L’Ape musicale

rivista di musica, arti, cultura

 

Omaggio a Enrico Vaime 

DOMENICA 18/01/2026

Omaggio a Enrico Vaime
La programmazione Rai Cultura a 90 anni dalla nascita

A 90 anni dalla nascita di Enrico Vaime – 19 gennaio 1936 – Rai Cultura lo omaggia riproponendo una selezione di programmi da lui firmati a partire da domenica 18 gennaio a venerdì 23 gennaio, ogni giorno alle 13 circa su Rai Storia.

Si parte domenica 18 gennaio alle 13.00 con “Ohei, son qui! Incontro con Enzo Jannacci”, trasmissione andata in onda il 16 luglio 1965 un incontro con il cantante milanese che del capoluogo lombardo ha saputo descrivere, scoprendoli, angoli dimenticati e figure straordinarie. A introdurlo ci sono Nicola Arigliano, Giorgio Gaber, Arturo Testa, Tony Dallara e Giorgio Kramer.

“Chi fa da sé: incontro con il gruppo a motore”, viene invece riproposto lunedì 19 gennaio alle 13.15 su Rai Storia: registrato nel 1967 e andato in onda nel 1969, è stato presentato da Renata Mauro. Nello show è protagonista il “Gruppo Motore”, collettivo di cabaret fondato da Enzo Jannacci, caratterizzato da un umorismo surreale e canzoni che mescolano comicità e poesia, che include artisti come Cochi e Renato, Felice Andreasi, Bruno Lauzi e Lino Toffolo.

Infine, da martedì 20 gennaio sempre alle 13.00 su Rai Storia, tornano sul piccolo schermo alcune delle puntate di “E compagnia bella”, programma scritto e condotto da Mara Venier ed Enrico Vaime, andato in onda per una sola edizione nel 1991 su Rai2: a metà strada tra varietà e talk show, ospitava gruppo di persone che erano accomunate da esperienze, interessi e attitudini comuni che li avevano legati in qualche modo nel mondo dello spettacolo, della cultura e dello sport.

Passato e presente
Padre Turoldo. Il prete scomodo

David Maria Turoldo è stato un prete “scomodo” per le sue idee lontane da ogni ortodossia ma anche una figura di riferimento per una parte della borghesia milanese frequentatrice delle sue rinomate prediche al Duomo. Paolo Mieli e la professoressa Daniela Saresella ne parlano a “Passato e Presente” in onda domenica 18 gennaio alle 20.30 su Rai Storia.

Padre Turoldo condivise la lotta partigiana con i comunisti; aiutò finanziariamente i poveri della Comunità di Nomadelfia invisa a molti cattolici; dialogò, nella Firenze del Sindaco La Pira, con gli esponenti delle maggiori confessioni religiose di tutto il mondo, ma anche con i rappresentanti della Cina comunista e dell’Unione Sovietica. Una parabola esistenziale e spirituale che ne fa una delle figure più interessanti della Chiesa postconciliare.

Quel fenomeno di Sandokan
Dopo il boom, la parodia

Era il 1976 e Sandokan faceva la sua comparsa nel piccolo schermo con una serie in sei episodi. L’ultimo appuntamento con “Quel fenomeno di Sandokan”, il programma Rai Cultura che ripropone lo sceneggiato del 1976 evidenziandone gli aspetti del fenomeno sociale e del successo commerciale, andrà in onda domenica 18 gennaio alle 21.10 su Rai Storia.

Come ogni grande successo, il protagonista viene parodiato e a fine 1976, nello show “Due ragazzi incorreggibili”, Franco Franchi e Ciccio Ingrassia, con Daniela Goggi, in “Sandocat”, imitano le gesta della “Tigre della Malesia” e della “Perla di Labuan”, personaggi amati da milioni di ragazze e ragazzi.

