Sardelli riscopre Adriano in Siria di Cherubini
Presentata la nuova Stagione 2026-27 del Teatro Goldoni
Oltre 50 serate tra Lirica, prosa, sinfonica, eventi
Oltre cinquanta serate tra lirica, prosa, musica sinfonica ed eventi : è questo il ricco programma della nuova stagione teatrale 2026-27 della Fondazione Goldoni presentato nel corso di una conferenza stampa direttamente sul palcoscenico dello storico Teatro di tradizione livornese. A delinearne genesi e sviluppo, il Direttore amministrativo Massimiliano Mautone che ha evidenziato subito l’importanza di avere in questo percorso il sostegno e la partecipazione di partner istituzionali, economici e privati: “ stiamo costruendo insieme un bel progetto – ha esordito – che ci consente oggi di licenziare con ampio anticipo una programmazione che ha nella qualità e nell’equilibrio di bilancio due aspetti fondamentali ”. Una considerazione subito raccolta dal Presidente di Fondazione Livorno Luciano Barsotti (“ Il Goldoni è un patrimonio per la città ed il territorio e noi portiamo avanti da anni un conseguente impegno convinto a favore della cultura. Il programma è completo ed invita alla riflessione sulla contemporaneità ”) e dall’Assessora alla cultura del Comune di Livorno Angela Rafanelli : “ Un nuovo cartellone teatrale così articolato e complesso – ha affermato – ci offre anche la possibilità di offrire una visione di città in cui al centro ci sia il dialogo e la capacità di confrontarsi sulla realtà ”. E proprio su queste direttrici si è articolato il racconto dei vari momenti che animeranno lo storico teatro livornese dal prossimo ottobre a fine maggio 2027 da parte del Direttore artistico della Fondazione Goldoni Emanuele Gamba : “ Al centro di una nuova programmazione c’è sempre il tentativo di favorire la relazione, l’arte dell’incontro, la più complessa che l’uomo è chiamato ad onorare. Attraverso i titoli e le proposte di spettacolo che si incontrano scorrendo i vari cartelloni – ha proseguito – emergono la forza delle parole e delle idee che quelle parole partoriscono: lo spazio teatrale possiede la capacità magica di rigenerare parole e relazioni attraverso le quali i più grandi autori continuano ad educarci ad un ascolto profondo ed aperto, un’attitudine spesso dimenticata ma importante per coltivare la possibilità di costruire un presente ed un futuro”.
Ma scopriamola questa programmazione: moltissima drammaturgia contemporanea, italiana e francese, per gli otto appuntamenti con la prosa , spesso danzante sul filo del tragicomico,
con un omaggio a Dario Fo nel centenario della nascita ( Morte accidentale di un anarchico ), lo spettacolo di Alessandro Gassmann Stato contro Nolan di Stefano Massini, Neri Marcorè in Gaber – Mi fa male il mondo di Giorgio Gaber, il Teatro di Emma Dante ( L’angelo del focolare ), le riflessioni attualissime sulle relazioni familiari con Giulio Scarpati ed Alessandra Sandrelli in Cari genitori , Massimiliano Gallo con Malinconico moderatamente felice , Luca Bizzarri in Le nostre donne , fino al brillante duo formato da Giampiero Ingrassia e Marianella Bargilli in Ti ho sposato per allegria .
Quattro le produzioni che caratterizzeranno la stagione lirica , a partire da Dido and Aeneas di Herny Purcell, un gioiello musicale del barocco, una narrazione senza tempo dei tormenti del cuore umano, che ritorna Teatro Goldoni dopo quasi venti anni per celebrare l'incontro tra la tragedia virgiliana e il genio del Seicento inglese: lo apprezzeremo per la prima volta assoluta in una nuovissima versione nella ipotesi della prima esecuzione documentata del 1689; altra rarità per il secondo titolo, L’Adriano in Siria di Luigi Cherubini, scomparso dalle scene dopo un’unica rappresentazione avvenuta proprio a Livorno, il 1 aprile 1782 al Teatro degli Armeni, oggi scomparso: “ Confrontarsi con un titolo che non hai mai visto nel tempo alcuna minima prassi esecutiva, neppure parziale, è sicuramente una sfida e rappresenta un’opportunità unica – parole di Federico Maria Sardelli che sarà chiamato a dirigere e concertare l’opera – e questo sarà lo spettacolo che concluderà la seconda edizione del Festival barocco Hortus Harmonicus che avrà proprio al Goldoni il suo concerto inaugurale grazie alla splendida collaborazione della Fondazione Goldoni e dell’Amministrazione comunale ”. Prima di uno dei titoli tra i più amati e rappresentati al mondo, L’elisir d’amore di Gaetano Donizetti, ci sarà spazio per il ritorno sulle scene livornesi di Otello di Giuseppe Verdi, in un’edizione di pregio che rappresenterà il primo di una serie di titoli che vedranno insieme i tre teatri di tradizioni della Toscana (Livorno, Lucca e Pisa) nell’ambito di un apposito protocollo coproduttivo. Due debutti assoluti per la rassegna di “Opera oggi” dedicata ai nuovi lavori lirici: in autunno sarà la volta di φψ (PHI PSI), Scene quotidiane di una galassia , Opera meditativa su libretto e musica di Maurizio Preziosi e Calaf di Leonardo Falaschi su libretto di Enrico Maria Zelante e Nichita Poljanskij, opera risultata vincitrice del bando della Fondazione Goldoni varato per il centenario della Turandot di Puccini.
La territorialità dell’Orchestra che orgogliosamente porta il nome del Teatro Goldoni in Italia ed all’estero (120 concerti tenuti solo nell’ultimo anno) è stata argomentata dal suo Direttore artistico Luciano Corona : “ Territorialità per un’orchestra non vuol dire solo essere riconosciuta e sovvenzionata dallo Stato, ma essere sempre di più uno strumento per la città e per chi qui vive ed opera, a cominciare dal Teatro, il Conservatorio Mascagni e le Scuole di danza che coinvolgeremo in un nuovo progetto che unirà Musical e Danza con la partecipazione di ben otto realtà coreutiche attive a Livorno”. Nove gli appuntamenti previsti per la Sinfonica con uno particolarissimo, “Voglio vederti danzare”, un omaggio a Franco Battiato ed alla sua musica che debutterà in prima nazionale al Teatro Goldoni.
A novembre debutto per Pinocchio nel bicentenario della nascita di Carlo Collodi con musiche di Paola Magnanini su libretto di Salvatore Sito, prodotto dalla Fondazione Goldoni in collaborazione con l’Accademia del Maggio Musicale Fiorentino.
