del confino di polizia. È un’esperienza di vita molto dura, attraverso la quale sono passate le principali figure dell’antifascismo, ma anche tante persone comuni. Tuttavia, sia in carcere che al confino, i dissidenti politici al regime fascista trovano il modo di comunicare tra loro e di ricreare forme di vita associativa e politica. Un legame che rinsalderà in essi i valori dell’antifascismo e lo spirito di gruppo, preparando più di una generazione alla lotta di Resistenza. Il professor Giovanni De Luna e Paolo Mieli approfondiscono il tema a “Passato e Presente”, in onda sabato 15 novembre alle 20.30 su Rai Storia.

Cinema Italia

Il bidone

Un film firmato Federico Fellini e scritto con Ennio Flaiano e Tullio Pinelli: è “Il bidone”, in onda sabato 15 novembre alle 21.10 su Rai Storia per il ciclo “Cinema Italia”. Presentato senza successo al Festival del Cinema di Venezia del 1955, il film ha per protagonisti tre truffatori, Augusto, Picasso e Roberto, specializzati appunto in "bidoni", tra finti tesori e case immaginarie da promettere – dietro compenso - a baraccati creduloni. Un’attività che, però, entrerà presto in crisi, senza nessun lieto fine. Nel cast, Broderick Crawford, Giulietta Masina, Richard Basehart, Franco Fabrizi.

Documentario d’autore

Cara Merième, lettera di Tahar Ben Jelloun sul razzismo

Il razzismo: come nasce, a quali conseguenze può portare, quali sono i pericoli ai quali espone quando non si sviluppo armoniosamente l'integrazione. Quando i grandi esodi diventano una emergenza difficile da gestire. Tahar Ben Jelloun intende porsi e porre domande, indurre riflessioni, suggerire proposte, mettere in discussione pregiudizi e tabù, sollecitare un utile e costruttivo approfondimento del problema evitando gli stereotipi e le ideologie. “Cara Merième, lettera di Tahar Ben Jelloun sul razzismo” di Nene Grignaffini e Francesco Conversano” - in onda sabato 15 novembre alle 23.00 su Rai Storia, per il ciclo “Documentari d’autore” – racconta la riflessione di Ben Jelloun che si rivolge a sua figlia divenuta adulta e ripercorre le domande fatte e le risposte date quando era bambina, ma allo stesso tempo si rivolge a tutti i ragazzi del mondo, che nella loro fase di crescita hanno bisogno di sviluppare una conoscenza ed un pensiero critico su uno dei temi più delicati del nostro tempo. 


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