Uno speciale su Francesco Paolo Tosti
DOMENICA 30/11/2025
Passato e Presente
Legge sul divorzio, un lungo cammino
Dopo un secolo di divisioni tra laici e cattolici, il primo dicembre 1970 viene approvata in Italia la legge sul divorzio. La legge Fortuna-Baslini passa alla Camera dopo un estenuante dibattito tra le forze politiche, con tredici proposte di legge presentate in Parlamento e affossate sistematicamente. Paolo Mieli e la professoressa Silvia Salvatici ne parlano a “Passato e Presente”, in onda domenica 30 novembre alle 20.30 su Rai Storia in occasione dei 55 anni dall’approvazione.
Il dibattito sul divorzio ha accompagnato il Paese dall’Unità fino agli anni Settanta del Novecento, un terreno di scontro sul quale le forze politiche si sono accapigliate a più riprese. Neanche l’approvazione della legge placa gli animi. Dopo appena 4 anni dalla sua entrata in vigore, le forze cattoliche e conservatrici, guidate dalla DC di Fanfani, raccolgono le firme necessarie a indire un referendum abrogativo. Il 12 maggio 1974, però, il voto popolare sceglie a grande maggioranza il NO, aprendo la strada a una serie di conquiste nel campo dei diritti, che segneranno tutti gli anni Settanta.
Binario cinema
In nome del popolo sovrano
La breve stagione della Repubblica Romana, tra 1848 e 1849, riletta da Luigi Magni attraverso le storie di un frate, di un nobile e di un popolano, accomunati dalla stessa sorte. E’ “In nome del popolo sovrano”, in onda domenica 30 novembre alle 21.10 su Rai Storia per il ciclo “Binario cinema”. Nel cast, Nino Manfredi, Serena Grandi, Alberto Sordi, Massimo Wertmüller, Luca Barbareschi, Elena Sofia Ricci. Il film ha vinto il David di Donatello nel 1991 per i migliori costumi.
LUNEDI’ 01/12/2025
Passato e Presente
Medusa storia, di un mito
Capelli di serpente, denti aguzzi come zanne di cinghiale, lingua sporgente, ghigno satanico, sguardo che pietrifica: Medusa è un mostro. Il mito che racconta il suo tragico destino ha attraversato i secoli. Un mito raccontato da Paolo Mieli e dalla professoressa Silvia Romani a “Passato e Presente”, il programma di Rai Cultura in onda lunedì 1° dicembre alle 13.15 su Rai 3 e alle 20.30 su Rai Storia.
Ogni epoca lo ha analizzato, scandagliato, interpretato. Un mito dalla malleabilità straordinaria che ha fatto di Medusa una creatura terrificante, un’insidiosa femme fatale, una vittima bellissima e sofferente, un archetipo psicologico, un canone estetico, un’eroina femminista che si oppone alla cultura patriarcale, un simbolo della demonizzazione del potere delle donne, un’icona commerciale. La Gorgone dai mille volti è un inesauribile caleidoscopio dell’immaginario collettivo che riflette ansie, paure, ambizioni, prospettive. Un mistero che ancor oggi ci affascina, ci parla e ci interroga.
Italia. Viaggio nella bellezza
L'Aquila, l'arte della rinascita ore 21.10
Dopo il caos
Le Havre
La città francese di Le Havre, occupata all'inizio di giugno 1940 dai tedeschi per preparare l'invasione dell'Inghilterra, fu una delle città più colpite dai bombardamenti. Trasformata dai nazisti in fortezza, fu liberata solo tre mesi dopo lo sbarco in Normandia da parte degli Alleati. Lo racconta la serie “Dopo il caos”, in onda lunedì 1° dicembre alle 22.10 su Rai Storia.
Il 5 e 6 settembre 1944, l'aviazione britannica sganciò più di 10.000 tonnellate di esplosivo sul porto e sul centro della città. Le Havre ne fu devastata. Ma il generale de Gaulle fece di Le Havre un simbolo della ricostruzione, affidando all'illustre architetto Auguste Perret il compito di far rinascere la città dalle sue ceneri.
