Concerti, danza, incontri ed eventi speciali
LA STAGIONE 2026
La Fondazione del Teatro Grande presenta la Stagione 2026, un ricco e variegato palinsesto di spettacoli che, abbracciando i diversi generi dello spettacolo dal vivo, intende proseguire il percorso intrapreso negli anni contraddistinto dalla capacità di portare a Brescia alcune tra le più importanti eccellenze artistiche internazionali, valorizzando al contempo i talenti emergenti e dando spazio anche a progetti finalizzati a incrementare il benessere di comunità. Un programma di ampio respiro internazionale che presenta artisti, compagnie di danza e gruppi orchestrali provenienti da diciassette Paesi del mondo.
Il filo rosso che lega molti appuntamenti della Stagione 2026 è il tema del doppio inteso sia come affinità sia come contrasto: dalla musica alla danza, la Stagione mette in dialogo e a confronto artisti contemporanei ma anche artisti appartenenti a storie, geografie ed epoche differenti. In una società contemporanea sempre più dominata da conflitti, violenza e separazioni la Fondazione del Teatro Grande avverte la necessità di tessere trame di appartenenze e consonanze artistiche e sociali, di cercare ciò che unisce piuttosto che ciò che divide, affidando all’arte e alla cultura il compito di ricucire legami e speranze della collettività.
Dalle grandi orchestre agli appuntamenti con il repertorio cameristico, dalle performance di danza contemporanea ai progetti per i più giovani, fino alle iniziative che mettono in dialogo diverse discipline artistiche con la città, la Stagione 2026 saprà valorizzare tutti gli spazi di scena del Teatro – la Sala Grande, il settecentesco Ridotto, il Salone delle Scenografie e l’affascinante Sala Palcoscenico Borsoni – ma si sposterà anche fuori dalle mura del Teatro per iniziative specifiche di coinvolgimento del territorio.
Ne è un esempio Il Grande in Provincia, progetto realizzato nei mesi estivi con la Provincia di Brescia, in collaborazione con la Fondazione Provincia di Brescia Eventi e con le diverse realtà del territorio provincialeche aderiranno all’iniziativa: l’obiettivo è quello di diffondere la bellezza della musica nei Comuni della provincia bresciana, toccando anche siti di rilevanza culturale e paesaggistica in un’ottica di valorizzazione territoriale.
Oltre agli spettacoli di musica e danza e alle iniziative presentate nelle prossime pagine, come da tradizione, nella seconda metà dell’anno sarà collocata la Stagione Opera e Balletto che avrà una presentazione dedicata dei titoli in cartellone.
Grande novità della Stagione sarà la nascita in autunno del Brescia Storia Festival – in collaborazione con gli Editori Laterza – per comprendere e riflettere sui grandi temi del presente attraverso la lented’ingrandimento della Storia.
Oltre alle attività di spettacolo, si conferma inoltre l’attenzione verso temi di rilievo sociale, come quelli dell’inclusione, dell’accessibilità e del riequilibrio culturale: nel corso dell’anno ritroveremo infatti le attività del progetto OPEN. Il Grande accessibile, dedicato alle persone con disabilità sensoriali e cognitive, vincitore del Premio Cultura + Impresa e della menzione speciale per la “Digital Innovation in Arts”; proseguirà il lavoro sulla rete Grande Comunità che, partecipata da 18 soggetti, diffonde la bellezza della musica anche nei contesti più fragili, coinvolgendo alcune delle più emblematiche realtà socio-assistenziali della città; nel Salone delle Scenografie continueranno gli appuntamenti settimanali del martedì mattina con la pratica di danza Dance Well, rivolta prevalentemente alle persone che convivono con il Parkinson, ma non solo.
Proseguirà l’importante progetto The Youth Club – sostenuto da Fondazione Cariplo – pensato per avvicinare i più giovani al teatro con l’obiettivo di contrastare la povertà educativa, ridurre le disuguaglianze e favorire la partecipazione attiva delle nuove generazioni alla vita culturale.
Nel 2026 la Fondazione darà inoltre avvio al progetto Intrecci realizzato nell’ambito del Piano Strategico di Welfare Culturale del Comune di Brescia: un articolato paniere di azioni – tra spettacoli, laboratori e progettidi partecipazione – che renderà ancora più capillare la presenza della Fondazione del Teatro Grande nel territorio cittadino, con una particolare attenzione ai quartieri con maggiori problematiche educative e socio-culturali.
Durante tutto l’anno proseguirà l’impegno nei progetti di turismo culturale che hanno l’obiettivo di valorizzare il Grande nella sua qualità di bene architettonico dall’alto valore storico-artistico: oltre alle aperture del fine settimana del Caffè del Teatro Grande – Berlucchi (sabato e domenica dalle 10.00 alle 20.00), che contempleranno anche alcuni venerdì sera con gli Aperitivi in jazz, il Teatro aprirà le sue porte ai visitatori offrendo durante l’anno la possibilità di scoprire storia e aneddoti che hanno reso il Grande celebre in tutto il mondo attraverso un ventaglio di percorsi di visita per tutte le età. Questi appuntamenti saranno un’occasione per far conoscere al pubblico anche l’importante impegno che la Fondazione mette costantemente in campo per la conservazione e il restauro degli spazi del Teatro.
