L’Ape musicale

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Mediterraneo

Con il dittico Pulcinella di Stravinskij / La favola di Orfeo di Casella si apre il 14 luglio a Martina Franca il 52° Festival della Valle d’Itria.

A Palazzo Ducale due lavori in un atto unico che reinterpretano il mito e la Commedia dell’Arte in chiave novecentesca, fra ironia, reinvenzione del passato e continuità storica, con la direzione di Nicolò Umberto Foron e la regia di Jean Renshaw.

In programma fino al 2 agosto, il Festival mette in scena la versione originale della Carmen ancora mai rappresentata al mondo, riscopre Il schiavo di sua moglie opera del Seicento napoletano e produce un nuovo lavoro di Marco Baliani sul Mediterraneo, tema dell’edizione di quest’anno del Festival.

Arricchiscono il cartellone concerti e incontri di approfondimento sul Mare nostrum”, a Martina Franca e nei luoghi di maggior bellezza della Valle d’Itria. 

Si inaugura martedì 14 luglio (ore 21) a Palazzo Ducale di Martina Franca la 52^ edizione del Festival della Valle d’Itria, dedicato quest’anno al tema del Mediterraneo, “culla del mito, crocevia di culture, mare che accoglie” e curato dalla compositrice Silvia Colasanti.

Con una nuova produzione, il Festival mette in scena un dittico formato da Pulcinella di Igor StravinskijLa favola di Orfeo di Alfredo Casella, due lavori in un atto unico che reinterpretano il mito e la tradizione classica in chiave novecentesca e che ci portano alle radici della nostra cultura (repliche il 26, 29 luglio, 1° agosto, ore 21).

Pulcinella “balletto con canto in un atto” del 1920, venne composto da Stravinskij su commissione di Sergej Diaghilev per i Balletti russi, prendendo spunto dalle maschere della tradizione mediterranea e dalla musica di Pergolesi e del Settecento napoletano. La favola di Orfeo, di più rara esecuzione, è un’opera da camera in un atto, scritta da Casella nel 1932 su libretto di Corrado Pavolini dalla Fabula di Orfeo di Poliziano in cui si ripercorre il mito del cantore tracio, poeta tra i poeti che scende nell’Ade per riportare in vita la sua amata Euridice. Regia e coreografia sono di Jean Renshaw, artista anglo-tedesca già ospite del Festival; Nicolò Umberto Foron, giovane talento italo-tedesco, classe 1998, già affermato sulla scena internazionale e per la prima volta impegnato in Italia nella direzione di un’opera, guida l’Orchestra e il Coro del Teatro Petruzzelli di Bari, mentre la danza sarà affidata alla compagnia Eko Dance Project. Le voci principali, in entrambe le opere, sono di Chiara Mogini (Mezzosoprano/Una driade), Matteo Falcier (Tenore/Orfeo) e Roberto Lorenzi (Basso/Plutone), affiancati da tre giovani talenti dell’Accademia del Belcanto “Rodolfo Celletti” impegnati nell’opera di Casella – Cecilia Taliani Grasso soprano (Euridice), Willingerd Giménez baritono (La voce di Aristeo), Flavia Fioretti mezzosoprano (Una baccante).

Rappresentato per la prima volta al Théâtre de l’Opéra di Parigi il 15 maggio 1920, il balletto Pulcinella coinvolse alcuni dei più geniali artisti dell’epoca: insieme a Stravinskij, a dirigere la prima fu chiamato Ernest Ansermet, mentre la coreografia venne firmata da Léonide Massine, le scene e i costumi da Pablo Picasso. Un team artistico eccezionale, che reinventò i personaggi della Commedia dell’Arte con lo sguardo innovatore dell’avanguardia, mentre le pagine di Pergolesi (o presunte tali) vennero riscritte in maniera ironica e dissacrante. Diverso l’approccio verso l’antico operato da Casella nella sua Favola di Orfeo, che debuttò al Teatro Goldoni di Venezia il 6 settembre 1932. Un lavoro, per dirla con le stesse parole dell’autore, di “purezza e compiutezza stilistica”, dove la favola, il mito e il passato vengono pensati in una continuità ideale, che si trasforma con la sensibilità del Novecento, nel solco di un recupero più storico.

Due letture diverse e complementari verso l’antico, come racconta il direttore d’orchestra Nicolò Umberto Foron: «Tra i due autoric’è una dialettica: da una parte la distanza critica e ironica, dall’altra un recupero più “storico” e identitario. Ma entrambi lavorano per stratificazioni, per livelli di lettura». Prosegue: «Stravinskij e Casella costruiscono due modalità molto diverse di riattivare il passato musicale europeo. In Stravinskij il Settecento viene osservato come un materiale storico che perde la sua funzione originaria e diventa oggetto di reinvenzione, quasi un processo di astrazione, in cui il linguaggio barocco viene smontato e ricomposto. In Casella, invece, il riferimento al passato, il Rinascimento, le origini del teatro musicale italiano, sono pensati quasi come una linea genealogica che non si interrompe, ma si trasforma».

Letture differenti anche per la regista e coreografa Jean Renshaw:«I due pezzi abitano universi del tutto distinti: “Pulcinella” luminoso e giocoso; “La favola di Orfeo” cupo e freddo. Il primo trabocca di ‘joie de vivre’, una celebrazione che viene improvvisamente interrotta nel suo momento culminante, come se qualcuno accendesse le luci alla fine di una festa e disperdesse gli ospiti. La cupa Ouverture di Casella che segue appare per contrasto devastante: le luci si spengono e ci si ritrova in una distesa ghiacciata in un giorno di novembre. Come se improvvisamente il mondo apparentemente solido – il nostro mondo – vacillasse, e il tenue filo su cui pendeva la vita fosse stato messo a nudo. Così abbiamo deciso di unire i due pezzi: celebrare la vita e rappresentare quell’istante in cui le mura della casa sicura crollano, per ricordare quanto sia preziosa “questa piccola vita circondata dal sonno”».

