Rapito
DOMENICA 14/12/2025
Passato e presente
Toro seduto. Grande capo Sioux
Condottiero in battaglia e guida spirituale del suo popolo, Toro Seduto è uno dei più famosi tra i nativi americani della storia. A 135 anni dalla scomparsa, Paolo Mieli e il professor Franco Cardini ne parlano a “Passato e Presente”, in onda domenica 14 dicembre alle 20.30 su Rai Storia.
Al suo nome si associa la più grande e rinomata vittoria in battaglia degli indiani contro l’esercito degli Stati Uniti: quella di Little Bighorn, per la quale Toro seduto riuscì a riunire una coalizione di Sioux, Cheyenne, Arapaho e altre tribù native, radunando oltre 3500 uomini. Al comando dell’esercito degli Stati Uniti, in quell’occasione, un'altra figura leggendaria dell’epopea del West: il Tenente Colonnello George Armstrong Custer, che, sconfitto, rimarrà ucciso insieme ai fratelli in quella sanguinosa battaglia.
Binario cinema
Rapito
Bologna, metà dell'Ottocento. Un gruppo di funzionari dello Stato Pontificio si presenta in casa dell'ebreo Salomone Mortara con l'ordine di portare via il suo sesto figlio, il piccolo Edgardo. A quanto pare il bambino, all'insaputa dei genitori, era stato battezzato quando aveva pochi mesi, e secondo le leggi del Vaticano non può crescere in una casa di ebrei. Il piccolo viene portato a Roma, in un collegio destinato ai figli degli ebrei convertiti. È l'inizio di una lunga e appassionata vicenda familiare e politica raccontata nel film di Marco Bellocchio, “Rapito”, in onda domenica 14 dicembre alle ore 21.10 su Rai Storia per il ciclo “Binario cinema”. Il film, interpretato da Fausto Russo Alessi, Paolo Pierobon, Fabrizio Gifuni, Filippo Timi, Barbara Ronchi, ha vinto sei Nastri d'argento (fra cui miglior film e miglior regia) e cinque David di Donatello.
LUNEDI’ 15/12/2025
Passato e Presente
Matrimoni e divorzi nell’antica Roma
Il matrimonio nell’antica Roma rappresenta una delle istituzioni più complesse e significative della vita sociale e giuridica. Non è solo un contratto tra famiglie, ma anche un meccanismo che determina alleanze politiche, cambiamenti culturali e aspettative sociali. È lo strumento attraverso cui si perpetuano i comuni valori e la futura discendenza legittima della gens, e diventa anche un’occasione per la donna di portare avanti un lungo e complesso cammino verso l’emancipazione.
Paolo Mieli e la professoressa Francesca Cenerini ne parlano a “Passato e Presente”, il programma di Rai Cultura in onda lunedì 15 dicembre alle 13.15 su Rai3 e alle 20.30 su Rai Storia.
Cronache dalla storia
Agrigento: Storie di tiranni
Città ricchissime che hanno lasciato un'eredità fondamentale nella storia del pensiero e dell'arte. Tra miti di fondazione, progetti di templi colossali, battaglie e leggende nere di tiranni, da Agrigento, l'antica Akragas, a “Cronache dalla storia”, in onda lunedì 15 dicembre alle 21.10 in prima visione su Rai Storia, Cristoforo Gorno racconta le vicende epiche dei Greci d'occidente, dalle origini alla conquista romana.