GLI APPUNTAMENTI CON LA DANZA
Il cartellone 2026 offrirà al pubblico la possibilità di apprezzare – per la prima volta a Brescia – i lavori di compagnie e coreografi del contesto italiano e internazionale, accogliendo realtà affermate, ma anche artisti emergenti e progetti peculiari che mettono in luce nuovi orizzonti della danza.
La Stagione si aprirà ufficialmente domenica 1 febbraio alle ore 20.00 con uno spettacolo di respiro internazionale: l’acclamata compagnia olandese Nederlands Dans Theater | NDT 2 – che vanta collaborazioni con alcuni dei più noti artisti al mondo, sia legati al mondo della danza sia provenienti da altre discipline – porterà sulle tavole del Grande un trittico composto da tre differenti coreografie ideate da alcuni tra i più affermati coreografi contemporanei. Si inizierà con FIT di Alexander Ekman, un lavoro che indaga la corporeità e la giustapposizione di forme, seguendo ora l’armonia ora la dissonanza dei corpi che di volta in volta entrano in relazione tra loro. A seguire verrà proposto Wir sagen uns Dunkles di Marco Goecke, un lavoro nato in studio dalla stretta collaborazione tra coreografo e danzatori: la coreografia si sviluppa su una variopinta tessitura musicale che spazia dai brani rock dei Placebo a pezzi classici di Franz Schubert e Alfred Schnittke. Chiuderà il programma il visionario lavoro Folkå di Marcos Morau, una creazione che invita a soffermarsi sul presente, a sganciarsi dalla frenesia contemporanea per raccogliere l’eredità del tempo che scorre.
Mercoledì 18 febbraio si terrà la prima delle due “serate danza” previste nella Stagione 2026, un’occasione per apprezzare il lavoro di due coreografi che con i loro stili gettano nuovi sguardi sulla danza italiana. Alleore 19.00 e alle ore 21.00 verrà proposto in Salone delle Scenografie il lavoro Nico, Desertshore del giovane coreografo e performer Giovanfrancesco Giannini, un concerto di danza ispirato alla musica, alla voce e all’universo di Christa Päffgen, in arte Nico, musa dei Velvet Underground. Le tracce del suo album culto Desertshore (1970) diventano la partitura sonora della performance, in cui i corpi dei danzatori costruiscono un paesaggio visivo denso, inquieto, attraversato da echi di memoria e poesia. Alle ore 20.00 in Sala Palcoscenico Borsoni si esibirà Annamaria Ajmone con il lavoro dal titolo I pianti e i lamenti dei pesci fossili, un’opera che tocca la poetica del confine tra ciò che è organico e ciò che è inorganico, tra vita e non-vita, un confine di cui il fossile si fa testimonianza materiale ed esempio poetico. Sul palco, oltre alla stessa Annamaria Ajmone – da sempre interessata allo studio del corpo e delle sue capacità di trasformazione – si esibirà nella danza e nell’espressione vocale anche la performer Veza Maria Fernandez.
La Sala Grande accoglierà venerdì 13 marzo alle ore 20.00 un lavoro di Anne Teresa De Keersmaeker, figura culto della danza mondiale, e del coreografo Radouan Mriziga, tra le voci più interessanti della nuova generazione. La ricerca spazio-temporale, la polverizzazione minimal, la reiterazione e la musica sempre al centro delle creazioni sono le caratteristiche distintive della De Keersmaeker, note che richiamano le rigorose geometrie post-moderne dell’americana Lucinda Childs e certe asprezze e angolosità di Pina Bausch. Il lavoro di Mriziga si distingue per la ricerca della relazione del corpo danzante con il pubblico oltre la pura esperienza estetica della performance. Il Cimento dell’Armonia e dell’Inventione è uno spettacolo che si concentra sull’esplorazione del celebre ciclo vivaldiano Le Quattro Stagioni, affrontando temi quali l’ambiente, la natura e il suo mutare, la crisi climatica attraverso sapienti disegni coreografici.
Sabato 11 aprile alle ore 20.00 sarà protagonista sempre in Sala Grande la compagnia cinese TAO Dance Theater che si esibirà in una ricercata costruzione coreografica dal titolo 16&17. Tra le realtà cinesi di danza più richieste sulla scena mondiale, TAO Dance Theater, Leone d’argento alla Biennale di Venezia – fondata da Tao Ye e Duan Ni – ha raccolto l’attenzione dei palcoscenici internazionali attraverso i progetti coreografici della Numerical Series. Lo spettacolo rappresentato al Teatro Grande si compone proprio di due coreografie inserite in questo catalogo, entrambe firmate da Tao Ye, fondatore, coreografo e direttore artistico della compagnia. 16 è il quindicesimo lavoro della “Serie numerica” ed è ispirato ai giochi Dragon Dance e Snake. Sedici danzatori sono collegati e disposti in una coda lineare. Nel processo di fluire, ruotare e marciare, le fluttuazioni di energia tra i danzatori sono trasmesse ininterrottamente dall’inizio alla fine, dispiegando le dinamiche di sovrapposizione del flusso nello spazio. 17 è il sedicesimo lavoro della Serie e vede diciassette danzatori disperdersi e riunirsi, apparentemente in disordine, lavorando sulla forma del suono unita al movimento del corpo.