LE ALTRE NUOVE PRODUZIONI DEL FESTIVAL

Il schiavo di sua moglie (1672) dramma per musica in un prologo e tre atti di Francesco Provenzale, è la seconda, nuova, produzione in scena il 24 luglio nel Chiostro del Carmine di Martina Franca (repliche il 27 e 30 luglio, ore 21). Confermando l’attenzione verso la riscoperta e le rarità del repertorio barocco, il Festival allestisce in prima esecuzione in tempi moderni una delle opere più celebri del musicista napoletano del Seicento, grazie al lungo lavoro di ricerca su Provenzale di Antonio Florio musicologo e direttore, alla guida del complesso barocco, da lui fondato, Cappella Neapolitana. Il cast sarà formato dagli allievi dell’Accademia del Belcanto “Rodolfo Celletti” che approfondiranno lo studio dell’opera nel loro percorso di perfezionamento; firma la regia Rita Cosentino, già apprezzata nella regia di due produzioni degli ultimi anni, nonché curatrice dei laboratori didattici del Festival, mentre i costumi sono di Carla Galleri.

Il Festival torna a Palazzo Ducale il 25 luglio (ore 21, repliche il 28, 31 luglio, 2 agosto) per un atteso nuovo allestimento della Carmen di Georges Bizet. La celebre opéra-comique viene presentata nella partitura originale del 1874 in una prima assoluta in forma scenica, restituendo al pubblico una versione mai rappresentata finora, grazie alla recente revisione critica di Paul Prévost per l’editore Bärenreiter. La partitura che sarà eseguita è quella originariamente predisposta dal compositore, prima che cantanti e dirigenti dell’Opéra Comique di Parigi chiedessero importanti cambiamenti. Fabio Luisi, direttore musicale del Festival, guida l’Orchestra e ilCoro del Teatro Petruzzelli di Bari e il Coro di voci bianche della Fondazione Paolo Grassi offrendo per la prima volta nella sua lunga carriera la lettura del capolavoro di Bizet: regia, scene e costumi (questi ultimi insieme a Carla Galleri) saranno di Denis Krief, artista di grande e consolidata esperienza che torna a Martina Franca dopo una lunga assenza. Nel ruolo del titolo il mezzosoprano turco-tedesco Deniz Uzun, mentre il soprano moldavo Natalia Tanasii sarà Micäela; nel cast principale ritroviamo anche il tenore Matteo Lippi (Don José) e il baritono Alessandro Luongo (Escamillo) e gli artisti dell’Accademia del Belcanto “Rodolfo Celletti”.

Alle tre produzioni liriche si affianca un altro progetto ispirato al Mediterraneo che il Festival ha commissionato a Marco Baliani, scrittore, attore e regista dedito a un teatro di ricerca e di impegno civile. Vennero da ogni dove. Narrar cantando umanità in cammino andrà in scena il 20 e 21 luglio al Chiostro di San Domenico (ore 21). Con Baliani ritroviamo la voce di Vincenzo Capezzuto, artista versatile, affiancato da Luciano Orologi (sax), Giancarlo Bianchetti (chitarra classica) e Marco Forti (contrabbasso), per uno spettacolo che è intreccio di musica, canzoni e racconti intorno al tema del viaggio per mare, viaggio che a volte è transito, altre volte fuga, altre volte ancora disperato tentativo di approdo.

I CONCERTI

Parte integrante del Festival saranno i numerosi concerti lirici, sinfonici e cameristici, che arricchiranno la programmazione valorizzando chiostri, basiliche, masserie, luoghi storici e di grande bellezza del barocco martinese e del territorio della Valle d’Itria. Saranno tutti dedicati ad approfondire e a riflettere sul tema “Mediterraneo” e sulla musica dei compositori in cartellone.

Il Concerto dello Spirito alla Basilica di San Martino (17 luglio, ore 21) vedrà protagonista l’Orchestra ICO della Magna Grecia diretta da Giovanni Pelliccia (viola solista Francesco Peverini) con musiche di Stravinskij, Britten e la prima assoluta di Lamento dal mare del giovane compositore spagnolo Jorge Coll Navarro.

Il 19 luglio il Concerto Sinfonico a Palazzo Ducale viene affidato all’Orchestra dell’Accademia Teatro alla Scala diretta dal trentenne Diego Ceretta, solista l’affermata violinista Francesca Dego (musiche di Schubert, Stravinskij e Castelnuovo-Tedesco).

I tre Concerti del Sorbetto fra Chiostro di San Domenico e Chiostro delle Agostiniane (ore 18), ospitano il Quartetto Adorno (18 luglio) e il giovane violinista Paride Losacco (1° agosto) in un percorso nel Novecento storico italiano ed europeo; presentano pagine di Casella, Stravinskij e Ravel per quartetto d’archi, Petrassi, Stravinskij, Prokof’ev e Kurtág per violino solo. Gli artisti dell’Accademia del Belcanto “Rodolfo Celletti” con il pianista Francisco Manuel Soriano approfondiranno invece il ricco repertorio della musica vocale francese di Otto-Novecento, ruotando intorno alla musica di Bizet (25 luglio).

Quattro infine gli appuntamenti (ore 21) di “Mediterraneo in musica” fra chiostri e masserie del territorio della Valle d’Itria: si inizia il 15 luglio al Giardino del Giannettino di Cisternino, con il violoncellista Danilo Squitieri in un viaggio di più secoli che parte dalla Prima Suite di Bach fino ad Alone di Giovanni Sollima; il 16 luglio al Leonardo Trulli Resort di Locorotondo il Concerto del Mediterraneo con gli allievi dell’Accademia “Rodolfo Celletti”; il 22 luglio alla Masseria Palesi di Martina Franca il concerto Notturno Adriatico sul tema del mare nella musica del XX e XXI secolo con Francesco D’Orazio al violino e Liubov Gromoglasova al pianoforte; infine il 23 luglio Pino De Vittorio sarà protagonista di Tarantelle del rimorso al Chiostro di San Domenico, una serata dedicata al repertorio di tarantelle del Gargano e di canti del Sud Italia di cui De Vittorio, accompagnato dal chitarrista Marcello Vitale, è fra i maggiori interpreti.