Italia. Viaggio nella bellezza
Nella mente degli uomini. Unesco 1945-2025
"Poiché le guerre hanno origine nello spirito degli uomini, è nello spirito degli uomini che si debbono innalzare le difese della pace". La citazione che apre l'Atto Costitutivo dell'Unesco (1945), riflette la sua missione: costruire la pace attraverso l'educazione e la cultura. A 80 anni dalla sua nascita, l’Organizzazione si trova a fronteggiare un conteso mondiale segnato da profondi sconvolgimenti: conflitti, crisi del multilateralismo e del concetto di cooperazione internazionale, messa in discussione del ruolo stesso delle Nazioni Unite. Eppure, l’Unesco riafferma la sua ragion d’essere e ritrova fiducia in sé stessa, proprio continuando a operare in tutti quei luoghi del pianeta che negli ultimi anni sono stati segnati dal terrorismo e dalle guerre: dai Balcani all’Afghanistan. Dal Mali all’Iraq. Dalla Siria all’Ucraina. Ricostruire il patrimonio e investire sull’educazione significa restituire ai popoli dignità, pace, identità e soprattutto, memoria. Lo racconta “Nella mente degli uomini. Unesco 1945-2025” di Brigida Gullo, con la regia di Eugenio Farioli Vecchioli, in onda lunedì 15 dicembre alle 21.40 in prima visione su Rai Storia per “Italia. Viaggio nella bellezza”.
In pochi avrebbero potuto immaginare che il secolo appena iniziato avrebbe visto, nei suoi primi anni, un nuovo ciclo di violenza e di conflitti che hanno spesso comportato la distruzione di siti del patrimonio mondiale. E di fronte a queste distruzioni, l’Unesco promuove la ricostruzione del patrimonio culturale come una priorità nei processi di ricostruzione postbellica. Come nel caso del ponte vecchio di Mostar; dei Buddha distrutti dai talebani nella Valle di Bamiyan, in Afghanistan; dei mausolei fatti saltare dagli integralisti islamici a Timbuctù, nel Mali; della città vecchia di Mosul, antica città irachena simbolo di convivenza, distrutta durante l'occupazione da parte dell’Isis.
Ma l’UNESCO è impegnata anche laddove i conflitti sono ancora in corso, come nel caso dell’Ucraina, con l’inserimento di Odessa nella World Heritage List. In tutto questo, l’Italia non ha soltanto il primato di siti iscritti nella lista, ma ha forse un primato ancora più importante, poco raccontato: una schiera di bravissimi architetti, conservatori, restauratori, consulenti che lavorano per l’Unesco nei luoghi più martoriati del pianeta per ricostruire ciò che è stato distrutto.
La puntata ospita gli interventi di Audrey Azoulay Direttrice Generale Unesco, Ernesto Ottone Ramirez Vicedirettore generale Unesco per la Cultura, Stefania Giannini Vicedirettrice generale Unesco per l’educazione, Lazare Eloundu Assomo Direttore del Centro del Patrimonio Mondiale dell’Unesco, Mounir Bouchenaki, Consigliere Speciale Unesco del Direttore Generale.
Cronache dal Rinascimento
La disfida di Barletta. Gli ultimi cavalieri
Il Regno di Napoli è conteso tra la Francia di Luigi XII e la Spagna di Ferdinando II. Nell'accordo di Granada del novembre 1500 i due sovrani non definiscono con inequivocabile precisione la spartizione del territorio. Ne nasce una lunga controversia, che vede protagonisti l'esercito francese e quello spagnolo. Gli Spagnoli sono in numero inferiore rispetto ai Francesi, e sono bloccati in una posizione di difesa di Barletta, che viene assediata dai francesi. Comincia da qui il viaggio di Cristoforo Gorno nella disfida di Barletta nell’appuntamento con “Cronache dal Rinascimento” in onda lunedì 15 dicembre alle 22.40 su Rai Storia. I rapporti fra spagnoli e italiani sono molto tesi, a causa delle privazioni dell'assedio. Per appianare i rapporti con gli italiani e per mostrare ai francesi un'immagine di forza, Consalvo da Cordoba organizza un banchetto. Vi sono invitati anche alcuni prigionieri francesi. Durante il banchetto i francesi ricevono una provocazione su volere strategico del capitano spagnolo. Sono infatti posti sullo stesso piano degli Italiani quanto a valore in armi. Il francese Guy de La Motte, offeso nell'orgoglio, si dichiara pronto a una sfida per stabilire la supremazia francese. Tredici cavalieri italiani, guidati da Ettore Fieramosca, combattono contro altrettanti cavalieri francesi. I Francesi vengono sconfitti e fatti prigionieri per non aver portato con sé il pegno pattuito. La libertà sarà loro restituita dietro pagamento del riscatto. Gli Italiani rientrano a Barletta, dove vengono accolti dalla città in festa.
