L’Ape musicale

rivista di musica, arti, cultura

 

La penna del castrato

di Roberta Pedrotti

C. Redini (a cura di)
Pier Francesco Tosi: l'epistolario
Biblioteca dell'Istituto "Clemente Terni" di Firenze
pp.108
LoGisma editore, Firenze 2025
ISBN-13 ‏ : ‎ 978-8894926958

Pier Francesco Tosi (1654-1732, contralto castrato cesenate, non può vantare la posizione nell'immaginario comune di un Farinelli, né la familiarità con un pubblico più scaltrito di un Senesino o un Caffariello, di Carestini o Crescentini. Tosi fu un personaggio di fondamentale importanza nella storia della musica vocale europea fra fra Sei e Settecento, ma non ebbe praticamente carriera teatrale, esibendosi per lo più nelle corti e nelle cappelle: “al teatro egli preferì la camera e la chiesa”, si legge nella documentatissima voce curata da Francesco Lora per il Dizionario Biografico degli Italiani della Treccani. Oltre che compositore, fu però teorico autorevolissimo, come dimostra l'eco (a dispetto dello scarso successo commerciale) del suo trattato Opinioni de’ cantori antichi e moderni, o sieno Osservazioni sopra il canto figurato (1723), solo all'apparenza un metodo e un manuale didattico, più propriamente un saggio di estetica non privo di momenti di appassionata vis polemica. Un testo che va letto con la consapevolezza del suo contesto, corroborandone a sua volta una maggior comprensione, ma che pure si presta a non disutili paralleli con epoche diverse, allorquando l'esempio della complementarietà tra Francesca Cuzzoni e Faustina Bordoni (con relative tifoserie) sembra preconizzare i vari dualismi Malibran/Pasta o Callas/Tebaldi, tutti forieri tanto di interessanti analisi interpretative (fra cui annoveriamo naturalmente Tosi) quanto di stucchevoli partigianerie.

L'importanza del castrato romagnolo non si misura solo nel mondo musicale: al pari di altri colleghi (l'esempio più celebre è quello del toscano Atto Melani) svolse anche incarichi diplomatici più o meno ufficiali, anche oltre il limite dello spionaggio e risulta un attore e osservatore privilegiato anche di una turbolenta attualità politica, specie per quanto concerne la Guerra di successione spagnola.

Di fronte a un personaggio di questo peso storico e artistico, ogni pubblicazione giunge benvenuta e si spera possa accendere la scintilla di nuovi interessi e nuovi studi, specie quando si tratta di un'iniziativa potenzialmente borderline come quella di un epistolario, strumento fondamentale per gli studiosi ma anche allettante per i profani ingolositi dalla voce diretta e talvolta intima dei protagonisti; testi apparentemente limpidi, come fonte primaria, ma per interpretare i quali è necessario un buon armamentario di competenze (non sempre trecento anni fa si dicevano le cose come oggi e quando poi si tratta di interlocutori fra i quali intercorrevano relazioni politiche anche scottanti il rischio di sfuggenti sottintesi è dietro l'angolo); ricerche mai definitive, ché il sopravvenire non solo di nuovi documenti, ma anche di nuovi elementi storici, linguistici e biografici può sempre portare a integrazioni, riletture, chiarimenti. Un epistolario è sempre uno strumento affascinante, una fonte inesauribile di domande e risposte, un tassello in una storia in evoluzione.

Oggi questo tassello è costituito dalle lettere e scritti legati a Tosi e conservati al Museo internazionale e Biblioteca della Musica di Bologna, raccolti e trascritti da Costanza Redini con minuziosa, diligente cura compilativa, come dimostrano la ricchezza di note e di un apparato bibliografico ben aggiornato e ragionato. Oltre alla riproduzione in illustrazione di alcune lettere, che permettono di farsi un'idea concreta del lavoro di trascrizione, si apprezza in appendice anche lo spartito per canto e basso continuo dell'aria “Comincia a tormentarmi” conservata alla British Library di Londra con l'annotazione “come lo cantava il Sig P F Tosi”, che potrebbe intendere sia come sua composizione, sia come riproduzione delle sue variazioni. In ogni caso un ulteriore prezioso documento che può porsi a punto di partenza per ulteriori studi. Chissà che non si giunga in futuro a un'edizione critica completa delle musiche e dei documenti tosiani, accludendo quelli custoditi in altri fondi con analisi comparate anche di inchiostri e filigrane: il campo di studi è davvero immenso e non si può che guardare con viva simpatia l'iniziativa della Biblioteca dell'istituto Clemente Terni. C'è bisogno di editoria musicale e non c'è modo migliore per rendere onore alla memoria del musicista e musicologo toscano.

Il volume di Redini è completato da una panoramica biografica e un approfondimento specifico sulle Opinioni de’ cantori antichi e moderni. Anch'essi ben informati, ricchi di note e riferimenti bibliografici e documentari autorevoli, si sarebbero solo giovati di un'ultima rilettura per evitare una manciata di sviste, refusi o ridondanze facilmente emendabili. Valga, quest'ultimo appunto, come stimolo e incoraggiamento per il futuro: la perfezione è stasi, l'imperfezione il miglior pungolo verso nuovi traguardi.

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