Ricca la sezione degli eventi che accompagneranno tutta la prossima stagione: Vinicio Capossela , il Premio Ciampi , Medì con la Comunità di Sant’Egidio, Valerio Lundini & I Vazzanikki , Wes Banderson in coproduzione con XLR produzioni, Good luck di Stefano Santomauro , due classici della danza quali Lo schiaccianoci ed Il lago dei cigni del balletto di Siena, il musical Christmas Carol , Giulia Blasi , Roberta Bruzzone , il ritorno di Massimo Ranieri e “Perché il Goldoni è il Goldoni” che sarà anticipato dalla speciale omonima serata riservata agli under 35 .
La nuova stagione nasce grazie e con il sostegno di MIC – Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo, Regione Toscana, Comune di Livorno, Fondazione Livorno, Unicoop Etruria ; Partner istituzionale: Opera Music management; Partner: Unicoop Firenze, T.O.DELTA, SISAM ; Soci partecipanti: Menicagli Pianoforti, Porto di Livorno 2000 ; Mobilty Partner Autolinee Toscane , una partecipazione che “significa non solo favorire una mobilità più sostenibile, ma anche contribuire concretamente a rendere la cultura più accessibile ai cittadini”, afferma Arzachena Leporatti , responsabile area Brand & Community di at-autolinee toscane.
Tutte le informazioni sulla nuova stagione su www.goldoniteatro.it
LA STAGIONE LIRICA
Teatro Goldoni
Venerdì 6 novembre, ore 20 - Domenica 8 novembre, ore 16
DIDO AND AENEAS
Opera in tre atti su libretto di Nahum Tate- Musica di HenryPurcell
Direttore Attilio Cremonesi
Regia, scene, costumi Francesco Bondì Ensemble Auser Musici
Coro Arché– Maestro del coro MarcoBargagna
Sabato 5 dicembre, ore 20
L’ADRIANO IN SIRIA
Drammainmusica - Libretto di PietroMetastasio- Musica diLuigiCherubini
Progetto speciale FNSV – Progetti Speciali del MIC di Modo Antiquo all’interno della rassegna Hortus Harmonicus
Direttore Federico Maria Sardelli RegiaMassimoGasparonPizziContarini
Orchestra Modo Antiquo
Venerdì 29 gennaio, ore 20 – Domenica 31 gennaio, ore 16
OTELLO
DrammaLirico- Libretto diArrigoBoito- Musica diGiuseppeVerdi
DirettoreMarkoHribernik Regia Alessio Pizzech Scene Pier Paolo Bisleri
Orchestra del Teatro Goldoni di Livorno “Massimo de Bernart” Coro del Teatro Goldoni di Livorno - Maestro del coroMaurizio Preziosi
Venerdì 16 aprile, ore 20 – Domenica 18 aprile, ore 16
L’ELISIR D'AMORE
Melodrammagiocoso- Libretto diFeliceRomani- Musica diGaetanoDonizetti
DirettoreFabrizioMaria Carminati
RegiaMarialuisaBafunno
Orchestra del Teatro Goldoni “Massimo de Bernart” Coro del Teatro Goldoni - Maestro del coroMaurizio Preziosi
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OPERA OGGI
Goldonetta
In collaborazione con Conservatorio“P.Mascagni”di Livorno
Sabato 17 ottobre, ore 18 e domenica 18 Ottobre, ore 18
φψ (PHI PSI)
Scene quotidiane di una galassia
Operameditativa- Libretto e musicaMaurizio Preziosi
Sabato 12 dicembre, ore 18 e domenica 13 dicembre, ore 18
CALAF
MusicaLeonardoFalaschi
librettoEnricoMariaZelante eNichita Poljanskij
direttoreLorenzoSbaffi regia Stefano Mecenate
LA STAGIONE SINFONICA
Teatro Goldoni
Orchestra del Teatro Goldoni di Livorno “Massimo de Bernart”
Giovedì 12 novembre, ore 21
LA PRIMA DI MAHLER – Concerto inaugurale
direttoreEric Lederhandler
Lunedì 7 dicembre, ore 21 Anniversario della nascita di Pietro Mascagni
BUON COMPLEANNO, MASCAGNI
Venerdì 11 e sabato 12 dicembre, ore 21
SYMPHONIC MUSICALS –TraDanzaeGrandeschermo
Con la partecipazione delleScuole didanzadi Livorno– coordinamentoEvaKosa
Mercoledì 6 gennaio, ore 18
HAPPYFANIA 2027 –Iltalentodei giovani
direttoreEric Lederhandler
Clarinetto solista vincitore del concorso YOM 2026
Sabato 13 febbraio, ore 21
AMOR CHE MOVE IL SOLE –IlGeniodiBeethoven
direttoreNicolaColafelice– sopranoAnnetteDasch
Sabato 6 marzo, ore 21
BEATRICE, DONNA BEATA–SuggestioniNovecentesche
direttoreGiancarloDeLorenzo– violinoMarleneProdigo
Venerdì 23 aprile, ore 21
C’EST CHIC 2027 –TraClassicismoesplendore
direttoreEricLederhandler- pianoforteFrancescoNicolosi
Fuori abbonamento
Sabato 19 dicembre, ore 19 – Duomo di Livorno
CONCERTO DI NATALE
direttore Eric Lederhandler OrchestraeCorodelTeatroGoldoni Maestro del coro Maurizio Preziosi
Giovedì 18 marzo, ore 21
VOGLIO VEDERTI DANZARE –OmaggioaFrancoBattiato
direttoreGiovanni Cernicchiaro
In programma musiche di FrancoBattiato
LA STAGIONE DI PROSA
Martedì 24 novembre, ore 21
NeriMarcorè in
GABER - MI FA MALE IL MONDO
da Giorgio Gaber e Sandro Luporini drammaturgia e regiaGiorgioGallione
Martedì 15 dicembre, ore 21
Nel centenario della nascita di Dario Fo
LodoGuenzi in
MORTE ACCIDENTALE DI UN ANARCHICO
diDarioFo eFrancaRame regia Giorgio Gallione
Martedì 22 dicembre, ore 21
L’ANGELO DEL FOCOLARE
testo, regia, scene e costumiEmmaDante
Giovedì 18 febbraio, ore 21
Daniele Russo in
STATOCONTRONOLAN (un posto tranquillo)
diStefano Massini
uno spettacolo di Alessandro Gassmann
Giovedì25febbraio,ore21
Massimiliano Gallo in
MALINCONICO Moderatamente felice
di Diego Silva e Massimiliano Gallo
regiaMassimilianoGallo
Lunedì8marzo,ore21
Luca Bizzarri in
LE NOSTRE DONNE
di Eric Assous regiaAlbertoGiusta
Mercoledì 24 marzo, ore 21
GiulioScarpati eAmandaSandrelli in
CARI GENITORI
diEmmanuel eArmellePatron regia Antonio Zavattieri
Mercoledì 28 aprile, ore 21
GiampieroIngrassia eMarianellaBargilli in
TI HO SPOSATO PER ALLEGRIA
