L’Ape musicale

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Metamorfosi del Belcanto

Metamorfosi del Belcanto. La voce italiana dalle origini barocche alla contemporaneità non è soltanto un tema suggestivo, ma si configura come una vera e propria dichiarazione d’intenti, come il manifesto programmatico del Modena Belcanto Festival 2026.

Giunta alla terza edizione, la manifestazione – che nasce dalla convergenza di un protocollo d’intesa tra il Comune di Modena, la Fondazione di Modena, la Fondazione Teatro Comunale e il Conservatorio Vecchi-Tonelli – prosegue il suo percorso progettuale volto a custodire e rinnovare una delle più alte espressioni della tradizione musicale italiana, prendendo il via il 16 settembre per concludersi il 12 novembre.

Anche quest’anno è la ricerca a dettare l’agenda artistica della rassegna che attraversa a gran passo ambiti tematici differenti ma profondamente interconnessi, linguaggi multidisciplinari e forme espressive eterogenee, facendo emergere gli aspetti più significativi della programmazione. Grande importanza è data alla valorizzazione di un patrimonio musicale che continua a rivelare nuove prospettive grazie all’indagine critica condotta in questi anni, all’esplorazione delle fonti, alla capacità di mettere in relazione epoche, repertori e pratiche esecutive. In particolare, l’edizione 2026 si configura come una riflessione sulle trasformazioni ‘culturali’ della vocalità italiana, sulla fluidità di un genere con le sue peculiarità storiche, dai tecnicismi barocchi alla straordinaria scrittura teatrale di Giuseppe Verdi - del quale si celebrano i 125 anni dalla morte -, dal Novecento con le sue avanguardie alle sperimentazioni elettroniche contemporanee. Il belcanto, dunque, inteso non soltanto come uno stile specifico, né come periodo circoscritto della storia musicale italiana, ma come idea di suono, di estetica della voce, di pratica espressiva che attraversa i secoli mutando continuamente.

Non è casuale, dunque, che il Festival si inauguri con Il cambiamento era incessante, concerto affidato a Carmela Remigio, Raffaele Pe, Enrico Pagano e all’Orchestra Canova, costruito intorno alle eroine di Georg Friedrich Händel e ispirato alla celebre riflessione di Virginia Woolf sull’identità come processo in costante cambiamento. Il Barocco appare qui come il primo grande laboratorio della metamorfosi vocale e teatrale e introduce un altro fondamentale campo di interesse della kermesse: la riscoperta delle origini del belcanto attraverso il patrimonio musicale estense. In questa prospettiva si colloca, ancora, per la prima volta in forma semiscenica, La costanza trionfante, progetto dedicato ad Antonio Vivaldi, a cura di Federico Maria Sardelli, che restituisce la natura sperimentale e cangiante dell’opera settecentesca.

Nella stessa direzione si inseriscono A casa Bononcini – Ingegno, drammi e delizie, dedicato a una delle famiglie più importanti della cultura musicale modenese, e Dalla Boemia al Ducato di Modena, che ricostruisce le relazioni culturali tra Modena e la Mitteleuropa attraverso le figure di Joseph ed Ernesto Köhler.

Al centro di questa edizione si colloca Giuseppe Verdi, scrutato non con una lente commemorativa, ma come fautore di quella trasformazione che dalla tradizione belcantistica arriva al grande teatro moderno. Letteralmente Verdi, con Alessandro Preziosi, entra nel laboratorio creativo del compositore attraverso le lettere dedicate al Trovatore, restituendo il volto di un artista tormentato dal rapporto tra parola, azione scenica e verità musicale. Il Concerto di Gala, dedicato a Mirella Freni, vede protagonista Anna Pirozzi, una delle più autorevoli interpreti del repertorio verdiano contemporaneo; invece il 12 ottobre si rende omaggio a Luciano Pavarotti nell’anniversario della nascita, con un concerto della Fondazione a lui dedicata e che ne custodisce la memoria umana e artistica sostenendo giovani talenti lirici in tutto il mondo; da Viva Verdi, affidato al Balletto di Milano, che esplora la dimensione coreografica del compositore, si approda alla grandiosa Messa da Requiem, vertice spirituale e drammatico dell’intera parabola verdiana, diretta da Aldo Sisillo.

