Pergolesi ricordando Degrada
In ricordo del prof. Francesco Degrada nel 20° anniversario della scomparsa, “L’Olimpiade” di Giovanni Battista Pergolesi (1735) va in scena al Teatro Pergolesi di Jesi per la 58/a Stagione Lirica di Tradizione, venerdì 21 e domenica 23 novembre (anteprima giovani 19 novembre). Dirige Giulio Prandi, regia Fabio Ceresa, scene e costumi dei vincitori del Concorso dedicato a Josef Svoboda, nel cast specialisti del repertorio barocco. L’opera ambientata nel periodo delle Olimpiadi di Berlino del 1936.
Il cartellone prosegue sabato 29 e domenica 30 novembre con la prima esecuzione assoluta de “Il Giudizio di Paride” (2025), nuova opera del compositore Paolo Marchettini con libretto di Fabio Ceresa, con Gianluca Martinenghi sul podio del Time Machine Orchestra, e una compagnia di giovani talenti.
Due nuove produzioni, una barocca di rarissima esecuzione, e l’altra in prima mondiale (nuova commissione) debuttano al Teatro Pergolesi di Jesi nell’ambito della 58/a Stagione Lirica di Tradizione curata della Fondazione Pergolesi Spontini.
“L’Olimpiade” (1735) di Pergolesi va in scena venerdì 21 novembre ore 20.30 e domenica 23 novembre ore 16 con anteprima giovani mercoledì 19 novembre ore 16, con Giulio Prandi alla direzione dell’Orchestra Ghislieri e di una compagnia di specialisti del repertorio barocco.
“Il Giudizio di Paride” (2025), nuova opera del compositore Paolo Marchettini con libretto di Fabio Ceresa, debutta sabato 29 novembre ore 20.30, con replica domenica 30 novembre ore 16, e anteprima giovani giovedì 27 novembre ore 16, con Gianluca Martinenghi sul podio del Time Machine Orchestra, e un cast di giovani talenti.
Per entrambi i titoli, la regia è di Fabio Ceresa, mentre scene e costumi sono affidati, rispettivamente, a Bruno Antonetti e Giulia Negrin, vincitori della V edizione del Concorso dedicato a Josef Svoboda “Progettazione di Allestimento scene e costumi di Teatro Musicale” riservato a iscritti al Biennio di Specializzazione in Scenografia delle Accademie di Belle Arti di Macerata, Bologna, Venezia, Carrara, Bari e Brera.
L’Olimpiade di Giovanni Battista Pergolesi
Venerdì 21 novembre ore 20,30 e domenica 23 novembre ore 16 con anteprima giovani il 19 novembre ore 16, torna nella città natale di Giovanni Battista Pergolesi e nel teatro a lui intitolato, “L’olimpiade”, dramma per musica in tre atti su libretto di Pietro Metastasio, nell’edizione critica di Francesco Degrada e Claudio Toscani per l’Edizione Fondazione Pergolesi Spontini. Il titolo, già allestito dalla Fondazione Pergolesi Spontini nel 2002 e 2011, va in scena in una nuova produzione, ricordando Francesco Degrada, nel 20esimo anniversario del musicologo unanimemente riconosciuto nel mondo accademico come il massimo esperto a livello mondiale dell’opera di Pergolesi.
La direzione è affidata a uno dei più importanti specialisti del repertorio antico, Giulio Prandi, sul podio dell’Orchestra Ghislieri. Nuova la produzione, con la regia affidata a Fabio Ceresa. Scene e costumi sono di Bruno Antonetti e Giulia Negrin.