diNataliaGinzburg regiaEmilio Russo
EVENTI
Venerdì 20 novembre, ore 11 e ore 21
Nel Bicentenario della nascita di Carlo Collodi(Firenze 1826)
PINOCCHIO
musiche Paola Magnanini - libretto Salvatore Sito regiaHeWenxuan- direttoreValentinoAlfredoZangara
in collaborazione con Accademiadel MaggioMusicaleFiorentino
Venerdì 18 settembre - Goldonetta
GIULIA BLASI
Lunedì 21 settembre - Teatro Goldoni
WES BANDERSON
in coproduzione con XLR Produzioni
Giovedì29ottobre,ore21
STEFANOSANTOMAURO inGoodLuck
Venerdì 13 novembre - Teatro Goldoni
PREMIO CIAMPI
Sabato 5 dicembre – Teatro Goldoni
CHRISTMAS CAROL
Venerdì 18 dicembre – Teatro Goldoni
IlBalletto di Siena presenta
LO SCHIACCIANOCI
Sabato 19 dicembre – Teatro Goldoni
VINICIO CAPOSSELA
Mercoledì 30 dicembre – Teatro Goldoni
VALERIO LUNDINI & I VAZZANIKKI
Venerdì 1 gennaio - Teatro Goldoni
Fondazione Livorno presenta CONCERTODICAPODANNO
in collaborazione conConservatorio “P.Mascagni”diLivorno eFondazioneTeatroGoldoni
Lunedì4gennaio–TeatroGoldoni
Il Balletto di Siena presenta IL LAGO DEI CIGNI
Domenica 7 febbraio – Teatro Goldoni
ROBERTA BRUZZONE
Giovedì 11 e venerdì 12 marzo – Teatro Goldoni
MEDÌ (Comunità di Sant’Egidio)
Venerdì 30 aprile – Teatro Goldoni
MASSIMO RANIERI
Datadadefinire–TeatroGoldoniPERCHÉILGOLDONIÈILGOLDONI PERCHÉ IL GOLDONI È IL GOLDONI under 35
Potrei dire che è stato voluto, pensato e fortemente ricercato; ma non è così, è accaduto, forse l’avevo dentro da tempo e presto, forse, ne scopriremo il motivo. In ogni caso, è successo: le programmazioni della PROSA e della LIRICA si sono mosse lungo linee che sembrerebbero divaricarsi per allontanarsi o comunque spingersi verso direzioni opposte.
Mentre la programmazione della lirica si è scandita lungo tre secoli che hanno visto debuttare - in quest’ordine
- Purcell, Cherubini, Donizetti e Verdi, la prossima stagione di prosa si muove tutta entro l’orizzonte degli ultimi 100 anni. Nessun autore del grande repertorio ma moltissima drammaturgia contemporanea, italiana e francese, più o meno scopertamente “politica”, spesso danzante sul filo del tragicomico.
Al centro, sempre, la relazione, l’arte dell’incontro, la più complessa che l’uomo è chiamato ad onorare, senza mollare mai, anche e soprattutto quando le iniziali posizioni di partenza parrebbero assolutamente inconciliabili.
Forse il motivo di queste esplorazioni in forma di programmazioni sono la risposta ad un bisogno che sento forte: parliamo, parliamo di tutto, non permettiamo a nessun cliché, a nessun luogo comune, nessun tabù, nessuna ideologia di chiuderci la bocca e di parlare a nome nostro. Proviamo a credere nella forza delle parole e delle idee che quelle parole partoriscono e vedrete quanto partecipare ad uno spettacolo possa nutrire la nostra capacità di avere idee e saperle comunicare con le parole più giuste e significative. Intanto a partire da quel lontano 1689 di Purcell, Cherubini, Donizetti e Verdi continueranno ad educarci ad un ascolto profondo ed aperto, un’attitudine spesso dimenticata che trasforma le relazioni in monologhi, allontanandoci sempre di più dalla possibilità di costruire un presente ed un futuro in cui tacciano i "teatri di guerra” e cantino i “teatri di pace”.
Emanuele Gamba, Direttore artistico Fondazione Teatro Goldoni
Approfondimento sugli spettacoli
LIRICA
Venerdì 6 novembre, ore 20 - Domenica 8 novembre, ore 16
DIDO AND AENEAS
Opera in tre atti, libretto di Nahum Tate dal quarto libro dell’Eneide di Virgilio traduzione dell’inno omerico a Giunone in inglese antico a cura di Mattia Mantellato Musica di Henry Purcell
Prima esecuzione mondiale
(ipotesi di restauro della partitura e della drammaturgia originali del prologo a cura di Attilio Cremonesi e Francesco Bondì)
Prima rappresentazione documentata: Londra, Josias Priest’s Boarding-School at Chelsea, 1689 - Edizione a cura di Clifford Bartlett - Editore proprietario King’s Music
Personaggi e interpreti: Dido Anna Caterina Antonacci, Belinda Penelope Kendros, Seconda Donna Erica Zulikha Benato, La Maga Margherita Sala, Prima strega / Spirito Anita Montserrat, Seconda strega / Marinaio Valentina Coletti, Enea Enea Scala
Direttore Attilio Cremonesi
Regia, scene, costumi Francesco Bondì
Assistente scenografo Roberto Tusa - Lighting Designer Cristian Zucaro Coreografia Sabrina Vicari
Ensemble Auser Musici
Coro Arché - Direttore del coro Marco Bargagna Compagnia di danza Teatro di Pisa
Nuovo allestimento del Teatro Verdi di Pisa in coproduzione con il Teatro Goldoni di Livorno
Un passato intramontabile, tanto grande da appartenere al mito; una narrazione senza tempo dei tormenti del cuore umano resi magistralmente da uno dei più grandi compositori della storia della musica: è Dido and Aeneas, di Herny Purcell, che ritorna Teatro Goldoni dopo quasi venti anni per celebrare l'incontro tra la tragedia virgiliana e il genio del Seicento inglese. Un gioiello musicale, capolavoro del barocco, un’opera breve ed intensa quanto deliziosa e raffinata che coniuga la l'abilità melodica del compositore e del suo librettista Nahum Tate per raccontare la nota vicenda del libro IV dell' Eneide di Virgilio ruotando attorno all’amore e all’abbandono di Didone, tra arie, cori e danze con grande equilibrio che suscitano profonde emozioni all’ascolto.