Nel Novecento e nella contemporaneità il Festival muove i propri passi nei territori in cui la voce continua a ridefinire la propria identità. La doppia serata - che allinea pagine di Stravinskij, Ravel e la nuova commissioneA lente grida di Mauro Montalbetti (su testo di Flaviano Pisanelli) con la compositrice e performer americana Lisel (Eliza Bagg), - vuole mettere in dialogo la tradizione della parola cantata con nuove pratiche vocali ed elettroniche; l’esperimento prosegue con Le maschere allo specchio, con Chiara Osella, attraverso le musiche di Luciano Berio, Kaija Saariaho, Arvo Pärt, Thomas Adès e Giovanni Turi.

A chiudere il Festival sarà la prima assoluta (commissione del Modena Belcanto Festival) di una nuova creazione di Caterina Barbieri, attuale direttrice della Biennale Musica di Venezia, una delle figure più influenti della scena elettronica internazionale, che insieme FontanaMIX Ensemble spinge la sua riflessione sulla voce ponendola al confine tra corpo, tecnologia e percezione sonora.

Anche quest’anno posto d’onore alla settima arte con Daniele Furlati chepresta il suo talento compositivo al grande cinema d’autore, creando la colonna sonora,eseguita dal vivo, delfilm muto Ma l’amor mio non muore! diMario Caserini, interpretata dalla diva del tempo Lyda Borelli.

Sempre sensibile alla formazione dei giovani cantanti lirici, anche quest’anno il Festival diventa palcoscenico delle nuove generazioni che a conclusione della Modena Belcanto Masterclass – realizzato con il sostegno del Fondo Sociale Europeo e della Regione Emilia-Romagna – saranno protagonisti dei concerti di musica da camera, grazie al training con docenti di acclarata fama. A questi si accosta il concerto degli allievi della Masterclass di Alto Perfezionamento del Conservatorio Vecchi-Tonelli tenuta da Raina Kabaivanska, dal titolo Filarmonie Future.

Un ruolo di particolare rilievo è ricoperto dalla Filarmonica del Teatro Comunale di Modena, che, come nelle scorse edizioni, conferma una presenza importante nel cartellone del festival, sia con l’Orchestra (Concerto di Gala, Messa da Requiem, Filarmonie Future) sia con la formazione in ensemble (in Voci inaudite, e nel film alla Sala Truffaut).

La diffusione nel territorio, il valore dell’appartenenza a un patrimonio artistico e musicale costituiscono elementi importanti anche per questa edizione del Modena Belcanto Festival, che si sviluppa in maniera diffusa, portando il pubblico sia neiluoghi topici che in quelli inusuali della musica modenese e dei territori adiacenti al capoluogo di provincia. A ospitare il Festival saranno il Teatro Pavarotti-Freni,la Galleria Estense, le Chiese di San Carlo e di Sant’Agostino, la Sala Truffaut; spostandosi a Sassuolo, il Palazzo Ducale e l’Auditorium Pierangelo Bertoli, a Carpi il Teatro Comunale, e infine a Concordia sulla Secchia il Teatro del Popolo.

La modalità partecipata del Festival, sempre più consolidata nel tempo, si avvale dell’adesione di enti assai rappresentativi, sia nel territorio modenese che nazionale, quali: Fondazione Leone Magiera, Gallerie Estensi, DIG Festival, Acid Tank, Outer, Moninga, Cineteca di Bologna, ATER, Associazione Musicale Estense - Festival Grandezze e Meraviglie, Archivio Storico Diocesano di Modena-Nonantola, Pro-Loco Sassuolo, Fondazione Luciano Pavarotti, Teatro Comunale di Carpi, Corale Gioachino Rossini, Festival Modena Contemporanea.

Il programma

Il cambiamento era incessante, in scena in prima assoluta il 16 settembre alle ore 20.30 al Teatro Comunale Pavarotti-Freni, inaugura il Modena Belcanto Festival. È un concerto lirico dedicato all’universo barocco di Georg Friedrich Händel, in particolare ad alcune figure femminili assai emblematiche quali Armida, Cleopatra, Alcina, Medea e Rodelinda. Dal punto di vista musicale, il concerto propone alcune tra le pagine più visionarie e contrastanti dell’opera händeliana, dove dramma, virtuosismo e abbandono lirico si muovono in una continua metamorfosi della voce e dell’identità. Interpreti di questo viaggio sono due protagonisti d’eccezione del repertorio barocco: il soprano Carmela Remigio e il controtenore Raffaele Pe, accompagnati dall’Orchestra Canova diretta da Enrico Pagano. Uno spazio scenico disegnato dall’artista e illustratore Riccardo De Biasi, accoglierà gli interpreti di questa originale performance concertata.

