L’Ape musicale

rivista di musica, arti, cultura

 

Volere votare

DOMENICA 01/02/2026

Volere votare

Nel 1946 le donne votano e vengono votate per la prima volta in Italia, ma è con il Consiglio dei ministri del 31 gennaio 1945 che si concesse loro il voto. In occasione di tale ricorrenza Rai Cultura ripropone “Volere Votare”, in onda domenica 1° febbraio alle 9.45 su Rai Storia, che ripercorre quel momento cruciale, con la storica Patrizia Gabrielli e le testimonianze di donne che lo vissero in prima persona: Piera Agliardi, classe 1915; Lula Tonini, classe 1923; Liliana Pellegrino, classe 1926; Vincenza Cupini, classe 1922; Marisa Rodano, classe 1921, Assunta Almirante, classe 1925 e Vittorina Sedda, classe 1913. Italiane emozionate per aver vissuto il primo voto del 1946 e capaci di trasmettere entusiasmo e gioia per quel diritto-dovere conquistato.

Omaggio a Tito Stagno, l’uomo della luna
Il ricordo di Rai Cultura nell’anniversario della scomparsa

In occasione del quarto anniversario della scomparsa di Tito Stagno (1° febbraio 2022), giornalista e conduttore, volto storico della Rai, Rai Cultura ripropone lo speciale “Tito Stagno. L’uomo della luna”, per la regia di Caterina Intelisano, in onda domenica 1° febbraio alle 18.00 su Rai Storia. È un ritratto del giornalista e telecronista più popolare della televisione, attraverso i suoi viaggi al seguito di Papi e Presidenti e i suoi commenti su importanti avvenimenti storici.
Conduttore del telegiornale dal 1961, il suo nome è legato a un evento in particolare. La notte del 20 luglio 1969 lo vede protagonista e commentatore della lunga diretta televisiva sull’allunaggio compiuto dalla Missione Spaziale Apollo 11. 

Nel 2009 pubblica la sua autobiografia “Mister Moonlight, confessioni di un telecronista lunatico”. “Mister Moonlight”, cioè “Signor Chiaro di luna”, è il soprannome attribuitogli affettuosamente da Buzz Aldrin, uno dei tre astronauti della Missione Apollo 11.

Passato e Presente
L’Apartheid

In Sudafrica, dal 1910 in poi, una minoranza bianca ha detenuto il potere e gestito la totalità delle risorse di un territorio tra i più ricchi del pianeta, costringendo i neri ai lavori più umili. L’Apartheid, il sistema di segregazione razziale utilizzato ufficialmente a partire dal 1948, era un sistema basato sulla disuguaglianza, che la maggioranza nera della popolazione è stata costretta a subire per quasi tutto il XX secolo, mentre le proteste delle associazioni antiapartheid venivano represse nel sangue e i loro leader incarcerati o uccisi. Paolo Mieli ne parla con la professoressa Anna Maria Gentili a Passato e presente in onda domenica 1° febbraio alle 20.30 su Rai Storia a 35 anni dall’abolizione formale dell’Apartheid. È solo dopo la liberazione nel 1990 del leader storico dell’opposizione nera, Nelson Mandela, e con la sua elezione a Capo di Stato nel 1994, che l’Apartheid viene finalmente abolita.

La bussola e la clessidra
Dal Medioevo all’Umanesimo

Alessandro Barbero ci porta nel Medioevo, periodo storico a lui carissimo, partendo da alcune puntate della serie di Rossellini, La Lotta dell’uomo per la sopravvivenza, è “La bussola e la clessidra”, serie Rai Cultura in onda domenica 1° febbraio alle 21.10 su Rai Storia. In particolare, Barbero si soffermerà sulle razzie dei barbari e sull’origine del termine “bottino”, poi farà luce sulla vita monastica e su alcune leggende, come quella legata all’antimonio. Ci sarà spazio anche per alcune precisazioni sulle regole igieniche del tempo, e sulla condizione femminile, così come sulla servitù della gleba, il ruolo di trovatori e menestrelli, e l’impatto delle Crociate.