Sabato 5 dicembre, ore 20
L’ADRIANO IN SIRIA
Dramma in musica - libretto di Pietro Metastasio Musica di Luigi Cherubini
Progetto speciale FNSV – Progetti Speciali del MIC di Modo Antiquo all’interno della rassegna Hortus Harmonicus
Prima esecuzione mondiale in epoca moderna
Unica rappresentazione : Livorno, 1 aprile 1782 – Teatro degli Armeni Direttore Federico Maria Sardelli
RegiaMassimo Gasparon Pizzi Contarini Orchestra Modo Antiquo
Allestimento e produzione del Teatro Goldoni di Livorno, in collaborazione con Accademia degli Avvalorati e Archivio di Stato
L’Adriano in Siriadi Luigi Cherubini avrà la sua prima esecuzione mondiale in epoca moderna a dicembre, quale secondo titolo della Stagione lirica 2026-27. Un titolo che scomparve dalle scene dopo la sua prima rappresentazione assoluta avvenuta proprio a Livorno il 1 aprile 1782 e che andrà ad incrociare e concludere un periodo particolarmente ricco di spettacoli e proposte nella nostra città dedicati alla musica barocca con la seconda edizione della rassegna Hortus Harmonicus, i cui artefici principali saranno il M° Federico Maria Sardelli con l’Orchestra barocca Modo Antiquo. “Confrontarsi con un titolo che non hai mai visto nel tempo alcuna minima prassi esecutiva, neppure parziale, è sicuramente una sfida che va preparata nel migliore dei modi – ha spiegato il M° Sardelli – Con Cherubini più che tardo barocco italiano dovremmo parlare di primo classicismo, ma l’autore del libretto è Pietro Metastasio, contemporaneo di autori quali Händel e Vivaldi e quindi sicuramente assimilabile al periodo che andremo ad esplorare. Sarà molto interessante in quelle settimane ascoltare a quali evoluzioni e meravigliosi approdi era giunto il linguaggio musicale nell’Europa del tempo. Avere la possibilità di concertare e proporre un’opera mai ascoltata in 244 anni – conclude – rappresenta un’opportunità unica”.
La riscoperta de L’Adriano in Siria, che il poco più che ventenne compositore fiorentino scrisse per la stagione di primavera del Teatro degli Armeni (poi Teatro degli Avvalorati), sarà in collaborazione con l’Accademia degli Avvalorati di Livorno, che nel 2012 ne rintracciò la partitura presso una biblioteca di Cracovia in Polonia e l’Archivio di Stato.
Venerdì 29 gennaio, ore 20 – Domenica 31 gennaio, ore 16
OTELLO
Dramma lirico da "The tragedy of Othello the moor of Venice" di William Shakespeare - Libretto di Arrigo Boito Musica di Giuseppe Verdi
Personaggi e interpreti: Otello Roberto Aronica, Desdemona Francesca Maionchi, Jago Devid Cecconi, Cassio Andrea Tanzillo, Roderigo Marco Puggioni, Emilia Lucrezia Venturiello, Ludovico Paolo Pecchioli, Montano Paolo Ingrasciotta, Araldo Giuseppe Scazzi
Direttore Marko Hribernik
Regia Alessio Pizzech , Assistente alla regia Giovanna Spinelli Scene Pier Paolo Bisleri - Costumi Chiara Barichello
Orchestra del Teatro Goldoni di Livorno “Massimo de Bernart”
Coro del Teatro Goldoni di Livorno - Maestro del coro Maurizio Preziosi
Allestimento del Teatro Goldoni di Livorno – Coproduzione Teatro Goldoni di Livorno, Teatro Verdi di Pisa, Teatro del Giglio di Lucca e Opéra Grand Avignon
Torna a quasi venti anni di distanza dalla sua ultima rappresentazione al Teatro Goldoni, Otello di Giuseppe Verdi, un’opera tra le più amate e rappresentate in tutto il mondo; questa nuova proposta vede insieme i tre Teatri di tradizione della Toscana con il Teatro francese Opéra Grand Avignon: “La rotondità dei personaggi, la complessità delle loro psicologie, la forza della parola scenica – afferma Alessio Pizzech che ne firma la regia per le scene di Pier Paolo Bisleri con cui realizzò un Barbiere di Siviglia di successo al Goldoni nel 2015 – saranno i pilastri di un progetto registico al centro del quale vorrei raccontare un amore sbagliato, un amore impossibile, un sentimento infantile di possesso, un’incapacità a dominare i propri sentimenti che sfoga in una violenza generata dalla follia e nutrita dall’inganno. Una sfida registica che sarà centrata sulla forza attorale degli interpreti come asse portante della costruzione dello spettacolo”. La parte musicale si avvarrà della concertazione e direzione d’orchestra di Marko Hribernik, applaudito al Goldoni nel 2023 ne L’italiana in Algeridi Rossini, sul podio dell’Orchestra e Coro del Teatro Goldoni.
Venerdì 16 aprile, ore 20 – Domenica 18 aprile, ore 16
L’ELISIR D'AMORE
Melodramma giocoso in due atti - Libretto di Felice Romani da Le Philtre di Eugène Scribe Musica di Gaetano Donizetti
Direttore Fabrizio Maria Carminati Regia Marialuisa Bafunno
Orchestra del Teatro Goldoni “Massimo de Bernart”
Coro del Teatro Goldoni - Maestro del coro Maurizio Preziosi
Nuovo allestimento della Fondazione Teatro Goldoni in collaborazione con Accademia di belle arti di Firenze
Pur essendo titolo tra i più amati e rappresentati al mondo, L’elisir d’amore di Gaetano Donizetti mancava dai palcoscenici livornesi addirittura dal 1929, prima che le stagioni liriche della Fondazione Goldoni lo riproponessero nel 2018. Chiuderà il cartellone lirico 2026-27 in un nuovo allestimento realizzato in collaborazione con l’Accademia di belle arti di Firenze, nella lettura musicale di un direttore esperto ed affermato come Fabrizio Maria Carminati, regolarmente invitato a dirigere le maggiori istituzioni teatrali nazionali ed internazionali e la regia di Marialuisa Bafunno che si distingue per un approccio simbolico, interdisciplinare e innovativo con cui affronta il repertorio tradizionale. Una nuova occasione per rimanere nuovamente affascinati dall’inesauribile vena lirica che attraversa quest’opera giocosa, un capolavoro che fonde in sé in modo mirabile comico e sentimentale, farsa e malinconia.