Progetto della Fondazione Leone Magiera a cura di Kenny Alexander Laurence ed Eloisa Magiera.

Il 25 settembre (ore 20.30, Teatro Comunale Pavarotti-Freni), il Modena Belcanto Festival presenta La costanza trionfante, progetto dedicato alla riscoperta del teatro musicale di Antonio Vivaldi. L’opera in questione è La costanza trionfante degli amori e degli odii, della quale tutta la musica superstite è stata incisa per la prima volta nel 2026 da Federico Maria Sardelli - tra i maggiori studiosi e interpreti del repertorio vivaldiano - che ora la presenta, sempre per la prima volta, in forma semiscenica trasformando il lavoro filologico in un racconto teatrale vivo. Nel duplice ruolo di direttore e narratore, Sardelli guida l’Orchestra Barocca Modo Antiquo e accompagna il pubblico attraverso le lacune dell’opera, ricostruendone la trama con brevi interventi narrativi che si intrecciano alla musica. Accanto a lui, il soprano Valeria La Grotta e il mezzosoprano Cecilia Molinari restituiscono la tensione drammatica e l’inquietudine emotiva di un teatro musicale che, pur attraversato dalla perdita e dalla frammentarietà, conserva intatta la propria forza espressiva. Regia di Marco Bellussi.

Il 26 settembre, alle ore 17 nella Sala dei Veneti della Galleria Estense, Kammermusik n. 1 inaugura il percorso concertistico della Modena Belcanto Masterclass con un programma dedicato alla musica antica, da Monteverdi a Händel fino a Vivaldi. Protagonisti sono gli allievi della Masterclass nata nel 2024 quale attività a corredo del Festival, pensata come luogo di incontro fra alta formazione e pratica scenica. A guidare il concerto è Mario Sollazzo, musicista da anni impegnato nello studio e nell’esecuzione del repertorio barocco. Il secondo appuntamento Kammermusik n. 2 sarà il 3 ottobre (ore 17 nel Salone delle Guardie del Palazzo Ducale di Sassuolo), accompagnato questa volta dalla pianista Linda Piana. In collaborazione con Gallerie Estensi.

Doppio programma il 26 settembre (ore 21.30 nella Chiesa di San Carlo) dedicato alle nuove vocalità. Insieme alle pagine di Stravinskij e Ravelsi potrà apprezzare la scrittura contemporanea di Mauro Montalbetti per passare, poi, alla ricerca sperimentale di Lisel, al secolo Eliza Bagg.

Al centro della prima parte è A lente grida, nuova commissione del Festival su testo di Flaviano Pisanelli. Nella scrittura di Montalbetti — compositore di fama internazionale — la voce del soprano Angelica Disanto descrive il tema della Resistenza con suoni laceranti, per esprimere un’esperienza esistenziale prima ancora che storica. Accanto a lei, Mattia Dattolo direttore dell’Ensemble MOF.

La seconda parte è affidata, appunto, a Lisel, figura tra le più originali della scena elettronica e sperimentale internazionale che a Modena presenterà, per la prima volta in Italia, il nuovo progettoThe Aurora Madrigals. Le sue performance, presentate nei maggiori teatri mondiali, sono una stratificazione della continua ricerca artistica sulle possibilità vocali sulla scrittura contemporanea ed elettronica. Il risultato è etereo e quasi straniante, dove il canto sembra continuamente dissolversi e ricomporsi nello spazio. Lo spettacolo di Lisel è in collaborazione con DIG Festival e Acid Tank, Outer, Moninga.

Kattivissimi and friends… all’Opera è un progetto educativo ideato da Cristina Bersanelli, che conduce un laboratorio per avvicinare i bambini all’opera lirica attraverso il fascino dei suoi personaggi più enigmatici e avventurosi. Un percorso tra racconto, musica e fantasia che rende il teatro musicale accessibile alle nuove generazioni, valorizzandone il potenziale formativo e immaginativo (27 settembre, ore 17.30 Teatro Comunale di Modena, Sala del Ridotto). Tratto dai libri della collana Su il sipario (ed. Curci) di Cristina Bersanelli e Gabriele Clima.