A seguire, alle 22.10, superato l’anno Mille, focus sul cosiddetto Basso Medioevo: parliamo di produzione tessile e rinascita della metallurgia in Europa. Numerose le curiosità sull’importanza dell’oro, ma anche sulla produzione della carta e della cera. C’è spazio anche per la nascita delle università e della stampa a caratteri mobili.

LUNEDI’ 02/02/2026

Omaggio a Miriam Mafai
Il ricordo di Rai Cultura nel centenario della nascita

Giornalista, scrittrice, importante esponente del Pci, Miriam Mafai, classe 1926, muore il 9 aprile 2012. Nata a Firenze, Miriam Mafai definisce la sua famiglia un contesto "felicemente disordinato" e fuori dalle regole dove la pittura, la scultura, la musica e l'antifascismo sono il pane quotidiano. È lei la protagonista di questo speciale in onda per “Italiani” e riproposto da Rai Cultura lunedì 2 febbraio alle 12.00 su Rai Storia in occasione dell’anniversario della nascita. Il padre Mario Mafai, pittore, e la madre Antonietta Raphael, anche lei pittrice e scultrice ebrea di origine russa, sono due famosi esponenti della Scuola Romana. Miriam ha due sorelle, Simona e Giulia. La promulgazione delle leggi razziali nel '38 costringono la famiglia Mafai a lasciare improvvisamente Roma. Le ingiustizie del fascismo, la tragedia della guerra saranno la spinta determinante verso le future scelte politiche di Miriam: da staffetta partigiana durante la liberazione di Roma a funzionario del partito comunista impegnata a fianco dei contadini nelle lotte per la conquista delle terre. Miriam Mafai quindi, prima ancora di approdare alla scrittura, abbraccia per alcuni anni la vita politica all'interno di un partito, quello comunista, inteso dai propri militanti alla stregua di una grande famiglia ordinata e organizzata da regole precise. Forse proprio quelle regole venute a mancare in gioventù, come racconta Miriam, furono il primo motore di una militanza durata quasi un decennio. Nel '56 la grande svolta della sua vita. Lascia il suo incarico nel partito, si trasferisce a Parigi con il marito e i figli e comincia a scrivere come inviata per "Vie Nuove" una rivista legata al Partito Comunista. Nasce così la giornalista nonché scrittrice Miriam Mafai. C'è un filo rosso che lega tutta la sua produzione giornalistica ed è quello della libertà della donna e della laicità dello Stato.

Viaggio sentimentale nell'Italia dei vini
L’omaggio all’enogastronomo Luigi Veronelli

Un percorso investigativo dai toni originali sulla viticultura italiana: è il “Viaggio sentimentale nell’Italia dei vini” di Luigi Veronelli, riproposto da Rai Cultura in occasione del centenario della nascita da lunedì 2 febbraio alle 18.30 su Rai Storia. Personaggio di una certa notorietà tra gli anni Settanta e Ottanta, Veronelli ha collaborato a numerose riviste, finendo in TV, a fianco di Ave Ninchi, in “A tavola per le sette”. L’inchiesta, firmata da lui con Nichi Stefi, con musiche di Gino Negri e regia di Mario Mariani, prodotta dalla sede Rai della Lombardia, parte dalle difficoltà incontrate dai produttori di vino per competere con il prodotto italiano sul mercato europeo. Tra le cause di queste dfficioltà, le carenze, e in certi casi l’inadeguatezza delle leggi italiane, e su questo argomento l’esistenza di un’immagine pubblica del vino italiano inferiore ai valori reali prodotti.

Nelle puntate successive, le voci di Mario Soldati e Gianni Brera, l’approfondimento sui luoghi di produzione e consumo del vino, e sulle nuove generazioni di produttori.

