LE DICHIARAZIONI (conferenza stampa, Bari 9 luglio 2026)
«Anche quest’anno il nostro splendido territorio si appresta ad accogliere spettatori e artisti provenienti da ogni parte del mondo. E noi, che portiamo avanti questo progetto, siamo pronti a offrire un’esperienza che non tradisce una tradizione fatta di ricerca, di proposizione dell’”inconsueto” e del “desueto”, attraverso nuove produzioni ed esecuzioni uniche di un Festival che al contempo rimane profondamente permeato nel tessuto sociale che lo ospita e attento alle tematiche sociali e ambientali» ha detto in conferenza stampa Michele Punzi, presidente della Fondazione Paolo Grassi di Martina Franca.
«La riflessione sul presente, l’attenzione e il rispetto dei percorsi compositivi degli autori, lo spazio alla musica del XX e XXI secolo, la curiosità, l’ampliamento degli orizzonti culturali: così proseguo il percorso intrapreso nella precedente edizione del Festival», ha spiegato la direttrice artistica Silvia Colasanti. «Mediterraneo, il tema di quest’anno, scorre nelle opere e nei concerti presentandosi sotto diverse sfaccettature. La musica ci pone domande, emoziona, incuriosisce, lavorando tra memoria e sperimentazione».
«Il Festival della Valle d’Itria è un fiore all’occhiello nella programmazione culturale della Regione Puglia. La Fondazione Paolo Grassi fa un’opera meritoria di ricerca, studio e riproposizione di opere poco rappresentate e meno conosciute del patrimonio belcantistico. Riuscire ad essere originali e innovativi lavorando con la tradizione non è impresa facile, ma a Martina Franca lo fanno da più di mezzo secolo, sempre fedeli a sé stessi, eppure proponendo ogni anno qualcosa di nuovo. Un festival che ormai fa scuola anche per l’attenzione alla sostenibilità ambientale, nel rispetto che si deve al contesto di rara bellezza che lo ospita», ha commentato Silvia Miglietta assessora alla Cultura e Conoscenza della Regione Puglia.
Per Gianfranco Palmisano, sindaco di Martina Franca e presidente della Provincia di Taranto, che ha fatto pervenire il suo messaggio di saluto alla conferenza «il tema Mediterraneo vedrà Martina e la provincia ionica protagoniste su un palcoscenico internazionale: il Festival della Valle d’Itria e i Giochi del Mediterraneo. Due eventi diversi accomunati da una parola che racchiude una storia antica, sinonimo di multiculturalismo e di accoglienza, e dalla capacità di comunicare attraverso linguaggi universali della musica e dello sport».
«Il Festival è motore straordinario di valorizzazione del territorio, capace di unire la bellezza dei nostri paesaggi alla rarità e al prestigio delle produzioni musicali proposte – ha commentato Carlo Dilonardo, assessore alle Attività Culturali e allo Spettacolo di Marina Franca –Non possiamo che essere orgogliosi di sostenere una manifestazione che sa rinnovarsi pur rimanendo fedele alla propria identità storica, attirando appassionati da tutto il mondo e generando un impatto profondo sul nostro tessuto culturale, turistico, economico e sociale.
Antonio Maria Vasile, presidente di Aeroporti di Puglia, ha espresso orgoglio per la nuova collaborazione instaurata con il Festival della Valle d’Itria, un accordo – ha aggiunto – «che interpreta pienamente la nostra visione: fare degli aeroporti non soltanto luoghi di transito, ma spazi di incontro, di accoglienza e di esperienza, dove la cultura diventa parte integrante del viaggio. Nei prossimi giorni questa collaborazione vivrà un momento particolarmente significativo all’interno di uno dei nostri aeroporti. Sarà un’iniziativa capace di sorprendere i passeggeri e di offrire loro un assaggio dell’eccellenza artistica del Festival».
«È evidente che un festival nato grazie a Paolo Grassi, figura immensa della storia teatrale italiana, non può non avere un legame con le realtà più importanti del territorio», ha dichiarato Nazzareno Carusi, sovrintendente della Fondazione Petruzzelli e Teatri di Bari che collabora con Orchestra e Coro nelle produzioni del Dittico inaugurale e di Carmen. «Quando mi è stata prospettata la presenza nel Festival ne sono stato ben felice, e il mio primo impulso è stato quello di stringere la mano. A maggior ragione perché la direttrice artistica, Silvia Colasanti, è una musicista, e ne posso testimoniare la grandezza musicale. Collaborare con lei non è solo un dovere e un piacere, ma una fonte di continua crescita».
