L’Ape musicale

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Coppélia, Carmen di Gades-Saura, Cenerentola,

Cafè Müller-Le Sacre du printemps di Pina Bausch, Giselle:

ecco la Stagione di danza 2027 del Teatro Lirico di Cagliari

Il Teatro Lirico di Cagliari, dopo il gradimento del pubblico della stagione in corso, anche nel 2027 accende maggiormente i riflettori sulla grande danza classica e contemporanea dando ampio spazio ad un’arte così raffinata ma anche apprezzabile e raggiungibile da tutti, attraverso un’importante Stagione di danza 2027 che prevede cinque spettacoli (suddivisi in tre turni di abbonamento) in cui si potrà godere il gotha della coreografia mondiale: i classici Coppélia, Giselle e Cenerentola, la sensuale Carmen di Antonio Gades e Carlos Saura, i contemporanei Cafè Müller e Le Sacre du printemps di Pina Bausch.

Si inizia, quindi, come titolo di apertura di stagione, con il ritorno della grande danza classica d’autore, dal 12 al 14 febbraio (tre recite), con Coppélia, balletto pantomimico in due atti e tre scene, su libretto di Charles Nuitter, Arthur Saint-Léon, dal racconto Der Sandmann (L’uomo della sabbia) di Ernst Theodor Amadeus Hoffmann, e musica di Léo Delibes, uno dei capolavori più amati dal pubblico, nella versione magica, colorata, onirica, effervescente portata in scena dal Ballet de l’Opéra National du Capitole de Toulouse e con la coreografia di Jean-Guillaume Bart. La direzione d’orchestra è del francese Nicolas André, al suo debutto a Cagliari.

L’ultima rappresentazione di Coppélia a Cagliari, risale al febbraio 1980 (Auditorium del Conservatorio), con una stellare Carla Fracci straordinaria protagonista.

Rappresentato per la prima volta il 25 maggio 1870 all’Opéra di Parigi sulla splendida musica di Léo Delibes (La Flèche, 1836 - Parigi, 1891), Coppélia si annovera tra i capolavori del grande repertorio del balletto e fra i più rappresentativi dell’école française, basata su uno stile raffinato tramandato soprattutto dal Ballet de l’Opéra de Paris.

Nel 2026 ricorre il 250° anniversario della nascita di E.T.A. Hoffmann, scrittore e compositore romantico affascinato dagli automi. Una delle sue opere più note, L’uomo della sabbia, è alla base di Coppélia che racconta la storia di Franz, un ragazzo di campagna, e del suo amore appassionato ma irraggiungibile per una bambola creata dal dottor Coppelius.

Rinomato nella danza classica francese, il Ballet de l’Opera National du Capitole de Toulouse ha affidato questa storia a Jean‐Guillaume Bart, ex primo ballerino del Balletto di Parigi negli anni 2000. Inizia a dedicarsi alla coreografia nel 1997 e la sua prima grande produzione, nel 2007, segna l’inizio di una brillante carriera che lo proclama come uno dei creatori più importanti del suo tempo. Con una visione sottile aggiorna la coreografia originale del 1870 di Coppélia per adattarla alle capacità tecniche dei ballerini del XXI secolo, senza tradire l’essenza del classico che rimane intatta, ma viene plasmata per il pubblico di oggi.

Dal 27 al 29 aprile, per tre imperdibili recite, si esibisce la Compañia Antonio Gades che porta in scena, per la prima volta al Teatro Lirico di Cagliari, uno dei capolavori del teatro musicale di tutti i tempi: Carmen, balletto di Antonio Gades e Carlos Saura, ispirato all’opera di Prosper Merimée. Questa trasposizione coreografica contrappone l’intensità della partitura di Bizet, alla sensualità, passione, amore e rivalità del flamenco più autentico. Gli artisti della Compañia Antonio Gades vivono e respirano il balletto e rivelano le molteplici sfaccettature di un personaggio combattivo, appassionato e amante della libertà come Carmen. Le scene e gli eventi si susseguono con ritmo serrato, coinvolgendo lo spettatore nella tragedia della protagonista. Miquel Ortega, al debutto a Cagliari, dirige i complessi artistici stabili cagliaritani.

Il mito di Antonio Gades nasce nei primi anni Sessanta, quando, giovane ballerino, scopre il flamenco, la danza e il canto andalusi che avevano la loro massima espressione in Federico Garcia Lorca. Antonio Gades ha quindi conferito negli anni alla danza spagnola uno stile universale caratterizzato da una grande capacità espressiva. Sotto la direzione artistica di Stella Arauzo, che per molti anni ha ballato proprio con Antonio Gades, la Compañia oggi ne tramanda filosofia, estetica e danza. Tutte le rappresentazioni sono caratterizzate dallo stesso rigore, talento, atmosfera e unità concettuale che sono la sua vera eredità al mondo della danza.

L’ultima esibizione della Compañia Antonio Gades a Cagliari risale al luglio 2021 (Fuego).

La Stagione di danza prosegue, dal 4 al 6 giugno, per tre recite, con il ritorno a Cagliari di Cenerentola, balletto in tre atti, su libretto di Nikolai Volkov ispirato alla fiaba omonima di Charles Perrault, su coreografia di Jean-Christophe Maillot e musica di Sergej Prokof’ev, nell’interpretazione di Les Ballets de Monte-Carlo e la direzione musicale di Garrett Keast.

Questa stessa edizione viene già eseguita nel luglio 1999 al Teatro Lirico di Cagliari, anche se l’ultima esecuzione risale al marzo 2005 (Finnish National Ballet).