Passato e Presente
Le Indipetae dei Gesuiti. Il desiderio delle Indie

Per cinque secoli, intere generazioni di giovani gesuiti europei esprimono un desiderio irrefrenabile: essere mandati nelle “Indie”. E lo esprimono attraverso delle lettere al Padre Generale: le Indipetae. Paolo Mieli ne parla con la professoressa Michela Catto a Passato e Presente, il programma di Rai Cultura in onda lunedì 2 febbraio alle 13.15 su Rai3 e alle 20.30 su Rai Storia.Il desiderio di partire per terre lontane da evangelizzare risponde alla vocazione missionaria dell’ordine, ma soprattutto racconta la sete d’avventura, i sogni e le speranze di giovani religiosi che, a una vita sicura nei collegi dell’Europa cristiana, preferiscono le incognite di una missione ai confini del mondo. Le Indipetae diventano così un diario collettivo spirituale, il termometro di una vocazione che attraversa i secoli. Tra le ultimissime lettere c’è quella di un giovane gesuita argentino che negli anni Sessanta del Novecento chiede di essere mandato in Giappone: Jorge Mario Bergoglio. Le parole dei giovani gesuiti sono lette e interpretate da Tobia De Angelis.

Cortina nella Grande Guerra
Su tutte le vette è guerra

Nel primo conflitto mondiale il nemico non è solo il soldato avversario, ma è anche, e soprattutto, la montagna, la natura, grandiosa e al tempo stesso terribile. È da qui che riparte di racconto di “Su tutte le vette è guerra” - titolo che riprende, mutandolo, un verso di Goethe - seconda e ultima puntata di “Cortina nella Grande Guerra”, in onda lunedì 2 febbraio alle 21.10 su Rai Storia. Si configura un nuovo e inedito teatro del conflitto, una guerra caratterizzata da accaniti scontri tra le cime, da imprese alpinistiche straordinarie e da vette che vengono fatte esplodere. Dopo due anni e mezzo, senza che vi siano stati grandi avanzamenti e conquiste a favore di uno dei due contendenti, arriva la disfatta di Caporetto nell’ottobre 1917. Cambia ancora una volta il destino di Cortina: insieme ad altri vastissimi territori viene riconquistata dagli Austriaci. Solo un anno più tardi dopo la battaglia di Vittorio Veneto, l’esercito italiano riesce a sfondare le linee nemiche. A fine conflitto, nel 1918, dopo anni di sconvolgimenti, Cortina è definitivamente ripresa dagli italiani: poco dopo sarà annessa al Regno d’Italia. La guerra è stata un’immane carneficina e ha anche cambiato, sfigurandolo, il volto delle montagne. Queste sono però entrate nella coscienza di tutti gli italiani e nel dopoguerra diventeranno sempre più anche un importante luogo della memoria. Dopo il conflitto inizierà presto una nuova pagina della storia di Cortina, una storia stavolta di pace, prosperità, che, superando gli anni tremendi della Seconda guerra mondiale, troverà la sua celebrazione anche attraverso lo sport con le Olimpiadi Invernali del 1956.

Nello Speciale, il racconto di Emanuela Lucchetti sui luoghi delle vicende belliche si intreccia con il contributo di storici ed esperti della comunità ampezzana e delle sue Dolomiti, del mondo dell’alpinismo e soprattutto del Primo conflitto mondiale in quei territori (Marco Mondini, Diego Leoni, Paolo Giacomel ed Enrico Camanni).