L’Olimpiade è un’opera sull’amicizia tra Megacle (Theodora Raftis, ruolo en travesti), più volte vincitore nei giochi olimpici, eroe candido, leale e fedele, e Licida (Josè Maria Lo Monaco, ruolo en travesti), il suo opposto e il suo riflesso: un intellettuale fragile ma acutissimo. Attorno a loro, Argene (Silvia Frigato) temeraria, lucida e combattiva e Aristea, (Carlotta Colombo), un personaggio d’apparente fragilità che diventa, scena dopo scena, simbolo di grazia e di resistenza. Il re Clistene (Anicio Zorzi Giustiniani), è un uomo che ha perso un figlio e cerca di ritrovare un ordine morale nel caos degli affetti. Accanto a lui, Aminta (Matteo Straffi) il saggio precettore di Licida, che conosce la natura umana, i suoi limiti e le sue consolazioni. E infine Alcandro (Francesca Ascioti, ruolo en travesti), il servo fedele di Clistene, colui che custodisce il segreto: un silenzio antico, che contiene la chiave di tutto e che, quando si apre, trasforma la tragedia in riconciliazione.
Nella lettura scenica proposta a Jesi, le linee antiche si incontrano con le suggestioni moderne, e l’opera viene ambientata nei giorni delle Olimpiadi di Berlino del 1936, tra le geometrie essenziali dell’estetica razionalista e la solenne maestosità del mondo classico. “L’Olimpiade – fa sapere Fabio Ceresa - è una macchina perfetta di sentimenti, un congegno teatrale in cui ogni personaggio è un ingranaggio indispensabile alla costruzione dell’armonia. Non un’opera d’amore, ma un’opera sull’amicizia, dove l’affetto fraterno tra uomini diventa il cuore di una vicenda corale e insieme interiore. L’Olimpiade è il teatro dell’equilibrio e della grazia, dell’errore che si redime, della verità che non ferisce. È un poema sulla vulnerabilità dell’uomo, sulla nobiltà dei sentimenti e sul miracolo di una forma che, come i giochi olimpici che la ispirano, cerca nell’armonia il segreto dell’eterno”.
Nel Settecento, L’Olimpiade era considerato il più geniale e perfetto libretto del poeta Metastasio. La storia, ambientata nel contesto solenne dei giochi di Olimpia, ha per protagonisti due coppie di giovani che inseguono disperatamente la propria felicità. Una intricata storia di amore e di amicizia, tra inganni, fughe e un clamoroso colpo di scena finale. Più di 60 compositori hanno messo in musica il testo del Metastasio: da Caldara a Vivaldi a Hasse, da Leo a Scarlatti a Piccinni, da Paisiello a Cherubini a Pergolesi appunto, che per il carnevale del 1735 presenta la sua Olimpiade: ultima opera seria di un Pergolesi appena venticinquenne. La sua versione, nello spirito della commedia musicale napoletana, è considerata da molti la più ispirata, caratterizzata da una geniale, quanto raffinata originalità musicale di gioiosa freschezza.
Il Giudizio di Paride di Paolo Marchettini
Con lo stesso gruppo creativo ed un unico impianto scenico in continuità con quello di Olimpiade, prende vita, sabato 29 novembre ore 20,30 e domenica 30 novembre ore 16, anteprima il 27 novembre ore 16, un titolo d’opera al debutto assoluto, appositamente commissionato dalla Fondazione Pergolesi Spontini: “Il Giudizio di Paride. Processo a un deicida”, libretto di Fabio Ceresa, e musica di Paolo Marchettini, compositore italiano, oggi residente a New York, docente presso la Manhattan School of Music. Il titolo sarà eseguito dal Time Machine Ensemble, diretto da Gianluca Martinenghi. Nella compagnia di canto sono Laura Stella (Hera), Gaia Cardinale (Atena), Elena Antonini (Afrodite), Benedetta Mazzetto (Artemide/Apollo) e Mattia Fiocco (Asclepio/Zeus).
Il testo descrive un processo contro Paride, accusato di deicidio per la morte di Achille. Sullo scranno del giudice siede Hera, a rappresentare l’accusa è Atena, alla difesa Afrodite, testimoni Apollo, Artemide, Asclepio e persino Zeus. Ma la sentenza non spetta agli dèi. Sarà il pubblico a decidere se Paride sia colpevole o innocente.
La struttura richiama i meccanismi del legal drama, alternando solennità, ironia e comicità, in una cornice mitologica che diventa riflessione sul libero arbitrio e il destino.