LUNEDI’ 19/01/2026

Un ritratto di Ettore Scola

Un’intera epoca riletta e rivista attraverso i ricordi personali di Ettore Scola. Il racconto di una vita al cinema e per il cinema. In occasione dell’anniversario della scomparsa, avvenuta il 19 gennaio 2016, Rai Cultura ricorda il regista con “Ritratto di Ettore Scola”, proposto lunedì 19 gennaio alle 11.15 su Rai Storia. Questo speciale è uno dei possibili e infiniti ritratti di Ettore Scola cineasta, sceneggiatore, disegnatore intellettuale che ha raccontato con i suoi film cinquant'anni di storia italiana. “Ho attraversato – ha detto Scola - tanti periodi storici. Ho cercato ogni volta di capire che cosa fosse diverso dal periodo storico precedente e che cosa sarebbe venuto dopo. Insomma, la Storia mi ha sempre appassionato e quando ho potuto ho fatto sempre lo stesso film”.
In un’onirica “stanza della memoria” riprendono vita le immagini di un’Italia solo apparentemente lontana nel tempo: quella del boom economico, con i suoi personaggi, le sue lacerazioni, i suoi drammi e la sua vitalità. Un pezzo di storia del nostro paese visto attraverso l’obiettivo di uno dei protagonisti della stagione più ricca del cinema e della cultura italiana. 
Ancora Scola: “Io sono figlio del Neorealismo ma la cifra del mio cinema è un realismo un po’ magico. Nella magia bisogna crederci. Nei miracoli bisogna crederci anche se poi non accadono; il miracolo deve animarci, tutti dobbiamo essere convinti di essere capaci di fare un miracolo”.

I luoghi delle radici

Il viaggio in Campania di Eugenio Cuomo ed Enzo Todaro

Da lunedì 19 gennaio alle ore 18.00 su Rai Storia, Rai Cultura ripropone le cinque puntate de “I luoghi delle radici”: è la Campania la protagonista di questa serie del 1982 firmata da Eugenio Cuomo ed Enzo Todaro che affronta la storia, l’arte, la morfologia e il folklore di alcuni paesi e città della regione.

Il viaggio inizia “all’ombra del Vesuvio”: dalle alture del Monte Faito fino alle acque della penisola sorrentina, per arrivare nella fertile piana del vulcano campano. Martedì 20 gennaio è di scena l’Irpinia, con la sua storia e la sua tradizione: dal Duomo di Loreto a Mercogliano, sede di manifestazione artistiche e culturali, agli artigiani di Ospedaletto con la fabbricazione del famoso torrone, dall’abbazia di Montevergine, alla Chiesa di San Guglielmo, sino al centro agricolo di Montemarana dove si svolge uno dei più famosi carnevali della zona.

Il Sannio o storia di un popolo semplice e laborioso che nei secoli ha scritto pagine gloriose nella lotta per la libertà, (dalla Roma dei Cesari ai “piemontesi” di Vittorio Emanuele), viene raccontata invece nella puntata in onda mercoledì 21 gennaio alle 18.00 su Rai Storia.

Giovedì ci si immerge nel casertano, terra ricca di una tradizione folklorica che ha radici remote e significati profondi di riscatto sociale.

Si chiude venerdì 23 gennaio a Salerno, “Oltre la costa amalfitana”, dove, oltre alla impareggiabile e consacrata bellezza naturale della costiera si aggiunse che il litorale più a sud come meta turistica, per non parlare dei centri dell’entroterra, fino a quel momento ingiustamente soffocati dall’incanto della costa e dai maestosi templi della zona.

Passato e Presente
Le Indipetae dei Gesuiti, il desiderio delle Indie

Per cinque secoli, intere generazioni di giovani gesuiti europei esprimono un desiderio irrefrenabile: essere mandati nelle “Indie”. E lo esprimono attraverso delle lettere al Padre Generale: le Indipetae. Paolo Mieli e la professoressa Michela Catto ne parlano a Passato e Presente, il programma di Rai Cultura in onda lunedì 19 gennaio alle 13.15 su Rai3 e alle 20.30 su Rai Storia.

Il desiderio di partire per terre lontane da evangelizzare risponde alla vocazione missionaria dell’ordine, ma soprattutto racconta la sete d’avventura, i sogni e le speranze di giovani religiosi che, a una vita sicura nei collegi dell’Europa cristiana, preferiscono le incognite di una missione ai confini del mondo. Le indipetae diventano così un diario collettivo spirituale, il termometro di una vocazione che attraversa i secoli. Tra le ultimissime lettere c’è quella di un giovane gesuita argentino che negli anni Sessanta del Novecento chiede di essere mandato in Giappone: Jorge Mario Bergoglio. Le parole dei giovani gesuiti sono lette e interpretate da Tobia De Angelis.

