L’Ape musicale

rivista di musica, arti, cultura

 

Nei salotti di Parigi

di Roberta Pedrotti

George
musiche di Chopin, Liszt, Leoncavallo, Délibes, Offenbach, Viardot, Tosti
soprano Sonya Yoncheva
mezzosoprano Marina Viotti
violino Adam Taubitz
pianoforte Olga Zado
registrato a La Chaux-de- fonds, Svizzera, 12-14 marzo 2024
CD Naïve V8616, 2024

Un cofanetto agile, sottile, in cartoncino leggero si insinua nella carriera di una voce importante che sembra divorare il repertorio con versatilità onnivora, dal barocco più sofisticato delle origini fino a Puccini e alla giovane Scuola, passando per Norma e Médée. Fra una Tosca e un Andrea Chénier al Met o a Vienna, ecco che Sonya Yoncheva ci riserva un progetto personale che ha qualcosa di intimo, perfino, nell'idea di costruire un omaggio a Geoge Sand.

Ritrarre musicalmente Sand significa inevitabilmente evocare Chopin, ma non solo, ché i rapporti fra l'intellettuale e la musica non si limitarono certo alla relazione tormentata con il compositore e pianista polacco. Dalle dita di Olga Zado, quest'ultimo appare subito, ma in filigrana, con la trascrizione di “Casta diva” (un fil rouge lunare e serotino pervade tutto il CD), sulla cui eco, poi, la stessa Yoncheva legge una lettera di Alfred de Musset, futuro amante, alla scrittrice. Queste letture punteggeranno tutto il programma, accompagnate da pagine pianistiche appena intese in purezza: su un notturno di Chopin, una lettera di Sand allo stesso compositore, infine, su un Liebestraum di Liszt, un pensiero della scrittrice sulla musica e sulle arti come espressione della vita e come necessità per gli esseri umani tutti. Solo l'ultimo scritto destinato all'attrice e probabile amante Marie Duval è nel silenzio: è una pagina di addio, dolore e smarrimento.

La biografia della scrittrice appare attraverso suggestioni, le parole sue e di chi più le è stato vicino intrecciate alla musica che intesse il milieu sociale e culturale in cui si muove. Non può mancare l'amica ispiratrice del romanzo Consuelo, Pauline Viardot, sia con la Romance per violino (Adam Taubitz) e pianoforte e un  bolero, Madrid, di propria invezione, sia con rielaborazioni vocali da Chopin (la mazurka “Faible coeur”) e Brahms (il duetto Les bohèmiennes dalle Danze ungheresi). Né manca Musset, i cui versi sono intonati da Délibes nelle Filles de Cadix, da Tosti in Ninon, da Viardot in Madrid, da Offenbach nell'opéra comique Fantasio (di cui si ascolta "Voyez dans la nuit brune" e il cui libretto è elaborato dal fratello Paul de Musset) e da Leoncavallo, con quella Nuit de décembre che parla, non a caso, di lettere d'amore e da cui deriva la ballatella di Nedda nei Pagliacci, passando dal pieno inverno a mezz'agosto.

Alla voce di Yoncheva, proprio per due pagine di Viardot, si unisce quella di Marina Viotti, sempre assai forbita in un canto cameristico che rievoca così quelle amicizie, quei legami, quella comunione di sensibilità e impegno che unirono Amantine/George a Pauline e agli amati Marie, Alfred e Frédéric, fino anche a Franz, ritratto da Joseph Danhauser mentre si esibisce in un salotto in cui, tra gli altri, si riconosce estatica Sand.

Da questa Parigi arriva un'eco viva, ma intima, un'ispirazione forte, ma delicata, come questo personalissimo, sentito cofanetto infilato in una carriera di grandi drammi e grandi ribalte.

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