Italia. Viaggio nella bellezza
La ceramica di Vietri. Storia di arte, architettura e design

Vietri sul Mare è conosciuta in tutto il mondo per l’arte della ceramica.Su questo straordinario tratto di costa, porta d’ingresso alla meraviglia della Costiera Amalfitana, generazioni di artigiani hanno dato vita a una tradizione che unisce una grande sapienza tecnica a un profondo legame con il territorio. La puntata di “Italia. Viaggio nella Bellezza”, in onda lunedì 2 febbraio alle ore 22.00 su Rai Storia - firmata da Emanuele Colarossi con la regia di Antonio Carbone e la consulenza del professor Alfonso Morone (Università degli Studi di Napoli Federico II) e dell’architetto e designer Daniele Della Porta - ripercorre la storia di Vietri, divenuta a partire dagli anni Venti del Novecento crocevia di artisti e designer provenienti da ogni parte del mondo, attratti dal fascino della sua tradizione ceramica e dal mito del Mediterraneo.
Personalità diverse per formazione e sensibilità che hanno trovato nelle forme e nei colori della ceramica un linguaggio capace di aprire nuovi orizzonti di creatività. 
Dall’incontro tra tradizione e modernità è nata una straordinaria stagione di contaminazioni, che ha rafforzato, rinnovandola, l’identità della ceramica vietrese, in un dialogo continuo con arte, architettura e design.

MARTEDI’ 03/02/2026

Passato e Presente
Il popolo romanì. Una storia misteriosa

Sono apparsi sulle strade d’Europa nel XV secolo, suscitando al tempo stesso fascino e terrore. Per secoli sono stati chiamati “Zingari”, creduti egiziani in penitenza o stirpe maledetta. Ma la storia svela un’origine ben diversa: non mendicanti, ma discendenti di fieri guerrieri indiani in fuga dalla guerra. Da “pellegrini” a vagabondi da reprimere, da muse ispiratrici per gli artisti romantici a “razza delinquente” per la scienza positivista: un viaggio attraverso mille pregiudizi che culmina nel Porrajmos, il “divoramento”, l’Olocausto dimenticato che ha tentato di cancellare per sempre il popolo del vento.
Paolo Mieli ne parla con il professor Giorgio Del Zanna a Passato e presente in onda martedì 3 febbraio alle 13.15 su Rai 3 e alle 20.30 su Rai Storia.

Churchill, Roosevelt, Stalin: in cammino verso Yalta

Un incontro come un dramma teatrale

La cronaca diplomatica piena di suspence su come gli Stati Uniti cercarono di bilanciare i propri ideali democratici con le considerazioni pratiche della loro realpolitik durante la Seconda guerra mondiale. Il culmine di questa lotta avvenne alla conferenza di Yalta del 1945, dove i "Big Three" (Roosevelt, Churchill e Stalin) si incontrarono per pianificare la riorganizzazione postbellica dell'Europa. È “Churchill, Roosevelt, Stalin in cammino verso Yalta”, introdotto e contestualizzato dal professor Gastone Breccia, proposto da Rai Cultura martedì 3 febbraio alle 21.10 su Rai Storia. Lo speciale si svolge come un dramma teatrale, con Roosevelt, un idealista morente che simboleggia una superpotenza militare; Churchill, il leader di un impero in declino con un acuto acume politico; e Stalin, un maestro dell'inganno all'apice del predominio militare.

L'Inghilterra vittoriana a colori
Le immagini della prima cinepresa

La Gran Bretagna vittoriana vista attraverso lo sguardo della nuova ed emozionante invenzione, la cinepresa, che cattura per la prima volta una nazione su pellicola. Un “ritratto” – tra luci e ombre - proposto da “L’Inghilterra vittoriana a colori” di Leonardo Campus, in onda martedì 3 febbraio alle 22.10 su Rai Storia, con l’introduzione e la contestualizzazione della professoressa Valentina Villa. 