Sabato 19 settembre il palinsesto danza proseguirà con un appuntamento che verrà realizzato in uno spazio cittadino in via di definizione. La coreografa Anna Basti è stata infatti invitata a presentare a Brescia Le classique c’est chic!, un progetto aperto a chiunque abbia l’obiettivo di decostruire l’immaginario della tecnica della danza classica per offrire a più persone possibili uno strumento di comprensione e di riappropriazione del proprio corpo. La “performance-lezione” che verrà proposta a non professionisti e a non professioniste del settore riprende la struttura di una tipica lezione di danza classica, ma è strettamente legata al luogo che accoglie il progetto: il dialogo tra la danza e lo spazio urbano genererà un effetto straniante sia per i partecipanti sia per il pubblico che osserverà la lezione.
Gli appuntamenti in Teatro riprenderanno venerdì 2 ottobre alle ore 20.00 in Sala Grande con il ritorno della compagnia spagnola La Veronal: acclamata in tutto il mondo, La Veronal è composta da artisti provenienti da diversi ambiti disciplinari, fra cui danza, cinema, fotografia e letteratura, e ha presentato i suoi lavori in prestigiosi festival e teatri internazionali. È guidata dall’affermato coreografo valenciano Marcos Morau che nel corso della sua carriera ha ricevuto il National Dance Award dal Ministero della Cultura spagnolo e il Premio Danza&Danza 2022 come miglior coreografo. Marcos Morau è stato nominato Cavaliere dell’Ordine delle Arti e delle Lettere dal Ministero della Cultura francese, è Artista associato di Triennale Milano Teatro ed è stato recentemente premiato come miglior coreografo dell’anno dalla prestigiosa rivista tedesca TANZ, riconoscimento che peraltro aveva già ricevuto anche nel 2023. Al Teatro Grande porterà nella Stagione 2026 il lavoro Sonoma, in cui nove danzatrici saranno protagoniste assolute, muovendosi quasi sempre compatte in una scena che richiama un luogo onirico, a metà tra il sogno e la finzione, tra l’umano e lo straordinario. Un potente e magistrale lavoro che rende omaggio al regista d'avanguardia del XX secolo Luis Buñuel, da sempre fonte d’ispirazione per il coreografo spagnolo Marcos Morau.
Mercoledì 21 ottobre alle ore 20.00 – sempre in Sala Grande – la compagnia A.I.M by Kyle Abraham si esibirà in Cassette Vol. 1, uno spettacolo dall’energia dirompente che attraverso la danza saprà nostalgicamente rievocare i ricordi del pubblico in sala. Negli ultimi due decenni Kyle Abraham si è affermato a livello internazionale per le sue opere che intrecciano la cultura afroamericana e i diversi linguaggi della danza contemporanea. Oltre a creare opere su commissione per compagnie come il New York City Ballet e il Royal Ballet, una parte centrale della sua pratica artistica si svolge con la sua compagnia, A.I.M by Kyle Abraham. In Cassette Vol. 1 il coreografo rende omaggio alla musica degli anni ‘80 e dei primi anni ‘90, ispirandosi alle icone postmoderne e alla cultura queer degli anni ‘80: sulle note che hanno contraddistinto un decennio, i danzatori danno vita a uno spettacolo dal forte impatto visivo ed emotivo, che saprà al contempo divertire e commuovere il pubblico.
Il cartellone si chiuderà con la seconda “serata danza” dell’anno, in programma mercoledì 28 ottobre, che ancora una volta darà spazio alla coreografia italiana attraverso due performance che hanno come minimo comun denominatore il concetto di tempo. Alle ore 19.00 e alle ore 21.30 in Salone delle Scenografie YoY Performing Arts – giovanissima compagnia che esplora contaminazioni e nuove forme espressive attraversola fusione di danza, musica e arti visive – presenterà la performance Ti ricordi il futuro?: ispirato alla mostra personale di Valerio Berruti “C’è troppa luce per non credere nella luce”, lo spettacolo si interroga sui temi legati al futuro e all’utopia, in una paradossale contrapposizione tra passato, presente e ciò che verrà. In Sala Palcoscenico Borsoni alle ore 20.00 Stefania Tansini – coreografa e danzatrice premiata con numerosi riconoscimenti, tra cui il Premio Ubu 2022 come miglior performer under 35 – sarà interprete, in prima italiana, di Madeleine, spettacolo che si ispira al celebre “passaggio della madeleine”, ne La Recherche di Marcel Proust, in cui un ricordo improvviso viene suscitato dall’assaggio di una madeleine: Stefania Tansini indaga attraverso questa performance come le esperienze sensoriali possano far collassare passato e presente, decostruendo il senso stesso di tempo.
