Spirito schubertiano

 di Suzanne Daumann

 

Chiudono il festival di Schwarzenberg il soprano Birgid Steinberger e il baritono Thomas E. Bauer con un concerto che rispecchia appieno l'atmosfera unica della Schubertiade.

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Schwarzenberg, 24 agosto 2015 - Schubertiade Schwarzenberg non significa solo concerti sublimi in una sala magnifica e una programmazione unica al mondo che riunisce in alcune settimane i migliori artisti in attività. È anche una splendida cornice– montagne, foreste, ruscelli.. tutti elementi così cari a Schubert e che, presenti nella sua opera, ne evocano la presenza qui. È l'ospitalità di una popolazione orgogliosa del proprio paese, della propria storia, delle tradizioni, dei personaggi e delle loro vicende. È un insieme meraviglioso quanto pericoloso, perché genera dipendenza. Una volta sul luogo, si è perduti, non si può non tornare, foss'anche per due giorni e tre concerti.

Ultimo appuntamento questa sera, con Birgid Steinberger, soprano, e Thomas E. Bauer, baritono, che sostituiscono Sarah Connolly, malata, e Markus Werba, impegnato altrove.

I due artisti, impegnati da Julius Drake al piano, propongono un programma dedicato all'anno 1815.

Ciascuno a sua volta e talvolta insieme, fanno emergere un ritratto di Franz Schubert diciottenne, ora melanconico, ora pieno di slanci giovanili e amorosi. Artisti collaudati, sanno perfettamente entrambi entrare nell'atmosfera musicale specifica di ogni Lied, sottolineandone ogni sfumatura. Birgid Steinberger, con la sua voce rotonda e generosa e il fascino viennese, rapisce in brani come An die Nachtigall o nei pianissimo di Nähe des Geliebten. Tutti e due sono semplicemente sbalorditivi nel particolarissimo Cronnan D 282, composto su un canto d'Ossian. Si tratta di un pezzo durchkomponiert, su un testo senza rime o versi e Schubert si dimostra qui ben in anticipo sui tempi. Gli artisti recitano con una tale intensità che ci sentiamo sulle montagne scozzesi, con il fiato sospeso.

Dopo l'intervallo, Thomas E. Bauer dà saggio del suo gusto con gioielli come Skolie, Die erste Liebe, Das Rosenband e un Lied piuttosto umoristico, Das gestörte Glück, su testo di Theodor Körner,  storia di un bacio mai ricevuto, perché sempre interrotto. Il conclusione il cantante chiede che qualcuno, finalmente, gli dia questo bacio, e Birgid Steinberger non se lo lascia ripetere due volte, si alza e l'abbraccia, nella sorpresa del collega e nel più grande divertimento del pubblico.

La sera termina con due Lieder interpretati ancora da Birgid Steinberger, un altro An den Mond, D 193, su testo di Hölty, cantata da Thomas E. Bauer, e un ultimo duetto Hektor’s Abschied, su testo di Schiller.

Una serata Schubertiade proprio come si deve; tutto lo spirito di Vienna, tutta la personalità del giovane Schubert è lì, stasera, e i due artisti chiudono in bellezza con un bis in duetto, Heidenröslein. Un Lied di per sé poco divertente, ma che stasera ha diritto a un suo trattamento speciale e leggero. Anche questo è la Schubertiade.