IL SOGGETTO
Alberto Bentoglio
ATTO PRIMO
Quadro primo
La giovane e bella Katerina Izmajlova, da cinque anni moglie del facoltoso mercante Zinovij, lamenta la sua triste condizione: di povere origini, trascorre una vita monotona e solitaria, segregata nella casa del non più giovane marito che raramente si prende cura di lei e sottomessa alle angherie del vecchio e violento suocero Boris. Quest'ultimo, dopo averle ordinato dei funghi per il pranzo, la rimprovera duramente per non avere ancora donato un erede al figlio e per non essere indifferente ai complimenti degli altri uomini. Prima di allontanarsi le ricorda, inoltre, di preparare il veleno per
i topi che infestano il granaio. Accompagnato dai servi, fra i quali il giovane Sergej, da poco entrato al servizio di casa Izmajlov, giunge Zinovij: una falla apertasi nella diga di un mulino di sua proprietà lo costringe ad allontanarsi dalla casa paterna e, congedandosi dalla moglie, le impone di giurargli in ginocchio, sotto consiglio paterno, fedeltà durante la sua assenza.
I servi partecipano ironicamente alla partenza del padrone, ostentando tristezza e commozione. Rimasta sola, Katerina apprende dalla serva Aksin'ja che Sergej è un seduttore tenace. Per tale ragione egli è stato allontanato dalla precedente famiglia dove, si racconta, abbia sedotto la padrona.
Quadro secondo
Nel cortile della casa, i servi si divertono grossolanamente ai danni di Aksin'ja: alle sue richieste di aiuto, sopraggiunge Katerina.
La padrona rimprovera la servitù di prendersi gioco di una donna e coglie l'occasione per esaltare le virtù femminili. Ingaggia una lotta con Sergej che, ostentando la propria forza, la provoca pubblicamente. La scena è conclusa dal repentino arrivo del sospettoso Boris che, cacciati i servi, ricorda alla nuora di cucinare i funghi.
Quadro terzo
Ritiratasi nella sua camera, Katerina non riesce a prendere sonno, nonostante i rimproveri di Boris che le ingiunge di dormire e di non consumare inutilmente la candela. Mentre si spoglia, compiange appassionatamente la sua solitudine. Con il pretesto di un libro, Sergej penetra nella stanza da letto della padrona e, vinte le di lei reticenze, ostentando uno spirito nobile e raffinato, elude la vigilanza del suocero, abbraccia Katerina e la seduce.
ATTO SECONDO
Quadro quarto
Sergej da una settimana è l'amante di Katerina che, innamoratasi del giovane, lo riceve segretamente ogni notte nelle proprie stanze. Il vecchio Boris si aggira vigile . Egli rimpiange la giovinezza e non nasconde una certa propensione per la bella e giovane nuora, eccitandosi all'idea di poterle fare visita per consolarla durante l'assenza del marito. Tuttavia, la luce che proviene ancora dalla finestra di Katerina lo insospettisce e, celatosi nel cortile della casa, coglie in flagrante i due amanti. Boris attende allora Sergej, lo afferra e, dopo aver chiamato la servitù, lo frusta selva gli occhi dell'impotente Katerina, a stento trattenuta dai servi. Al termine dell'atroce scena, Boris ordina di rinchiudere il servo in un magazzino e di richiamare il figlio Zinovij. Indifferente ai sentimenti della nuora, la invita, quindi, a preparargli i funghi. Katerina obbedisce, ma ai funghi mischia una forte dose di veleno per topi che rapidamente uccide il suocero. Nessuno dei servi accorsi, tuttavia, si accorge del delitto, nonostante le ambigue parole che Boris riesce a pronunciare nell'estrema agonia. Il vecchio muore, benedetto dal prete e compianto dalla nuora che indica nei funghi mangiati la sera precedente la causa dell'improvvisa morte del suocero.
