L’Ape musicale

rivista di musica, arti, cultura

 

Verso il Giorno della Memoria

DOMENICA 25/01/2026

Passato e Presente
Colette, l’irregolare della Belle Époque

Anticonformista, poliedrica, ‘irregolare’, amata da grandi scrittori dell’epoca come Proust, Cocteau, Gide. Sidonie Gabrielle Colette, agli inizi del secolo è una provinciale da poco trasferita dalla Borgogna a Parigi. Poi sarà per tutti semplicemente Colette. Paolo Mieli ne parla con lo storico Francesco Perfetti a “Passato e Presente”, in onda domenica 25 gennaio alle 20.30 su Rai Storia. È il 1900 quando viene pubblicato Claudine a l’ecole, il suo primo romanzo. Il libro appare con la firma di suo marito, Henry Gauthier-Villars, detto Willy. È proprio lui a incitare la giovane moglie a scrivere i suoi ricordi di scuola senza paura dei "particolari scabrosi". Dopo il primo Colette scriverà numerosissimi romanzi, e poi saggi, articoli di giornali, reportage di guerra, sceneggiature. Scrittrice prolifica, avrà tre mariti, amerà uomini e donne, e sarà anche attrice teatrale. Insignita di importanti onorificenze accademiche, prima donna ad essere ammessa all’Académie Goncourt, sarà nominata Grand’Ufficiale della Legion d’Onore. La Chiesa le rifiuterà i funerali con rito religioso, ma sarà la prima donna nella storia della Francia a ricevere i funerali di Stato.

LUNEDI’ 26/01/2026

Passato e Presente
Federico da Montefeltro. Il principe condottiero

La modernità di Federico da Montefeltro è tale che quando si parla di lui si ha la tentazione di usare termini che appartengono all’età contemporanea: propaganda, strategia di comunicazione, business, logo, intelligence. Paolo Mieli ne parla con il professor Tommaso di Carpegna Falconieri a “Passato e Presente”, il programma di Rai Cultura in onda lunedì 26 gennaio alle 13.15 su Rai3 e alle 20.30 su Rai Storia.Vissuto nel cuore del XV secolo, conte e poi duca di Urbino, Signore amato dai suoi sudditi e raffinato mecenate, Federico da Montefeltro è il condottiero più richiesto dagli Stati che compongono l’Italia. Le armi, il buon governo e la generosa promozione della cultura ne hanno fatto un perfetto modello di principe rinascimentale. Ma nel caleidoscopio delle sue eccellenze, si scorgono ombre inquietanti. Federico da Montefeltro, infatti, è anche un guerriero implacabile, un freddo calcolatore, uno spregiudicato stratega. Maestro impareggiabile nell’arte sottile dell’inganno e della rappresentazione del potere, ancor oggi è un enigma che affascina e inquieta chi prova a comprenderlo.

Cortina nella Grande Guerra
Montagne amate, montagne armate

Cortina d’Ampezzo e le sue maestose montagne, le fotografie d’epoca e il repertorio di guerra, la lettura dei diari e delle lettere dei soldati dal fronte. Un racconto che si snoda inizialmente tra Ottocento e Novecento, quando Cortina conosce una stagione di sviluppo del turismo e dell’alpinismo, fino all’irrompere della Grande Guerra, che trascinerà i soldati in un’assurda guerra “d’alta quota”, mai vista prima, e che rimarrà un unicum nella storia dei conflitti. 
Sono gli ingredienti di “Cortina nella Grande Guerra”, lo Speciale di Rai Cultura in onda in un doppio appuntamento lunedì 26 gennaio (a 70 anni dall’apertura delle Olimpiadi invernali di Cortina del 1956) e lunedì 2 febbraio alle 21.10 su Rai Storia, con la narrazione condotta sui luoghi da Emanuela Lucchetti, insieme al contributo di storici ed esperti della comunità ampezzana e delle sue Dolomiti, del mondo dell’alpinismo e soprattutto del Primo conflitto mondiale in quei territori (Marco Mondini, Diego Leoni, Paolo Giacomel ed Enrico Camanni). 
L’approfondimento principale riguarda l’irruzione della guerra, che investe in due fasi la zona di Ampezzo: nel 1914, i suoi abitanti, soprattutto i giovani, sono mandati a combattere sul fronte orientale contro l’Impero russo. E poi, circa un anno dopo, a maggio 1915, anche contro l’Italia, che aveva dichiarato guerra all’Austria-Ungheria: sarà un terribile e lungo conflitto sull’impervio confine montano tra i due Paesi.