MERCOLEDI’ 04/02/2026

Umberto Veronesi a “Italiani”
Il ricordo nella Giornata Mondiale per la lotta contro il cancro

Una vita per la ricerca e per la sanità, ma anche per la pace: è la vita di Umberto Veronesi, che Giuseppe Sangiorgi racconta nello speciale con la regia di Luca Mancini che Rai Cultura propone mercoledì 4 febbraio alle 12.00 su Rai Storia per la serie “Italiani”, con l’introduzione di Paolo Mieli.
A parlare di lui, tra gli altri, sono il figlio e direttore d’orchestra Alessandro Veronesi, i figli e chirurghi Paolo e Giulia Veronesi, l’onorevole Emma Bonino, il presidente Giuliano Amato, e la professoressa Adriana Bonifacino, oncologa ed allieva di Veronesi.

Umberto Veronesi nasce a Milano il 28 novembre 1925 da una famiglia di umili origini, quinto di sei figli. Sarà la madre Erminia Verganti a occuparsi di loro, seguendoli nella crescita e facendoli studiare. Durante la Seconda Guerra Mondiale, dopo essere sopravvissuto all’esplosione di una mina nel 1944, entra nella Resistenza, sfuggendo alla cattura delle SS. Nel 1951 si laurea in medicina. Pensa inizialmente di specializzarsi in psichiatria, decide poi di dedicarsi alla lotta contro il cancro, che segnerà tutta la sua vita di medico e di ricercatore. Ancora studente inizia a frequentare l’Istituto nazionale dei tumori a Milano, del quale diventa direttore nel 1975. Dopo anni di studi, compie una vera e propria rivoluzione chirurgica nella trattazione del tumore al seno introducendo una tecnica operatoria rispettosa del corpo femminile, ossia la quadrantectomia sostituendola alla mastectomia, quando possibile. Il successo di Veronesi sarà consacrato da una dozzina di lauree honoris causa ricevute nei più diversi Paesi del mondo. Tra le sue battaglie, quelle della lotta al fumo, per il testamento biologico, per il disarmo, la creazione dell’Istituto Europeo di Oncologia, ospedale d'eccellenza nella cura del cancro, la fondazione di Science for Peace perché l’aspirazione alla pace e alla libertà, sosteneva, è nel Dna del genere umano. Dal 2003 la Fondazione Umberto Veronesi è uno dei maggiori centri per lo studio e la lotta ai tumori e per il progresso della scienza medica. Morirà a Milano l’8 novembre 2006. 

Passato e Presente
Cileni in esilio solidarietà e resistenza

Cile, 11 settembre 1973: un golpe, sostenuto dai servizi segreti americani, segna la fine del governo di Salvador Allende. La giunta militare, guidata dal generale Augusto Pinochet, dà inizio a una fase di brutale repressione. Moltissime persone sono costrette ad abbandonare il paese, dando vita a un’ondata migratoria senza precedenti. Paolo Mieli e la professoressa Benedetta Calandra ne parlano a Passato e presente in onda mercoledì 4 febbraio alle 13.15 su Rai 3 e alle 20.30 su Rai Storia. Gli eventi cileni suscitano una vasta mobilitazione internazionale, che coinvolge anche l’Italia. Le organizzazioni sindacali, politiche e religiose si mobilitano in una rete di solidarietà trasversale per accogliere e assistere gli esuli. A Roma, in particolare, si sviluppa uno dei principali centri di coordinamento della resistenza cilena. Nello stesso periodo, anche negli Stati Uniti numerose componenti della società civile denunciano le responsabilità della CIA nella destabilizzazione del governo di Allende e si attivano per offrire soccorso ai perseguitati dal regime.