OPERA OGGI
In collaborazione con Conservatorio “P. Mascagni” di Livorno
Sabato 17 ottobre, ore 18 e domenica 18 Ottobre, ore 18 - Goldonetta
φψ (PHI PSI)
Scene quotidiane di una galassia
Opera meditativa - Libretto e musica Maurizio Preziosi
L’ Opera meditativa di Maurizio Preziosi è concepita come un viaggio che può essere inteso sia fisico che interiore. Vengono esplorate sonorità meditative e introspettive. Non esiste una vera e propria trama ma piuttosto un paesaggio sonoro che cambia continuamente così come il significato delle lettere greche φ [phi – simbolo che rappresenta la sezione aurea, la perfezione ma anche un'illusione ottica (Il fenomeno Phi) in cui la rapida successione di due stimoli visivi statici, leggermente spostati, genera la percezione di un movimento continuo, anche se in realtà non c'è movimento che crea un "ponte" mentale tra le immagini per percepirle come un'unica entità in movimento] e ψ [psi – simbolo di anima, mente, aria, soffio, energia e anima ma anche di pseudogeni, sequenze di DNA simili ai geni ma inattive che, sebbene siano spesso etichettati comeDNA spazzatura, essi contengono all'interno delle loro sequenze informazioni notevoli riguardanti i meccanismi stessi dell'evoluzione e della mutazione)]. Un continuo movimento fra sensazioni di diversa natura e meditazioni interiori, viaggi fra mondi conosciuti e non, fra pianeti, fra sicurezze e fragilità.
Sabato 12 dicembre, ore 18 e domenica 13 dicembre, ore 18 - Goldonetta
CALAF
Musica Leonardo Falaschi
libretto Enrico Maria Zelante e Nichita Poljanskij direttore Lorenzo Sbaffi
regia Stefano Mecenate
“Calaf – spiega il compositore Leonardo Falaschi – è un’opera da camera che rilegge il mito pucciniano attraverso una prospettiva intima e psicologica, ponendo al centro il personaggio di Calaf e il tema della solitudine come condizione esistenziale e affettiva.
L’opera indaga le contraddizioni interiori dei personaggi, in particolare il conflitto tra amore, dovere e desiderio di compimento umano. In un universo sospeso tra memoria e tragedia, Turandot e Calaf si confrontano in una dimensione emotiva nuova, dove il fuoco passionale lascia spazio alla fragilità e alla perdita.
La scrittura musicale, pensata per ensemble da camera e quattro voci, dialoga con la tradizione operistica in una forma contemporanea e raccolta.”
SINFONICA
realizzata con Opera Music Management
Direzione artistica Luciano Corona e Emanuele Gamba
Orchestra del Teatro Goldoni “Massimo de Bernart”
Giovedì 12 novembre, ore 21
La Prima di Mahler – Concerto inaugurale
Eric Lederhandler, direttore
Programma:G. Mahler, Sinfonia n. 1 in re maggiore "Il Titano"
La Stagione Sinfonica si apre nel segno della monumentalità tardo-romantica con una delle pagine più imponenti della storia della musica: la Prima Sinfoniadi Gustav Mahler, "Il Titano". Sotto la guida esperta del direttore Eric Lederhandler , l'Orchestra del Teatro Goldoni affronterà un viaggio sonoro straordinario, che spazia dalle atmosfere bucoliche del risveglio della natura fino all'esplosione liberatoria del celebre finale. Un debutto di stagione potente e dal profondo impatto emotivo.
Lunedì 7 dicembre, ore 21
Buon Compleanno, Mascagni
In programma musiche di Pietro Mascagni
Il Teatro Goldoni celebra il celebre compositore livornese nel giorno in cui ricorre l'anniversario della sua nascita con il tradizionale e attesissimo concerto-omaggio. Una serata speciale pensata per valorizzare la sua eredità artistica, legando indissolubilmente l'identità culturale della città alle pagine musicali che hanno reso celebre Livorno nel mondo.
Venerdì 11 e sabato 12 dicembre, ore 21
Symphonic Musicals – Tra Danza e Grande Schermo
In programma musiche tratte da West Side Story, Grease, Cats, Mary Popins, Moulin Rouge, Les Misérables, Singing in the Rain
La magia di Broadway e del West End sposa la grandiosità dell'orchestra sinfonica. Un doppio appuntamento spettacolare che ripercorre le colonne sonore dei musical più amati di sempre, arricchito da una straordinaria sinergia territoriale: sul palco, insieme all'orchestra, si esibiranno infatti le Scuole di danza di Livorno. Un evento cross-mediale e intergenerazionale che unisce musica, cinema e coreografia.
Scuole di danza partecipanti al progetto musical, con il coordinamento di Eva Kosa: Scuola di Danza Dea, ST Danza Centro Formazione, Laboratorio di Danza e Movimento, Eimos Centro Formazione Danza, Scuola di Danza Eden, Armonia Danza, Liceo Coreutico Niccolini Palli, Arts4All Associazione Culturale
Mercoledì 6 gennaio, ore 18
Happyfania 2027 – Il Talento dei Giovani
Eric Lederhandler, direttore - Clarinetto solista ( vincitore del concorso YOM 2026 )
Programma : G. Rossini ( Il barbiere di Siviglia - Sinfonia; Variazioni per Clarinetto e Orchestra ); J. Sibelius ( Pelléas and Mélisande )
Il nuovo anno si apre all'insegna della freschezza e del virtuosismo con il concerto dell'Epifania. Protagonista della serata, accanto alla bacchetta di Lederhandler , sarà il giovanissimo talento del clarinetto vincitore del prestigioso concorso YOM 2026. Il programma unisce il brio rossiniano alle rarefatte e nordiche atmosfere tardo-romantiche del Pelléas and Mélisande di Sibelius.
Sabato 13 febbraio, ore 21
Amor che move il sole – Il Genio di Beethoven
Nicola Colafelice, direttore - Annette Dasch, soprano
Programma: L. van Beethoven, Sonata al chiaro di luna (vers. per archi); Primo amor piacer del ciel WoO 92; Sinfonia n. 7 in la maggiore op. 92
Una serata interamente dedicata a Ludwig van Beethoven, che esplora il tema dell'amore e dell'estasi poetica. Il direttore Nicola Colafelice e il celebre soprano Annette Dasch guideranno il pubblico attraverso la rara e preziosa
scena lirica Primo amor , passando per l'intramontabile romanticismo del Chiaro di luna , fino a culminare nella trascinante ed energica Settima Sinfonia , definita da Wagner "l'apoteosi della danza".
Sabato 6 marzo, ore 21
Beatrice, donna beata – Suggestioni Novecentesche
Giancarlo De Lorenzo, direttore - Marlene Prodigo, violino
Programma : L. van Beethoven ( Romanza n. 1 in sol maggiore op. 40 ); I. Stravinsky ( Apollon Musagète ); O. Respighi ( Trittico Botticelliano )
Un raffinato percorso che unisce il classicismo e le grandi visioni del Novecento italiano e internazionale. La violinista Marlene Prodigo interpreterà la lirica Romanza n. 1 di Beethoven , preludio a un viaggio neoclassico che vedrà la conduzione di Giancarlo De Lorenzo misurarsi con l'eleganza coreutica di Stravinsky e i meravigliosi affreschi sonori del Trittico Botticelliano di Ottorino Respighi.