GLI APPUNTAMENTI CON LA MUSICA
La Stagione musicale 2026 – che da diversi anni tramanda il nome e il prestigioso lavoro della storica Società dei Concerti del Teatro Grande – si contraddistingue per la presenza di ospiti internazionali, interpreti d’eccezione e compagini tra le più rinomate del panorama contemporaneo, affiancando altresì giovani talenti del contesto nazionale ed europeo.
Alcuni appuntamenti musicali offriranno l’occasione per invitare a una riflessione sul passato e su tematiche di rilievo storico e sociale: ne sono un esempio il Giorno della Memoria per la commemorazione delle vittime dell’Olocausto (27 gennaio) e il Giorno della memoria delle vittime del terrorismo e delle stragi (9 maggio).
Gli appuntamenti prenderanno avvio venerdì 23 gennaio alle ore 20.00 nel Ridotto del Teatro con Incontri tra Filosofia e Musica, una lezione-concerto interpretata dall’oboista Massimiliano Salmi e dal pianista Ruggero Ruocco, arricchita da un intervento del professore Augusto Mazzoni che, attraverso l’ascolto di brani compostiappositamente per oboe e pianoforte, indagherà il rapporto stretto fra due discipline apparentemente distanti: musica e filosofia. Il programma della serata prevede l’esecuzione della Sonata per oboe e pianoforte di Paul Hindemith e la prima esecuzione pubblica di due composizioni di Emanuele Severino: Due piccoli canti antichi per oboe solo e Quattro pezzi per oboe e pianoforte.
Martedì 27 gennaio alle ore 20.00, in occasione del Giorno della Memoria, il Quartetto d’Archi di Torino si esibirà nel Salone delle Scenografie proponendo un programma che accosta il Quartetto n. 8, op. 110 di Dmitrij Šostakovič – opera che il compositore russo in persona decise di suggellare con la dedica “Alle vittime del fascismo e della guerra” – e Different Trains, nota partitura del compositore americano Steve Reich. Si esibiranno Edoardo De Angelis e Umberto Fantini ai violini, Andrea Repetto alla viola e Manuel Zigante al violoncello. Il concerto del 27 gennaio sarà come di consueto realizzato in collaborazione con la Casa dellaMemoria di Brescia.
Martedì 3 febbraio alle ore 20.00 il Ridotto del Teatro Grande accoglierà il concerto Trio con dedica delle giovani musiciste del Trio Hèrmes. Formato da Ginevra Bassetti (violino), Francesca Giglio (violoncello) e GretaMaria Lobefaro (pianoforte), il Trio Hèrmes si è imposto all’attenzione del panorama musicale nazionale e internazionale per le eccellenti qualità artistiche, esibendosi in festival e Stagioni di particolare prestigio. Nella serata del 3 febbraio il Trio Hèrmes proporrà al pubblico due celebri trii per pianoforte, violino e violoncello: il primo composto da Beethoven e da lui dedicato all’allora Arciduca d’Austria Rodolfo d’Asburgo, il secondo scritto dal compositore e musicologo novecentesco Ildebrando Pizzetti e dedicato alla sua seconda moglie “Rirì”.
In Sala Grande il primo grande appuntamento con la musica vedrà il ritorno di uno tra i più noti direttori d’orchestra al mondo: martedì 10 febbraio alle ore 20.00 Teodor Currentzis dirigerà la musicAeterna Orchestra – compagine di cui è fondatore e direttore artistico – portando un programma in onore dei 150 anni dalla prima assoluta de L’anello del Nibelungo, tetralogia wagneriana per eccellenza. Il concerto sarà un omaggio al compositore tedesco grazie all’esecuzione della suite sinfonica Der Ring ohne Worte – L’anello senza parole, realizzata nel 1987 da Lorin Maazel. Figura di culto della scena musicale internazionale Teodor Currentzis si è esibito per la prima volta a Brescia nella Stagione 2023 del Teatro Grande alla guida della sua Orchestra UTOPIA composta da musiciste e musicisti provenienti da trenta Paesi.
Lunedì 16 febbraio alle ore 20.00, la giovane e talentuosa pianista Costanza Principe, vincitrice di numerosi premi in concorsi pianistici internazionali, tra i quali il Lilian Davies Prize della Royal Academy of Music a Londra, proporrà un itinerario da Bach a John Cage, confrontando partiture di epoca barocca con pagine del repertorio novecentesco che hanno fatto la storia dello strumento. Il concerto, dal titolo Da Bach a Cage: dialoghi sul suono e sul silenzio, si terrà nel Ridotto del Teatro Grande e creerà nell’accostamento proposto un suggestivo dialogo tra stili diversi.