APPROFONDIMENTI E INCONTRI

In programma il 18 e 19 luglio il Convegno di studi “Riscoprire l’antico nel Novecento. Mito e Mediterraneo in Stravinskij e Casella”, con il coordinamento scientifico di Luca Aversano e in coproduzione con l’Associazione Docenti Universitari Italiani di Musica. Il convegno, presso l’Auditorium della Fondazione Paolo Grassi, aperto a studiosi e momento di formazione per il pubblico del Festival, approfondisce le modalità attraverso cui gli immaginari dell’antico, del mito e del Mediterraneo si ricompongono nella musica del Novecento, con particolare riferimento alle poetiche di Stravinskij e Casella, due autori in cui il dialogo con l’antico assume una valenza simbolica profonda.

Momento di riflessione e dialogo sul significato contemporaneo del Mediterraneo sarà poi l'incontro del 28 luglio (ore 18) nel Chiostro di San Domenico di Martina Franca, fra la direttrice artistica del Festival Silvia Colasanti e il presidente nazionale della Croce Rossa Italiana, Rosario Maria Gianluca Valastro. Il Mare Nostrum sarà osservato non soltanto come crocevia di civiltà e culla della nostra cultura, ma anche come spazio in cui si intrecciano oggi questioni umanitarie, migrazioni, accoglienza e tutela della dignità della persona. Un dialogo che metterà in relazione la prospettiva dell’arte con quella dell’impegno umanitario, interrogandosi sul ruolo della cultura nel favorire comprensione, responsabilità e solidarietà di fronte alle grandi sfide del presente.

IL FESTIVAL FRA PIAZZE E CONTRADE

Dopo il successo degli ultimi anni, anche quest’anno il Festival avrà la sua anteprima con la rassegna “In Orbita” (10-12 luglio, ore 21), approdando nelle piazze e contrade di Martina Franca. Due gli appuntamenti in programma: il 10 e 11 luglio Naufragi, uno spettacolo di teatro e musica liberamente ispirato a La tempesta di Shakespeare, prodotto dalla Fondazione Arturo Toscanini: il Trio d’archi della Filarmonica Arturo Toscanini e gli attori della compagnia teatrale Anellodebole coinvolgeranno nello spettacolo alcuni migranti e minori di comunità del territorio pugliese, nonché lo stesso pubblico, stimolando la riflessione sul naufragio reale e metaforico, sul viaggio e sulla migrazione. In quartetto all’opera (12 luglio, Villa del Carmine), vedrà invece il pianista Francesco Libetta affiancarsi ai suoi allievi dei corsi della Fondazione Paolo Grassi – Christian De Nicolais, Simone Mao e Giovanni Mascia – in un programma di ampio respiro fra opere di Paisiello e Mozart, sinfonie e valzer, tutto eseguito sul pianoforte: un solo strumento che si presta a essere suonato a due o quattro mani, ma anche a sei, otto o con una mano sola.

 

Biglietti opere da 70 a 30 euro;concerti da 40 a 5 euro; Concerto dello spirito e Concerto a Cisternino ingresso libero su prenotazione. Agevolazioni dedicate per senior, under 30 e under 18. Vendita on line su vivaticket.com e presso la biglietteria del Festival a Martina Franca (piazza XX Settembre 5B, aperta tutti i giorni dalle ore 10 alle 13 e dalle ore 17 alle 21).

Info: tel. +39 080 4805100, Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 


 

Sta per aprirsi il sipario sulla 52ª edizione del Festival della Valle d’Itria, e anche quest’anno il nostro splendido territorio si appresta ad accogliere spettatori e artisti provenienti da ogni parte del mondo.

E noi, che portiamo avanti questo progetto, siamo pronti a offrire un’esperienza che non tradisce la tradizione di questo Festival, fatta di ricerca, di proposizione dell’“inconsueto” e del “desueto”, attraverso nuove produzioni ed esecuzioni uniche.

In un periodo storico nel quale sono forti le tentazioni (e le sollecitazioni) a rendere più “commerciale” la proposta artistica, il Festival della Valle d’Itria, ostinato come sanno esserlo gli abitanti di questo angolo di Puglia, non ha intenzione di deviare dalla propria strada, assumendosi un rischio culturale e non accondiscendendo alla presunta esigenza di piacere a tutti.

A Martina Franca continuiamo a essere convinti, e in questo senso operiamo, che l’atmosfera “festivaliera” non debba per forza deviare verso rappresentazioni di mero intrattenimento, ma, al contrario, la leggerezza delle serate estive passate in collina possa coesistere, e anzi coincidere, con operazioni culturali atte a suscitare l’interesse, la curiosità e la crescita di appassionati e nuovi pubblici.

I fatti e i risultati raggiunti negli anni, confermano che questo è possibile. Che un evento come il Festival della Valle d’Itria, con la sua peculiarità e anche con i suoi limiti, non solo ha ancora ragione di esistere, ma riveste un ruolo fondamentale in un tessuto sociale e culturale che ha bisogno di stimoli e di esempi di coraggio e buona gestione.

Per questo, anche per la 52ª edizione, abbiamo pensato a un Festival della Valle d’Itria fedele alla sua natura: colto e dotato di visione e spirito internazionale, ma, al contempo, profondamente permeato nel tessuto sociale che lo ospita, e attento alle tematiche sociali e ambientali.

Negli ultimi anni è stato intrapreso con decisione un percorso che trova esplicitazione evidente nel tema scelto: “Mediterraneo” è richiamo al mito e, al tempo stesso, stretta (e troppo spesso struggente) attualità, con in mezzo le innumerevoli sfaccettature di questo mare – luogo geografico e stato dell’anima –, declinate attraverso spettacoli di qualità, che sappiano suscitare emozioni forti e riflessioni profonde.