 Nella prima puntata, “Montagne amate, montagne armate”, si parte dal racconto dello sviluppo del turismo di montagna e dell’alpinismo sulle Dolomiti di Cortina tra ‘800 e inizio ‘900. Cortina, che fa parte da quattro secoli dell’Austria-Ungheria, diventa progressivamente una meta privilegiata per visitatori e scalatori. Le montagne vengono scoperte e si inizia a esplorarle, anche grazie allo sviluppo di strade e ferrovie. Ma per le cime dolomitiche passa parte del confine politico con l’Austria-Ungheria. Mentre si costruiscono i primi grandi alberghi a Cortina, frequentati da tanti turisti d’Europa, sulle montagne italiani e austriaci, pur alleati nelle Triplice Alleanza, realizzano una grande rete di fortificazioni in previsione di un possibile scontro. Poi nel 1914 tutto precipita con l’inizio della Prima guerra mondiale. I cittadini di Cortina vengono arruolati e mandati a combattere sul fronte al confine con la Russia. È un primo sconvolgimento per gli ampezzani. Poi la guerra arriva anche in casa, nel maggio 1915: solo pochi giorni dopo la dichiarazione di guerra all’Austria-Ungheria, uno dei primi territori occupati dai soldati del Regio Esercito è proprio quello di Cortina. Con gli austriaci ritirati sulle Dolomiti, in posizione difensiva, iniziano i primi sanguinosi scontri sulle vette.  

Italia viaggio nella bellezza
La Grande Brera

Ottocento anni fa era solo uno spiazzo erboso chiamato “braida”, adiacente alla vecchia città. Oggi, il nome di Brera è sinonimo in tutto il mondo di creatività e di cultura, e da oltre due secoli è sede di prestigiose istituzioni come la Pinacoteca di Brera, la Biblioteca Nazionale Braidense e l'Accademia di Belle Arti, attorno alle quali ruota l'identità di uno dei più celebri quartieri di Milano. Brera è l'anima creativa della città del design, un luogo che nel tempo ha saputo coltivare l'arte per trasformarsi in mito. Un luogo e una storia che Rai Cultura racconta nello speciale con la voce narrante di Edoardo Sylos Labini e firmato da Amalda Ciani Cuka con regia di Marzia Marzolla, in onda lunedì 26 gennaio alle 22.10 su Rai Storia per la serie “Italia. Viaggio nella bellezza”. 
Era il 1975 quando il sovrintendente Franco Russoli, riprendendo con vigore l’impegno che era già stato di Fernanda Wittgens, formulò la proposta della “Grande Brera”, soprattutto dopo l’acquisizione nel 1972 di Palazzo Citterio, per soddisfare le esigenze non solo di sviluppo della Pinacoteca, ma anche di aggiornamento del patrimonio con l’arte moderna e contemporanea. Oggi il sogno è diventato realtà, proprio nel cuore del quartiere, a Palazzo Citterio, che è pronto a raccontare un altro capitolo dell'arte.
Nel programma intervengono il Direttore Generale di Pinacoteca di Brera, Biblioteca Nazionale Braidense, Palazzo Citterio e Museo del Cenacolo Vinciano Angelo Crespi, il Vice Direttore di Pinacoteca di Brera Chiara Rostagno ed esperti come Giovanni Agosti, Flavio Caroli, Maria Cristina Bandera, Anna Mariani, Giulia Raboni, Marco Carminati, Mario Cucinella, Marina Gargiulo e Andrea Carini.

MARTEDI’ 27/01/2026

Passato e Presente
Fughe dai Lager nazisti

Dal sistema concentrazionario nazista fuggire sembrava impossibile. Eppure, tra fili spinati, torrette e sorveglianza capillare, non pochi sfidarono l’impensabile: sottrarsi alla macchina dello sterminio. In occasione del Giorno della Memoria, Paolo Mieli e la professoressa Barbara Berruti ne parlano a “Passato e Presente”, in onda martedì 27 gennaio alle 13.15 su Rai3 e alle 20.30 su Rai Storia. Nel 1943 due ebrei slovacchi Rudolf Vrba e Alfred Wetzler, progettarono un’evasione incredibile da Auschwitz. Le fughe e le rivolte dai lager non furono solo sporadici tentativi di mettersi in salvo ma atti di resistenza, oltre che il primo, disperato tentativo di portare quell’orribile verità all'esterno, per raccontare l’indicibile.

