di Sergio Mora
Mauro Balestrazzi
Il ritorno del Maestro
pp. 377
ISBN 788855 434591
Lim-Tascabili, Lucca maggio 2026
I rapporti intercorsi fra Toscanini e la politica del primo Novecento sono stati trattati da diversi studiosi fra cui Harvey Sachs e Joseph Horowitz. Il primo è oggi considerato il principale studioso del direttore d’orchestra italiano e profondo conoscitore della cultura sotto il regime fascista. In Italia si era segnalata la biografia di Andrea Della Corte pubblicata a più riprese fra il 1946 ed il 1958. Per quanto il lavoro del musicologo napoletano si presentasse fra i più completi ed aggiornati sull’argomento, era inevitabile riscontrare alcune inesattezze ed errori cronologici che dovevano essere emendati. Il suo merito indiscusso era quello di aver collocato il nome di Toscanini fra i protagonisti della storia del nostro paese, non solo per meriti artistici ma per le sue indubbie qualità morali ereditate dal Risorgimento.
Balestrazzi è uno dei più attenti e scrupolosi storici del direttore parmigiano, già autore di alcuni originali studi in materia come Toscanini secondo me (2005) ed il recente ed importantissimo studio su La tournée del secolo (2020). Mauro Balestrazzi, dotato di una vera e propria passione per l’argomento, ha studiato Toscanini attraverso momenti specifici della sua vita, raccogliendo un numero davvero prodigioso di materiali giornalistici, bibliografici, epistolari spesso inediti o addirittura ignorati. La sua indomita capacità di mettere assieme tutti i tasselli di questo incredibile “puzzle” storico permette la ricostruzione attenta di una analisi biografica che altrimenti rischierebbe di essere assorbita dalla leggenda: un metodo scientifico dove ogni aspetto cronachistico viene mostrato attraverso gli elementi oggettivi che lo hanno provocato. Mediante il raffronto di documenti conservati nell’Archivio centrale di Stato è stato possibile mostrare il controllo invasivo che la dittatura esercitava sulla vita del musicista, accanto all’assurdità di provvedimenti limitativi della libertà personale. Un particolare rilievo è stato dato anche alle notizie e ai commenti della stampa estera, soprattutto quella americana. L’immagine di Toscanini come perseguitato politico era sostenuta quale prova di intolleranza civile dei governi totalitari.
La vita del direttore d’orchestra viene proiettata all’interno dei principali eventi bellici del novecento mostrando come Toscanini abbia sempre voluto non essere considerato estraneo alle vicissitudini storiche e politiche.
Il libro ricostruisce gli eventi che allontanarono Toscanini dall’Italia e dall’Europa e che poi provocarono il suo clamoroso “ritorno”. Come nell’Odissea omerica, il suo “nostos” ha molteplici significati ma soprattutto uno: ridare al mondo intero il valore prezioso della dignità umana attraverso il rito collettivo dell’arte.
Questa indagine minuziosa ma mai pedante, mostra il doppio filo che unisce l’arte e la storia dove queste cuciture non si vedono o vengono tenute nascoste. È un testo oggi quanto mai importante per riflettere su eventi e comportamenti che la storia ancora ripete.
Molto più di una biografia o di un saggio storico, il lavoro di Balestrazzi è anche un punto di osservazione sugli elementi che trasformano gli eventi individuali in atti eroici. Un libro assolutamente da leggere.
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