MARTEDI’ 02/12/2025
Passato e Presente
La musica del duce. Le canzoni della propaganda
Nel corso degli anni ’30, le canzonette trasmesse dalla radio cominciano a diventare parte della macchina per la produzione del consenso del regime. Paolo Mieli ne parla con il professor Gioachino Lanotte a “Passato e Presente”, in onda martedì 2 dicembre alle 13.15 su Rai3 e alle 20.30 su Rai Storia.
Accanto agli inni dichiaratamente politici, la radio comincia così a trasmettere canzoni nei cui testi si trovano i principali lineamenti dell’ideologia fascista. La musica viene costruita ad arte, per forgiare un camerata in salute e vigoroso, per ribadire il ruolo della donna all’interno della famiglia, per esaltare la missione civilizzatrice dei legionari in partenza per l’Etiopia. Le canzonette diventano così delle vere e proprie armi di orchestrazione di massa.
Francesco Paolo Tosti
L’ultima romanza
Francesco Paolo Tosti, considerato il più grande autore di romanze da salotto dell’Ottocento, è stato un musicista completo: compositore, interprete e didatta di straordinario talento. Attivo nelle più prestigiose corti d’Europa, Tosti ha saputo unire eleganza melodica e profondità espressiva, collaborando con alcuni dei più grandi poeti del suo tempo. In occasione dell’anniversario della scomparsa, lo speciale di Rai Cultura “Francesco Tosti – L’ultima romanza” - di Emanuele Colarossi, con la collaborazione di Lucia Ciancaglini e la regia di Agostino Pozzi, in onda martedì 2 dicembre alle 21.10 in prima visione su Rai Storia, ne ripercorre la vita, restituendo il ritratto di un artista universale, ancora oggi studiato nei conservatori di musica e amato dai più grandi interpreti.
Che magnifica impresa
Italia a due ruote
C’è un mezzo di trasporto che ha segnato un deciso cambiamento per la vita quotidiana delle persone, ed è la bicicletta, protagonista della nuova puntata di “Che magnifica impresa”, con Mario Sechi, in onda martedì 2 dicembre alle 22.00 in prima visione su Rai Storia.
Fu inventata, con propulsione a piedi, nella prima metà dell’800, ma nel corso del tempo ha subito cambiamenti tecnologici come l’aggiunta dei pedali, creati dai francesi, sino alla sua più recente elettrificazione, che rende la bicicletta più accessibile anche alle persone con una forma fisica meno efficiente.
L’Italia non è stata fra i pionieri nell’uso della bici, ma ha avuto un ruolo estremamente significativo nella sua evoluzione: il cambio è una creazione di un meccanico italiano, la manifattura e l’industria nazionali si sono caratterizzate, sin dalle origini, per la qualità straordinaria delle loro realizzazioni. Non si può non pensare, poi, all’epica che ha accompagnato sin dalle origini il ciclismo agonistico, contrassegnato dalla presenza di eccezionali campioni: da Binda a Girardengo, fino a Coppi e Bartali e ancora dopo, le due ruote italiane hanno segnato la storia di questo sport.
Mario Sechi racconta l’universo della bicicletta insieme a Eleonora Belloni, docente di Storia contemporanea all’università di Siena, i cui studi si sono spesso concentrati proprio sull’importanza sociale del mezzo; Cristiano De Rosa, produttore di biciclette da corsa utilizzate dai più grandi campioni della storia, come Eddy Merckx, e vicepresidente dell’ANCMA, l’associazione dei produttori di cicli e motocicli; Paolo Bettini, corridore indimenticabile, che è stato vincitore delle più grandi classiche del ciclismo, due volte campione del mondo, campione olimpico, e anche CT della nazionale; ed Enrico Ruggeri, grande appassionato del ciclismo eroico, e che alla figura di un fuoriclasse come Felice Gimondi ha dedicato una delle sue canzoni più belle.