L’ultima marcia

"L'ultima marcia", attraverso le voci dei protagonisti, si propone di raccontare il destino a cui vanno incontro gli internati in seguito alla evacuazione dei campi di concentramento: è lo speciale in onda martedì 27 gennaio alle 21.10 in prima visione su Rai Storia in occasione del Giorno della Memoria.

Sul finire della Seconda guerra mondiale i nazisti, stretti nella morsa degli alleati, anglo-americani ad Ovest e sovietici ad Est, arretrano verso le regioni interne della Germania.

Centinaia di migliaia di internati dei campi di concentramento vengono trasferiti nel cuore del Reich sia per non lasciare in mano alleata le prove viventi dei crimini commessi, sia per essere utilizzati come possibile merce di scambio o, in alcuni casi, per essere ancora sfruttati come forza lavoro coatta dai tedeschi.

Moltissimi internati, perlopiù malati e inabili alle marce, vengono eliminati dai nazisti poco prima delle evacuazioni dei campi. I deportati sono costretti a marciare in condizioni proibitive. A migliaia muoiono per fame, stanchezza, malattie o per mano dei nazisti. Per coprire una parte del percorso, a volte, vengono utilizzati treni merci. I vagoni aperti ed esposti al gelo invernale mietono centinaia di vittime. E quando la morte non arriva per fame o per freddo, sono gli attacchi aerei degli alleati a compiere stragi.

Alla fine della Seconda Guerra Mondiale in Europa l’8 Maggio 1945, si contano più di 250.000 vittime delle marce della morte.

C'è chi disse no
La Resistenza degli Internati Militari Italiani

Nel settembre del 1943 più di 650 mila uomini, catturati dai tedeschi, si rifiutarono di collaborare con il nazifascismo. Pagarono un prezzo altissimo per quel no: trascorsero quasi due anni nei lager del Reich, dove soffrirono il freddo, la fame, il lavoro forzato. Storie rilette dallo Speciale “C’è chi disse no, gli internati militari italiani”, in onda martedì 27 gennaio alle 22.10 su Rai Storia.
Chi riuscì a tornare in patria, fu segnato per sempre. La storia di questa Resistenza silenziosa, combattuta senza armi eppure straordinariamente coraggiosa, rivive nei racconti dei figli di alcuni celebri internati militari come Giovannino Guareschi, Mario Rigoni Stern, Gianrico Tedeschi, Luciano Salce, ma anche nei ricordi di Giuseppe Pagnoni, ex soldato milanese oggi 101enne, nelle piccole opere d’arte create in segreto nei campi nazisti dal tenente romano Gino Spalmach, e nel diario di Giovanni Rossi, padre di Vasco. 

“Cancello Aperto!”
Il 27 gennaio 1945, la liberazione di Auschwitz

Il 27 gennaio del 1945 i soldati sovietici aprono il cancello del campo di sterminio di Auschwitz: di fronte a loro un orrore inimmaginabile.

Poi decidono di filmare il campo e i sopravvissuti, uomini, donne e bambini.

In occasione del Giorno della Memoria, un viaggio dentro la "dimensione" Auschwitz, simbolo della Shoah, attraverso le testimonianze dei sopravvissuti, il racconto degli storici inviati sui luoghi e l’introduzione di Paolo Mieli nello speciale “Cancello Aperto! 27 gennaio 1945 – La liberazione di Auschwitz” in onda martedì 27 gennaio alle 23.10 su Rai Storia.

 

MERCOLEDI’ 28/01/2026

Passato e presente
Pellegrino Artusi. L’Italia unita in cucina

Pellegrino Artusi è considerato il padre della cucina italiana, se non il suo inventore. Ma il libro-ricettario “La scienza in cucina e l’arte di mangiar bene”, uscito nel 1891 e seguito da numerose edizioni, è ben più di un manuale di cucina. Paolo Mieli e il professor Gilles Pécout ne parlano a “Passato e Presente” in onda mercoledì 28 gennaio alle 13.15 su Rai3 e alle 20.30 su Rai Storia. Artusi cerca ricette in tutta Italia e al contempo raccoglie le parole e le espressioni per nominarle. Al lavoro antropologico di raccogliere elementi di diverse culture regionali, aggiunge il tentativo di unificare e rendere omogenea la lingua italiana intorno al popolare tema della cucina. Un lavoro di grande importanza, in un’Italia da poco unità, con un tessuto sociale sfilacciato, frammentata in decine di dialetti diversi e perlopiù analfabeta. Un lavoro reso ancora più efficace dalla fitta rete di relazioni che, attraverso il servizio postale, Artusi intrattiene con i suoi lettori, che diventano così veri e propri coautori del libro.