Cronache dal Medioevo 
La congiura dei Pazzi

Firenze, 26 aprile 1478. Mentre nel Duomo si celebra la Messa, i Pazzi, a capo di una congiura che vuole eliminare i Medici, entrano in azione assieme ai loro complici. Lo racconta Cristoforo Gorno in “Cronache dal Medioevo”, in onda lunedì 19 gennaio alle 21.10 su Rai Storia. Giuliano de' Medici, fratello minore di Lorenzo, viene assassinato, ma il Magnifico riesce a salvarsi. Tutto si risolve in poche ore: tra cacce all'uomo, linciaggi e giustizia sommaria, il fallimento del complotto determinerà l'assetto politico dell'Italia quattrocentesca, fino al suo epilogo: un'impiccagione immortalata da Leonardo. 

Italia. Viaggio nella bellezza
Giacomo Boni, l'archeologo del Foro Romano

“Noi italiani che possediamo tanto tesoro, meriteremo sia nostro, continuando a riscattarlo dall’oblio, a studiarlo con amore, e ponendo quanti ne son degni in condizione di leggere e intendere le dure, ma sapienti, lezioni delle sue pagine immortali”. Parole di Giacomo Boni, uno dei più celebri archeologi italiani tra Ottocento e Novecento. Lo Speciale "Giacomo Boni, l'archeologo del foro romano" firmato da Ilaria Scala con la regia di Marzia Marzolla - in onda lunedì 19 gennaio alle 21.40 su Rai Storia per “Italia. Viaggio nella bellezza” - ripercorre le tappe della sua vita, la sua carriera, gli studi e le passioni di un uomo che visse la ricerca archeologica come una missione. Era veneziano e la sua città è stata la sua scuola di formazione, partecipando attivamente al dibattito per la sua modernizzazione. Si occupa di restauro, di architettura, di botanica e stabilì importanti rapporti con gli intellettuali dell’epoca, soprattutto all’estero. Viaggia molto e instancabilmente. Visita tutta l’Italia per inventariare le meraviglie del Paese, alcune ancora sconosciute o dimenticate, talune nascoste dall’asperità del territorio. Quando riceve l’incarico di direttore degli scavi del foro romano, Giacomo Boni inizia un lavoro di scoperta dei contesti archeologici forensi che si concluse solo con la sua morte, avvenuta a Roma il 10 luglio del 1925. Il suo interesse scientifico primario è la ricerca della Roma delle origini, quella città che aveva cambiato le sue forme per cedere il passo alla Roma imperiale. Promotore del metodo stratigrafico, scava anche sul colle Palatino, dove abita e dove a tutt’oggi riposa il suo corpo. Araldo della romanità, è uno studioso di fama internazionale, e senatore del Regno, nominato per merito nel 1923 dal governo Mussolini.

MARTEDI’ 20/01/2026

Omaggio a Sergio Lepri
"Il grillo": le fonti del giornalismo

Per ricordare il giornalista di lunghissima esperienza e per più di 30 anni direttore dell’Ansa Sergio Lepri, a quattro anni dalla scomparsa, avvenuta il 20 gennaio 2022, Rai Cultura ripropone una puntata de “Il grillo”, del 1997, in cui Lepri incontra gli studenti del liceo Genovesi di Napoli, in onda martedì 20 gennaio alle 19.15 su Rai Storia. L’argomento di quell’incontro fu il giornalismo, le sue fonti, e in particolare in cambiamenti della professione all’avvento di Internet con la grande possibilità di trovare notizie, ma la difficoltà di valutare se siano affidabili o meno. 

Nel 1997, non esistevano i social network e ancora non si parlava di fake news, ma Lepri già allertava gli studenti sulle infinite potenzialità del web, sottolineando come una maggior quantità di notizie è sempre un bene per i cittadini e per la democrazia, ma è necessario che il giornalista, l’operatore culturale, sia umile e di specchiata onestà intellettuale.
Sollecitato dalle domande dei ragazzi in studio, Lepri offre spunti di riflessione sull’importanza della libertà di stampa, lui che per storia personale, conobbe bene il giornalismo sotto la dittatura fascista.

