L’Ape musicale

rivista di musica, arti, cultura

 

La forza del mito contro la violenza di genere

In scena al Teatro Massimo per la programmazione “Educational” la cantata di Georg Friedrich Händel "Apollo e Dafne". Dal 13 al 23 gennaio 2026, in Sala ONU la rilettura contemporanea dell'opera con la regia di Giuseppe Cutino e la direzione musicale di Giacomo Biagi. Il mito ovidiano diventa denuncia dell’amore possessivo e del potere coercitivo.

Il Teatro Massimo presenta, dal 13 al 23 gennaio 2026 in Sala ONU, una nuova e coraggiosa produzione di Apollo e Dafne, cantata profana di Georg Friedrich Händel composta tra il 1709 e il 1710. Lo spettacolo, proposto nell’ambito della programmazione “Educational” è rivolto in particolare a un pubblico giovane (dai 15 ai 18 anni), e trasforma il mito classico in una potente riflessione sulla violenza di genere e sull’incapacità di accettare il rifiuto. La regia dell’opera è affidata a Giuseppe Cutino e l’Orchestra del Teatro Massimo, diretta dal Maestro Giacomo Biagi, accompagnerà un cast di talentuosi interpreti che si alterneranno nelle repliche: il ruolo di Apollo è affidato a Diego Savini e Francesco Bossi, mentre nei panni di Dafne vedremo Amélie Hois e Noemi Muschetti. Il personaggio di Cupido è interpretato da Alessandra Fazzino, che cura anche i movimenti di scena. L’allestimento scenico è curato da Stefano Canzoneri, con i costumi di Marja Hoffmann e il disegno luci di Antonio Giunta. Assistente alla regia Agnese Restivo.

Se nel mito originale la trasformazione di Dafne in alloro rappresenta una fuga magica da Apollo – il quale decide poi di nutrire con le sue lacrime l’albero i cui rami coroneranno i grandi eroi - la regia di Giuseppe Cutino sceglie di spogliare la narrazione da ogni idealizzazione romantica. In questa versione, Apollo non è un dio innamorato, ma unarrogante e potente capo di Stato. Accecato dal proprio ego, egli vede la ninfa Dafne non come una persona, ma come una "ricompensa dovuta", un trofeo da esibire. Accanto a lui, un Cupido inedito: anziano, disilluso e ridotto al rango di servo personale, incapace di arginare l’ossessione distruttiva di un uomo che non tollera il "no".

L'opera mette a nudo i meccanismi dell’amore possessivo. Il corteggiamento si trasforma rapidamente in una persecuzione che culmina nella tragedia: nella rilettura di Cutino, infatti, Dafne trova la morte in seguito a un tentativo di stupro da parte di Apollo. L’epilogo tragico è l’esito estremo del delirio di onnipotenza del carnefice, che esterna poi il suo dolore con una messinscena pubblica volta a preservare la propria immagine nonostante la distruzione causata.

Calendario delle recite: 13 Gennaio ore 10:00 e ore 11:30; 14 Gennaio ore 10:00 e ore 11:30; 15 Gennaio ore 10:00 e ore 11:30; 16 Gennaio ore 10:00 e ore 11:30; 17 Gennaio ore17:30; 18 Gennaio ore 11:30; 20 Gennaio ore 10:00 e ore 11:30; 21 Gennaio ore 10:00 e ore 11:30; 22 Gennaio ore 10:00 e ore 11:30; 23 Gennaio ore 10:00 e ore 11:30.

Biglietti: Intero: 10 €; Ridotto: 8 €; Studenti: 4 €; Info: https://www.teatromassimo.it/event/apollo-e-dafne/


 

 

 
 
 

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