Terre di schiavi
Che cosa rappresentava la schiavitù nella cultura africana? Come poteva uno schiavo africano diventare re nella sua terra? Quale trasformazione i bianchi, con la loro sete di potere e dominio, hanno determinato? Quali i rapporti tra schiavisti bianchi e schiavisti neri? Che cosa rimane oggi di quel fenomeno? È veramente scomparsa la schiavitù? In occasione della Giornata internazionale per l’abolizione della schiavitù, il reportage “Terre di Schiavi”, di Giuseppe Giannotti, finalista al Premio Ilaria Alpi 2008, in onda martedì 2 dicembre alle 23.00 su Rai Storia, ripercorre le origini e l’evoluzione della schiavitù ma soprattutto racconta una delle pagine più drammatiche della storia umana: la “tratta atlantica”. Dall’inizio del 1500 sino al 1807, infatti, più di dieci milioni di africani, uomini, donne, bambini, sono stati acquistati nei porti del Golfo di Guinea e portati in catene nelle Americhe per lavorare come schiavi nelle piantagioni.
MERCOLEDI’ 03/12/2025
“Io e…l’alcool”
L’Italia che beve
Rai Cultura ripropone da mercoledì 3 dicembre alle 19.30 su Rai Storia, l’inchiesta del 1981 di Guido Vergani con la regia di Riccardo Vitale “Io e…l’alcool”.
L’inchiesta sul consumo di bevande alcoliche in Italia comincia una consuetudine contadina, quella del ‘vino fa buon sangue’, ma ai bambini l’alcool fa male: la piaga dell’alcolismo tra i giovani e i giovanissimi è al centro della prima puntata.
Giovedì 4 dicembre focus sugli astemi, che vengono visti come ‘diversi’ in Italia, nel 1981 al secondo posto tra i Paesi industriali, dopo la Francia, per consumo di bevande alcoliche.
Il ‘bere bene’ è il tema della terza puntata dell’inchiesta, in onda venerdì 5 dicembre: vengono intervistati sull’essere buoni o cattivi bevitori, tra i tanti, Marta Marzotto e Gianni Brera.
Sabato 6 dicembre spazio al contraddittorio: al centro della quarta puntata l’alcool come stimolatore di creatività e come afrodisiaco: gli intervistati sono Renato Guttuso e Franco Parenti.
Infine, a piaga sociale dell’alcoolismo è la conclusione dell’inchiesta, con uno sguardo alla Svezia, all’avanguardia per il recupero degli alcolisti anonimi.
Passato e Presente
March Bloch il mestiere dello storico
In una delle sue tante frasi rimaste famose, Marc Bloch paragonò lo storico “all’orco della fiaba” che sa che “là dove fiuta carne umana”, troverà “la sua preda”. Era un modo suggestivo di dire che l’oggetto di studio della storia sono gli uomini e il trasformarsi della loro vita nel tempo. Si tratta di un’idea che tanti decenni dopo possiamo, forse, dare per scontata ma che nella prima metà del ‘900 rappresentò una vera e propria rivoluzione negli studi storici. Bloch fu uno dei grandi innovatori che si posero il problema di trasformare la storia in una disciplina scientifica, allargandone i confini e sottraendola alle infinite manipolazioni cui era stata sottoposta, nel corso dei secoli, per fini politici o letterari. Alessandro Barbero, in studio con Paolo Mieli, ripercorre la vita del grande storico francese fino al tragico epilogo della sua fucilazione per mano dei nazisti nel 1944 a “Passato e Presente”, in onda mercoledì 3 dicembre alle 13.15 su Rai3 e alle 20.30 su Rai Storia.
L'Italia della Repubblica
La stagione della Solidarietà nazionale
Nel settembre 1973, in Cile, un colpo di Stato rovescia Salvador Allende. Il Presidente viene assassinato, il Generale Pinochet s’impadronisce del potere dando vita ad un regime militare. La notizia fa il giro del mondo.
Quello stesso mese, con tre articoli apparsi su “Rinascita”, Berlinguer analizza la situazione italiana tenendo presente i tragici fatti avvenuti in Cile. Con l’ultimo articolo il segretario del Pci propone il cosiddetto “compromesso storico”: un accordo con le forze socialiste e democristiane per impedire derive autoritarie – sono gli anni dello stragismo, della psicosi del golpe – e affrontare i problemi del Paese a partire dalla crisi economica avviando una stagione di riforme. Una pagina della nostra storia riletta da “L’Italia della Repubblica” - la serie di Clemente Volpini, Davide Savelli e Luca Cambi con l’introduzione di Paolo Mieli e la consulenza degli storici Agostino Giovagnoli, Silvio Pons e Vladimiro Satta – in onda mercoledì 3 dicembre alle 21.10 rai Storia.