Passato e Presente
J.F.K. Elezioni di un Presidente

Nel 1960 la campagna per le presidenziali in USA diventa il terreno di scontro tra due modi di concepire la democrazia. A contendersi la Casa Bianca sono il candidato repubblicano, già vicepresidente di Eisenhower, Richard Nixon e quello democratico, il cattolico John Fitzgerald Kennedy. Paolo Mieli e il professo Ferdinando Fasce ne parlano a “Passato e Presente”, in onda martedì 20 gennaio alle 13.15 su Rai 3 e alle 20.30 su Rai Storia a 65 anni dal giuramento. Mentre Nixon rappresenta la continuità con il passato, Kennedy introduce nel dibattito politico nuove parole d’ordine: “libertà, uguaglianza e cambiamento”. I media diventano gli arbitri del confronto e la televisione, sempre più diffusa nelle case americane, fa emergere prepotentemente il potere dell’immagine. La politica, da quel momento in poi, non sarà più la stessa.

Io sono Venezia
La Serenissima e i suoi protagonisti

Venezia e la sua terra. Venezia e il suo mare. Ma anche i personaggi che hanno contribuito a renderla – nei secoli - una città unica. Storie e luoghi che prendono vita in “Io sono Venezia” – lo speciale firmato da Davide Savelli, Massimiliano Griner, Marta La Licata, Alessandro Chiappetta con la regia di Graziano Conversano – in onda martedì 20 gennaio alle 21.10 su Rai Storia. Realizzato da Rai Cultura in 4K, con mezzi interni, lo speciale va alla scoperta di Venezia dando voce ad alcuni personaggi storici, interpretati da attori e attrici che testimoniano in prima persona le trasformazioni della città, in monologhi basati su memorie, diari e materiali di archivio. E accanto alle ricostruzioni – con gli interventi di storici ed esperti come Gherardo Ortalli, consulente del progetto – ci sono anche le immagini della città contemporanea, delle sue attività e delle sue opere d’arte.

Il racconto parte dalle origini, quando la città ancora non esisteva e, sulle acque della laguna, il funzionario reale Cassiodoro narra delle popolazioni che iniziano a popolare la zona, mentre il Doge Pietro II Orseolo rievoca le prime mosse espansionistiche, quando lo stendardo di San Marco comincia a campeggiare sull’Adriatico e poi sul Mediterraneo orientale con le Crociate, che non sono solo contro i musulmani, ma anche contro i bizantini. Fino al saccheggio di Costantinopoli, che Domenico Morosini racconta attraverso il ricordo del “furto” dei quattro cavalli in lega bronzea che ornano la facciata della Basilica di San Marco. L’epoca dei mercanti veneziani, del loro coraggio e della loro intraprendenza è, invece, introdotta da Fantina, figlia di Marco Polo, che fa luce sulla condizione femminile del periodo.

Il pittore Vittore Carpaccio, poi, fa rivivere il periodo del grande splendore rinascimentale veneziano e di una città che diventa meta dei più grandi artisti e centro pulsante di commercio, potere, e libertà. Libertà come quella di Veronica Franco, poetessa e cortigiana, che sfida le consuetudini del tempo, o – nel campo dell’imprenditoria artistica – del letterato e stampatore Francesco Sansovino. La Repubblica, intanto, è in perenne lotta con i turchi, tra vittorie e sconfitte. E gesti di coraggio, come quello di Girolamo Polidori, che a Istanbul recupera le spoglie di Marcantonio Bragadin, eroe dell’assedio di Famagosta, spellato vivo dai turchi.

Lontano dalle armi, intanto, nelle calli veneziane comincia a diffondersi la musica di Antonio Vivaldi, che dona alla Serenissima, in una fase di progressiva decadenza, un tocco di leggerezza. Sulla città aleggia un senso di declino e tutti sembrano immaginarsi una “propria” Venezia, come fa il Canaletto. La Rivoluzione francese è alle porte e presto si traduce in dominazione napoleonica. E’ la fine della Serenissima Repubblica e Antonio Canova sarà chiamato a vestire i panni di “monument man” per recuperare il bottino napoleonico, a Parigi. Dopo il crollo di Bonaparte, Venezia non sarà più indipendente, passando dagli Asburgo ai Savoia, alla Repubblica italiana. Il racconto si conclude affacciandosi alla contemporaneità, scandita dall’avvento della cinematografia. L’ultimo protagonista di “Io sono Venezia” è Alexandre Promio, cineoperatore Lumière che nel 1896, sul Canal Grande, realizza il primo “movimento di macchina” della storia della cinematografia.