Grandi disastri: 10 errori fatali
Il disastro del dirigibile Hindemburg

Difetti di progettazione, errori di giudizio e protocolli falliti: così sono nati alcuni dei peggiori disastri che il mondo abbia mai visto. Li racconta “Grandi disastri: 10 errori fatali” la serie Rai Cultura in onda da mercoledì 4 febbraio alle 21.10 su Rai Storia. Dall’incidente dell’Hindenburg alla Deepwater Horizon, le catastrofi umane più famose del mondo hanno una cosa in comune. Ciascuna fu il prodotto di una catena di errori. La serie si concentra su un disastro diverso in ogni episodio e rivela come i fallimenti spesso iniziarono sul tavolo da disegno e continuarono fino al momento in cui si verificò il disastro. Dall'assassinio di JFK alla distruzione delle Torri Gemelle, agli incidenti aerei del Boeing 737, ogni catastrofe viene messa a nudo, rivelando i momenti cruciali che ne hanno segnato il destino. Nel primo appuntamento, introdotto e contestualizzato dal professor Gregory Alegy il fatale incidente al dirigibile Hindenburg. Il 6 maggio 1937, alle 19.25, l'Hindenburg prese fuoco e venne completamente distrutto, nel giro di circa mezzo minuto, mentre cercava di attraccare al pilone di ormeggio della Stazione Aeronavale di Lakehurst, New Jersey.

GIOVEDI’ 05/02/2026

Passato e Presente
Storia delle Olimpiadi invernali

La prima Olimpiade invernale di Chamonix è datata 1924, esattamente 28 anni dopo la prima Olimpiade moderna svoltasi ad Atene nel 1896. Un ritardo dovuto al fatto che gli sport invernali erano appannaggio dei soli paesi nordici, che avevano gran dimestichezza con la neve e il ghiaccio. Paolo Mieli e il professor Gioachino Lanotte ne parlano a “Passato e Presente” in onda giovedì 5 febbraio alle 13.15 su Rai3 e alle 20.30 su Rai Storia alla vigilia delle Olimpiadi invernali Milano – Cortina. Le prime gare riguardavano il bob, il pattinaggio di figura e di velocità, l’hockey, il salto con gli sci e il fondo. Per lo sci di discesa bisognerà invece aspettare l’appuntamento di Garmisch in Germania nel 1936. Le Olimpiadi, lungi dall'essere  solo manifestazioni sportive, raccontano dei diversi contesti storici nelle quali avvengono, come la guerra fredda, con il confronto simbolico oltre che sportivo tra le squadre dei due blocchi contrapposti, o il secondo dopoguerra italiano nel quale, in occasione delle Olimpiadi di Cortina del 1956, l’Italia alle soglie del miracolo economico mostra al mondo la straordinaria capacità organizzativa e l’efficienza degli impianti e delle infrastrutture costruite per la kermesse iridata. Paolo Mieli e il prof. Gioachino Lanotte ne parlano a Passato e presente in onda giovedì 5 febbraio alle 13.15 su Rai3 e alle 20.30 su Rai Storia a 70 anni dall’inizio delle Olimpiadi invernali di Cortina del 1956.

La bussola e la clessidra - La via del guerriero
Fraser clansman, l'Highlander scozzese

Le imprese del clansman Fraser, un guerriero delle highland scozzesi, che seguirà il suo capo, Robert Bruce, in ogni battaglia contro gli odiati inglesi. Un personaggio raccontato dal professor Alessandro Barbero in “La bussola e la clessidra. La via del guerriero”, in onda giovedì 5 febbraio alle 21.10 su Rai Storia. 

5000 anni e +. La lunga storia dell’umanità
1191: l'assedio di Acri

L’assedio di San Giovanni d’Acri: uno degli episodi principali della terza Crociata. Ne parlano a “5000 anni e più. La lunga storia dell’umanità”, in onda giovedì 5 febbraio alle 22.10 su Rai Storia, Giorgio Zanchini e il professor Antonio Musarra, docente di Storia medievale alla Sapienza di Roma, per ricostruire una vicenda che vede tra i suoi protagonisti il re Riccardo Cuor di Leone, un personaggio entrato nella leggenda, descritto come impavido e valoroso cavaliere in difesa della fede cristiana. Eppure, il lungo assedio, iniziato nell’agosto del 1189, si concluderà con la sconfitta dei crociati e la caduta di Gerusalemme. E alcune pagine della lunga battaglia contro i musulmani di Saladino rimangono ancora controverse. 

