Cinquant'anni dalla morte di Dallapiccola
OMAGGIO A LUIGI DALLAPICCOLA (1904-1975)
a 50 anni dalla sua scomparsa
TRENTO, Palazzo Trentini
13 dicembre 2025 – 18 gennaio 2026
Inaugurazione: sabato 13 dicembre 2025, ore 11, Sala Aurora
Finissage: 21 gennaio 2026, MART, Rovereto, ore 18: Il Prigioniero in forma di concerto
A cura di Mario Ruffini
Con Luigi Azzolini, Paolo Deanesi e Daniele Valersi
PROVINCIA AUTONOMA DI TRENTO
Palazzo Trentini - Sede della Presidenza del Consiglio
Trento, via Gianantonio Manci, 27
13 dicembre 2025 – 18 gennaio 2026
Luigi Dallapiccola è una delle figure più importanti della musica del Novecento, un compositore capace di unire un linguaggio musicale quanto mai attuale a un’intensa forza poetica e umana, un vero genio italiano. La mostra, a lui intitolata e ospitata a Palazzo Trentini, si avvale della curatela di Mario Ruffini, docente accademico, direttore d’orchestra e studioso tra i più eminenti dell’opera di Dallapiccola nonché fondatore e presidente del Centro Studi Luigi Dallapiccola di Firenze; all’allestimento e alle attività collaterali collaborano Luigi Azzolini, Paolo Deanesi e Daniele Valersi. Si tratta di un’iniziativa di alto valore culturale, progettata e attuata nella consapevolezza della sua grande importanza soprattutto per la cultura trentina, per adempiere un obbligo morale, quello di onorare la memoria di un artista e intellettuale che nelle sue scelte ha sempre anteposto degli obiettivi ideali al calcolo e alla convenienza. Nato il 3 febbraio del 1904 a Pisino d’Istria (allora parte dell’Impero austro-ungarico) da genitori di origini trentine (Pio, il padre, era di Trento, Domitilla Alberti, la madre, di Ala), Luigi Dallapiccola ha lasciato un’impronta indelebile nella storia della musica, esplorando territori sconosciuti e affrontando con coraggio le sfide del suo tempo. La sua vita è stata profondamente segnata da eventi storici e personali: un’infanzia vissuta nella tensione etnica di tre diverse culture; durante la Prima guerra mondiale la sua famiglia, di sentimenti filo-italiani, subì il soggiorno coatto a Graz; durante il secondo conflitto mondiale le leggi razziali fasciste colpirono sua moglie Laura, personalità determinante anche per il progredire dell’arte di Dallapiccola. Queste e altre esperienze accentuarono la sua sensibilità per i temi della libertà e della giustizia, che nutrirà molte delle sue opere, tra le quali Canti di prigionia, Il Prigioniero, Canti di liberazione. Negli anni Trenta Dallapiccola si avvicina alle tecniche compositive della dodecafonia, sviluppate a Vienna da Arnold Schönberg e le percorre in modo originale, creando un linguaggio musicale personale tendente a riunire le radici musicali italiane con il futuro avviato a Vienna, ricco di lirismo e profondità, primo e più illustre artefice della scuola dodecafonica italiana. A cinquant’anni dalla sua scomparsa, avvenuta il 19 febbraio 1975 a Firenze, la sua musica continua a parlarci con forza e attualità, toccando corde emotive universali, rivelando una grande eloquenza narrativa e una profonda poeticità. La sua produzione include opere di teatro musicale (Volo di notte, Marsia, Il Prigioniero, Job, Ulisse), pagine vocali, partiture strumentali orchestrali e cameristiche, musiche per pianoforte, molte delle quali ispirate dalla letteratura e dalla poesia. Anche le arti figurative intersecano in modo notevole la sua produzione, quale fonte di ispirazione e quale complemento primario del suo teatro musicale; oltre che ai prediletti Cimabue, Giotto, Masaccio e Piero della Francesca, Dallapiccola presta grande attenzione alla contemporaneità ed entra in relazione con artisti tra i più rappresentativi del Novecento.