Venerdì 23 aprile, ore 21
C'est Chic 2027 – Il Gran Finale tra Classicismo e Splendore
Eric Lederhandler, direttore - Francesco Nicolosi, pianoforte
Programma : L. van Beethoven ( Concerto n. 1 per pianoforte e orchestra in do maggiore op. 15 ); F. J. Haydn ( Sinfonia n. 104 in re maggiore "Salomon" )
La Stagione Sinfonica si chiude con un cartellone di straordinaria eleganza formale. Il celebre pianista Francesco Nicolosi siederà al pianoforte per il vigoroso ed espressivo Primo Concerto di Beethoven. Nella seconda parte della serata, il direttore Eric Lederhandler guiderà l'orchestra nell'esecuzione della Sinfonia n. 104 "Salomon" di Haydn, il monumentale e luminoso testamento sinfonico del padre del classicismo europeo.
Fuori abbonamento
Sabato 19 dicembre, ore 19 - Duomo di Livorno
Concerto di Natale
Orchestra e Coro del Teatro Goldoni , Eric Lederhandler ( direttore ) , Maurizio Preziosi ( maestro del coro ) Programma : H. Berlioz, L'Enfance du Christ (Parte seconda)
Per il tradizionale Concerto di Natale, la grande musica si trasferisce nella suggestiva cornice del Duomo. Orchestra e Coro del Goldoni , diretti da Eric Lederhandler , proporranno la seconda parte dell'intimo e poetico capolavoro sacro di Hector Berlioz, L'Enfance du Christ. Un momento di alta spiritualità e raccoglimento guidato dalla maestria corale di Maurizio Preziosi. Ingresso libero.
Giovedì 18 marzo, ore 21
Voglio vederti danzare – Omaggio a Franco Battiato
Giovanni Cernicchiaro, direttore
In programma musiche di Franco Battiato
Evento speciale dedicato a uno dei più straordinari pionieri della musica italiana. L'Orchestra del Goldoni, diretta da Giovanni Cernicchiaro, rilegge in chiave sinfonica il repertorio colto, mistico e pop di Franco Battiato. Un viaggio tra canzoni indimenticabili e sperimentazioni sonore, per celebrare un artista che ha saputo far ballare e pensare intere generazioni.
PROSA
Martedì 24 novembre, ore 21 Neri Marcorè in
GABER - MI FA MALE IL MONDO
daGiorgio Gaber e Sandro Luporini con Neri Marcorè
drammaturgia e regia Giorgio Gallione arrangiamenti e direzione musicale Paolo Silvestri
lighting designer Marco Filibeck - scene e costumi Guido Fiorato
pianisti/e (o.a.) Eugenia Canale, Lorenzo Fiorentini, Eleonora Lana, Francesco Negri
Neri Marcorè, assieme al regista e drammaturgo Giorgio Gallione, ha molto frequentato i materiali gaberiani. Questo ritorno è una necessità etica e artistica insieme, e una occasione ancora più matura e consapevole per riabbracciare l’opera dell’“uomo dalle due G maiuscole”. Gaber - Mi fa male il mondo è un’esplorazione nell’universo creativo, narrativo, etico e letterario di due grandi autori del teatro e della canzone. Per anni Giorgio Gaber e Sandro Luporini hanno radiografato con acume, spietatezza e ironia, ma pure con grande partecipazione emotiva, le mutazioni della nostra società e degli individui che la abitano. Grande affabulatore e artista totale, Gaber ci ha così accompagnato, tra privato e politico, nel cammino zoppicante e incerto verso una società che tenta di combattere contro la dittatura dell’imbecillità, del conformismo e della perenne autoassoluzione. Lo spettacolo vuole ritornare alle radici dell’ispirazione di queste opere in musica, entrando metaforicamente, e a distanza di anni, nello studio/ laboratorio/ pensatoio dove Gaber e Luporini hanno agito e prodotto pensiero per più di quarant’anni. Con onestà intellettuale e una buona dose di ironia, Gaber si è spesso definito un “ladro” di intuizioni altrui, dichiarando esplicitamente il suo debito nei confronti di artisti, intellettuali e scrittori che lo hanno ispirato. L’elenco è lungo e indicativo: Pasolini, Celine, Adorno, Calvino, Berlinguer, Brecht, Beckett, Botho Strauss e tanti altri che, sapientemente distillati, hanno formato un humus ideale, un incubatore di pensieri e riflessioni illuminanti che sono poi state trasformate in canzoni e monologhi teatralissimi che ancora oggi vibrano di autenticità e addirittura di preveggenza.
Martedì 15 dicembre, ore 21
Nel centenario della nascita di Dario Fo Lodo Guenzi in
MORTE ACCIDENTALE DI UN ANARCHICO
di Dario Fo e Franca Rame regia Giorgio Gallione
conLodo Guenzi e cast in via di definizione
Nel 1921 un emigrante italiano “volò” fuori dalla finestra del palazzo della polizia di New York: è questo l’episodio che Dario Fo prende a pretesto per “Morte accidentale di un anarchico“, una farsa tragica, divertentissima e inquietante che dopo più di cinquant’anni è ancora oggi rappresentata con grande successo in tutto il mondo. La “morte accidentale“, così ironicamente definita da Fo, è in realtà quella dell’anarchico Giuseppe Pinelli, precipitato il 15 dicembre 1969 dal quarto piano della Questura di Milano durante uno degli interrogatori relativi alla strage di Piazza Fontana. Un “malore attivo”, così lo definì l’inchiesta. L’edizione di quegli anni, curata e interpretata da Fo divenne presto mitica, epocale, con sold out infiniti per più di duecento serate, vibranti di entusiasmo e partecipazione sociale e civile. Il tutto tra tentativi di censura, provocazioni e pericoli reali, con ripetute, cicliche telefonate anonime che avvertivano della presenza di bombe in sala. Questo perché la morte di Pinelli fu più che sospetta, tanto che il testo di Fo, attraverso il paradosso comico della scrittura, è in realtà basato su documenti autentici, verbali di processi e inchieste giornalistiche documentatissime che denunciano le cause e le radici politiche di quella diffusa e perturbante “strage di stato” che insanguinò quegli anni e di cui questo episodio è tragico emblema. Ma la genialità di Fo, evidente ancora oggi, è quella di ambientare questo avvenimento in un contesto ridicolmente grottesco, con protagonista e motore dell’azione un Matto, un moderno giullare affetto guarda caso da “istriomania” (cioè il bisogno irrefrenabile di spacciarsi per altre persone) e che usa perciò il gioco comico, il travestimento, la maschera, lo sberleffo satirico come arma per smascherare le bugie arroganti e le grossolane contraddizioni di un potere goffo e sfacciato (commissari, agenti e questori)
che nega la verità e l’evidenza della propria degradazione. “Nei tempi bui dobbiamo cantare i tempi bui” ha scritto Brecht. Allo stesso modo Fo sceglie coraggiosamente la scomoda posizione del ribelle non allineato, affrontando tra l’altro più di duecento denunce e processi, per raccontare in palcoscenico una verità che nessuno voleva davvero ricercare ne tantomeno scoprire. Sempre con Brecht, Dario preferisce “mettersi dalla parte del torto, perché tutti gli altri posti erano occupati”. Il nostro Matto sarà Lodo Guenzi, attore dai poliedrici talenti che guiderà una sarabanda comica, grottesca e satirica un po’ commedia degli equivoci, un po’ slapstick comedy, un po’ grottesco teatro di denuncia, cosciente della grande eredità dell’autore premio Nobel e contemporaneamente moderno performer che fa propria quella tradizione per rinnovarla e rimodellarla sulla propria sensibilità artistica e moderna coscienza critica.