VENERDÌ 06/02/2026

Passato e Presente
Andrea Doria, ascesa e naufragio di un mito

Un transatlantico elegante e moderno, nato dalle macerie del conflitto per raccontare al mondo il miracolo economico e il ritorno di un Paese protagonista sui mari: è l’Andrea Doria, simbolo dell’Italia del dopoguerra. Paolo Mieli e il professor Ernesto Galli della Loggia ne parlano a Passato e presente in onda venerdì 6 febbraio alle 13.15 su Rai3 e alle 20.30 su Rai Storia. Varata nel 1951, diventa subito una vetrina dell’eccellenza italiana, tra innovazione tecnica, design e prestigio internazionale. Ma nella notte tra il 25 e il 26 luglio 1956, durante una traversata verso New York, la collisione con la nave svedese Stockholm trasforma quel sogno in tragedia. In undici minuti il mito viene ferito a morte. La puntata ripercorre l’ascesa e il naufragio dell’Andrea Doria, il drammatico salvataggio dei passeggeri, le polemiche sulle responsabilità e il destino del relitto.

Le ragazze
Da Ida Montanari a Benedetta Tobagi

Marisa Mariotti, classe 1934: è lei la decana che apre la puntata de “Le Ragazze", il programma di Rai Cultura, realizzato da "Pesci Combattenti" e condotto da Francesca Fialdini, in onda venerdì 6 febbraio alle 21.10 su Rai Storia. 

Nata il 14 marzo 1934 a Cintolese, una piccola frazione di Monsummano Terme in provincia di Pistoia, dopo un’infanzia difficile, segue la madre in Versilia è una palestra per il lavoro che anche lei farà tutta la vita: l’albergatrice. Nel frattempo, sposa Aldo e si trasferisce a Montecatini Terme. Sono gli anni del boom economico e Marisa capisce che il settore turistico è in forte crescita, così nel 1967 apre un albergo a conduzione familiare. Sono gli anni d’oro di Montecatini, meta delle vacanze di milioni di italiani oltre che di celebrità dello spettacolo e del jet set internazionale.

Sarà poi la volta di due Ragazze degli anni ‘60. Ida Montanari nasce a Roma il 23 febbraio 1945, padre intellettuale ed esperto d’arte, madre sarta. Le apparenti differenze tra i genitori forgiano l’adolescente Ida, un po’ timida e un po’ ribelle. Dopo la licenza media lascia la scuola e inizia a lavorare. Frequenta un corso per truccatori, ottiene il suo primo contratto di lavoro in Rai nel 1966 e impara velocemente tecniche e tempi televisivi. Il suo primo lavoro è per lo sceneggiato “Il Conte di Montecristo”. Due anni più tardi le si presenta l’occasione della vita: truccare il grande trasformista Alighiero Noschese di cui diventa truccatrice personale: un sodalizio che durerà per oltre dieci anni. 

