Pasticcio saporito
Il mix di coreografie classiche e contemporanee interpretate da grandi ballerini internazionali continua a mietere successi.
VERONA, 23 luglio 2025 - Non vogliamo contare gli anni in cui lo show Roberto Bolle and friends ha girato l’Italia e non solo. E non vogliamo contare i luoghi. Vogliamo solo ricordare e sottolineare che lo spettacolo con la partecipazione del Roberto nazionale e di ballerini provenienti da più luoghi del mondo continua a mietere successi vicini ad un delirio. Vogliamo ricordare che questo show in forma di gala ha da sempre il valore aggiunto: far conoscere la danza a persone che prima, forse, ignoravano la sua esistenza, e adesso si sentono innamorati di quest’arte meravigliosa.
Anche quest’anno lo show approda all'Arena di Verona che diventa la scenografia tra le più suggestive del mondo e valorizza la parata di coreografie classiche e contemporanee presentate dagli artisti del Teatro alla Scala di Milano, del Royal Ballet di Londra, dell'Hungarian National Ballet di Budapest, del Dutch National Ballet di Amsterdam, dell'Hamburg Ballet. Oltre alle star di balletto, la serata in Arena vede la partecipazione straordinaria del cantautore Diodato e del pianista Marcos Madrigal. Amorevolmente e ironicamente parlando, lo show è da sempre una specie di “pasticcio” che unisce coreografie classiche “condannate” ad applausi spesso scanditi e ad urla di “bravi!”, con gli inevitabili fouettés e grand pirouettes, e quelle moderne: ieri sera le prime sono state in minoranza. Di grand’effetto sono le luci suggestive, l’inserimento del pianista e – sorpresa! – l’apparizione nel finale del cantautore. In poche parole, Roberto Bolle and friends è un vero “pasticcio” senza incidenti di percorso che tenta di soddisfare tutti i gusti e sotto sotto intende attirare l’attenzione delle generazioni più giovani verso l’arte della danza.
La serata si apre con il duetto Borderlands sulla musica di Joel Cadbury e Paul Stoney, coreografie e costumi di Wayne McGregor originalmente commissionato dal San Francisco Ballet, protagonisti Roberto Bolle e Melissa Hamilton, lui, di bellezza statuaria e prestanza fisica impressionante, lei dalla padronanza del corpo unica. Torneranno in scena con un altro passo a due, Take me with you, sulla musica degli Radiohead – Reckoner, un lavoro impressionante di Robert Bondara capace di creare sequenze coreografiche mozzafiato che conferiscono valore sia alla donna sia all’uomo.
La coppia in arte e nella vita Nicoletta Manni e Timofej Andrijashenko, alcuni mesi fa Odette e Siegfrid nel Lago dei cigni che ha riempito il Teatro Filarmonico, brilla in celebri passi a due, il Grand Pas classique, coreografia di Viktor Gsovsky, e la Scena del balcone da Romeo e Giulietta nella collaudata versione di Kenneth MacMillan, mostrando un'impeccabile preparazione tecnica e una grande caratura artistica. Nel Grand Pas classique creato da Gzosvky sulla musica di Daniel-François Auber per l'étoile francese Ivette Chauviré la Manni si rivela sua vera erede per quanto riguarda la tecnica eccezionale e la precisone del lavoro delle punte, e nella scena del balcone si trasforma in una commovente Giuletta, fanciulla che cresce istante dopo istante per diventare donna. Lo statuario Andrijashenko è da sempre un cavaliere elegante e un partner ideale.
Ogni esibizione della ballerina Tatiana Melnik, nata a Perm' negli Urali e forte della preparazione coreutica presso la celebre scuola di balletto nella città d'origine, provoca applausi a non finire. Nel celebre Pas de deux de Il Corsaro i suoi fouettés perfetti, esplosivi e fanno trattenere il respiro agli spettatori (molti li contano, mente la Melnik li esegue con aplomb formidabile). Non è da meno il suo partner Giorgi Potskhishvili, primo ballerino del Dutch National Ballet, virile e prestante, impressionante nei salti e nei giri.
L'inserimento nel programma del duetto I firmato dal coreografo Philippe Kratz, già danzatore con Aterballetto e oggi la personalità affermata della danza contemporanea, con protagonisti Mikaela Kelly e Toon Lobach apre una nuova finestra nell'arte coreografica. Attirano l'occhio, incuriosiscono la mente e toccano il cuore i duetti coreografici maschili: sulle note delicate del Chiaro di luna di Debussy che hanno ispirato il coreografo Jualiano Nunes e vengono eseguite dal vivo dal pianista Marcos Madrigal, Roberto Bolle e Toon Lobach, entrambi a torso nudo e con pantaloni bianchi larghi,entrano in un dialogo intenso e commuovente; “è l'amore puro“, verrebbe a dire. Al contrario, nell'Opus 100 – Für Maurice, omaggio coreografico di John Neumeier a Maurice Béjart per il suo settantesimo compleanno sulla musica di Simon e Garfunkel, la “conversazione” tra Bolle e Oleksandr Ryabko, primo ballerino dell’Hamburg Ballet, vestiti di nero, si colora di tinte forti e a tratti conflittuali e dolorose.
Juliano Nunes firma anche la coreografia dell’assolo Memories creato appositamente per Bolle sulle note commoventi di Dmitri Šostakovič, dove l’artista viene circondato da specchi con il riflesso dei suoi personaggi; pochi minuti di raccoglimento e la commozione che segue.
Sorpresa! Per il gran finale dello show, Medley Diodato, viene chiamato il cantautore Antonio Diodato, sono sue le musiche scelte per Farci scomparire, il passo a due coreografato da Stefania Ballone per Roberto Bolle e Nicoletta Manni e per Fai rumore creato da Massimiliano Volpini (che non poteva certo mancare) per il quartetto Hamilton, Bolle, Manni, Andrijashenko. A questo punto, al trionfo assoluto della danza e la musica, ci rimane a dire: Roberto Bolle e i suoi amici, vi aspettiamo tra un anno nella magica Arena.
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