Fellini, io sono un clown
Il ricordo di Rai Cultura nell’anniversario della nascita

L’incontro tra Federico Fellini e il mondo della televisione alla fine degli anni Sessanta: lo ricostruisce lo speciale di Marco Spagnoli “Federico Fellini, io sono un clown”, in onda lunedì 20 gennaio alle 22.45 su Rai Storia con l’introduzione dello storico Ermanno Taviani in occasione dell’anniversario della nascita.

L’occasione di lavorare in tv viene offerta a Fellini dal giovanissimo produttore Peter Goldfarb, intervistato nel documentario, che nel 1967 convince il regista riminese a lavorare per la prima volta per la televisione americana. Nasce così il "finto" docufilm “A Director’s Notebook” (Block-notes di un regista, 1969), prodotto per la Nbc, dove il Maestro mostra per la prima volta il "circo del cinema felliniano nel suo farsi", un backstage che in realtà è una vera e propria messa in scena che simula la spontaneità di vere riprese documentarie. Il racconto è arricchito da foto e materiali provenienti dal film “I clown” dello stesso Fellini.

MERCOLEDI’ 21/01/2026

Passato e presente
Primo Carnera. Il gigante italiano

È alto oltre due metri e pesa 120 chili, le mani sono quelle di un ciclope: si chiama Primo Carnera, soprannominato "La montagna che cammina". Nel 1933, al Madison Square Garden di New York, si aggiudica il titolo mondiale dei pesi massimi. Da quel momento diventa un'icona sportiva, un eroe nazionale e un’astuta operazione di propaganda per il regime fascista. Un personaggio raccontato da Paolo Mieli e dal professor Nicola Sbetti a “Passato e Presente”, in onda mercoledì 21 gennaio alle 13.15 su Rai3 e alle 20.30 su Rai Storia.

Carnera è l’immagine dell’italiano vincente, forte e vigoroso, l’eccellenza di una «razza» che si prepara alla guerra. Nel 1935, alla vigilia della guerra d’Etiopia, dopo la sconfitta con il pugile nero Joe Louis, il flirt con il regime si interrompe e scatta la censura. Alla fine della Seconda guerra mondiale, chiusa la carriera pugilistica, Carnera entra nel mondo della lotta e diventa in poco tempo una stella di prima grandezza nel mondo del wrestling.

L’Italia della Repubblica
La rivoluzione del Cavaliere

Nell'ultimo decennio del XX secolo il sistema politico italiano ha conosciuto una crisi profonda dalla quale è uscito totalmente rivoluzionato. Le inchieste dei magistrati di Milano hanno scoperchiato un diffuso sistema di corruzione e malaffare che lega il mondo politico e quello imprenditoriale. La sfiducia degli elettori nei partiti che per decenni hanno governato il paese raggiunge livelli senza precedenti. Nelle amministrative del 1993 della Dc e del Psi non c'è più traccia, e a sfidarsi restano il neonato Partito Democratico della Sinistra e due forze fino ad allora ai margini del sistema, la Lega Nord e il Movimento Sociale Italiano. Gli elettori moderati, orfani dei loro partiti di riferimento, faticano a trovare una rappresentanza politica, ed è in questo vuoto che si inserisce l'imprenditore milanese che cambierà radicalmente il quadro politico: Silvio Berlusconi. Lo racconta Stefano Di Gioacchino in “L’Italia dell Repubblica” in onda mercoledì 21 gennaio alle 21.10 su Rai Storia. Il Cavaliere, con una spregiudicata doppia alleanza, al nord con la Lega di Bossi, e al Sud con l'Alleanza Nazionale di Fini, in pochi mesi riuscirà a guadagnarsi un incredibile seguito elettorale, tanto da sconfiggere nettamente i Progressisti guidati da Achille Occhetto. Il primo governo Berlusconi, travolto dagli attacchi di Bossi, dalla guerra con la magistratura, e dalle manifestazioni contro la riforma delle pensioni, avrà vita breve. Ma è in questo momento che nasce la cosiddetta “seconda Repubblica”. Ospite in studio, intervistato da Michele Astori, Giuliano Urbani, uno dei fondatori di Forza Italia. La puntata, introdotta da Paolo Mieli, si avvale del contributo del politologo Piero Ignazi, del sociologo Ilvo Diamanti e dello storico Giovanni Orsina.