La sua storia si intreccia con quella di Felice Antonini nata a Riano, in provincia di Roma, il 29 gennaio 1944, mentre in casa i suoi genitori stanno nascondendo il rabbino Marco Vivanti e la sua famiglia, salvati dalla deportazione nazista. Il gesto coraggioso della madre Teresa e del padre Pietro verrà premiato con il titolo di “Giusti tra le Nazioni”. Felice crescerà con questo loro esempio di altruismo e sacrificio. Seguono due Ragazze degli anni ‘90. Nata a Milano il 27 gennaio 1977, Benedetta Tobagi è la figlia del giornalista del Corriere della Sera Walter Tobagi, ucciso da una brigata di terroristi rossi la mattina del 28 maggio 1980 a Milano a pochi passi dalla sua abitazione. Per molti anni Benedetta cerca di uscire da quel tunnel di sofferenza e ci riuscirà quando, in una ricerca spasmodica della verità, deciderà di riavvicinarsi alla figura del padre e di scoprirlo, lei che non aveva mai potuto conoscerlo veramente, attraverso la lettura dei suoi articoli e l'analisi delle carte processuali. La pubblicazione del suo primo libro, dedicato al padre, “Come mi batte forte il tuo cuore, Storia di mio padre”, rappresenta per lei una sorta di catarsi, l’inizio di una rinascita. La sua storia è intrecciata con quella di Mariafelicia Carraturo, nata a Napoli in una famiglia di pasticcieri il 15 ottobre 1970. A soli tredici anni perde il suo amatissimo padre, un lutto che segnerà profondamente la sua vita. Gli anni scolastici non sono facili: Mariafelicia si sente diversa e inquieta. Anche la situazione familiare è complicata, con una madre che fatica a ricostruire la propria vita. L'unico sfogo di Mariafelicia è lo sport, che pratica con assiduità. E scopre l'apnea. Nonostante sia uno sport difficile, soprattutto per una donna non più giovane come lei, l'apnea diventa il centro della sua vita. Mariafelicia dimostra un talento naturale, unito a una forte motivazione e costanza negli allenamenti. Ben presto arrivano i primi risultati: vari record italiani, seguiti da un brutto incidente che la mette a dura prova. Ma Mariafelicia non si arrende e, dopo una guarigione in cui nessuno credeva, a 48 anni raggiunge l'agognato record mondiale, che detiene tuttora: è la prima donna a raggiungere i 115 metri di profondità.

 

SABATO 07/02/2026

Passato e presente
Elisabetta II regina d’Inghilterra

È la regina dei record Elisabetta II, diventata sovrana del Regno Unito il 6 febbraio 1952 alla morte del padre, Giorgio VI. Incoronata regina l’anno successivo, il 2 giugno 1953, Elisabetta di Windsor ha iniziato il suo difficile ruolo sotto l’ala protettrice di Winston Churchill, il suo primo ministro per quattro anni.  Nel suo lungo regno, il più lungo della monarchia britannica, ha vissuto il progressivo smantellamento dell’Impero, attraversato guerre e grandi sconvolgimenti economici e sociali, e affrontato molte avversità, pubbliche e private, come la morte di lady Diana Spencer, che segna un passaggio cruciale del suo regno e della stessa monarchia inglese. Paolo Mieli e la prof.ssa Valentina Villa ne parlano a Passato e presente in onda sabato 31 febbraio alle 20.30 su Rai Storia nell’anniversario dell’ascesa al trono.

Cinema Italia
La vita agra

Luciano Bianchi, addetto culturale di una miniera della Bassa reggiana, viene licenziato proprio nel giorno in cui una terribile esplosione distrugge l’impianto d’estrazione facendo 43 morti. Va’ così a Milano con l’intento di far saltare in aria la sede centrale della società proprietaria della miniera. La vita nella metropoli però lo attrae. Regia di Carlo Lizzani, con Ugo Tognazzi e Giovanna Ralli, “La vita agra” andrà in onda sabato 7 febbraio alle 21.10 per il ciclo “Cinema Italia” su Rai Storia.

Documentario d’autore
Shelter. Addio all’Eden

Shelter è la storia di Pepsi, militante transessuale nata nel Sud delle Filippine in un'isola di fede musulmana. Dal Mindanao alla giungla di Calais, Pepsi rincorre il riconoscimento di un diritto universale, vivendo l'odissea dell'accoglienza in Europa. Una vicenda umana che Enrico Masi racconta in “Shelter. Addio all’Eden”, in onda sabato 7 febbraio alle 22.45 su Rai Storia per il ciclo “Documentari d’autore”. La protagonista è un individuo in transizione alla ricerca di un impiego stabile come badante, dopo aver lavorato per oltre dieci anni nella Libia di Gheddafi come infermiera e prima di essere costretta a seguire il flusso dei rifugiati. 


 

 

 
 
 

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