Altro ritorno previsto nella Stagione 2026 sarà quello del pianista, compositore e sound designer Paolo Gorini, che si esibirà martedì 3 marzo alle ore 20.00 in Sala Palcoscenico Borsoni con il soprano canadese Elisabeth Hetherington. Sing me your story è una performance che punta a esplorare l’evoluzione del genere romantico,intersecando la musica di un passato lontano con quella popolare più recente. Gli originali arrangiamenti di Paolo Gorini e la splendida voce di Elisabeth Hetherington accompagneranno la platea in un suggestivo intreccio musicale che si dipanerà dalle note di Yesterday dei Beatles, alle Quattro Canzoni popolari di Luciano Berio, fino a No Surprises dei Radiohead.
Il mese di marzo vanterà tre sofisticati appuntamenti musicali, due dei quali vedranno protagonista l’Ensemble del Teatro Grande. Martedì 10 marzo alle ore 20.00 e domenica 29 marzo alle ore 11.00, il Ridotto accoglieràla formazione musicale residente della Fondazione del Teatro Grande in due concerti, che metteranno in luce il genio compositivo di Johannes Brahms attraverso l’accostamento con altri celebri compositori del novecento. Il 10 marzo sarà la volta di Gustav Mahler, in un imperdibile testa a testa sulle note romantiche dei Lieder interpretate dal pianoforte di Andrea Rebaudengo e dal baritono Mauro Borgioni. Cambio di formazione per l’appuntamento del 29 marzo, dove il Trio op. 114 del celebre compositore amburghese sarà messo a confronto con il Maestro Nino Rota e il suo Trio per clarinetto, violoncello e pianoforte, entrambi eseguiti da Anton Dressler al clarinetto, Paolo Bonomini al violoncello e Andrea Rebaudengo al pianoforte.
Venerdì 27 marzo alle ore 20.00, nella cornice del Salone delle Scenografie, la cantante e suonatrice di oud tunisina Sarra Douik sarà la voce protagonista di Nawā, un ensemble di quattro elementi il cui paesaggio sonoro fonde narrazione poetica, jazz contemporaneo, lingue e tradizioni arabe e nordafricane. Il quartetto, nato dall’incontro tra la violoncellista Adèle Viret e la cantante e oudista Sarra Douik, prende il nome dalla parola araba “nawā” che ha il duplice significato di “seme” e di “intenzione”, a simboleggiare la poetica nata da influenze diverse e volta a raccontare storie di culture che si intrecciano. Si esibiranno durante la serata SarraDouik (oud e voce), Adèle Viret (violoncello), Zé Almeida (contrabbasso) e Pierre Hurty (percussioni).
Altro importante ritorno sarà quello del Maestro Mario Brunello, direttore, musicista da camera e pioniere di nuove sonorità, che dirigerà giovedì 16 aprile alle ore 20.00 in Sala Grande i Solisti Aquilani, formazione da sempre impegnata in diversi repertori musicali, dal barocco al contemporaneo. Il Maestro Brunello, per l’occasione in veste sia di direttore sia di violoncello solista, dirigerà l’esecuzione di due brani di Schubert e di Moisej Samuilovič Vajnberg, in una serata che si presenta tra le più attese della Stagione concertistica: in particolare, nella prima parte del programma verranno infatti proposte l’Overture D8 in do minore (versione per archi) e la Sonata in la minore Arpeggione (versione per violoncello e archi) di Franz Schubert, mentre dopo l’intervallo si potranno ascoltare il Concertino per violoncello e archi op.43 bis e la Sinfonietta n. 2 op. 74 per archi e timpani del compositore russo Moisej Samuilovič Vajnberg.
La Stagione darà poi spazio al progetto musicale dell’Orchestra STU.D.I.O. del Conservatorio Luca Marenzio di Brescia diretta dal Maestro Pier Carlo Orizio, in quello che è ormai diventato un appuntamento ricorrente delpalinsesto del Teatro Grande. Sabato 9 maggio alle ore 20.00 l’Orchestra STU.D.I.O. – nata come un laboratorio/bottega di pratica professionale messo in campo dal Conservatorio bresciano con l’obiettivo di favorire la formazione dei giovani musicisti e l’avvio alla pratica orchestrale – eseguirà la Sinfonia n. 3 e la Sinfonia n. 5 di Ludwig Van Beethoven. Il concerto in Sala Grande, offerto gratuitamente alla città, sarà realizzatoin collaborazione con Casa della Memoria e Conservatorio Luca Marenzio di Brescia in occasione del Giorno della Memoria delle vittime del terrorismo interno e internazionale.
Tra le prestigiose formazioni attese nel 2026 si annovera anche la Juilliard415, principale ensemble di strumenti d’epoca della Juilliard School, celebre istituto newyorchese di alta formazione. L’ensemble, fondato nel 2009, prende il nome dall’accordatura a 415 Hz, comunemente usata nella musica antica. Martedì 26 maggio la Juilliard415 eseguirà insieme alla Yale Schola Cantorum – coro da camera specializzato nell’esecuzione del repertorio di musica sacra dal XIV secolo ai giorni nostri – Die Schöpfung di Franz Joseph Haydn diretto dal Maestro Grete Pedersen, da gennaio 2026 alla guida della formazione corale.