GIOVEDI’ 22/01/2026

Passato e presente
Emilio Lussu. L’avventura di un patriota

Nel 1929, è protagonista di una avventurosa fuga in motoscafo dall’isola di Lipari, dove il regime lo aveva confinato: Emilio Lussu è figura poliedrica è affascinante. Ufficiale decorato nella Grande guerra eppure suo critico feroce; militante e scrittore di fama internazionale; militante appassionato dall’esilio; e ancora, dopo la Liberazione Ministro e senatore di lungo corso, nelle file della sinistra socialista. Una vita avventurosa, di esemplare coerenza e integrità, ripercorsa da Paolo Mieli e dal professor Marco Mondini a “Passato e Presente”, in onda giovedì 22 gennaio alle 13.15 su Rai 3 e alle 20.30 su Rai Storia.

La bussola e la clessidra
La via del guerriero: "Drustan. Il Celta che sarebbe diventato il capo"

Come vivevano e come combattevano i guerrieri celti? Lo racconta “La bussola e la clessidra”, in onda giovedì 22 gennaio alle 21.10 su Rai Storia, con l’introduzione del professor Alessandro Barbero. Protagonista del racconto è Drustan, condottiero destinato a diventare capo, nato nell’odierna Repubblica Ceca nel IV secolo avanti Cristo. 

5000 anni e più. La lunga storia dell’umanità
L'uomo dietro la maschera di ferro

Un "giallo” che – nonostante il perimetro circoscritto di “candidati” - genera ancora scontri e dibattiti tra gli esperti è la reale identità della persona. Chi era l’uomo con la maschera di ferro? L’interrogativo è al centro dell’appuntamento con Giorgio Zanchini in “5000 anni e più. La lunga storia dell’umanità”, in onda giovedì 22 gennaio alle 22.10 su Rai Storia. Ospite in studio la professoressa Alessandra Necci. Era un semplice cameriere? O era un parente di sangue del Re Sole? E se, come dicono alcuni, l'uomo con la maschera di ferro fosse il fratellastro di Luigi XIV? Se così fosse, la Storia della Francia e dell'Europa sarebbe molto diversa. Nello stile di un'indagine di polizia, storici, ricercatori, antropologi propongono diverse piste da esaminare per dare una spiegazione al segreto meglio custodito nella storia della Francia. 

VENERDÌ 23/01/2026

Passato e Presente
Hans Asperger, il segreto di un medico

Nella Vienna degli anni Trenta, patria di Freud e capitale della medicina europea, un giovane pediatra sembra schierarsi dalla parte dei più fragili. Hans Asperger studia i “bambini difficili”, quelli che oggi chiameremmo autistici, goffi nei rapporti sociali, ma dotati di un’intelligenza fuori dal comune; li ribattezza i suoi “piccoli professori”. Paolo Mieli e il professor Bruno Maida ne parlano a “Passato e Presente”, in onda venerdì 23 gennaio alle 13.15 su Rai 3 e alle 20.30 su Rai Storia. Per decenni la figura di Ansperger è stata celebrata come quella di un pioniere compassionevole, un "Oskar Schindler della pediatria" capace di proteggere i suoi pazienti più fragili dalla ferocia del regime nazista.

Negli anni Ottanta, quando la psichiatra inglese Lorna Wing conia la “sindrome di Asperger”, il nome del pediatra diventa un simbolo della neurodiversità. Ma la verità, rimasta sepolta negli archivi per settant’anni, rivela una storia molto diversa.

Le ragazze
Donne tra teatro, cinema e vita quotidiana

È Luisa Maragliano, nata a Genova nel 1931, la prima protagonista di “Le ragazze”, il programma prodotto da Pesci Combattenti per Rai Cultura e condotto da Francesca Fialdini, in onda venerdì 23 gennaio alle 21.10 su Rai Storia. Dopo Luisa, a lungo primadonna del teatro lirico italiano e protagonista anche sui palcoscenici internazionali, è la volta di due “Ragazze” degli anni ’70: Piera Detassis, nata a Trento nel 1953 e grande narratrice del cinema, e Saverina Davoli, nata a Catanzaro nel 1950, una vita difficile e una carriera controcorrente, tanto da diventare gruista e da farsi strada in un ambiente dominato dal maschilismo.