MARTEDI’ 16/12/2025
Passato e Presente
Freya Stark. Viaggiatrice, avventuriera, spia
Esploratrice, scrittrice, fotografa, Dama del Regno inglese e amica intima della Regina Madre, ma soprattutto viaggiatrice solitaria e indomita; Freya Stark, classe 1893 è, fin dalla sua giovanissima età, animata da un profondissimo legame con il Medio Oriente percorso ed esplorato in lungo e in largo per 60 anni. Paolo Mieli e il professor Mauro Canali ne parlano a “Passato e Presente”, in onda martedì 16 dicembre alle 13.15 su Rai 3 e alle 20.30 su Rai Storia.
A partire dalla fine degli anni ’20, accompagnata della sua inseparabile Leica e un taccuino d’appunti, ha viaggiato da sola, in terre come la Siria l’Arabia l’Iraq e la Persia rischiando per ben 2 volte di morire a causa della sua cagionevole salute.
Poco prima dello scoppio della Seconda Guerra Mondiale mette a disposizione della Gran Bretagna le sue conoscenze del mondo arabo e partecipa attivamente alle operazioni d’Intelligence nel Medio Oriente con il Foreigner Office Inglese. Scrive trenta libri dove racconta la sua lunga e avventurosa, che termina nel 1993 in un luogo d’elezione, Asolo, nel cui cimitero comunale oggi riposa.
Un’epoca nuova, anni ‘60
Riformismo
Gli anni ‘60 pongono le basi di un cambiamento che prospetta grandi riforme economiche e sociali. È il decennio della rinascita, della rincorsa al benessere dopo gli anni durissimi della ricostruzione postbellica. Da qui parte il nuovo appuntamento con “Un’epoca nuova, anni ‘60”, con Umberto Broccoli, di Fabrizio Marini, regia di Leonardo Sicurello, in onda martedì 16 dicembre alle 21.10 in prima visione su Rai Storia.
L’ Italia è la cerniera geografica tra gli equilibri delle due potenze: quella americana e quella sovietica. E la politica è stretta tra le pulsioni conservatrici e le forze del grande sostegno popolare che chiedono il cambiamento. La nuova frontiera del Presidente Americano Kennedy e l’apertura del Concilio Vaticano II saranno processi irreversibili, con cui la politica e le forze sociali dovranno necessariamente confrontarsi. In questa puntata interverranno Umberto Gentiloni e Daniela Saresella e il giovane divulgatore storico Guido Damini.
Nel secolo breve
Indira Gandhi, la signora d'acciaio
Indira Gandhi è stata la prima e unica donna a capo di una democrazia popolata da centinaia di milioni di persone: l’India. È lei la protagonista dell’appuntamento con “Nel secolo breve”, con Paolo Mieli, in onda martedì 16 dicembre alle 22.10 su Rai Storia. Ha governato per circa venti anni una nazione multireligiosa, afflitta da povertà, carestie e ingiustizia sociale. Ma anche una nascente potenza militare ed economica. Dopo più di un secolo di dominio coloniale britannico, Indira trasforma l'India in una democrazia solida e indipendente, con un programma laico che per la prima volta si rivolge ai più poveri, promuove l’emancipazione delle donne e realizza grandi riforme. Per gli ultimi è Mamma India, per gli altri è Durga, la divinità guerriera. Amata e odiata in egual misura, la sua vita è una saga epica di faide, errori e tradimenti. Primo ministro, salvo rare pause, dal 1966 fino alla sua morte violenta avvenuta il 31 ottobre 1984, Indira Gandhi ha dominato la scena politica asiatica. Ma il suo lascito politico è discusso e controverso.