Spiega il compositore, Paolo Marchettini: “Il Giudizio di Paride è un opera/processo, in cui ad agire sono divinità dell’Olimpo (la maggior parte femminili), con gli stessi difetti, vizi, capricci e gelosie dei normali esseri umani. L’opera, divisa in dieci quadri, cambia registro di frequente, dal dramma solenne alla commedia, dai toni malinconici a quelli giocosi, in un continuo meccanismo di incontri e di scontri. Anche il pubblico sarà chiamato a dare il suo verdetto: Paride, come tutti noi, è colpevole delle sue scelte, o innocente, in quanto parte di un destino stabilito? Si arriverà a questa cruciale domanda attraverso contrasti, seduzioni, pianti, giochi, il tutto in un continuo flusso verbale e musicale. Il riferimento all’opera italiana del ‘700, e all’opera moderna neoclassica è evidente, ma, allo stesso tempo, differenti influssi cercano di infondere al Giudizio di Paride un carattere particolare. La solennità dell’Olimpo è rappresentata da uno speciale intervallo musicale, la quinta giusta (Il preferito degli antichi greci) che, durante l’opera, muta, si mescola, si guasta, prende altre forme, seguendo le imperfezioni dei personaggi. Il dramma degli dèi, come di noi umani, è nella tensione verso la perfezione, e la constatazione del caos, del disordine del reale”.
Per il librettista e regista, Fabio Ceresa, “Il Giudizio di Paride è una commedia teologica, una satira del potere divino e una meditazione sul senso della libertà. L’aula del tribunale divino diventa un palcoscenico dove il mito incontra la modernità del legal drama: arringhe, perizie, testimoni, obiezioni, colpi di scena. Ma sotto la parodia della procedura si muove una domanda vertiginosa: chi può essere giudice del destino? E quale spazio resta alla libertà quando tutto è già scritto?
Nell’opera, Hera incarna la legge come forma di potere, Atena è la ragione assoluta, Afrodite la forza vitale che deride le regole, attorno a loro si alternano i testimoni, caricature divine della scienza e della retorica. Infine Zeus, che rivela la verità sulla condizione umana, pone le basi per l’interrogativo più importante: è il fato a guidarmi, o il mio destino lo decido io? In quell’interrogativo, sospeso tra filosofia e teatro, tra ironia e tenerezza, gli dèi si fanno uomini e l’uomo, per un istante, diventa divino”.
La 58/a Stagione Lirica di Tradizione del Teatro Pergolesi di Jesi
Firmato nella direzione artistica da Cristian Carrara, e con la direzione generale di Lucia Chiatti, il cartellone della 58/a Stagione Lirica del Teatro Pergolesi di Jesi propone, fino a dicembre, quattro titoli d’opera e un balletto. Dopo l’opera inaugurale “Don Giovanni” di Mozart”, “L’Olimpiade” di Pergolesi e “Il giudizio di Paride”, il cartellone prosegue con “La bohème” di Puccini, in scena venerdì 19 dicembre ore 20,30 e domenica 21 dicembre ore 16 con anteprima giovani il 17 dicembre ore 16, allestimento è dell’Opéra-Théâtre de l’Eurométropole de Metz, con la regia di Paul-Émile Fourny e la direzione di Jacopo Rivani sul podio della FORM Orchestra Filarmonica Marchigiana.
Chiude la stagione “Romeo e Giulietta” balletto in due atti su musica di Tchaikovsky (29 dicembre), liberamente ispirato al romanzo di William Shakespeare; coreografia e costumi di Federico Veratti e scenografia di Marco Pesta, sul palcoscenico Il Balletto di Milano.
Ad arricchire il programma “Intorno alla stagione lirica”, proseguono le attività di formazione del pubblico con le guide all’opera a cura del direttore artistico, il progetto “Musicadentro” con gli studenti che assistono alle anteprime riservate, i servizi di accessibilità alle recite domenicali del cartellone lirico per spettatori con disabilità sensoriale, ipovedenti e ipoudenti.
