L’Ape musicale

rivista di musica, arti, cultura

 

Per i diritti, contro l'esternalizzazione

Riceviamo e pubblichiamo il comunicato dell'Unione Sindacale di Base che rappresenta i lavoratori e le lavoratrici (orchestra, coro, tecnici) del Festival Puccini di Torre del Lago

FESTIVAL PUCCINI 2025
DALLE AUTOCELEBRAZIONI AL SILENZIO SULLE RICHIESTE DEI LAVORATORI E DELLE LAVORATRICI.
ORA È CHIARO L’OBIETTIVO: ESTERNALIZZARE INTERI SETTORI DI LAVORO


Il 22 settembre 2025, mentre il Paese era attraversato dallo sciopero generale e dalle manifestazioni contro il genocidio in Palestina, a Torre del Lago si celebrava in conferenza stampa la chiusura della 71ª edizione del Festival Puccini, alla presenza del Presidente della Fondazione Fabrizio Miracolo e del Sindaco di Viareggio Giorgio del Ghingaro. Sul palco, tra autocelebrazioni e trionfalismi, si parlava di record di incassi, prestigio internazionale e progetti futuri. Nessuna parola, invece, per chi quel Festival lo costruisce concretamente ogni giorno: le lavoratrici e i lavoratori.
Si è parlato di crescita, di alleanze politiche ed economiche, persino di un possibile “grand hotel”. Ma si è deliberatamente ignorato ciò che davvero regge l’intera macchina del Festival: il lavoro di chi, spesso con contratti precari e salari insufficienti, garantisce ogni serata di spettacolo, in condizioni climatiche avverse, con orari sfiancanti e senza garanzie adeguate.
Nonostante le criticità ormai strutturali, le lavoratrici e i lavoratori hanno scelto di dare fiducia alla nuova Presidenza di Fabrizio Miracolo e al Consiglio di Amministrazione, arrivando perfino a revocare uno sciopero che avrebbe fermato la prima della Turandot. Lo hanno fatto confidando in aperture promesse: il ripristino del premio produzione per gli stagionali e la firma di un accordo integrativo biennale.
A Festival concluso è calato un silenzio totale e inaccettabile. Le OO.SS. hanno inoltrato numerose richieste di incontro alla dirigenza e alla Presidenza, ma non è giunta alcuna risposta né è stata data la minima certezza o un segnale di responsabilità. Il bilancio preventivo provvisorio 2026 non contempla nuovamente il premio produzione per il personale stagionale, facendoci arretrare di fatto al punto di partenza; l’accordo integrativo, già consegnato in bozza alla Fondazione, è stato ignorato ed estromesso dall’agenda. Le promesse avanzate a seguito della proclamazione e della successiva revoca dello sciopero sono state puntualmente disattese alla chiusura del Festival.
E poi, ieri 3 dicembre, l’arrivo di una comunicazione unilaterale (riportata in calce) che annuncia l’intenzione di esternalizzare Orchestra, Coro e Tecnici specializzati, senza alcuna convocazione delle OO.SS., né confronto, trasparenza o rispetto istituzionale.
Denunciamo con forza questa scelta e la modalità adottata.

L’esternalizzazione rappresenta un attacco diretto ai diritti, alla dignità e alla qualità stessa del lavoro. È un sistema che genera disuguaglianze strutturali, divisioni interne e una cultura basata sullo sfruttamento, la precarietà e la subalternità. È un modello di gestione che abbiamo contestato a più riprese e che riteniamo inaccettabile sotto ogni profilo: etico, normativo e organizzativo.
Ribadiamo con fermezza quanto già espresso nel corso delle trattative, che il personale deve essere assunto direttamente dalla Fondazione, senza deroghe né sistemi ibridi. Non accetteremo alcun processo di esternalizzazione, né tavoli che lo rendano possibile e non saremo complici di un modello che produce lavoratori di serie A e serie B. A maggior ragione, quando si parla di una Fondazione sostenuta da finanziamenti pubblici a livello statale, regionale e comunale, è fondamentale che tali risorse siano impiegate prioritariamente per garantire elevati standard di lavoro. Solo così la collaborazione con la Fondazione diventa realmente attrattiva per i lavoratori, conciliando qualità, professionalità, tutele e piena dignità del lavoro
Difenderemo con fermezza il diritto alla continuità e alla stabilità occupazionale di lavoratori e lavoratrici che da anni contribuiscono alla realizzazione a e alla crescita del Festival e accrescendo prestigio e profitti della Fondazione. Così come previsto anche dal contratto nazionale.

La cultura non può andare in scena a spese della precarietà, dei bassi salari e della sicurezza di chi lavora. Questo modello non è sostenibile, non è giusto e non è difendibile.
Per questo auspichiamo una mobilitazione immediata di tutto il personale dipendente della Fondazione; invitiamo al boicottaggio di ogni iniziativa della Fondazione e al sostegno attivo da parte delle lavoratrici e dei lavoratori delle altre fondazioni liriche e dei teatri italiani.

Non arretreremo di un passo.


“Spettabili OO.SS., con la presente comunichiamo che, in linea con gli altri enti teatrali italiani a noi equiparabili, a partire dall’anno 2026 valuteremo positivamente la possibilità di esternalizzare i servizi dell’Orchestra, del Coro e dei Tecnici specializzati.  Cordiali saluti “ 

 

 


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