L’Ape musicale

rivista di musica, arti, cultura

 

Il tesoro di un genio

di Sergio Mora

L. Ciammarughi
Arturo Benedetti Michelangeli, il mistero di un genio
prefazione di Filippo Michelangeli
Edizione Curci, Milano 2025, pp.110
ISBN-13 ‏ : ‎ 978-8863954913

Trascorsi trent’anni dalla morte del celebre pianista bresciano, è tempo di tentare un bilancio della sua arte inimitabile e inconfondibile.

Al di là del repertorio, accuratamente selezionato e privo di velleità enciclopediche, Michelangeli si pone come indiscusso e raffinato maestro di pensiero, mediatore di una ricerca personale nella trama sonora di linguaggi spesso antitetici che dal Settecento giungono al primo Novecento. In questa differenza di impulsi estetici, l’interprete emerge sempre con un proprio atteggiamento di controllato razionalismo che non tradisce mai il testo scritto, sottolineando con la propria sensibilità i punti nodali di ogni opera.

Lo studio critico di Luca Ciammarughi analizza le interpretazioni di Michelangeli alla luce di una personale, segreta e intima concezione etica e morale del fare musica. Particolare rilievo viene dato agli anni di formazione con Paolo Chimeri e Giovanni Anfossi: la radice lirica, ottocentesca, spesso insofferente nei riguardi delle nuove concezioni estetiche. Il passaggio verso una visione totalmente novecentesca dell’arte pianistica avviene in Michelangeli attraverso una sua particolare inclinazione verso Debussy e Ravel, conosciuti nell’ottica razionalista di un simbolismo che non oblia il dualismo fra natura e tecnicismo.

Le sue selezionate escursioni beethoveniane mirano ad individuare l’aspetto singolare di ciascuna delle sei sonate affrontate. La sua diffidenza verso le integrali evidenzia il voler centralizzare alcuni dei punti fondamentali espressi dalla scienza pianistica. L’attenzione verso il particolare minimo di ogni costruzione sonora mostra come in Michelangeli la cognizione tecnica sia direttamente commisurata al modo migliore di restituire il contenuto stesso dell’opera affrontata. Alcuni esempi discografici mostrano la concezione innovativa nell’ambito dell’interpretazione di Chopin e di Brahms.

Nel libro di Ciammarughi si apprezza il rilievo biografico relativo alle memorie di Clara Martinengo Villagana attinenti ai periodi di soggiorno sul lago di Iseo, a Sale Marasino. Nel palazzo Martinengo, dotato all’epoca di sette pianoforti, Michelangeli avrebbe impartito, in via del tutto privata, alcune lezioni di pianoforte. Anche l’aspetto didattico concorre a mostrare la vocazione totale dell’arte pianistica come atto comunitario e di donazione del proprio sapere.

L’arte di Michelangeli continua a mostrare tratti di indiscussa attualità anche se talora in contrasto con l’eccessiva esteriorità della vita moderna: il binomio fra velocità (e lentezza), esattezza e precisione individuano nel pianista bresciano alcuni fondamentali concetti espressi da Italo Calvino nelle sue celebri Lezioni americane. Le riflessioni di Ciammarughi tengono aperta l’attenzione verso l’anima segreta ed infinita di Michelangeli: un tesoro che non è retorica definire patrimonio dell’umanità.

Leggi anche

Libri, Foletto, La musica non si ferma, Maurizio Pollini pianoforte e battaglie civili

Libri, Mellace: La voce di Bach

Libri, Senici, Musica al tempo presente


Vuoi sostenere L'Ape musicale?

Basta il costo di un caffé!

con un bonifico sul nostro conto

o via PayPal

 



 

 

 
 
 

Utilizziamo i cookie sul nostro sito Web. Alcuni di essi sono essenziali per il funzionamento del sito, mentre altri ci aiutano a migliorare questo sito e l'esperienza dell'utente (cookie di tracciamento). Puoi decidere tu stesso se consentire o meno i cookie. Ti preghiamo di notare che se li rifiuti, potresti non essere in grado di utilizzare tutte le funzionalità del sito.