Dopo la pausa estiva, la Stagione concertistica riprenderà lunedì 5 ottobre alle ore 20.00: la Sala Grande accoglierà uno straordinario concerto che vedrà come protagonisti Caroline Shaw e Attacca Quartet. Compositrice, musicista e cantante che fa della versatilità il suo punto di forza, Caroline Shaw ha ricevuto il Premio Pulitzer per la Musica nel 2013, vari Grammy e una laurea honoris causa a Yale. Insieme all’Attacca Quartet – ensemble vincitore di due Grammy, composto da Amy Schroeder (violino), Domenic Salerni (violino), Nathan Schram (viola) e Andrew Yee (violoncello) – Caroline Shaw (voce e viola) proporrà un affascinanteprogramma che accosta brani da lei stessa composti a musiche di Felix Mendelssohn.
Il terzo concerto dell’Ensemble del Teatro Grande in programma per martedì 3 novembre in Ridotto, continua la riflessione sullo stile di Brahms che in questa occasione verrà affiancato alle partiture di Darius Milhaud, celebre compositore marsigliese il cui stile ironico e moderno reca traccia sia dell’influenza di Satie, che di quella di ritmi esotici, resi attraverso una politonalità ricorrente. Il programma prevede l’esecuzione del Quintetto per archi, op. 111 di Brahms e del Quartetto n. 1, op. 5 di Milhaud. L’Ensemble vedrà in questa occasione la partecipazione di Marco Mandolini e Daniele Richiedei ai violini, Margherita Sarchini e Federico Maria Fabbris alle viole e Paolo Bonomini al violoncello.
Appuntamento di assoluto prestigio della seconda metà dell’anno sarà quello di mercoledì 11 novembre alle ore 20.00 in Sala Grande con la Chamber Orchestra of Europe che si esibirà sotto la direzione di Sir Antonio Pappano. Vincitrice di numerosi premi internazionali, tra cui tre Gramophone Record of the Year e due Grammy Awards, la celebre formazione sarà guidata da uno tra i più celebri direttori d’orchestra della scena internazionale, dal 2023 alla direzione della London Symphony Orchestra. Il programma del concerto prevede l’esecuzione del Concerto n. 1 in Re minore per pianoforte e orchestra, op. 15 di Brahms – che vedrà altresì impegnato il celebre pianista Alexandre Kantorow come solista – e nella seconda parte la Sinfonia n. 7, op. 70 di Antonín Dvořák.
Si chiude domenica 22 novembre alle ore 11.00 nel Ridotto del Teatro il ciclo di concerti dedicati a Brahms. In questo appuntamento l’Ensemble del Teatro Grande accosterà il Quartetto con pianoforte, op. 60 di Johannes Brahms con il Quartetto in l’istesso tempo di Gyia Kancheli, compositore georgiano che ha lasciato al mondo una poetica fortemente comunicativa e immediata, considerata spesso di taglio spiritualistico. In questo concerto si esibiranno Marco Mandolini al violino, Margherita Sarchini alla viola, Paolo Bonomini al violoncello e Andrea Rebaudengo al pianoforte.
Canti scuciti è il titolo del progetto di Beatrice Sberna ed Emanuele Maniscalco che verrà proposto venerdì 4 dicembre alle ore 20.00 in Ridotto. Un filo conduttore che unisce epoche e stili diversi contraddistinguerà il programma della serata che lascerà libero spazio a contaminazioni provenienti dal cantautorato indie, dal mondo jazz e da quello della tradizione popolare. In questo susseguirsi di alternanze, la voce di Beatrice Sberna e il pianoforte di Emanuele Maniscalco si fondono dando nuova vita a storie che rischierebbero di essere dimenticate.
L’ultimo appuntamento del cartellone musica è previsto per mercoledì 9 dicembre alle ore 20.00 nel Ridotto del Teatro Grande. Il canto degli alberi, concerto del soprano Giulia Peri e del pianista Gregorio Nardi, si compone di un raffinato programma con brani dedicati al delicato rapporto fra musica e natura. Spaziando da Liszt a Poulenc, da Schumann ad Alban Berg, passando per opere di Grieg, Dvořák e MacDowell, oltre a canzoni popolari di Karlowicz, Carroll e Szymanowski, i due artisti fiorentini concentreranno la scelta dei brani su lavori che parlano di boschi, foreste e alberi, offrendo un emozionante viaggio musicale attraverso due secoli di storia della musica.