Quadro quinto
Sergej, rimesso in libertà da Katerina, teme ora il ritorno del padrone. Dice all'amata di non poter vivere senza di lei. Katerina lo conforta: nessuno romperà il legame d'amore che li unisce ed ella presto farà di lui il suo legittimo sposo. Tuttavia, la giovane è turbata dall’apparizione dello spettro di Boris che le preannuncia una vendetta spietata. In quel mentre sopraggiunge Zinovij. Dopo avere allontanato l'amante, Katerina accoglie il marito con estrema indifferenza. Egli chiede notizie della morte del padre e, insospettito dal ritrovamento di una cintura da uomo nella stanza da letto della moglie e dalle parole udite dai servi, si scaglia contro Katerina, accusandola di infedeltà, e la frusta con la cintura dell'amante. Alle urla della donna, Sergej accorre e, durante una lotta, incitato da Katerina, uccide Zinovij. I due amanti nascondono il cadavere in cantina.
ATTO TERZO
Quadro sesto
Katerina e Sergej stanno per recarsi in chiesa a celebrare il loro matrimonio. La porta della cantina, rigorosamente chiusa, custodirà per sempre il loro macabro segreto. Rimasto solo, un misero contadino ubriaco forza la porta della cantina, nella speranza di rubare qualche bottiglia di vodka, e rinviene il cadavere di Zinovij. Terrorizzato, corre alla polizia per denunciare il reato.
Quadro settimo
Negli uffici del commissariato il capo dei poliziotti si lagna del duro e malpagato lavoro: egli è, inoltre, profondamente irritato per non essere stato invitato da Katerina Izmajlova alla festa di nozze. Gli agenti fanno eco alle sue lamentele. Neanche l'arresto dell'indifeso maestro del paese, accusato di essere un pericoloso nichilista, riesce a movimentare la giornata. Ma l'annuncio della scoperta fatta dal misero contadino sembra rianimare il commissariato: tutti si precipitano a casa di Katerina.
Quadro ottavo
Nel giardino di casa Izmajlov si sta svolgendo il banchetto nuziale. Fra i brindisi compiaciuti dei molti invitati, Katerina scopre che il lucchetto della porta della cantina è stato rotto e, dopo averne informato Sergej, risolve di fugire all'istante: il marito prenderà del denaro custodito in casa e con tale rendita potranno vivere agiatamente. Ma il piano di fuga è sventato dal repentino arrivo della polizia che trae in arresto Katerina. La giovane si autoaccusa di ogni misfatto ma i poliziotti trattengono anche Sergej, colto in flagrante mentre tenta di fugire. La coppia omicida sarà tradotta in carcere.
ATTO QUARTO
Quadro nono
In una fredda sera d'autunno, gli ergastolani, separati in due gruppi, uno maschile, uno femminile, sostano lungo le rive di un lago. Fra loro Katerina e Sergej, riconosciuti colpevoli del duplice delitto e condannati alla deportazione in Siberia. Katerina, corrompendo una guardia, raamato che, ormai indifferente alle attenzioni della moglie, spogliata della ricchezza e della posizione sociale, le rimprovera di essere la causa del suo triste stato. A sua volta, egli corrompe una sentinella, con il denaro avuto da Katerina, e si reca da Sonetka, sua nuova amante. La giovane gli promette il suo amore in cambio di un caldo paio di calze. Sergej non esita: ritorna da Katerina, implora perdono e le chiede un paio di calze per scaldarsi i piedi. La donna, convinta di soccorrere il marito, sfila le sue calze e le porge a Sergej che, dopo avere ra Sonetka, gliene fa dono. Katerina ha compreso di aver perduto irrimediabilmente il suo uomo e, schernita dalle altre deportate, osserva immobile il gelido lago che si estende dinanzi a lei e da dove le pare di udire la maledizione del primo marito Zinovij e del suocero Boris. I suoi tristi pensieri sono però interrotti dall'arrivo di Sonetka che sfrontatamente la ringrazia del dono che ha ricevuto dalle mani di Sergej. Katerina allora l’afferra e si getta con lei nella corrente del fiume gelido, mentre i deportati salgono sul traghetto che lentamente si allontana.