L’Italia della Repubblica
L’Italia e l’Europa

Un sogno che parte da lontano, quello dell’Europa unita, e che bisogna ripercorrere per raccontare, in questa ultima puntata firmata da Riccardo Ferrigato de “L’Italia della Repubblica”, in onda mercoledì 28 gennaio alle 21.10 su Rai Storia, una delle grandi avventure storiche di cui l’Italia è stata protagonista negli anni della repubblica. Ma qual è stato il ruolo dell’Italia nella costruzione di un’Europa unita, di un’Europa senza frontiere e barriere doganali? E quanto questa Europa di pace ha influito sui destini del nostro paese? La puntata intraprende un lungo ed emozionante viaggio dal Manifesto di Ventotene del 1941 (scritto da Altiero Spinelli ed Ernesto Rossi) fino ai nostri giorni, passando dai Trattati di Roma del 1957, dalle difficoltà dei rapporti dell’Unione con la Gran Bretagna, fino al trattato di Maastricht che istituisce l’Unione Europea e all’introduzione della moneta unica europea (Euro).

GIOVEDI’ 29/01/2026

Passato e presente
Orient Express. Il treno del progresso

Alla fine dell’Ottocento, l’Orient Express incarna l’ambizione di un’Europa che vuole superare confini e bruciare le distanze nel nome del progresso e della fiducia nella tecnica. Paolo Mieli e la professoressa Fiamma Lussana ne parlano a Passato e presente in onda giovedì 29 gennaio alle 13.15 su Rai 3 e alle 20.30 su Rai Storia.Ideato da Georges Nagelmackers, il treno trasforma il viaggio in un’esperienza di lusso, collegando capitali e mondi diversi. Dopo l’interruzione della Prima guerra mondiale, rinasce nel primo dopoguerra vivendo la sua età d’oro tra diplomazia, finanza e cultura. Luogo d’incontro di élite politiche e artistiche, diventa presto un mito letterario e cinematografico. La Seconda guerra mondiale e la divisione dell’Europa ne segnano il declino. Quando il servizio si conclude, nel 1977, l’Orient Express ha già superato la sua funzione pratica, entrando definitivamente nella memoria collettiva come icona della modernità.

La bussola e la clessidra
La via del guerriero: Giulio Ubio, legionario romano

Le vicissitudini di un legionario, Giulio Ubio, della tribù germanica degli Ubii che, ottenuta la cittadinanza, decide di entrare a far parte dell’esercito romano. Le ripercorre “La bussola e la clessidra”, in onda giovedì 29 gennaio alle 21.10 su Rai Storia. Il professor Alessandro Barbero segue il periodo di addestramento di Giulio Ubio e la pericolosa missione che gli verrà assegnata.

5000 anni e più. La lunga storia dell’umanità
1874: La nascita dell'impressionismo

15 aprile 1874, Parigi, Boulevard des Capucines. Nello studio del fotografo Nadar, una trentina di giovani pittori si preparano a presentare al pubblico più di centocinquanta delle loro opere. Alla fine di questo secolo turbolento in cui la modernità stava emergendo, questo gruppo di artisti, liberandosi dai codici, osò lanciare una mostra indipendente, che avrebbe fatto notizia. Era nato l'impressionismo. A “5000 anni e più. La lunga storia dell’umanità” in onda giovedì 29 gennaio alle 22.10 su Rai Storia, Giorgio Zanchini ne parla con il professor Mascilli Migliorini, professore emerito presso l'Università Orientale di Napoli.

VENERDÌ 30/01/2026

Passato e Presente
Mary Stuart. L’altra regina

Il 14 dicembre del 1542, a sei giorni dalla sua nascita,Maria Stuart, figlia di Giacomo V, diventa Regina di Scozia. Subito si ritrova al centro di spietate lotte di potere, conflitti religiosi e dinastici, intrighi e congiure. Paolo Mieli e la professoressa Valentina Villa ne parlano a “Passato e Presente”, in onda venerdì 30 gennaio alle 13.15 su Rai3 e alle 20.30 su Rai Storia. A 16 anni, come moglie del nuovo re di Francia, Francesco II e pretendente al trono di Inghilterra, sembra sul punto di realizzare tutte le smisurate ambizioni dei suoi zii materni, il duca di Guisa e il Cardinale di Lorena.  Agli occhi del mondo cattolico, infatti, la nuova regina di Inghilterra, la protestante Elisabetta, è una figlia illegittima che non ha i titoli per sedere sul trono dei Tudor, a differenza di sua cugina Maria.  È l’inizio di una rivalità che, assieme alle infelici scelte matrimoniali di Maria, determinerà la sua rovinosa caduta dal trono, la prigionia e infine la morte.  