I PROGETTI
La Stagione 2026 vedrà il ritorno di alcuni fra i progetti più apprezzati del Teatro Grande, tra cui figura il nuovo ciclo delle Lezioni di Storia realizzate in collaborazione con la Casa Editrice Laterza. Cinque nuovi incontri dedicati al tema “Invenzioni” prenderanno avvio sabato 10 gennaio alle ore 11.00 in Sala Grande. Gli appuntamenti successivi si terranno nei giorni 17 e 24 gennaio, 7 e 14 febbraio sempre alle ore 11.00 e vedranno la partecipazione di alcune tra le firme più autorevoli del panorama storico letterario nazionale: sul palcoscenico del Grande si susseguiranno Luciano Canfora, Amedeo Feniello, Alessandro Vanoli, Vittorio Lingiardi e Silvia Ferrara con interventi che saranno affiancati dalla voce dell’attrice Elena Vanni.
Sabato 7 marzo si terrà La Grande Notte del Jazz: il Ridotto, la Sala Palcoscenico Borsoni, il Salone delle Scenografie e la Sala Grande saranno le suggestive cornici di una tra le iniziative più seguite dell’anno. Trepercorsi e una pluralità di interpreti del panorama italiano e internazionale offriranno al pubblico una speciale serata con oltre sette ore di musica dal vivo.
Tra gli appuntamenti della Stagione 2026 non mancherà la Festa dell’Opera che farà il suo ritorno sabato 6 giugno – con anteprima venerdì 5 giugno – trasformando la città di Brescia in un teatro a cielo aperto. Lamanifestazione, giunta alla sua XV edizione, è ormai divenuta uno degli eventi chiave del palinsesto culturale cittadino. L’edizione 2026 sarà dedicata al tema “Conflitti” e ancora una volta coinvolgerà piazze, chiese, palazzi storici, residenze private, teatri, luoghi della cura e della solidarietà all’insegna della bellezza e della passione per l’Opera.
Sulla scorta dell’importante successo delle Lezioni di Storia programmate in questi anni e seguite da un pubblico sempre più numeroso e appassionato, la Stagione 2026 accoglie un nuovo importante progetto: la prima edizione del Brescia Storia Festival, organizzato dalla Fondazione del Teatro Grande e da Laterza dal 9 all’11 ottobre. Una tre giorni dedicata ai Giorni fatali che hanno plasmato, lasciato un segno indelebile nelle società di ogni tempo. Se ne racconteranno i momenti cruciali, le deflagrazioni, ma, con non minore attenzione, anche le cause e le conseguenze, spesso da riferirsi proprio al comune vivere sotteso.
Attraverso il progetto Grande Comunità. La Musica come infrastruttura sociale, la Fondazione del Teatro Grande realizzerà durante tutto l’anno un ricco palinsesto di concerti riservati agli ospiti di case di riposo, ospedali, carceri, mense per i poveri e strutture di ospitalità e di sostegno alle persone fragili, con l’obiettivo di creare nuove occasioni culturali che siano al contempo inclusive e accessibili. La rete Grande Comunità, fondata dal Teatro Grande nel 2018, è oggi composta da 18 soggetti oltre alla Fondazione del Teatro Grande:Conservatorio di Musica Luca Marenzio, Associazione Filarmonica Isidoro Capitanio - Banda Cittadina di Brescia, Associazione Amici della Banda Cittadina di Brescia, Associazione Donatori di Musica, Associazione Volontari per Brescia, Casa circondariale “Nerio Fischione” Canton Monbello, Casa di reclusione di Verziano, Fondazione Poliambulanza, Fondazione Opera Caritas San Martino, Fondazione Casa di Dio Onlus, Fondazione Teresa Camplani – Casa di Cura Domus Salutis, Croce Bianca di Brescia, Il Calabrone - cooperativa sociale Onlus, Casa di Industria Fondazione Onlus, Associazione Amici del Fai, ASST Spedali Civili, Istituto Clinico Citta di Brescia, Irccs Istituto Centro San Giovanni di Dio Fatebenefratelli.
La rassegna Il Grande in Provincia – realizzata con la Provincia di Brescia, in collaborazione la Fondazione Provincia di Brescia Eventi e con le diverse Amministrazioni Comunali del territorio bresciano che aderisconoal progetto – segnerà la programmazione estiva del Teatro Grande con un palinsesto che darà spazio ai diversi generi musicali: concerti di musica da camera, recital operistici, concerti jazz e di commistione tra i generi – come sempre a partecipazione interamente gratuita – trasformeranno piccoli borghi, siti storici e suggestivi scorci paesaggistici della provincia bresciana in straordinarie scene di spettacolo. Un’occasione unica per scoprire e riscoprire il territorio bresciano.
EDUCATIONAL
Avvicinare il pubblico più giovane al Teatro e alle attività di spettacolo continua ad essere uno degli obiettivi prioritari della Fondazione del Teatro Grande che anche nel 2026 parteciperà al progetto The Youth Club promosso da Fondazione Cariplo per l’avvicinamento delle giovani generazioni alle arti dello spettacolo. Con queste finalità, la nuova Stagione conferma e rafforza i progetti educational ideati e ampliati nel corso degli anni.