Martedì 22 dicembre, ore 21
L’ANGELO DEL FOCOLARE
testo, regia, scene e costumi Emma Dante
conDavid Leone, Giuditta Perriera, Ivano Picciallo, Leonarda Saffi
Emma Dante prosegue il suo lavoro d’indagine sul nucleo familiare e lo fa attraverso il filtro delle aspettative culturali sulla “donna di casa”. Il punto di partenza è un interno domestico. Questa cornice viene rapidamente scardinata da una partitura fisica serrata, che svela la natura coercitiva dei ruoli imposti. Uno degli elementi più potenti dello spettacolo è l’uso del corpo delle attrici e degli attori, che “dialogano” con lo spazio e gli oggetti circostanti, che diventano strumenti di controllo o prolungamenti della fatica quotidiana. La regista costruisce una serie di azioni ripetute, apparecchiare, rassettare, accudire che, reiterate fino alla deformazione, diventano segni di un’esistenza schiacciata dall’obbligo della dedizione. I personaggi mostrano una gestualità che porta nel movimento ciò che non viene detto con le parole: la fatica, la frustrazione. La presenza maschile è delineata non necessariamente come autoritaria, in forma esplicita, ma radicata in consuetudini che regolano il comportamento di tutti. Il modello patriarcale sopravvive proprio nel suo essere ordinario, interiorizzato, perfino accettato. Particolarmente incisiva è la dimensione corale: i personaggi non sono mai davvero isolati, ma parte di un organismo familiare le cui energie si contagiano, si urtano, si stratificano. L’effetto è quello di una comunità che si auto-sorveglia, nella quale ogni gesto del singolo evidenzia la pressione del gruppo. Tuttavia, lo spettacolo non rinuncia a momenti di ironia tagliente, cifra che caratterizza il linguaggio di Dante. È un’ironia pungente: mette il pubblico di fronte all’assurdità di certe dinamiche ancora presenti oggigiorno, smentendo l’idea che siano ormai superate. In occasione di alcune interviste infatti, l’autrice paragona l’humus in cui si radica violenza qui presa in esame a quello in cui si sviluppano atteggiamenti mafiosi. Attraverso una drammaturgia simbolica e fisica, Emma Dante trasforma la casa in una lente che obbliga lo spettatore a riconsiderare certi comportamenti entrati a far parte della routine quotidiana, che potrebbe riscoprirsi assuefatto e “abituato” addirittura alla vista del sangue. Un lavoro che disturba, illumina e continua a dialogare con chi osserva, L’angelo del focolare è un atto di scavo nelle radici culturali della famiglia italiana, una riflessione sul modo in cui ruoli e aspettative modellano le identità individuali.
Giovedì 18 febbraio, ore 21 Daniele Russo in
STATO CONTRO NOLAN (un posto tranquillo) di Stefano Massini
uno spettacolo di Alessandro Gassmann con Daniele Russo e cast in via di definizione scene Gianluca Amodio
luci Marco Palmieri - costumi Mariano Tufano
musiche Pivio e Aldo De Scalzi - video Marco Schiavoni
In una piccola città di provincia nei primi anni Sessanta si svolge un processo al proprietario del giornale locale, Herbert Nolan. È accusato di aver manipolato l’informazione per scopi privati. L’uccisione di un vagabondo scambiato per rapinatore o stupratore era stata montata in modo da creare una paura diffusa in tutta la contea, così che gli abitanti si armassero per difendere le loro case. La locale fabbrica di armi aveva moltiplicato i profitti. “Che c’è di strano?” chiede l’avvocato di Nolan. Da che mondo è mondo i giornali devono fare notizia. Senonché il proprietario del giornale era un importante azionista dell’azienda di armi. E così la pubblica accusa, rappresentata da un uomo molto in gamba, il procuratore Miles, cerca di inchiodare Nolan alle sue responsabilità. Il processo si snoda in modo tradizionale, fra interrogatori dell’imputato e dei testimoni. Ma al di là dello specifico conflitto di interessi, emerge il tema di un clima di paura alimentato artatamente.
Sui palcoscenici italiani, in prima nazionale al Bellini di Napoli, il proficuo incontro tra la scrittura di Stefano Massini e la regia di Alessandro Gassman.
Giovedì 25 febbraio, ore 21 Massimiliano Gallo in
MALINCONICO Moderatamente felice di Diego Silva e Massimiliano Gallo regia Massimiliano Gallo
conBiagio Musella, Eleonora Russo, Diego D’Elia, Greta Esposito, Manuel Mazia scene Luigi Ferrigno - costumi Eleonora Rella
disegno Luci Alessandro Di Giovanni musiche e canzoni originali Joe Barbieri
Questo progetto teatrale nasce dall’idea di portare sulla viva scena del palco la voce (e il corpo) narrante di un personaggio letterario, e successivamente televisivo, che negli anni ha conquistato un vasto pubblico di lettori e di spettatori. Vincenzo Malinconico, l’avvocato d’insuccesso dalla carriera sgangherata e dalla vita sentimentale instabile (e forse proprio per questo gradita a un pubblico che non ama identificarsi con i vincenti, in fondo prevedibili e noiosi), affida il racconto delle sue storie – ma soprattutto del suo inciampare nelle complicazioni della vita comuni a noi tutti – alla macchina attoriale di un interprete capace come pochi di assimilare e rendere l’intima essenza di un personaggio letterario. Massimiliano Gallo, già noto al grande pubblico per la sua attitudine ad attraversare cinema, teatro e televisione con una versatilità figlia di una lunga gavetta, fin dall’esordio della serie prodotta e trasmessa dalla prima rete televisiva nazionale ha incarnato con un senso dell’umorismo geneticamente napoletano l’attitudine filosofica e rigorosamente autodidatta di Malinconico, coniugando con leggerezza e musicalità l’indole al tempo stesso riflessiva e astratta, disorientata e confusa, adulta e infantile, di un uomo alle prese con le difficoltà del vivere, che con un senso del ridicolo costantemente acceso sulla realtà (e soprattutto su se stesso) lotta col disagio di non sentirsi a suo agio nei ruoli che la vita gli assegna. Uno spettacolo essenziale e coinvolgente dove letteratura e teatro s’incontrano, e che darà modo al pubblico di ritrovare, nella causticità fisica del palcoscenico, un personaggio dalla vita sgangherata e irrisolta che ci fa più ridere proprio quando la scopriamo improvvisamente simile alla nostra.