Composta da Sergej Prokof’ev fra il 1941 e il 1944 su commissione del Teatro Kirov (oggi Mariinskij) di San Pietroburgo sull’onda del successo di Romeo e Giulietta, Cenerentola andò in scena per la prima volta al Teatro Bolshoi di Mosca il 21 novembre 1945 con la coreografia di Rostislav Zacharov. Basata su uno scenario di Nikolaj Volkov, tratto dalla fiaba Cendrillon di Charles Perrault, la partitura di Prokof’ev unisce a una grande ricchezza di spunti lirici, una sottile ironia che permette di passare senza soluzione di continuità dal meraviglioso della fiaba magica all’umorismo della satira sociale. Dopo le riletture di Frederick Ashton (1948), Maguy Marin (1985), Rudolf Nureyev (1986) e John Neumeier (1992), anche Jean-Christophe Maillot, dal 1993 coreografo-direttore dei Ballets de Monte-Carlo, si è cimentato con il lavoro di Prokof’ev, esaltandone da un lato gli elementi realistici e comici (ma mai grotteschi) nella rappresentazione della matrigna, delle sorellastre e della corte del principe, prigionieri del culto artificiale di una bellezza vuota e sofisticata, dall’altro l’elemento profondamente umano che è alla base della fiaba magica come viaggio iniziatico dall’adolescenza all’età adulta.

La Cenerentola di Maillot, la cui prima rappresentazione alla Salle Garnier de l’Opéra de Monte-Carlo risale al 3 aprile 1999, è una delle coreografie che hanno segnato una svolta nella storia di Les Ballets de Monte-Carlo. La storia della povera fanciulla riscattata dal destino sta principalmente nella centralità del rapporto madre/padre della protagonista, generalmente assenti o ridotti a figure deboli, ma che Maillot trasforma nel motore principale del racconto stesso. Così si spiega perché lo spettacolo si apre con il pas de deux danzato dai genitori di Cenerentola, lo stesso che verrà poi ripetuto dalla fanciulla e il principe durante il ballo in cui si scopriranno innamorati. E su tutto ciò prevale l’amore umile di cui diventa emblema il piede nudo della protagonista, che è il mezzo tramite il quale il principe, per la prima volta in ginocchio davanti a qualcuno, riconosce il suo amore e la sua identità.

Dall’11 al 14 novembre (quattro recite, di cui una fuori abbonamento) ecco un altro importante debutto al Teatro Lirico di Cagliari: la geniale coreografa tedesca Pina Bausch e la sua compagnia Tanztheater Wuppertal presentano, nell’unica data italiana del 2027, due fra le più emblematiche delle sue coreografie: Cafè Müller su musica di Henry Purcell e Le Sacre du printemps su musica di Igor Stravinskij.

Forse la sua creazione più simbolica ed emotiva: in Cafè Müller (1978) infatti i ballerini si muovono come sonnambuli e sono vulnerabili in uno spazio ingombro di sedie, sulle note struggenti di Henry Purcell, mentre un uomo continua a spostare gli ostacoli per permettere loro di non cadere.

Le Sacre du printemps, su musica di Igor Stravinskij, è un’opera del 1975 di una potenza viscerale e brutale. Il palcoscenico è ricoperto di torba (terra battuta) e i danzatori esprimono fisicamente l’angoscia, la fatica e il sacrificio di una giovane vittima designata.

Il tedesco Henrik Schaefer, anch’egli al suo debutto a Cagliari, dirige l’Orchestra del Teatro Lirico.

La Stagione di danza 2027 si conclude, dal 23 al 26 dicembre (tre recite), con Giselle, balletto romantico in due atti con musica di Adolphe-Charles Adam, creato per l’Opéra di Parigi nel 1841 da Jules Perrot e Jean Coralli, in collaborazione con Jules Henri-Vernoy de Saint-Georges, su un libretto che Théophile Gautier scrisse fondendo uno dei suoi racconti (La Cafetière, 1831) con il romanzo Über Deutschland di Heinrich Heine.

Il Balletto del Teatro Nazionale Serbo, una delle istituzioni coreutiche più prestigiose ed eclettiche dell’Est Europa (diretto dal 2024 da Aja Jung), debutta a Cagliari portando in scena l’intramontabile balletto romantico ottocentesco. Un ensemble di 41 ballerini e 2 primi ballerini danzerà sulle celebri e trascinanti melodie di Adolphe Adam, mentre la preziosa coreografia di Aleksandar Antonijević unisce la rigorosa purezza accademica a una sensibilità visiva contemporanea, valorizzata dai sontuosi costumi del designer newyorkese Zoran Dobrić. Ladirezione musicale è affidata all’americano James Tuggle che sale per la prima volta sul podio cagliaritano.

La musica di Adolphe Adam (Parigi, 1803-1856) rappresenta uno dei primi esempi di musica composta espressamente per un balletto che aderisca in modo perfetto al ritmo e alle figurazioni della pantomima e della danza. Giselle, balletto romantico in due atti, grazie ad uno sviluppo equilibrato delle parti mimiche, si muove su due piani distinti: nel primo atto in forma realistica e, sul finire, altamente drammatica con la morte della protagonista, innamorata e poi tradita dal proprio amante; nel secondo, incentrato sulle Villi, spiriti vaganti di fanciulle morte per amore, sul piano lirico e soprannaturale, secondo il gusto letterario del tempo. L’ultima rappresentazione di Giselle a Cagliari risale al settembre 2021.

Tutti gli spettacoli vengono eseguiti dall’Orchestra del Teatro Lirico di Cagliari, con l’ausilio, in Carmen, del Coro del Teatro Lirico, diretto da Massimo Fiocchi Malaspina.


 

 

 
 
 

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