Ospite in studio, intervistato da Michele Astori, l’onorevole Beppe Pisanu capo della segreteria politica della Democrazia Cristiana tra il 1975 e il 1980.
La natura moderata e rassicurante del “compromesso storico”, il suo presentarsi come difesa della democrazia in un momento di pericolo per le istituzioni – il 1974 è l’anno della strage di Piazza della Loggia a Brescia e delle bombe sul treno Italicus – premia la linea, da molti avversata nel partito (soprattutto da Longo), del segretario. Dopo il balzo in avanti alle regionali del 1975, con le elezioni politiche del 1976 il Pci supera il 34%, mentre la Dc ottiene il 38,7%.
Non era mai successo, è il momento di massima popolarità di Berlinguer che può portare avanti la sua proposta potendo contare sulla disponibilità della sinistra Dc rappresentata da Aldo Moro. In questo contesto politico, nell’agosto del 1976, si forma un monocolore guidato da Andreotti.
Nel voto di fiducia il Pci si astiene. È il primo risultato della politica del compromesso storico. Ha inizio la breve stagione dei governi di solidarietà nazionale “travolti” nel 1978 dal sequestro e assassinio di Aldo Moro.
Il racconto dà voce anche ai protagonisti dell’epoca, con interviste tratte dal repertorio delle teche Rai.
GIOVEDI’ 04/12/2025
Passato e Presente
Hanna Arendt. Libertà politica e responsabilità
Autrice di importanti opere di riflessione storica, filosofica e politica, Hannah Arendt è stata un’intellettuale sempre pronta a partecipare al dibattito pubblico del suo tempo, rivendicando la propria autonomia da ogni legame di appartenenza personale o politica. Paolo Mieli e il professor David Bidussa ne parlano a “Passato e Presente”, in onda giovedì 4 dicembre alle 13.15 su Rai 3 e alle 20.30 su Rai Storia.
Mentre il sionismo mondiale si preparava a festeggiare la nascita di Israele, Arendt, che pure a quel movimento aveva aderito in gioventù, metteva in guardia dai pericoli della partizione della Palestina e promuoveva l’idea di uno stato bi-nazionale arabo-ebraico. Altrettanto controcorrente saranno le sue posizioni su temi come la desegregazione delle scuole nel sud degli Stati Uniti, la pubblica istruzione, il significato da attribuire al processo ad Adolf Eichmann. In questi, come in altri casi, i contrasti, le controversie, la fine di vecchie amicizie saranno il prezzo che Arendt sarà disposta a pagare pur di difendere la propria ricerca della verità e il dovere di esporsi in prima persona nella vita pubblica con le azioni e con le parole.
a.C.d.C.
La grande corsa dei carri
L’ascesa dell'auriga Scorpus che, scelto dallo stesso imperatore Domiziano, entra a far parte di una delle quattro scuderie, dette Fazioni, che controllavano le corse delle bighe. Lo racconta il secondo ed ultimo episodio di a.C.d.C. “Le corse dei carri nel circo”, introdotto dal professor Alessandro Barbero, in onda giovedì 4 dicembre alle 21.10 su Rai Storia. Il giovane Scorpus colleziona vittorie su vittorie, ma il suo destino, come quello di altri grandi aurighi, è indissolubilmente legato a quello stesso circo di gara che ne ha fatto uno degli idoli del suo tempo. Scorpus condividerà una sorte analoga a quella di Domiziano, l'imperatore che lo sostenne e che sarà ucciso poco tempo dopo la sua scomparsa.
5000 anni e più. La lunga storia dell’umanità
Gladiatrici: le donne nell’arena
La storia tradizionale dei gladiatori è dominata da combattenti maschi, immersi nel sangue e nella gloria. Ma la storia ha dimenticato e, in alcuni casi, deliberatamente nascosto le gladiatrici. Chiamate Gladiatrix, erano parte integrante del violento sport romano tanto quanto gli uomini.
