L’Ape musicale

rivista di musica, arti, cultura

 

Podio internazionale per un salto di qualità

Al teatro Elisabetta Turroni di Sogliano al Rubicone, la ventitreesima edizione del concorso Luigi Zanuccoli incorona per la sezione speciale dedicata al Canto lirico il basso ucraino Volodymir Morozov, il soprano kazako Aziza Omarova, il tenore italiano Davide Zaccherini, il basso cileno Gonzalo Godoy Sepulveda e il mezzosoprano italiano Elisabetta Ricci.

SOGLIANO al RUBICONE (RN), 23 maggio 2026 - Sogliano al Rubicone è uno di quei paesini che deliziano l'entroterra romagnolo, arrampicati su cucuzzoli in cui l'aria che sale dal mare si fa più fine e una brezza leggera invita a godersi il sole liberi dall'afa, immersi nella campagna e a pochi chilometri dalla costa. Un pochino isolato, in realtà, e per questo non stupisce sia rimasto tanto piccino, con poco più di tremila abitanti, mentre fa notizia (o quantomeno, dovrebbe farla) che da ventitré anni vi si svolga un concorso per giovani musicisti, il Luigi Zanuccoli, con sezioni per solisti, gruppi, scuole, ma anche una speciale per cantanti lirici. Proprio in quest'ultima categoria, quest'anno, la manifestazione organizzata dall'associazione ClassicAllMusic APS-ETS (nella persona in primis di Giovanna Salvatori) in collaborazione con il Comune di Sogliano – Assessorato alla Cultura ha registrato un vero e proprio boom di adesioni, con un'ottantina di candidati a segnare un salto di qualità significativo rispetto agli scorsi anni. Le selezioni, accompagnate dalle pianiste So Hyun Lee e Mami Naganuma, sono state, perciò, particolarmente intense e solleciteranno nei prossimi anni senz'altro nuove riflessioni e un impegno per accompagnare nel migliore dei modi la crescita del concorso.

L'affluenza di cantanti delle più diverse nazionalità – molti gli orientali, come d'abitudine, ma non sono mancate presenze dal Mozambico, dal Sudamerica e da vari paesi europei ed ex sovietici – ha sottolineato ancora una volta la responsabilità nella trasmissione di quel patrimonio dell'umanità che non è, come qualcuno vuol far credere, una parata nazionalpopolare di melodie, bensì una pratica di formazione, condivisione, lavoro e passione che coinvolge più professionalità ed esperienze. Un concorso, specie se si parla delle grandi vetrine internazionali come Operalia, può consacrare e lanciare una carriera nascente, ma può anche, nelle realtà meno sfarzose se ben organizzate, fornire occasioni per farsi conoscere, ottenere audizioni e scritture, tessere rapporti di lavoro; ancor più può essere, anche per chi non ce la fa o è ancora acerbo, l'opportunità per imparare a misurarsi con sé stessi, controllare l'emozione, scegliere il repertorio, gestire un'audizione, confrontarsi con gli altri e, magari, ricevere riscontri e consigli. Questo è lo spirito con cui un concorso andrebbe organizzato e affrontato, per tutti, ma bisogna anche sottolineare come la giuria abbia riconosciuto voci assai promettenti, con una rosa finale ricca di talenti da mettere a frutto e alcune personalità già pronte e affidabili per la carriera professionale.

La giuria presieduta dal baritono Bruno De Simone e composta dal soprano Cinzia Forte, dal direttore artistico dell'Accademia del Maggio Musicale Fiorentino Matteo Pais, dalla critica musicale Roberta Pedrotti, dal Segretario artistico e casting manager del Teatro Grande di Brescia e assistente alla direzione artistica del Festival della Valle d'Itria Alessandro Trebeschi, dall'agente di Atelier Musicale Mina Yossef ha selezionato quindici finalisti.

Fra questi il primo premio assoluto di 2.500 è andato al basso ucraino Volodymir Morozov, che in finale si è esibito nella grande aria dall'Attila di Verdi suscitando viva ammirazione per la chiarezza del fraseggio e per la voce salda e omogenea. Il secondo premio, di 1000 euro, è andato al soprano kazako Aziza Omarova, impegnata come Contessa di Folleville nel Viaggio a Reims rossiniano, resa con un'emissione rotonda e di bello smalto. Terzo premio (700 euro) ex aequo al baritono cileno Gonzalo Godoy Sepulveda, che ha cantato in finale con grande finezza musicale “Mein Sehnen, mein Wähnen” da Die tote Stadt di Korngold, e al tenore italiano Davide Zaccherini, franca vocalità lirica ascoltata in “D'ogni più sacro impegno” dall'Occasione fa il ladro di Rossini. Infine, la menzione per una giovane promessa (300 euro) è andata al mezzosoprano italiano ventiduenne Elisabetta Ricci, con “Pensa alla patria” dall'Italiana in Algeri di Rossini.

Gli altri finalisti sono il baritono italiano Mattia Fiocco, il mezzosoprano coreano Soyun Jeong, i tenori Hynwook Kang e Heesung Kang (Corea del Sud) e Marco Trespioli (Italia), i soprani Seonjin Ko (Corea del Sud), Peying Li e Wang Lifei (Cina), Yana Bieloienko (Ucraina), il basso Qiang Rao (Cina).

Alla premiazione del 23 maggio, presente la sindaca Tania Bocchini, è seguito il 31 dello stesso mese il concerto dei vincitori. Aspettando con entusiasmo la prossima edizione.


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