L’auspicio è che quanto viene oggi fatto con grande passione e professionalità dalla Fondazione Paolo Grassi e dai soci che la compongono (Regione Puglia, Provincia di Taranto, Comune di Martina Franca, Comune di Cisternino, Centro Artistico Musicale Paolo Grassi), possa con sempre maggior vigore contribuire ad accendere una luce sulla Valle d’Itria, così da promuovere nel mondo le sue eccellenze culturali, le bellezze architettoniche e paesaggistiche, e l’ospitalità della sua gente.

Il coraggio vero, oggi, è quello di continuare a crederci con entusiasmo e perseveranza, credere in un Festival sempre più unico e che non smetterà mai di cercare di stupire.

Benvenuti a Martina Franca!

Michele Punzi

Presidente


Mediterraneo.

Culla del mito, crocevia di culture, mare che accoglie

La riflessione sul presente, l’attenzione e il rispetto dei percorsi compositivi degli autori, lo spazio alla musica del XX e XXI secolo, la curiosità, l’ampliamento degli orizzonti culturali: così proseguo il percorso intrapreso nella precedente edizione del Festival.

Il tema di quest’anno, Mediterraneo, scorre nelle opere e nei concerti presentandosi sotto diverse sfaccettature: il mito come radice e specchio della nostra identità, l’incontro prezioso tra culture differenti e lo scambio proficuo di idee che ne deriva, e infine l’accoglienza, il più solido e autentico tramite per l’assimilazione delle diversità.

La musica ci pone domande, emoziona, incuriosisce, attraversando quattro secoli – da Francesco Provenzale ai nostri giorni – con particolare attenzione al Novecento storico italiano ed europeo: nel Neoclassicismo alcuni autori della prima metà del secolo scorso hanno guardato alla propria storia lavorando tra memoria e sperimentazione, interrogandosi – e interrogandoci – sul senso della modernità musicale.

L’inaugurazione è affidata a un dittico di opere che reinterpretano il mito e la tradizione classica in chiave novecentesca e che ci porta alle radici della nostra cultura: Pulcinella di Igor Stravinskij e La favola di Orfeo di Alfredo Casella.

Il mito di Orfeo, sempre presente come fonte di ispirazione nella lunga storia delle arti sia figurative che performative, rappresenta un filo che congiunge autori e compositori di epoche e stili lontani tra loro. Il viaggio negli Inferi, alla ricerca dell’amata Euridice è stato il mezzo attraverso il quale, da angolature diverse, si è affrontato il tema della morte e della natura stessa del viaggio. Alfredo Casella ne dà una lettura classicista, legata alla grande tradizione della musica occidentale, delineando con trasparenza e nitore il discorso strumentale e polifonico.

A fianco di questo capolavoro poco eseguito, un altro capolavoro del Novecento che invece ha avuto più fortuna, e che anch’esso si fonda su forti radici neoclassiche. Pulcinella infatti, fonde maschere archetipiche della tradizione mediterranea con la musica originale di Pergolesi e di quel Settecento napoletano caratterizzato da teatralità, vivacità ritmica e gestuale, che viene però filtrato dalla mano personalissima di Stravinskij, spezzando la regolarità ritmica, intervenendo nell’armonia e dando a tutti i pezzi un nuovo colore strumentale, attraverso una lente fortemente novecentesca.

La proposta di eseguire un’opera fra le più rappresentate al mondo, Carmen di Georges Bizet nella versione originale del 1874, scaturisce dall’idea di riscoprire questo lavoro in una versione mai rappresentata finora e riproposta solo in Europa da René Jacobs in forma semiscenica nel 2024. La partitura che sarà eseguita è quella originariamente predisposta dal compositore, prima che i dirigenti dell’Opéra-Comique de Paris chiedessero importanti cambiamenti. Cambiamenti che Bizet, per rispettare i tempi imposti dal suo contratto, ha dovuto consegnare, anche se in molti casi avrebbe preferito la sua originaria versione che, ad esempio, prevede un ampio uso della forma del mélodrame – dialoghi recitati sullo sfondo di un prezioso accompagnamento orchestrale. Le differenze tra l’originale e la versione edita nel 1875 hanno creato da sempre numerosi problemi e, in sede di esecuzioni, nel corso della storia dell’opera si sono registrate fin troppe manomissioni dopo l’improvvisa scomparsa di Bizet pochi mesi dopo la prima, ad opera di altri. Per le esecuzioni di Jacobs del 2024, il musicologo Paul Prévost, per conto della casa editrice Bärenreiter, ha ripreso i manoscritti autografi della prima versione e ha ricostruito una Carmen “originale” come non era mai stata ascoltata in precedenza.

Il mito delle Amazzoni in un intreccio divertente di amori e incomprensioni, ma non senza momenti di riflessione e raccoglimento, è al centro dell’opera Il schiavo di sua moglie di Francesco Provenzale, operazione che si inserisce nella tradizione e negli obiettivi storici del Festival. L’allestimento di quest’opera costituisce una prima esecuzione in tempi moderni che chiude il cerchio del lavoro che Antonio Florio ha dedicato a Francesco Provenzale per quarant’anni portando alla riscoperta delle opere del più importante musicista napoletano del Seicento. La scelta di un cast formato dagli artisti dell’Accademia del Belcanto “Rodolfo Celletti” nasce dal desiderio di offrire un palcoscenico ai giovani cantanti da condividere con artisti già affermati.

Ulteriore titolo di teatro in musica, Vennero da ogni dove. Narrar cantando umanità in cammino di e con Marco Baliani, e con la voce di Vincenzo Capezzuto: un intreccio di musica, canti e racconti intorno al tema del viaggio per mare, viaggio che a volte è transito, altre volte fuga, altre volte ancora disperato tentativo di approdo.

Gli altri concerti sinfonici e cameristici, la rassegna “In Orbita. Il Festival tra piazze e contrade” e il convegno – volto sia a un approfondimento musicologico quanto all’incontro con il pubblico – completano l’indagine riguardante il tema centrale del Festival e le modalità attraverso cui gli immaginari dell’antico, del mito e del Mediterraneo pervadono la musica del Novecento, a partire da Igor Stravinskij e Alfredo Casella e da autori loro coevi, ma anche ricordando Kurtág nel 100° anniversario della nascita, e valorizzando un territorio, la Puglia, che conta molti artisti affermati a livello internazionale.

