L’Ape musicale

rivista di musica, arti, cultura

 

Il suono della felicità

di Matteo Lebiu

Stagione 26/27 della Società dei Concerti di Milano

Tradizione e nuove prospettive si intrecciano nella 44a stagione della Società dei Concerti di Milano. Un cartellone che guarda ai grandi interpreti internazionali ma anche a nuove forme di ascolto, tra repertorio classico, contaminazioni e apertura al pubblico contemporaneo.

La nuova stagione della Fondazione La Società dei Concerti di Milano guarda al futuro senza rinunciare alla propria identità storica. Il cartellone, giunto alla sua 44a edizione e presentato al pubblico della Sala Verdi sabato 16 maggio 2026 con un concerto dedicato al Kantor, si presenta come un progetto ampio e articolato, in grado di far dialogare il grande repertorio con il linguaggio contemporaneo e le nuove esigenze culturali del pubblico odierno.

I trentacinque concerti in cui si articola la stagione 2026/2027 sono incastonati non solo nelle tradizionali pietre preziose che rappresentano l’offerta musicale della Società dei Concerti, le serie serali Smeraldo e Rubino, ma anche nella nuova rassegna intitolata Le Perle della Domenica, un ciclo di cinque matinée domenicali che manifestano chiaramente la volontà della Fondazione di intercettare sempre nuovo pubblico, ripensando il concerto come un’esperienza più flessibile e vicina alle abitudini odierne. Spiccano per originalità in questa nuova serie i programmi Falling from the Sky del 18 ottobre 2026, un viaggio da Bach a David Bowie con il pianista Luca Ciammarughi ed il danzatore Francesco Mascia, e l’omaggio a Paolo Conte del 12 aprile 2027 con la Official Band Paolo Conte Music.

Nel 2027 tutto il mondo musicale celebrerà Ludwig van Beethoven nel suo bicentenario dalla morte; anche la Società dei Concerti ha posto grande attenzione alla figura del genio di Bonn attraverso un percorso di festeggiamenti lungo tutta la stagione intitolati Let’sB. Una sorta di avvento musicale che preparerà il pubblico all’exploit finale, rappresentato dal concerto del 10 aprile 2027 per la serie Rubino: protagonisti della serata saranno la pianista Olga Kern e l’Orchestra da Camera Canova diretta da Enrico Pagano, un gruppo di giovani strumentisti che sarà in residenza artistica per la stagione 26/27 con ben quattro concerti in programma.

Le scelte artistiche della Fondazione confermano la centralità del pianoforte nella programmazione musicale con il ritorno del beniamino Grigory Sokolov insieme a Marc André Hameli, Seong-Jin Cho e Paul Lewis. Da segnalare l’imperdibile concerto straordinario fuori abbonamento del 6 novembre 2026 con il duo stellare Evgeny Kissin – Sir Andras Schiff. Non mancano le figure emergenti sulla scena del pianismo internazionale come Kevin Chen, secondo premio al Concorso Chopin di Varsavia nel 2025, e l’eclettico pianista-youtuber giapponese Hayato Sumino con il programma Chopin Orbit del 7 aprile 2027.

Dopo il successo ottenuto nella stagione corrente, la Società dei Concerti ha rinnovato l’ammirevole impegno per la musica contemporanea continuando a commissionare nuove partiture a nomi del calibro di Francesco Libetta, compositore del concerto per sax e orchestra Venus in Miami in prima esecuzione assoluta il 3 febbraio 2027, e Giovanni Allevi, autore della Lost Time Symphony in programma il 14 ottobre 2026. Un’altra rara opportunità di ascolto è costituita dal concerto del 3 marzo 2027 in cui la cultura indiana, rappresentata dagli strumenti tradizionali e dalla voce di Kamalini Mukherji, incontrerà la tradizione sinfonica europea realizzando un significativo incontro tra popoli e culture differenti.

La 44a stagione della Fondazione milanese è quindi più di una semplice rassegna di concerti, vuole costruire un racconto in cui al cuore pulsante della grande tradizione classica si accostano nuove forme di ascolto e contaminazioni culturali. In un momento storico in cui le istituzioni musicali sono chiamate a ridefinire il proprio ruolo, la storica Società dei Concerti sceglie la strada dell’apertura, senza rinunciare alla qualità e alla profondità della propria visione artistica.


 

 

 
 
 

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