#nonsoloscienza è il progetto dedicato alle Scuole Secondarie di Brescia e Provincia che la Fondazione del Teatro Grande ha sviluppato con Fondazione della Comunità Bresciana e con la collaborazione della Cooperativa Il Calabrone. Nel primo semestre 2026 il programma prevede la partecipazione di alcuni esponenti del mondo scientifico, accademico e divulgativo. Edwige Pezzulli, Cristina Pozzi e Telmo Pievani saranno protagonisti delle conferenze sceniche che si terranno al Teatro Grande rispettivamente nei giorni 5 febbraio, 24 febbraio e 21 aprile: dalla fisica alla biologia, dall’astronomia all’intelligenza artificiale sino alle tematiche legate all’evoluzione della specie umana, le conferenze sceniche sapranno avvicinare le ragazze e i ragazzi alle diverse discipline scientifiche con un approccio coinvolgente e originale. Il programma prevede inoltre per il 13 gennaio Lunga vita agli alberi di Giovanni Storti e Stefano Mancuso, uno spettacolo che vuole sensibilizzare il pubblico sulla cruciale importanza del mondo vegetale per la vita sulla Terra, dimostrando come arte e scienza possano dialogare per generare consapevolezza e ispirare il cambiamento. La partecipazione alle diverse iniziative del progetto è gratuita per tutte le scuole previa prenotazione.
Domenica 10 maggio alle ore 17.00, la Sala Grande ospiterà il concerto finale del progetto di educazione musicale Facciamo la Banda, realizzato dalla Fondazione del Teatro Grande e dalla Banda Cittadina Isidoro Capitanio con l’obiettivo di avvicinare le giovani generazioni alla musica attraverso la pratica strumentale. Ogni anno, giovani tra i 9 e i 12 anni si approcciano allo studio di uno strumento musicale e iniziano a suonare in un vero e proprio corpo bandistico grazie alle lezioni che si tengono negli spazi storici del Grande e presso la sede della Banda Cittadina a partire dal mese di ottobre. Il concerto di fine anno è offerto gratuitamente alla città. È invece dedicato alle bambine e ai bambini della Scuola Primaria e della Secondaria di Primo Grado il progetto di avvicinamento all’opera lirica Opera Domani che prevede ogni anno la messa in scena di un capolavoro operistico, appositamente riadattato per il giovanissimo pubblico e pensato per coinvolgerlo attivamente. Il titolo che debutterà sulla scena del Teatro Grande a partire da lunedì 18 maggio sarà Rigoletto. I misteri del teatro. Partendo da una rivisitazione del celebre capolavoro verdiano, le classisaranno coinvolte in un percorso di apprendimento che avrà inizio già a scuola nelle settimane precedenti lo spettacolo con attività didattiche e ludiche legate alla musica. Gli studenti saranno chiamati anche a imparare alcuni brani presenti nell’opera, in modo da poterli cantare in sala durante lo spettacolo. L’elaborazione musicale di Rigoletto. I misteri del teatro sarà affidata al Maestro Massimo Fiocchi Malaspina, mentre il Maestro Giulio Arnofi dirigerà l’orchestra e Manuel Renga curerà l’adattamento drammaturgico e la regia.
Le scene e i costumi porteranno invece la firma di Aurelio Colombo. Oltre alle quindici recite per le scuole, saranno previste anche due repliche per i bambini e le loro famiglie sabato 23 maggio alle ore 16.00 e alle ore 19.30.
Sabato 14 novembre alle 15.00 è infine in programma Il Grande per i piccoli, l’attesa iniziativa che trasforma per un giorno il Teatro Grande in uno spazio multidisciplinare con laboratori, aree gioco, attività tematiche, narrazioni per i più piccoli, concludendosi con uno spettacolo in Sala Grande. Per l’occasione, professionisti di diverse discipline vengono chiamati a ideare progetti specificamente destinati al mondo dell’infanzia. Un modo insolito e divertente per avvicinare bambine e bambini under11 e le loro famiglie ai linguaggi della contemporaneità.
BIGLIETTI E PERCORSI
I biglietti per tutti gli spettacoli della Stagione 2026 saranno in vendita a partire da venerdì 12 dicembre 2025 presso la Biglietteria del Teatro Grande e sui siti teatrogrande.it e vivaticket.com.
Oltre alle consuete riduzioni riservate agli under30 e agli over65, la Stagione 2026 prevede un Biglietto Studenti scontato al 50% e offre diverse tipologie di Percorsi che saranno in vendita sempre dal 12 dicembre.
La Fondazione del Teatro Grande fa parte dei soggetti aderenti a Carta Docente e Carte del Merito.
Si ricordano gli orari di apertura della Biglietteria del Teatro Grande: dal martedì al venerdì dalle 13.30 alle 19.00 e il sabato dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 15.30 alle 19.00; chiusura domenica, lunedì e festivi a eccezione dei giorni di spettacolo.
Sul sito teatrogrande.it e sui canali social del Teatro saranno resi disponibili in tempo reale gli aggiornamenti sulla programmazione della Stagione e sull’attività del Teatro.
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