Lo speciale in onda giovedì 4 dicembre alle ore 22:10 in prima visione su Rai Storia per “5000 anni e più. La lunga storia dell’umanità”, con Giorgio Zanchini, presenta una serie di prove indiziarie, iscrizioni, graffiti, frammenti di poesie sull’esistenza di donne che combattevano nell’arena e per accompagnarci in questa ricerca avvincente Giorgio Zanchini incontra in studio Luana Toniolo, archeologa, direttrice del Museo Nazionale etrusco di villa Giulia a Roma e del parco archeologico dell’Appia antica.
VENERDÌ 05/12/2025
Passato e Presente
L’arte della guerra da Sun Tzu all’atomica
Dal bronzo al silicio, dalla Cina dei Regni combattenti all’atomica, ogni epoca ha espresso una sua “arte della guerra”, un modello strategico di riferimento, specchio della cultura, della politica e della tecnologia del proprio tempo. Paolo Mieli e il professor Gastone Breccia ne parlano a “Passato e Presente”, in onda venerdì 5 dicembre alle 13.15 su Rai 3 e alle 20.30 su Rai Storia. Intorno al V secolo a.C. il generale e filosofo cinese Sun Tzu è autore del primo trattato sulla guerra: tredici capitoli in cui delinea tattiche e mosse per vincere, perfino senza combattere. Ma se battersi è inevitabile, allora occorre intelligenza, astuzia, conoscenza precisa delle proprie forze e di quelle nemiche, ma soprattutto bisogna prevedere ogni aspetto del confronto, almeno fin dove è possibile. Anzi, come direbbe il generale von Clausewitz, prima che cali la nebbia.
Misteri d’archivio
Da Ellis Island a Pearl Harbour
Venerdì 5 dicembre alle 21.10 su Rai Storia, Rai Cultura continua a svelare i “Misteri d’archivio” con due puntate introdotte dal professor Ferdinando Fasce. Nella prima si ricostruisce la storia dell'immigrazione verso gli Stati Uniti d'America all'inizio del XX secolo, soffermandosi sul viaggio dei migranti e sulla realtà che li attendeva una volta sbarcati. I migranti più numerosi provenivano principalmente dall’Europa centrale e meridionale, spinti dalla miseria. Il documentario inoltre analizza il flusso dell’immigrazione americana fino all’11 novembre 1918, anno della fine della Prima Guerra Mondiale, che farà registrare un arresto del fenomeno.
A seguire, alle 22.10, nel giorno dell’anniversario, l’analisi dell'attacco militare del 7 dicembre 1941 da parte delle forze aeronavali giapponesi alla flotta e le installazioni militari Usa nella base navale di Pearl Harbor, attraverso la storia delle riprese originali dell’evento e di quelle ricostruite. Le riprese effettuate in quel giorno a Pearl Harbor da cinereporter e cineamatori vennero sequestrate dalle autorità militari e tenute segrete per un anno, fino alla loro messa in onda attraverso un servizio News della Società Fox Movietone. Fin dai primi mesi del 1942, le forze armate impegnano il regista John Ford in un film di carattere propagandistico, December 7th.
SABATO 06/12/2025
Cinquant’anni dalla prima manifestazione femminista a Roma
L’offerta Rai Cultura
A cinquant’anni dalla prima grande manifestazione femminista a Roma, il 6 dicembre 1975, Rai Cultura offre un doppio appuntamento sabato 6 dicembre su Rai Storia. Si inizia alle 14.15 con la puntata di “Passato e Presente dedicata al femminismo e a Carla Lonzi: critica d'arte e poetessa tra le più influenti della sua generazione, Carla Lonzi è una delle figure più dirompenti del femminismo degli anni Settanta. Sul finire degli anni Sessanta decide di abbandonare l'attività professionale per dedicarsi anima e corpo alle battaglie delle donne. Partecipa, con posizione coraggiose e mai schematiche, al dibattito sull'aborto e sulla libertà sessuale. I suoi libri, come “Sputiamo su Hegel” e “La donna clitoridea”, dividono l'opinione pubblica e fanno discutere, anche all'interno del movimento stesso. La sua riflessione accompagna lo sviluppo del pensiero femminista, fino alla sua prematura scomparsa nel 1982. In studio, Paolo Mieli ne parla con la professoressa Silvia Salvatici.