Seguono due Ragazze degli anni ’60: Anna Maria Matarrese, nata ad Alberobello nel 1943 e imprenditrice coraggiosa, nonostante un matrimonio difficile; e Ida Castiglioni, nata nel 1946 a Varese, prima donna italiana a portare a termine nel 1973 , su una barca tutta sua, la “Ostar”, la regata dedicata a imbarcazioni a vela con un equipaggio formato da una sola persona, che parte dalla città britannica di Plymouth e arriva a Newport negli Stati Uniti.

SABATO 24/01/2026

Passato e Presente
La regina Vittoria, icona di un’era

Nel 1837, a soli 18 anni, la giovane principessa Vittoria diventa regina d’Inghilterra. Ha vissuto fino a quel momento prigioniera di un sistema di regole rigidissime impostole dalla madre. La raccontano Paolo Mieli e la professoressa Valentina Villa a Passato e presente in onda sabato 24 gennaio alle 20.30 su Rai Storia a 125 anni dalla scomparsa.

La principessa diventerà la sovrana del più grande impero del pianeta, governerà sui quattro continenti e darà il suo nome a quegli anni: l’età Vittoriana. Sposa il cugino Alberto, trasformando un matrimonio politico in un grande amore e, nei suoi 63 anni di regno, sarà testimone e protagonista di cambiamenti epocali come la Seconda Rivoluzione Industriale e la trasformazione del Regno Unito in una solida monarchia parlamentare.

Cinema Italia
Il Giardino dei Finzi-Contini

Gli orrori della persecuzione fascista e razzista, la crudeltà della storia, l’incanto della giovinezza si intrecciano e prendono corpo nelle vicende, ambientate a Ferrara ai tempi delle leggi razziali, della famiglia Finzi-Contini, di origini ebraiche. È “Il giardino dei Finzi Contini” diretto da Vittorio De Sica nel 1970 e tratto dall’omonimo romanzo pubblicato da Giorgio Bassani nel 1962, con Lino Capolicchio, Dominique Sanda, Fabio Tresti e in onda sabato 24 gennaio alle 21.10 su Rai Storia per il ciclo “Cinema Italia”. Ermanno e Olga Finzi-Contini aprono i cancelli del proprio giardino a un gruppo di coetanei dei figli Alberto e Micol. Fra questi c'è anche l'io narrante, affascinato dalla personalità enigmatica di Micol. La storia di questo amore non corrisposto, la vita di una famiglia destinata a passare dall’agio ai campi di concentramento travalicano simbolicamente il cancello del giardino, aprendosi a una storia più ampia e finendo per cogliere aspetti universali dell’animo umano.

Documentario d’autore
Liliana

Coraggio e sofferenza, storia e memoria di una donna straordinaria, un grande esempio civile: sabato 24 gennaio alle 22.45 su Rai Storia c'è "Liliana", un documentario di Ruggero Gabbai sulla vita di Liliana Segre. Testimone e vittima della persecuzione razziale contro gli ebrei, arrestata a 13 anni, nel 1944, la Segre ha subìto la deportazione, lo struggente ultimo addio al padre, per dedicarsi poi con generoso e ininterrotto impegno sociale, per la libertà e l’uguaglianza e contro ogni sopraffazione. Tanti testimoni e tanti contributi, fra cui quelli di personaggi pubblici come Enrico Mentana, Ferruccio De Bortoli, Geppi Cucciari, Mario Monti, Fabio Fazio, dei carabinieri della scorta e di figli e nipoti, fanno emergere aspetti meno conosciuti e più intimi della Senatrice, disegnando un ritratto a tutto tondo di una delle donne più importanti del contesto culturale e politico italiano. Un racconto che scuote, coinvolge ed emoziona nel ricordare uno dei periodi più drammatici della storia italiana ed europea. 
"Liliana" di Ruggero Gabbai è una produzione Forma International, in collaborazione con Rai Cinema, con il sostegno della Direzione generale Cinema e Audiovisivo. 


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