Per confermare la volontà di sostenere e incentivare i nuovi compositori, è stato commissionato un brano per orchestra al giovane compositore spagnolo Jorge Coll Navarro, Lamento dal mare, a ricordarci che oggi il Mediterraneo è anche il luogo in cui si intrecciano storie e destini spesso drammatici. La musica è la voce che racconta queste storie, che sa esprimere speranze e paure di chi attraversa il mare in cerca di una vita migliore: il nostro Festival vuole sollecitare una riflessione su questa complessità, su questa ricchezza culturale e umana che il Mediterraneo rappresenta.

Silvia Colasanti

Direttrice artistica

 


Cinquant’anni di Festival della Valle d’Itria diventano una graphic novel.

La Fondazione Paolo Grassi e l’Accademia di Belle Arti di Bari firmano

Il Festival si svela, racconto a fumetti di mezzo secolo di storia

 

La Fondazione Paolo Grassi, che dal 1975 organizza il Festival della Valle d’Itria di Martina Franca, e l’Accademia di Belle Arti di Bari firmano Il Festival si svela, una graphic novel che racconta le cinquanta edizioni della manifestazione lirica. Il volume nasce dalla matita di un gruppo di giovani autori dell’Accademia, coordinati dalla professoressa Rosa Anna Pucciarelli, e attinge alle fonti storiche della Fondazione.

Il progetto consolida la collaborazione tra le due istituzioni, nel nome di una missione condivisa: contribuire alla crescita del territorio, e dei giovani che lo abitano, attraverso la cultura e l’arte. Il traguardo delle cinquanta edizioni, nel 2024, ha suggerito lo strumento della graphic novel, scelto per la capacità di parlare a lettori di ogni età. Dalla ricerca sull’archivio della Fondazione, allo storyboard fino al disegno, il percorso ha trasformato gli studenti in narratori di una storia che ha segnato lo sviluppo culturale della Puglia.

Tra tradizioni, leggende e trasformazioni storiche, ogni pagina è un ponte tra generazioni, un dialogo tra immagini e parole che restituisce la magia di una terra ricca di cultura e identità. Un’opera che non è solo un tributo, ma un invito a riscoprire il Festival della Valle d’Itria con occhi nuovi, seguendo il filo di mezzo secolo di riscoperte attraverso i protagonisti che ne hanno fatto la storia.

 

IL FESTIVAL SI SVELA

 

50 EDIZIONI DI FESTIVAL DELLA VALLE D’ITRIA

Ideazione e realizzazione: Fondazione Paolo Grassi e Accademia di Belle Arti di Bari

Con il sostegno di: Ministero della Cultura, Direzione Generale Educazione, Ricerca e Istituti Culturali; Regione Puglia; Comune di Martina Franca

Coordinamento e editing: Rosa Anna Pucciarelli

Comitato scientifico: Gennaro Carrieri, Alessandra Filomena, Valeria Zaurino

Ricerca storica: Laura Perini, Pietro Ancona, Rosa Anna Pucciarelli

Storyboard: Ezio Paterno

Progetto grafico: Alessia Di Sisto

Editore: Edizioni Fondazione Paolo Grassi, Martina Franca, ©2025

Autori delle tavole: Antonio Emanuel Ambresini, Veronica Maria Anti, Giada Caldara, Francesca De Bellis, Giorgia Marta Lucia De Ruvo, Alessia Di Sisto, Francesca Gatullo, Gaia Teresa Giannico, Alina Leccese, Ludovica Caterina Longo, Ezio Paterno, Giuseppe Quinto, Ilenia Silletti, Isa Zhou


LE DICHIARAZIONI (conferenza stampa, Bari 9 luglio 2026)

«Anche quest’anno il nostro splendido territorio si appresta ad accogliere spettatori e artisti provenienti da ogni parte del mondo. E noi, che portiamo avanti questo progetto, siamo pronti a offrire un’esperienza che non tradisce una tradizione fatta di ricerca, di proposizione dell’”inconsueto” e del “desueto”, attraverso nuove produzioni ed esecuzioni uniche di un Festival che al contempo rimane profondamente permeato nel tessuto sociale che lo ospita e attento alle tematiche sociali e ambientali» ha detto in conferenza stampa Michele Punzi, presidente della Fondazione Paolo Grassi di Martina Franca.

«La riflessione sul presente, l’attenzione e il rispetto dei percorsi compositivi degli autori, lo spazio alla musica del XX e XXI secolo, la curiosità, l’ampliamento degli orizzonti culturali: così proseguo il percorso intrapreso nella precedente edizione del Festival», ha spiegato la direttrice artistica Silvia Colasanti. «Mediterraneo, il tema di quest’anno, scorre nelle opere e nei concerti presentandosi sotto diverse sfaccettature. La musica ci pone domande, emoziona, incuriosisce, lavorando tra memoria e sperimentazione».

«Il Festival della Valle d’Itria è un fiore all’occhiello nella programmazione culturale della Regione Puglia. La Fondazione Paolo Grassi fa un’opera meritoria di ricerca, studio e riproposizione di opere poco rappresentate e meno conosciute del patrimonio belcantistico. Riuscire ad essere originali e innovativi lavorando con la tradizione non è impresa facile, ma a Martina Franca lo fanno da più di mezzo secolo, sempre fedeli a sé stessi, eppure proponendo ogni anno qualcosa di nuovo. Un festival che ormai fa scuola anche per l’attenzione alla sostenibilità ambientale, nel rispetto che si deve al contesto di rara bellezza che lo ospita», ha commentato Silvia Miglietta assessora alla Cultura e Conoscenza della Regione Puglia.