Letteralmente Verdi è il titolo dello spettacolo del 27 settembre (ore 20.30 al Teatro Comunale Pavarotti-Freni). Qui testo e musica si fondono per restituire il volto più intimo e inquieto di Giuseppe Verdi durante il travagliato periodo di composizione de Il trovatore. Attraverso una selezione di lettere curate dal musicologo Giuseppe Martini, lo spettacolo segue il processo creativo del musicista, fra dubbi, tensioni con librettisti e cantanti, intuizioni improvvise e ostinata ricerca teatrale. A dare voce a questo monologo interiore è Alessandro Preziosi, che accompagna il pubblico nei meandri dell’estro creativo di un Verdi febbrile, ironico, profondamente umano. Accanto a lui, il chitarrista Giampaolo Bandini e il flautista Massimo Mercelli creano il tappeto sonoro del racconto con trascrizioni e fantasie ottocentesche tratte dall’opera negli arrangiamenti di Giacomo Scaramuzza.

Il 30 settembre, alle ore 21 alla Sala Truffaut, il Modena Belcanto Festival rinnova il proprio dialogo con il cinema muto attraverso Ma l’amor mio non muore!, capolavoro del 1913 di Mario Caserini interpretato da Lyda Borelli e restaurato dalla Cineteca di Bologna. Per il film, emblema dell’estetica liberty, Daniele Furlati compone una nuova partitura, commissionata dal Modena Belcanto Festival in collaborazione con la Cineteca di Bologna, eseguita dal vivo, proseguendo un percorso che la rassegna modenese dedica da anni alla sonorizzazione contemporanea delle pellicole mute. Insieme a Furlati, in questa prima assoluta, il mezzosoprano Anna Trotta e l’Ensemble MOF.

Il 2 ottobre (ore 20.30 al Teatro del Popolo di Concordia sulla Secchia), Viva Verdi è un tributo all’universo teatrale di Giuseppe Verdi attraverso la danza con il Balletto di Milano, compagnia ospite dei principali teatri e festival internazionali, capace di coniugare rigore classico e sensibilità contemporanea. Pur non avendo mai composto un balletto autonomo, Verdi affidò ai ballabili delle proprie opere alcune fra le pagine più raffinate della sua scrittura orchestrale, trasformando la danza in una componente essenziale della drammaturgia. Dai Vespri siciliani a Macbeth, da Don Carlo a Otello, Viva Verdi è, inoltre, un interessante esempio delle nuove correnti coreografiche italiane. In collaborazione con ATER.

Il 4 ottobre, alle ore 20.30 al Teatro Comunale Pavarotti-Freni, Anna Pirozzi sarà la protagonista del Concerto di Gala dedicato a Mirella Freni. Un’altra occasione per celebrare il compositore di Busseto a 125 anni dalla morte, con una delle maggiori interpreti e voci di riferimento del repertorio lirico-drammatico verdiano. Sul podio della Filarmonica del Teatro Comunale di Modena salirà Davide Massiglia. In collaborazione con Consorzio Terre del Balsamico.

A casa Bononcini – Ingegno, drammi e delizie è il titolo dell’appuntamento del 9 ottobre (ore 20.30, Chiesa di San Carlo). Il concerto prende per mano il pubblico per portarlo nel cuore della cultura musicale modenese attraverso le opere di Giovanni Maria Bononcini e dei suoi figli, Giovanni e Antonio Maria, esponenti di una delle più illustri famiglie musicali italiane tra Sei e Settecento. Profondamente legati a Modena, città in cui si formarono e che ancora oggi conserva numerose fonti manoscritte a loro riconducibili, i Bononcini sono al centro di un percorso che esplora la cantata da camera barocca come spazio di intimità, raffinatezza e tensione emotiva, dove amore, lontananza e fedeltà si traducono in espressione musicale. Protagonista della serata sarà il soprano Lucia Napoli, apprezzata interprete del repertorio barocco, accompagnata dall’Ensemble Sezione Aurea. In collaborazione con Associazione Musicale Estense – Festival Grandezze e Meraviglie.