A seguire, alle 17.30, sempre su Rai Storia, lo speciale di Marta La Licata “Diritti civili e conquiste” in onda per “Soggetto donna” che ripercorre gli anni Settanta e il movimento di conquiste civili che li caratterizza attraverso la testimonianza di due donne accomunate dall’impegno militante e dalla scrittura. Dacia Maraini e Adele Cambria, scomparsa da poco. L’una scrittrice di teatro e narrativa. L’altra giornalista. Due donne che hanno incrociato i loro destini dentro la palazzina romana in cui avevano sede il Teatro della Maddalena, gestito da sole donne, e la redazione della rivista Effe, il primo magazine del movimento femminista diffuso attraverso le edicole.
Passato e Presente
Il Teatro alla Scala di Milano
Progettato e costruito a tempo di record alla fine del ‘700, per volere dell’imperatrice d’Austria Maria Teresa, il tetro alla Scala di Milano è stato molto più che il tempio del bel canto. In occasione dell’inaugurazione della nuova stagione, il 7 dicembre, Paolo Mieli e la professoressa Valentina Villa ne parlano a “Passato e Presente”, in onda sabato 6 dicembre ore 20.30 su Rai Storia.
Nel corso dei suoi due secoli e mezzo di attività, ha rappresentato la più importante istituzione culturale del paese. Sul palco non si sono alternate solo le più importanti opere italiane, ma è andata in scena anche la storia d’Italia, dalle battaglie per il Risorgimento all’antifascismo, dalla ricostruzione dopo i bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale alla contestazione contro i privilegi dei più ricchi.
Cinema Italia
La tragedia di un uomo ridicolo
Una metafora del difficile rapporto genitori – figli, sullo sfondo della provincia italiana: la porta sul grande schermo, nel 1981, Bernardo Bertolucci, con il film drammatico “La tragedia di un uomo ridicolo”, in onda sabato 6 dicembre alle 21.10 su Rai Storia per il ciclo “Cinema Italia”. Nel cast Ugo Tognazzi, Anouk Aimée, Vittorio Caprioli, Renato Salvatori, Laura Morante. Girato quasi interamente nel parmense, patria di Bertolucci, il film ha per protagonista un piccolo imprenditore caseario, Primo Spaggiari, che si deve affrontare da una parte il rapimento del figlio e dall’altra il fallimento della propria azienda. “Lo so che sono ridicolo, l’ho scoperto quando avevo cinque anni. Però ho il mio stile”: così si definisce, nel film, Primo Spaggiari, nella memorabile interpretazione di Ugo Tognazzi che vinse il premio per il miglior attore al Festival di Cannes 1981 e ai Nastri d’argento 1982.
Documentario d’autore
“11 metri”, la storia di Agostino Di Bartolomei
Agostino Di Bartolomei, storico capitano del secondo scudetto romanista, il 30 maggio 1994 si tolse la vita nella sua villa di San Marco di Castellabate, in provincia di Salerno. Lo racconta il documentario “11 Metri” di Francesco Del Grosso in onda sabato 6 dicembre alle 23.00 su Rai Storia per il ciclo “Documentari d’autore”. Attraverso una raccolta di interviste a familiari, amici, colleghi, tifosi, personalità del mondo del calcio e dell’arte, arricchite da foto e immagini di repertorio pubbliche e private, “11 Metri” racconta le diverse sfaccettature di una personalità molto complessa. Il risultato è un ritratto intimo, con tutte le passioni e le debolezze, di un uomo e di un infaticabile professionista. La parabola esistenziale prima ancora che sportiva di una figura che ha segnato il panorama calcistico italiano degli anni Settanta e Ottanta, sulla quale registi e cantautori, giornalisti e scrittori, tifosi e addetti ai lavori, hanno cercato, ognuno a proprio modo, di rendergli omaggio.