Per Gianfranco Palmisano, sindaco di Martina Franca e presidente della Provincia di Taranto, che ha fatto pervenire il suo messaggio di saluto alla conferenza «il tema Mediterraneo vedrà Martina e la provincia ionica protagoniste su un palcoscenico internazionale: il Festival della Valle d’Itria e i Giochi del Mediterraneo. Due eventi diversi accomunati da una parola che racchiude una storia antica, sinonimo di multiculturalismo e di accoglienza, e dalla capacità di comunicare attraverso linguaggi universali della musica e dello sport».

«Il Festival è motore straordinario di valorizzazione del territorio, capace di unire la bellezza dei nostri paesaggi alla rarità e al prestigio delle produzioni musicali proposte – ha commentato Carlo Dilonardo, assessore alle Attività Culturali e allo Spettacolo di Marina Franca –Non possiamo che essere orgogliosi di sostenere una manifestazione che sa rinnovarsi pur rimanendo fedele alla propria identità storica, attirando appassionati da tutto il mondo e generando un impatto profondo sul nostro tessuto culturale, turistico, economico e sociale.

Antonio Maria Vasile, presidente di Aeroporti di Puglia, ha espresso orgoglio per la nuova collaborazione instaurata con il Festival della Valle d’Itria, un accordo – ha aggiunto – «che interpreta pienamente la nostra visione: fare degli aeroporti non soltanto luoghi di transito, ma spazi di incontro, di accoglienza e di esperienza, dove la cultura diventa parte integrante del viaggio. Nei prossimi giorni questa collaborazione vivrà un momento particolarmente significativo all’interno di uno dei nostri aeroporti. Sarà un’iniziativa capace di sorprendere i passeggeri e di offrire loro un assaggio dell’eccellenza artistica del Festival».

«È evidente che un festival nato grazie a Paolo Grassi, figura immensa della storia teatrale italiana, non può non avere un legame con le realtà più importanti del territorio», ha dichiarato Nazzareno Carusi, sovrintendente della Fondazione Petruzzelli e Teatri di Bari che collabora con Orchestra e Coro nelle produzioni del Dittico inaugurale e di Carmen. «Quando mi è stata prospettata la presenza nel Festival ne sono stato ben felice, e il mio primo impulso è stato quello di stringere la mano. A maggior ragione perché la direttrice artistica, Silvia Colasanti, è una musicista, e ne posso testimoniare la grandezza musicale. Collaborare con lei non è solo un dovere e un piacere, ma una fonte di continua crescita».



52° Festival della Valle d’Itria
Martina Franca, 14 luglio – 2 agosto 2026

MEDITERRANEO
CULLA DEL MITO__CROCEVIA DI CULTURE__MARE CHE ACCOGLIE

OPERE

14, 26, 29 luglio e 1° agosto, ore 21
Palazzo Ducale, Martina Franca
PULCINELLA
di Igor Stravinskij
Balletto con canto in un atto su libretto di Léonide Massine
Edizione Boosey and Hawkes
Prima rappresentazione: Parigi, Théâtre de l'Opéra, 15 maggio 1920
Chiara Mogini Mezzosoprano
Matteo Falcier Tenore
Roberto Lorenzi Basso
LA FAVOLA DI ORFEO
di Alfredo Casella
Opera da camera in un atto su libretto di Corrado Pavolini, da Angelo Poliziano
Edizione Ricordi
Prima esecuzione: Venezia, Teatro Goldoni, 6 settembre 1932
Matteo Falcier Orfeo
Cecilia Taliano Grasso Euridice
Willingerd Giménez La voce di Aristeo (giovane pastore)
Roberto Lorenzi Plutone
Chiara Mogini Una driade
Flavia Fioretti Una baccante
Direttore Nicolò Umberto Foron
Regia e coreografia Jean Renshaw
Scene e costumi Sophia Debus
Light designer Lutz Deppe
Orchestra e coro del Teatro Petruzzelli di Bari
Marco Medved maestro del coro
Compagnia di danza Eko Dance Project
Nuova produzione del Festival della Valle d’Itria
* * * * * * * * * *

25, 28, 31 luglio, 2 agosto, ore 21
Palazzo Ducale, Martina Franca
CARMEN
di Georges Bizet
Opéra-comique in quattro atti
su libretto di Henri Meilhac e Ludovic Halévy da Prosper Mérimée
Prima versionecomposta nel 1874
Edizione critica Bärenreiter, a cura di Paul Prévost
Direttore Fabio Luisi
Regia, scene, luci Denis Krief
Coreografia Amy Share-Kissiov
Costumi Carla Galleri e Denis Krief
 
Deniz Uzun Carmen
Matteo Lippi Don José
Natalia Tanasii Micäela
Alessandro Luongo Escamillo
Ariadna Vilardaga (25, 28/7) / Marina FitaMonfort (31/7, 2/8) Frasquita
Greta Carlino Mercédès
Matteo Urbani Le Remendado
Qiming Xie Le Dancaïre
Andrea Ariano Moralès, brigadier
Diego Maffezzoni Le lieutenant
Leping Wang Andrés
Andrea Angelini Lilas Pastia, aubergiste (ruolo parlato)
Orchestra e coro del Teatro Petruzzelli di Bari
Marco Medved maestro del coro
Coro di voci bianche della Fondazione Paolo Grassi
Angela Lacarbonara maestra del coro
Prima rappresentazione mondiale in forma scenica
Nuova produzione del Festival della Valle d’Itria
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24, 27 e 30 luglio, ore 21
Chiostro del Carmine, Martina Franca
IL SCHIAVO DI SUA MOGLIE
di Francesco Provenzale
Dramma per musica in un prologo e tre atti di Francesco Antonio Paolella
Revisione dal manoscritto di Antonio Florio
Prima rappresentazione: Napoli, Palazzo Reale, 21 aprile 1672
Direttore Antonio Florio
Regia e scene Rita Cosentino
Costumi Carla Galleri
Francesca Palitti Ippolita
Lilliana Zolotoukhina Menalippa
Francesca Lo VersoLucillo
Chiara Scannapieco Atreste
Angelo Testori Teseo
Michele Galbiati Timante
Valerio Ilardo Sciarra
Candida Guida Melinta
Mauro Pedrero Ercole
Orchestra Cappella Neapolitana
In collaborazione con l’Accademia di Belle Arti di Bari
Prima rappresentazione in tempi moderni
Nuova produzione del Festival della Valle d’Itria
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CONCERTI