Nel ricordo che il Modena Belcanto Festival ha deciso di rivolgere al 125° anniversario della morte diGiuseppe Verdi, non poteva mancare la Messa da Requiem, (10 ottobre ore 20.30 - Teatro Comunale Pavarotti-Freni) da molti considerata la sua più alta espressione artistica e in assoluto una delle vette del repertorio lirico sinfonico. Alla guida della Filarmonica del Teatro Comunale e del Coro Lirico di Modena, Aldo Sisillo, che dirigerà anche un cast d’eccezione con il soprano Lidia Fridman, il mezzosoprano Valentina Pernozzoli, il tenore Giorgio Berrugi e il basso Riccardo Zanellato. In collaborazione con il Consorzio Terre del Balsamico.

Dalla Boemia al Ducato di Modena, viaggio musicale che traccia le orme di due virtuosi compositori e flautisti, Joseph Venceslao Köhler ed Ernesto Köhler, tra la Mitteleuropa e la vivace corte estense di Modena. Grazie alla collaborazione con l'Archivio Storico Diocesano di Modena-Nonantola e ProLoco Sassuolo, questo concerto riporta alla luce un repertorio raro e di notevole brillantezza, basato soprattutto su variazioni virtuosistiche di arie d’opera, testimonianza del gusto musicale del salotto ottocentesco e della feconda vivacità culturale che collegava la Boemia all'Italia. Le esecuzioni di Hana Budisova al flauto e Michele Varriale al pianoforte, promettono di restituire al pubblico le sonorità di un'epoca, offrendo uno specchio di quel fermento artistico che animava le corti e le sale da concerto, rivelando la maestria compositiva e strumentale dei due Köhler. 11 ottobre, ore 17 Auditorium Pierangelo Bertoli di Sassuolo.

Il 12 ottobre, alle ore 20.30, al Teatro Comunale Pavarotti-Freni, il Festivalrende omaggio al grande tenore modenese nell’anniversario della nascita con uno spettacolo a cura della Fondazione Luciano Pavarotti. “Voglio raggiungere il maggior numero di persone possibile con il messaggio della musica, della meravigliosa opera”. Queste erano le parole pronunciate dal figlio di un panettiere modenese, cresciuto fino a diventare il più famoso cantante d’opera della sua epoca: Luciano Pavarotti. Il Maestro ha usato il suo grande talento per portare l’opera a un pubblico mondiale di milioni di persone: ha infranto barriere e confini, ha trasceso i teatri per arrivare ai grandi spazi aperti, cantando in luoghi mai utilizzati prima per questo scopo, come le arene sportive e i grandi parchi. Fuori dall’ordinario in molti modi diversi, la sua voce spettacolare, insieme al suo disarmante carisma, ha toccato il cuore di tanti, e la sua generosità non ha avuto limiti.  Tutti questi notevoli traguardi collocano Luciano Pavarotti nell’olimpo degli artisti, ma l’eredità più significativa che ci ha lasciato è racchiusa nell’importanza di promuovere la cultura per far progredire la società in cui viviamo e il dovere di condividere con gli altri passione, conoscenza e talento. 

Un concerto lirico sinfonico con pagine dal grande repertorio operistico; un ponte generazionale dove i protagonisti sono i giovani strumentisti del Conservatorio Vecchi-Tonelli che suoneranno fianco a fianco con affermati professionisti della Filarmonica del Teatro Comunale. Sotto la direzione di Matteo Parmeggiani, i giovani cantanti perfezionatisi con Raina Kabaivanska saranno impegnati in celebri pagine d’opera da Mozart, Rossini, Verdi e Puccini: questo è Filarmonie Future in scena al Teatro Comunale di Carpi il 13 ottobre (ore 20.30). Acclamata protagonista dell’epoca d’oro del melodramma, Raina Kabaivanska è da oltre trent’anni stimata e riconosciuta docente. Il suo Master annuale presso il Conservatorio Vecchi-Tonelli di Modena richiama, ormai da venticinque anni, giovani artisti provenienti da tutto il mondo. In collaborazione con il Teatro Comunale di Carpi.

