Ritratto sul podio
di Sergio Mora
Claudio Chianura
La musica è un atto d’amore, l’arte e la vita di Carlo Maria Giulini
pp.232
ISBN 8872234409
Edizione Alphabeta Verlag, Bolzano marzo 2025
Nel ventennale della scomparsa di Giulini era opportuno proporre un ritratto completo del grande Maestro e del suo tempo. Allo stato attuale, esistevano la monografia illuminante di Alfredo Zignani e il libro intervista di Angelo Foletto. Una quindicina di anni fa, in Inghilterra, John Hunt, uno dei più attenti studiosi di direzione d’orchestra, ha dedicato un volume di approfondita analisi della discografia di Giulini accanto alla cronologia dei concerti. Purtroppo il testo attende ancora di essere edito nel nostro paese.
Molti aspetti della vita e dell’arte del Maestro non sono stati sufficientemente indagati e spiegati. Il libro di Claudio Chianura è, sotto questo aspetto, davvero unico e imperdibile per chi volesse avere una concreta immagine del direttore d’orchestra nel panorama italiano ed europeo. Nel saggio vengono accuratamente raccontati gli inizi di Giulini a Roma come assistente di Fernando Previtali e il suo successivo incarico di direttore principale della neonata orchestra della Rai di Milano. Nessun testo aveva precedentemente raccontato la nomina di Giulini a successore di De Sabata alla direzione musicale della Scala fra il 1954 e il 1956. È un particolare importante perché mostra l’intenzione del teatro di colmare il vuoto lasciato dalla malattia del direttore triestino prima del coinvolgimento del giovane Guido Cantelli.
Il periodo della direzione musicale scaligera è fra i più fortunati per la presenza dei migliori cantanti allora esistenti e per la possibilità di disporre di tempi di produzione invidiabili. Il rapporto con la Scala si interrompe nel 1956 per riprendere dopo quasi vent’anni come direttore sinfonico: l’ultima sua missione con il teatro milanese sarà quella di formare il repertorio della Filarmonica.
Di particolare rilievo nel saggio di Ciamura è la visione nel cinema della figura del direttore d’orchestra per mostrarne i mutamenti nella società novecentesca. L’umanesimo di Giulini risalta all’interno di un mondo assorbito da interessi sempre più economici. Continui riferimenti a interviste di persone che hanno conosciuto il Maestro arricchiscono in modo concreto il volume e di assoluto interesse sono le osservazioni su Giulini di Franco Fantini, violino di spalla scaligero da poco scomparso. Un ultimo ritratto del direttore è dato dal suo giovane allievo Yoel Gamzou che negli anni del ritiro dalle scene ha raccolto i suoi consigli.
Non possiamo che complimentarci con Chianura e l’Editore per questo fondamentale contributo saggistico.
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