Le ragazze

Cristina Marella è nata nel 1924 a Celle San Vito in provincia di Foggia in una famiglia umile: penultima di dodici figli, all’età di otto anni è costretta ad andare a lavorare come domestica lontana dalla famiglia. È lei ad aprire la quarta puntata de "Le Ragazze", il programma di Rai Cultura condotto da Francesca Fialdini, in onda venerdì 30 gennaio alle 21.10 su Rai Storia. Durante il fascismo alla sua famiglia viene assegnata una casa colonica e le loro condizioni di vita migliorano. Cristina si invaghisce di Vincenzo, un ragazzo di un podere vicino, ma sopraggiunge la guerra a separarli. Dopo tre anni, Vincenzo torna a casa in licenza e si fidanzano ufficialmente, ma ritornato al fronte, viene fatto prigioniero dai tedeschi e deportato nel campo di concentramento di Dortmund. Alla fine della guerra, sopravvissuto ai lavori forzati, torna a casa irriconoscibile e malato e la famiglia di Cristina si oppone alle nozze. Cristina decide di sposarlo ugualmente e fanno la fuitina. Dal matrimonio nascono i tre figli, Francesco, Filomena e Norina. Cristina, rimasta vedova a 58 anni, vanta oggi l’affetto di sei nipoti, tredici bisnipoti e tre trisnipoti. Oggi, a quasi 101 anni, è pienamente autonoma e, per non sentirsi sola, ha scelto da qualche anno di vivere in una casa di riposo.

Sarà poi la volta di due Ragazze degli anni ’80, Paola Pieri e Rosaria Nuzzo. Paola nasce a Roma nel 1962, con l'amore per l'arte nel DNA. Nel 1974 vive un’esperienza eccezionale: con la famiglia emigra in Australia, dove resterà fino al 1980, perfettamente integrata in un gruppo di nuovi amici, amanti del punk e tatuati. Negli anni ’80 un doloroso rientro in Italia, ma lo spirito libero la porterà comunque a viaggiare con il corpo – nella Londra del punk – e con la mente: si avvicina al rockabilly, genere musicale che rievoca l’America degli anni ‘50, e lì conosce il suo primo amore, Paolo, un ragazzo che frequenta il mondo dei tatuatori, in particolare il laboratorio di Gippi Rondinella. Chiuso lo studio di tatuaggi prima del Covid, Paola si dedica a una sua vecchia passione: i cavalli. Un mondo nuovo che la porterà a innamorarsi di Giampiero, che diventerà suo marito. La sua storia si intreccia con quella di Rosaria Nuzzo, nata a Napoli il 23 novembre 1961. Figlia di un carabiniere e di una casalinga, è l’ultima di tre fratelli, diventata la cocca di papà, fin da bambina si guadagna il suo rispetto guardandolo negli occhi e opponendosi alle regole precostituite. Come quando sceglie di iscriversi all’istituto nautico di Napoli per realizzare il sogno di viaggiare ed esplorare il mondo: sarà l’unica donna fra tutti gli iscritti. Dopo il diploma tenta la carriera da ufficiale sulle navi mercantili, ma quel contesto non è ancora pronto ad accogliere le donne tra i membri dell’equipaggio. La grande occasione arriva con l’Achille Lauro, la nave da crociera dei sogni. Un sogno che diventa incubo il 7 ottobre 1985, quando la nave viene dirottata da quattro terroristi palestinesi al largo delle coste egiziane. Per quattro giorni Rosaria, i colleghi e centinaia di passeggeri sono ostaggio dei sequestratori. Dopo tensioni e trattative, i sequestratori si arrendono il 10 ottobre 1985. Rosaria torna a casa e riabbraccia la madre, ma dopo pochi anni svestirà la divisa e lascerà la carriera da marinaia.