17 luglio, ore 21
Basilica San Martino, Martina Franca
CONCERTO DELLO SPIRITO
Direttore Giovanni Pelliccia
Viola Francesco Peverini
Orchestra ICO della Magna Grecia
Igor Stravinskij Apollon Musagète
Benjamin Britten Lachrymae op. 48 per viola e orchestra
Jorge Coll Navarro Lamento dal mare (prima esecuzione assoluta)
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19 luglio, ore 21
Palazzo Ducale, Martina Franca
CONCERTO SINFONICO
Direttore Diego Ceretta
Violino Francesca Dego
Orchestra dell’Accademia Teatro alla Scala
Franz Schubert, Deutsche Tänze D 820 (orchestrazione di Anton Webern)
Igor Stravinskij, Danses concertantes
Mario Castelnuovo-Tedesco, Secondo concerto per violino e orchestra op. 66 “I profeti”
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20, 21 luglio, ore 21
Chiostro di San Domenico, Martina Franca
VENNERO DA OGNI DOVE.
NARRAR CANTANDO UMANITÀ IN CAMMINO
Marco Baliani voce
Vincenzo Capezzuto voce
Luciano Orologi sax soprano, clarinetto, melodica, arrangiamenti musicali
Giancarlo Bianchetti chitarra
Marco Forti contrabbasso 
Nuova produzione del Festival della Valle d’Itria
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CONCERTI DEL SORBETTO

18 luglio, ore 18
Chiostro di San Domenico, Martina Franca
L'ALTRO CASELLA
QUARTETTO ADORNO
Edoardo Zosi violino
Liù Pellicciari violino
Benedetta Bucci viola
Maria Salvatori violoncello
Igor Stravinskij Concertino
Alfredo Casella Cinque pezzi per quartetto d'archi, op. 34
Maurice Ravel Quartetto per archi in fa maggiore
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25 luglio, ore 18
Chiostro delle Agostiniane, Martina Franca
L'ALTRO BIZET
Julia Rey Reina soprano
Elisabetta Ricci mezzosoprano
Haotian Ma tenore
Francisco Manuel Soriano pianoforte
Pauline Viardot, Seguidilla de los oficialitos; Caña española; Le Toréador;
El corazón triste; Je n’aime pas les toreros; El fandango del diablo
Georges Bizet, Boléro
Léo Delibes, Les filles de Cadix
Charles Gounod, La siesta
Jules Massenet, Nuit D’Espagne
Gioachino Rossini, Les amants de Séville
Pauline Viardot, Habanera a dos voces
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1° agosto, ore 18
Chiostro del Carmine, Martina Franca
L'ALTRO STRAVINSKIJ
Paride Losacco violino
Igor Stravinskij Elegy for solo violin “In Memory of Alphonse Onnou”
Niccolò Paganini Capriccio op. 1 n. 9
Goffredo Petrassi Elogio per un’ombra per violino solo
Niccolò Paganini Capriccio op. 1 n. 21
György Kurtág In Nomine-all’ongherese dalla raccolta “Signs, Games and Messages”
Eugène Ysaÿe Sonata per violino solo n. 3 in re minore, op. 27 n. 3 “Ballade”
Niccolò Paganini Capriccio op. 1 n. 24
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MEDITERRANEO IN MUSICA

15 luglio, ore 21
Giardino del Giannettino, Cisternino
DANILO SQUITIERI – CELLO SOLO
Danilo Squitieri violoncello
Johann Sebastian Bach Suite n. 1 in sol maggiore BWV 1007
György Ligeti Sonata per violoncello solo
Giovanni Sollima Alone
Francisco Tárrega Recuerdos de la Alhambra
Gaspar Cassadó Suite per violoncello solo
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16 luglio, ore 21
Leonardo Trulli Resort, Locorotondo
CONCERTO DEL MEDITERRANEO
Cecilia Taliano Grasso soprano
Haotian Ma tenore
Elisea Perini, Luca Sartori pianoforte
Georges Bizet, da Carmen:“Parle-moi de ma mère!”, “Je dis que rien me n’epouvante”, “La fleur que tu m’avais jetée”
Jules Massenet, “Il est doux, il est bon” da Hérodiade; “Pourquoi me réveiller” da Werther
Gioachino Rossini, “Sombre forêt” da Guillame Tell
Jules Massenet, “O nature, pleine de grâce” da Werther
Charles Gounod, da Roméo et Juliette: “Amour, ranime mon courage”, “Ah! lève-toi soleil”, “Ange adorable”
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22 luglio, ore 21
Masseria Palesi, Martina Franca
NOTTURNO ADRIATICO
Francesco D’Orazio violino
Liubov Gromoglasova pianoforte
Igor Stravinskij Suite Italienne per violino e pianoforte
Nino Rota Sonata per violino e pianoforte
Mario Castelnuovo-Tedesco Notturno Adriatico op. 34 per violino e pianoforte
Marco Betta Ballata per violino e pianoforte
Maurice Ravel Sonata n. 2 in sol per violino e pianoforte
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23 luglio, ore 21
Chiostro di San Domenico, Martina Franca
LE TARANTELLE DEL RIMORSO
Pino De Vittorio voce
Marcello Vitale chitarra battente e chitarra classica
Tarantelle, serenate, canti d’amore e di lavoro, nenie e stornelli del Sud
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IN ORBITA.
IL FESTIVAL TRA PIAZZE E CONTRADE