MERCOLEDI’ 17/12/2025
Passato e Presente
Grande Guerra. L’odissea dei prigionieri
Seicentomila: tanti sono i soldati italiani fatti prigionieri durante la Prima guerra mondiale e portati nei campi di prigionia di Austria e Germania. La loro è una vera e propria Odissea. Le condizioni della detenzione sono durissime, al punto che centomila di loro moriranno di malattie, di fame e di stenti. Paolo Mieli e il professor Alessandro Barbero ne parlano nella puntata di Passato e presente in onda mercoledì 17 dicembre alle 13.15 su Rai3 e alle 20.30 su Rai Storia. L’Austria e la Germania, strette nella morsa del blocco navale imposto dai paesi dell’Intesa, non riescono a sfamare i loro cittadini e i loro soldati, tantomeno le centinaia di migliaia di prigionieri che affollano i loro lager. Così chiedono ai paesi dell’Intesa di provvedere al loro sostentamento inviando aiuti alimentari. Francia e Inghilterra accettano, l’Italia no. Il governo italiano e il Comando supremo dell’esercito, in primo luogo il generale Cadorna, sono convinti infatti che molti soldati italiani abbiano disertato o si siano arresi al nemico senza combattere, specie a Caporetto. La decisione di non inviare aiuti serve a punire i prigionieri, ma anche a dissuadere i soldati ancora in guerra dall’assumere lo stesso comportamento. Per quei prigionieri che sopravviveranno e torneranno in patria il rientro sarà molto difficile. In molti casi verranno accolti come dei traditori.
L'Italia della Repubblica
Gli anni di Craxi e del Pentapartito
Tra il 1981 e il 1991 l’Italia attraversa una stagione di relativa stabilità politica, garantita da un’inedita formula, il Pentapartito: un’alleanza paritaria tra DC, PSI e partiti laici che prevedeva l’alternanza alla guida del governo di esponenti di tutti gli elementi della coalizione. Se il decennio si apre con la novità di un governo affidato a un presidente del consiglio non democristiano, il repubblicano Giovanni Spadolini, è però il leader del PSI Bettino Craxi a guidare l’esperienza più incisiva. Lo racconta l’appuntamento con “L’Italia della Repubblica”, la serie di Clemente Volpini, Davide Savelli e Luca Cambi, con l’introduzione di Paolo Mieli e il contributo degli storici Simona Colarizi e Marco Angelo Gervasoni, in onda mercoledì 17 dicembre alle 21.10 su Rai Storia. Ospite in studio, intervistato da Michele Astori, il giornalista e scrittore Marcello Sorgi, che si occupa da molti anni di cronaca politica.
È durante il governo Craxi che viene stipulato un nuovo Concordato con il Vaticano, si avviano alcune importanti riforme (come il taglio della contingenza), e si esercita una politica estera più autonoma. Sono anche anni in cui l’economia italiana attraversa una fase di notevole modernizzazione. Ma questioni irrisolte minacciano una stabilità più vantata che reale. Una corruzione sempre più dilagante, lo sfilacciamento del rapporto tra i partiti e il Paese reale, la rivalità tra i partiti che rende la coalizione fragile, concorrono a decretare la fine del sistema politico che oggi chiamiamo “Prima Repubblica”.
La distanza storica consente oggi un’interpretazione più equilibrata di quelle vicende. Nonostante i suoi limiti, gli anni di Craxi e del Pentapartito furono anche quelli in cui le istituzioni fecero fronte a problemi complessi, dalle tendenze eversive ai colpi di coda della guerra fredda.