In mostra sono esposte più di cento tra opere, documenti originali, oggetti e manoscritti provenienti da archivi e lasciti del Maestro; una delle sale ospita i bozzetti di Fernando Farulli per la prima berlinese di Ulisse, di grande espressività pittorica; altre sale ospitano materiali frutto del lascito testamentario di Laura Dallapiccola a Mario Ruffini. L’arte figurativa accompagna costantemente la vita del compositore, basti considerare il gran numero di suoi ritratti, eseguiti a partire dall’infanzia. Pittori e scultori sono una presenza di grande importanza: attraverso le loro opere la vita privata e la produzione artistica di Dallapiccola, di per sé intrinsecamente legate, trovano una correlazione visuale di tono e di livello adeguati. Gli ambienti fiorentini in cui si muove Dallapiccola, quello di Ugo Ojetti da un lato, e quello dei Caffè letterari (Antico Fattore e Giubbe Rosse in particolare), sono vere fucine d’arte; le opere esposte a Palazzo Trentini rimandano tanto alla figura del compositore quanto all’ambito da lui frequentato e alle sue opere. I preziosi oggetti personali di Luigi Dallapiccola, con la loro muta eloquenza, hanno la forza evocativa del collegamento immediato alla sua quotidianità; un unicum nel suo genere sono gli schizzi del poeta Mario Luzi, espressamente dedicati a Dallapiccola in occasione del primo centenario della nascita (2004); nel Quaderno di Aurel Milloss, il coreografo coautore del balletto Marsia, oltre a un autografo di Dallapiccola sono raccolti disegni di Alberto Savinio, Felice Casorati, Renato Guttuso, Giorgio De Chirico, Giorgio Morandi, Umberto Mastroianni, Felice Clerici, Corrado Cagli, Afro, Toti Scialoja, Gino Severini. Si affiancano pittori che hanno accompagnato da vicino il magistero del compositore, come Flavia Arlotta, Giovanni Colacicchi, Lorenzo Giandotti, Silvio Loffredo, Giacomo Pozzi-Bellini. Presente anche la scultura, con due busti di Giuseppe Gavazzi e Antonio Di Tommaso, e artisti della nostra epoca come Fausta Squatriti, Stefano Sperandei, Jannina Vait Teuten, Valeria Cirillo. Tutti insieme ci accompagnano alla scoperta del composito universo dallapiccoliano.
Vari gli appuntamenti collaterali alla mostra, il primo dei quali è il concerto che si terrà ad Ala (luogo natale della madre di Dallapiccola) il 14 dicembre (Sala Zendri, ore 10.30), presentato da Daniele Valersi e con i musicisti Sabina Martin (soprano), Paolo Zordanazzo (violino), Matteo Pigato (violoncello) e Stefano Bozolo (pianoforte) quali protagonisti; in programma pagine dallapiccoliane: Tartiniana seconda, Studio n. 1 per violino e pianoforte, Rencesvals, Ciaccona, intermezzo e adagio per violoncello solo, Quattro liriche di Antonio Machado, oltre all’Adagio e Fuga dalla Sonata BWV 1001 per violino solo Johann Sebastian Bach.
Il 16 gennaio 2026, nella Sala Aurora di Palazzo Trentini, la conferenzaLuigi Dallapiccola nel panorama del Novecento musicale italiano, che vedrà la partecipazione di importanti studiosi e conoscitori della produzione dell’illustre compositore, incentrata sulla presentazione dei due importanti volumi di Mario Ruffini, L’opera di Luigi Dallapiccola – Catalogo ragionato (Milano, SZ Sugar, 2002/2025) e Luigi Dallapiccola e le Arti figurative (Venezia, Marsilio, 2016).
Inoltre, grazie alla collaborazione dei Conservatori di Bolzano e di Trento, verranno organizzati sul territorio della Regione Trentino-Alto Adige vari concerti incentrati su musiche di Luigi Dallapiccola, con la partecipazione della Società Filarmonica di Ala, del MART - Museo di arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto, del Comune di Ala, del Centro Studi Luigi Dallapiccola di Firenze e dell’Associazione Culturale Continuum.