10 luglio, ore 21. Contrada San Paolo, Martina Franca
11 luglio, ore 21. Villaggio del Fanciullo, Martina Franca
NAUFRAGI
Spettacolo teatrale-musicale liberamente ispirato a La tempesta di William Shakespeare
Trio d’archi della Filarmonica Arturo Toscanini
Caterina Demetz violino
Ilaria Negrotti viola
Claudio Saguatti contrabbasso
con gli attori della compagnia teatrale Anellodebole
Estratti dalle Variazioni Goldberg BWV 988 di Johann Sebastian Bach
(versione per violino, viola e contrabbasso di Gjorgji Cincievski)
Una produzione della Fondazione Arturo Toscanini, in collaborazione con Anellodebole, Comunità Oasi 2 di Trani, Fondazione San Girolamo Emiliani di Martina Franca, Scuola “S. Paolo” dell’Istituto Comprensivo Statale “Grassi” di Martina Franca
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12 luglio, ore 21
Villa del Carmine
IN QUARTETTO ALL’OPERA
Non c’è due senza tre, quattro, sei e otto. Musica per melomani a otto mani
Francesco Libetta pianoforte
con
Christian De Nicolais pianoforte
Simone Mao pianoforte
Giovanni Mascia pianoforte
Charles Gounod / Franz Liszt Valzer dal Faust
Giovanni Paisiello Sinfonia dal Barbiere di Siviglia
Georg Friedrich Händel Recitativo e Aria “Behold and see” dal Messiah (tr. di C. V. Alkan)
Johannes Brahms Danze Ungheresi n. 5 e 6
Franz Liszt Rapsodia ungherese n. 2 per pianoforte S 244
Nikolaj Andreevič Rimskij-Korsakov Carillon
Domenico Scarlatti Sonata in la K. 208
Wolfgang Amadeus Mozart Ouverture da Le nozze di Figaro (tr. K. Czerny)
Franz LisztRigoletto, paraphrase de concert S 434 per pianoforte
Cécile Chaminade Les Noces d’Argent op. 13
Leopold Godowsky Studio sullo Studio di Chopin op. 10 n. 3
Émile Waldteufel Mon rêve op. 151 (parafrasi per otto mani di F. Libetta)
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APPROFONDIMENTI

18, 19 luglio, ore 10-17
Auditorium della Fondazione Paolo Grassi, Martina Franca
RISCOPRIRE L’ANTICO NEL NOVECENTO.
MITO E MEDITERRANEO IN STRAVINSKIJ E CASELLA
Convegno di studi
52° Festival della Valle d’Itria
in coproduzione con l’Associazione Docenti Universitari Italiani di Musica
coordinamento scientifico di Luca Aversano

28 luglio, ore 18
Chiostro di San Domenico, Martina Franca
INCONTRO
Incontro tra la direttrice artistica e compositrice Silvia Colasanti
e il presidente nazionale della Croce Rossa Italiana Rosario Maria Gianluca Valastro
sul tema del 52° Festival della Valle d’Itria “Mediterraneo, culla del mito,
crocevia di culture, mare che accoglie”

CALENDARIO CRONOLOGICO
52° Festival della Valle d’Itria

Martedì 14 luglio ore 21 Palazzo Ducale Stravinskij / Casella
Mercoledì 15 luglio ore 21 Giardino del Giannettino, Cisternino Danilo Squitieri (Cello)
Giovedì 16 luglio ore 21 Leonardo Trulli Resort, Locorotondo Concerto Mediterraneo
Venerdì 17 luglio ore 21 Basilica San Martino Concerto dello Spirito
Sabato 18 luglio ore 18 Chiostro San Domenico Concerto Sorbetto
Domenica 19 luglio ore 21 Palazzo Ducale Concerto Sinfonico
Lunedì 20 luglio ore 21 Chiostro San Domenico Vennero da ogni dove
Martedì 21 luglio ore 21 Chiostro San Domenico Vennero da ogni dove
Mercoledì 22 luglio ore 21 Masseria Palesi Notturno Adriatico
Giovedì 23 luglio ore 21 Chiostro San Domenico Le tarantelle del rimorso
Venerdì 24 luglio ore 21 Chiostro del Carmine Il schiavo di sua moglie
Sabato 25 luglio ore 18 Chiostro delle Agostiniane Concerto Sorbetto
Sabato 25 luglio ore 21 Palazzo Ducale Carmen
Domenica 26 luglio ore 21 Palazzo Ducale Stravinskij / Casella
Lunedì 27 luglio ore 21 Chiostro del Carmine Il schiavo di sua moglie
Martedì 28 luglio ore 21 Palazzo Ducale Carmen
Mercoledì 29 luglio ore 21 Palazzo Ducale Stravinskij / Casella
Giovedì 30 luglio ore 21 Chiostro del Carmine Il schiavo di sua moglie
Venerdì 31 luglio ore 21 Palazzo Ducale Carmen
Sabato 1° agosto ore 18 Chiostro del Carmine Concerto Sorbetto
Sabato 1° agosto ore 21 Palazzo Ducale Stravinskij / Casella
Domenica 2 agosto ore 21 Palazzo Ducale Carmen
Altri Eventi
Venerdì 10 luglio ore 21 Contrada San Paolo In Orbita/Naufragi
Sabato 11 luglio ore 21 Villaggio del Fanciullo In Orbita/Naufragi
Domenica 12 luglio ore 21 Villa del Carmine In Orbita/In quartetto
Sabato 18 luglio ore 10-17 Auditorium Fond. P. Grassi Riscoprire l’antico nel ‘900
Domenica 19 luglio ore 10-13 Auditorium Fond. P. Grassi Riscoprire l’antico nel ‘900

 
Il 52° Festival della Valle d’Itria è organizzato da Fondazione Paolo Grassi
con il sostegno di Ministero della Cultura, Regione Puglia, Puglia Promozione, Provincia di Taranto, Comune di Martina Franca, Comune di Cisternino
in collaborazione con Camera di Commercio Brindisi-Taranto, European Festivals Association, ItaliaFestival
con il contributo di BCC Locorotondo
Platinum Partner Eurospin
Media Partner SKY Classica, Aeroporti di Puglia
Major Partner ASI – Area Sviluppo Industriale Taranto, Basile Srl, Electronic’s Time, Malu, Marraffa, Relmef, Tagliatore, Werent
Certificazioni Ecoevents-Legambiente


 

 

 
 
 

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