Il racconto darà anche voce, attraverso materiali di repertorio, ad alcuni dei protagonisti dell’epoca come Bettino Craxi e Giuliano Amato.
GIOVEDI’ 18/12/2025
Passato e Presente
La Roma di Anna Magnani
Incarnazione della romanità e antidiva per eccellenza, Anna Magnani ha avuto con Roma un rapporto osmotico. Roma è il suo luogo di nascita e di elezione: la città che ha scelto e che l’ha scelta, per rappresentarla sullo schermo e riconoscersi nella popolana Nannarella. Paolo Mieli e la professoressa Ivelise Perniola ne parlano a “Passato e Presente in onda giovedì 18 dicembre alle 13.15 su Rai 3 e alle 20.30 su Rai Storia. La capitale è il trait d’union tra la natura e l’opera dell’attrice, che attraversa quarant’anni di storia del nostro Paese. Dal cinema degli anni Quaranta con il ruolo della vita in Roma città aperta, alla critica sociale lambita nei Cinquanta di Bellissima; dall’altra faccia del boom degli anni Sessanta, con le miserie della borgata romana di Mamma Roma, fino al disincanto dei Settanta raccontato da Roma di Fellini, ultima apparizione cinematografica di Anna Magnani nel ruolo di sé stessa. I funerali dell’attrice nella sua città richiamano centocinquantamila persone, quale ultima testimonianza di un legame – quello tra Nannarella e Roma – eterno. Maria Sole Sanasi ripercorre, nei luoghi più rappresentativi della città, le tappe di questo fecondo rapporto da cui sono nati intramontabili capolavori.
a.C.d.C.
Chateau Gaillard. La fortezza di Cuor di Leone
Un viaggio in Normandia alla scoperta del castello di Chateau Gaillard: lo percorre l’appuntamento con “a.C.d.C.”, in onda giovedì 18 dicembre alle 21.10 su Rai Storia, con l’introduzione del professor Alessandro Barbero. Voluta per fermare l’avanzata del re di Francia Filippo Augusto in Normandia e proteggere il suo ducato, nel 1196 Riccardo Cuor di Leone Re d’Inghilterra fa costruire sulle rive della Senna questa fortezza strategica, esempio di architettura militare medievale molto avanzata per il tempo e ritenuta inespugnabile. Con la morte del Re d’Inghilterra, l’erede al trono Giovanni Senzaterra, affida il comando del castello a Roger de Lacy. Spetterà a quest’ultimo cercare di resistere all’assedio delle truppe francesi.
5000 anni e +. La lunga storia dell’umanità
Egitto Svelato. L'impresa di Champollion
Decifrando l'antico codice geroglifico, Jean-François Champollion ha restituito le parole a una civiltà millenaria e misteriosa, ma dietro la sua impresa leggendaria c'era un fratello di cui si sa poco e che ha reso tutto possibile. Un personaggio al centro dell’appuntamento con Giorgio Zanchini e con “5000 anni e più. La lunga storia dell’umanità”, in onda giovedì 18 dicembre alle 22.10 su Rai Storia. La nuova corrispondenza scoperta tra Jean-François Champollion e suo fratello Jacques-Joseph permette ora di comprendere appieno come un giovane genio autodidatta sia stato in grado di fare una delle scoperte più importanti del XIX secolo. Senza l'instancabile sostegno e l'astuzia del fratello maggiore, Jean-François non sarebbe mai riuscito a risolvere questo ardente enigma internazionale. Attraverso sequenze animate, utilizzando la loro corrispondenza privata, archivi e con l'aiuto di esperti, il filmato ripercorre questa avventura scientifica, umana e intellettuale di cui nel 2022 è stato celebrato il bicentenario.