La preghiera nell’opera lirica è il titolo del concerto del 17 ottobre (ore 18.00 Chiesa di Sant’Agostino) dedicato al tema della preghiera che impagina alcune delle composizioni più celebri del repertorio operistico italiano, con musiche di Verdi, Puccini, Bellini e Mascagni. Attraverso cori e pagine di intensa spiritualità, il percorso musicale mette in luce la dimensione collettiva della supplica, della meditazione e dell’elevazione religiosa, offrendo un itinerario sonoro di forte suggestione espressiva.

Tra i protagonisti della serata la Società Corale Rossini di Modena e il Coro della Città di Mirandola. Direttore Luca Saltini, Lucio Carpani al pianoforte. A cura della Corale Gioachino Rossini.

Il 17 ottobre, alle ore 20.30 nella Sala del Ridotto del Teatro Comunale Pavarotti-Freni, sarà di scena Le maschere allo specchio un percorso dedicato al tema dell’identità attraverso quattro opere della musica contemporanea: Mirrors di Kaija Saariaho, Le maschere di Domenico Turi, Spiegel im Spiegel di Arvo Pärt, Sequenza III di Luciano Berio e Catch di Thomas Adès. Maschera e specchio diventano metafore complementari: da un lato la costruzione e la trasformazione del sé, dall’altro l’introspezione e il confronto con la propria immagine. Attraverso linguaggi compositivi differenti, le opere esplorano le molteplici sfaccettature dell’identità, tra memoria, percezione e ricerca interiore. Interpreti il soprano Chiara Osella e l’Ensemble Forma Libera, formazione nata nel 2019 e già attiva nella diffusione del repertorio contemporaneo attraverso prime esecuzioni e collaborazioni dedicate alla nuova musica. In collaborazione con Musica Canto Parola.

Caterina Barbieri, direttrice artistica della Biennale Musica di Venezia, compositrice e personalità tra le più autorevoli della musica elettronica contemporanea, concluderà il Modena Belcanto Festival il 12 novembre (ore 20.30 Teatro Comunale di Modena).

Contemporary Future, è il titolo dellanuova opera di Barbieri commissionata dal Modena Belcanto Festival presentata in prima assoluta con il FontanaMIX Ensemble, formazione bolognese attiva dal 2002 nella creazione e diffusione della musica contemporanea. In Contemporary Future il dialogo tra elettronica e strumenti acustici genera uno spazio sonoro sospeso tra corporeità e tecnologia. L’opera si configura come un percorso psico-acustico in cui elementi come la voce, il respiro e il timbro strumentale, vengono progressivamente trasformati, conducendo l’ascoltatore verso una dimensione percettiva inedita, al tempo stesso intima ma anche straniante. Le strutture iterative caratteristiche della scrittura di Barbieri vengono rielaborate dall’Ensemble, mentre la presenza della voce introduce una componente fisica e respiratoria che rende la trama sonora più ricca, complessa e dinamica. In collaborazione con Acid Tank.

La vendita dei biglietti si aprirà il 13 giugno.

Biglietteria del Teatro Comunale Pavarotti-Freni: acquisto online www.teatrocomunalemodena.it - telefonico 059 2033010, sportello Corso Canalgrande 85. Info: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Nato a maggio 2024, il Modena Belcanto Festival raccoglie il testimone di “Modena Città del Belcanto”, l’esperienza che dal 2016 ha operato con successo per valorizzare la tradizione lirica della città. Il progetto è frutto di un protocollo di intesa siglato da Comune di Modena, Fondazione di Modena, Fondazione Teatro Comunale e Conservatorio Vecchi-Tonelli e nato per unire l’alta formazione dei cantanti alla produzione lirica in palcoscenico. Giunto alla terza edizione, il Festival è realizzato

con il sostegno di

Consorzio Le Terre del Balsamico

Filarmonica del Teatro Comunale di Modena

in collaborazione con

Acid Tank, Outer, Moninga

Archivio Storico Diocesano di Modena-Nonantola

Associazione Amici dei Teatri Modenesi

Associazione Musicale Estense

ATER

Consorzio Terre del Balsamico

Corale Gioachino Rossini

DIG Festival

Fondazione Cineteca di Bologna

Fondazione Leone Magiera

Fondazione Luciano Pavarotti

Gallerie Estensi

Musica Canto Parola

ProLoco di Sassuolo

Sala Truffaut

Teatro Comunale di Carpi

con il contributo di

Ministero della Cultura


 

 

 
 
 

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