Lunedì 8 marzo, ore 21 Luca Bizzarri in
LE NOSTRE DONNE
di Eric Assous traduzione Giulia Serafini regia Alberto Giusta
conEnzo Paci, Antonio Zavattieri
Max (Luca Bizzarri), Paul (Enzo Paci) e Simon (Antonio Zavatteri) sono amici da trent’anni. Un'amicizia vera, inossidabile e gioiosa. La loro vita professionale è un successo, il bilancio della loro vita privata un po' meno. Una sera, i tre amici si ritrovano a casa di Max per il loro consueto poker. Ma Simon arriverà con quasi un’ora di ritardo dando ai due amici una motivazione sconvolgente. La partita di poker non avrà mai inizio e noi assisteremo a una serie di scontri verbali che potrebbero portare a una rottura definitiva della loro consolidata amicizia. E le donne saranno le assolute protagoniste di tutti i conflitti che si creeranno. Le Nostre Donne è una commedia francese dell’autore contemporaneo franco-tunisino Eric Assous (ha vinto il Molière come miglior autore francofono nel 2010 per L'Illusione Coniugale) in cui si sono cimentati i mostri sacri del cinema e del teatro d’oltralpe: dopo il grande successo al Theatre de Paris con Jean Reno e Daniel Auteuil in scena, lo stesso co protagonista e regista Richard Berry ha realizzato nel 2015 il film omonimo (Nos femmes) con lo stesso Auteuil. Una commedia comica e intelligente, magistralmente dosata in perfetto stile francese: raffinata e dissacrante, leggera e spietata al tempo stesso, dal ritmo inarrestabile che gioca con il ribaltamento dei ruoli e con i colpi di scena. Una prova d’attore tutta al maschile, in cui le donne del titolo non ci sono fisicamente, ma invadono comunque la scena: amate, odiate, rimpiante, assenze materializzate dai discorsi dei loro uomini in crisi. In scena un nome notissimo come Luca Bizzarri recentemente tornato al suo primo amore, il teatro, Enzo Paci, apprezzato protagonista della film di Rai uno “Come è umano lei” sulla vita di Paolo Villaggio e Antonio Zavatteri, attore e regista teatrale, spesso apprezzato in fiction e film. Tutti e tre – come il regista Alberto Giusta – sono diplomati alla Scuola dello Stabile di Genova, un vero marchio di fabbrica.
Mercoledì 24 marzo, ore 21
Giulio Scarpati e Amanda Sandrelli in CARI GENITORI
di Emmanuel e Armelle Patron regia Antonio Zavattieri
con Paolo Livolsi, Alice Giroldini e Matteo Sintucci
Dopo oltre quattro anni di successi a Parigi e in tournée, con più di 450.000 spettatori e oltre 900 repliche in tutta la Francia, Chers Parents — candidata come Miglior Commedia ai Molières 2022 — ora pronta a debuttare in Italia con il titolo Cari Genitori. Definita dalla critica «una commedia infiammabile» (Le Figaro), «jubilatoire» (Le Parisien) e «un pur régal» (Télérama), la pièce racconta la storia della famiglia Gauthier: Pierre, Jules e Louise adorano i loro genitori, Jeanne e Vincent. Quando questi li convocano d’urgenza per un annuncio importante, i figli temono il peggio. Ma la notizia che ricevono non è quella attesa: una rivelazione sorprendente che incrina l’unità familiare e mette in gioco rapporti, affetti e interessi. Tra ironia e verità, la commedia indaga il legame tra amore e denaro, la fragilità dei sentimenti, la rivalità tra fratelli e la parte d’ombra che ciascuno porta dentro di sé. Per la prima volta sulle scene italiane, Cari Genitori arriva con un super cast di cinque attori, guidato da Amanda Sandrelli, già protagonista della fortunata commedia Vicini di casa, e Giulio Scarpati, nome di grande popolarità.
Mercoledì 28 aprile, ore 21
Giampiero Ingrassia e Marianella Bargilli in TI HO SPOSATO PER ALLEGRIA
di Natalia Ginzburg regia Emilio Russo
conLucia Vasini, Claudia Donadoni eViola Lucio
Ti ho sposato per allegria è un testo comico? Sicuramente, anche irresistibile, ma non nella misura dell’intreccio, che non c’è per niente e nemmeno nelle gag o battute spiritose che non ci sono. Lo è per quel suo ritmo da commedia nei dialoghi molto efficaci e nella narrazione dei personaggi assenti e assurdi, ma anche molto concreti e riconoscibili da ognuno (chi non ha conosciuto un poeta maledetto, come Manolo, un’amica zitella col naso arricciato come Elena, una disinibita predatrice di uomini e donne come Topazia, una zia Bigotta come Filippa eccetera). La stessa Ginzburg della sua prima commedia (lei non sopportava prima di allora di scrivere per il teatro, poi ne ha scritto 11) ha detto: “ero molto triste e poi scrivendo è venuta fuori una cosa allegra”. Ecco forse è un’indicazione abbastanza opportuna. L’allegria deve venire quasi da sola, così come la comicità, tra le pieghe di una storia ricca di sfumature tra disincanto e tenerezza, il tutto miscelato con una certa dose di nostalgia, forse anche di rabbia per un mondo che non è poi andato così come doveva andare. Per questo sono convinto - dichiara il regista - che non sia opportuno modificare, adattare o tanto meno modernizzare il testo. Sono convinto che vada contestualizzato a quella metà degli anni 60 – così lontani e così vicini – e far risuonare parole e situazioni al cuore e all’intelligenza del pubblico del tempo presente.
Biglietteria
Tutte le info www.goldoniteatro.it
Autolinee Toscane ti porta a Teatro
“Siamo orgogliosi di avviare questa collaborazione con il Teatro Goldoni, una realtà culturale di grande valore per il territorio. Essere Mobility partner significa non solo favorire una mobilità più sostenibile, ma anche contribuire concretamente a rendere la cultura più accessibile ai cittadini. Grazie a questa iniziativa, gli abbonati di Autolinee Toscane potranno usufruire di agevolazioni dedicate per gli spettacoli e scegliere il trasporto pubblico per raggiungere il teatro e rientrare a casa in modo comodo, sicuro e sostenibile. Crediamo che il trasporto pubblico possa avere un ruolo importante nel creare connessioni tra persone, luoghi e opportunità culturali”
Arzachena Leporatti, Responsabile area Brand & Community di at-autolinee toscane