VENERDÌ 19/12/2025
Passato e Presente
Silvio Spavent,a uomo dello Stato
Silvio Spaventa è stato tra i politici della Destra storica eletti nel primo Parlamento unitario del 1861, tra quelli che più di tutti si sono battuti perché il neo Stato italiano si munisse di leggi a garanzia degli interessi comuni. Una visione teoricamente condivisa dalla maggioranza ma respinta nei fatti, come quando il suo disegno di legge per nazionalizzare il comparto ferroviario, viene bocciato sonoramente con la complicità dei franchi tiratori della maggioranza.
Paolo Mieli e il professor Fulvio Cammarano ne parlano a “Passato e Presente”, in onda venerdì 19 dicembre alle 13.15 su Rai3 e alle 20.30 su Rai Storia.
Poco prima di morire, Spaventa sollecita con successo il Premier Francesco Crispi a istituire la IV Sezione del Consiglio di Stato, l’organo preposto a giudicare le controversie tra i cittadini e le autorità statali. Una legge tutt’ora vigente in Italia.
La vera storia di Walt Disney
Un’intima biografia in due puntate su uno dei narratori più influenti d’America, dai primi cortometraggi alla creazione di Disneyland, il parco a tema nel quale i suoi film diventano realtà: è “La vera storia di Walt Disney” in onda venerdì 19 e venerdì 26 dicembre alle 21.10 in prima visione su Rai Storia con l’introduzione e la contestualizzazione del professor Emilio Gentile.
Se la sua opera è conosciuta in tutto il mondo, la sua personalità appare un vero enigma. Per molti, era esattamente come appariva in video, il rassicurante zio Walt, schivo ed entusiasta. Per altri, aveva un carattere dominante e quasi tirannico nella gestione dei suoi studios, anche nei confronti del suo socio e fratello maggiore Roy. Anche la sua opera divide anche la critica tra detrattori e ammiratori.
SABATO 20/12/2025
Passato e Presente
I Carolingi. Parabola di una dinastia
Quando si parla di Carolingi ci si riferisce ai discendenti di Pipino II di Heristal, il padre di Carlo Martello, vincitore contro i saraceni nella battaglia di Poitiers. Ma i Carolingi non sapevano di essere Carolingi nella loro epoca. Infatti, mentre i Merovingi erano una dinastia di re franchi, con un nome distintivo coevo che identificava tutta la discendenza reale, l’autorità dei re carolingi si impose con un colpo di stato. Così essi vissero a lungo il pregiudizio di un’ascendenza da funzionari di corte, una sorta di marchio di illegittimità, che le conquiste di re Carlo provvederanno a cancellare. Paolo Mieli e il prof. Giuseppe Albertoni ne parlano a Passato e presente in onda sabato 20 dicembre ore 20.30 su Rai Storia.
Cinema Italia
Regalo di Natale
Alla Vigilia di Natale, Lele, Ugo, Stefano e Franco, quattro amici d’antica data, di nascosto dai propri cari, si ritrovano in una villa a giocare a poker con una quinta persona, l’avvocato Santelia, un signore di cui poco si sa, se non che sarebbe un industriale assai facoltoso. E' la storia raccontata da Pupi Avati nel film “Regalo di Natale”, in onda sabato 20 dicembre alle 21.10 su Rai Storia per il ciclo “Cinema Italia”. Tra gli interpreti Carlo Delle PIane (Coppa Volpi alla Mostra del Cinema di Venezia per la miglior interpretazione maschile), Diego Abatantuono (Nastro d’argento), Gianni Cavina, George Eastman, Alessandro Haber.
Documentario d’autore
Il fronte interno
Settembre 2019. Il reporter di guerra Domenico Quirico, per quattro decenni testimone oculare e narratore di conflitti e crisi umanitarie in tutto il mondo, parte insieme ad una piccola troupe per un viaggio in Italia alla ricerca delle radici e del significato della povertà. È “Il fronte interno” di Paola Piacenza, in onda sabato 20 dicembre alle 22.45 su Rai Storia per il ciclo “Documentari d’autore”.