Seguono due Ragazze degli anni ‘50. Elena Cotta nasce a Milano il 19 agosto del 1931 da mamma casalinga e da papà funzionario della Snia Viscosa. Cresce in una famiglia borghese che l’avvia verso studi che quasi certamente la condurranno all’insegnamento, ma Elena non ne vuole sapere. Un giorno per caso partecipa a un provino di ammissione in una scuola di recitazione e viene scelta. Lì conosce Carlo Alighiero, aspirante attore anche lui, e tra i due scatta il colpo di fulmine. Carlo poi si trasferisce a Roma per frequentare l’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica “Silvio D’Amico” e dopo un anno lo segue anche Elena. Intanto Elena aspetta una bambina e la coppia si sposa. Dopo la nascita di Barbara e il grande sostegno da parte dei suoi genitori Elena dà inizio alla sua carriera di attrice che la vede molto impegnata sia in teatro che in televisione. Dopo aver preso parte ad alcuni spettacoli con la Compagnia dei Giovani, nel 1957 è protagonista con Alberto Lupo di uno sceneggiato a puntate di grande successo dal titolo “Tessa, la ninfa fedele”. Dopo la nascita di Olivia, la sua secondogenita, fonda con suo marito la compagnia Cotta – Alighiero. Alla soglia degli 82 anni Elena riceve un grande e inaspettato riconoscimento: la sua interpretazione nel film “Via Castellana Bandiera” per la regia di Emma Dante viene premiata al Festival di Venezia del 2013 con la Coppi Volpi.La sua storia è intrecciata con quella di Nazzarena Graziani, nata il 18 giugno del 1939 a Paliano - in provincia di Roma - da una famiglia di contadini. Quando il papà parte per la guerra la bambina non ha nemmeno un anno, trascorre così i suoi primi anni di vita con la mamma che non le parlerà mai di suo papà. Scoprirà di avere un padre solo nel 1945, quando lui fa ritorno una volta terminato il conflitto. Nazzarena frequenta le scuole elementari e mostra un grande interesse per la lettura al punto che la sua maestra esorta i genitori a farle proseguire gli studi. Ma le scuole medie sono troppo distanti e poi lo studio non è nel destino delle ragazze di campagna, così i genitori le negano questa possibilità, che invece poi accorderanno a suo fratello. Nazzarena si dedica così ai lavori di campagna, ma non smette mai di leggere. Nazzarena inizia a lavorare come bidella nel 1958. Avrà poi tre figli, lavorerà nelle scuole ininterrottamente fino al 2006 e soprattutto continuerà a essere una gran divoratrice di libri.

SABATO 31/01/2026

Passato e presente
Marguerite Yourcenar. Memorie di Adriano

Nel 1924, all’età di 21 anni, Marguerite Yourcenar visita Villa Adriana, a Tivoli. Affascinata dalla figura di Adriano, inizia a stendere le prime pagine di quello che nelle sue intenzioni dovrà essere un romanzo sull’imperatore. Passeranno quasi trent’anni prima di porre la parola fine al romanzo, che verrà pubblicato nel 1951 con il titolo “Memorie di Adriano”. Paolo Mieli e lo storico Franco Cardini ne parlano a Passato e presente in onda sabato 31 gennaio alle 20.30 su Rai Storia.

Cinema Italia
La notte brava

Un girovagare prima nella giornata e poi nella notte romana con le avventure di tre ragazzi del sottoproletariato della periferia di Roma. È “La notte brava” di Mauro Bolognini, in onda sabato 31 gennaio alle 21.10 su Rai Storia per il ciclo “Cinema Italia”. Nel cast, Rosanna Schiaffino, Elsa Martinelli, Laurent Terzieff, Jean-Claude Brialy, Franco Interlenghi, Antonella Lualdi, Anna Maria Ferrero, Tomas Milian

Documentari d’autore
L’altro buio in sala

La storia e il presente, fino al tempo del Covid, delle sale cinematografiche d’essai in Italia. Da Milano a Roma, da Napoli a Torino li racconta Ciro Formisano in “L’altro buio in sala” in onda sabato 31 gennaio alle 22.45 su Rai Storia per “Documentari d’autore”.


Vuoi sostenere L'Ape musicale?

Basta il costo di un caffé!

con un bonifico sul nostro conto

o via PayPal

 



 

 

 
 
 

Utilizziamo i cookie sul nostro sito Web. Alcuni di essi sono essenziali per il funzionamento del sito, mentre altri ci aiutano a migliorare questo sito e l'esperienza dell'utente (cookie di tracciamento). Puoi decidere tu stesso se consentire o meno i cookie. Ti preghiamo di notare che se li rifiuti, potresti non essere in grado di utilizzare tutte le funzionalità del sito.