L’Ape musicale

rivista di musica, arti, cultura

 

Perle di futuro

di Roberta Pedrotti

Una finale d'alto livello per la sesta edizione del concorso Rizzardo Bino dedicato a giovani strumentisti: se a trionfare è il violino di Lewin Creuz, si fanno notare grandi talenti, tra l'altro, anche per contrabbassso, trombone, basso tuba, chitarra, clarinetto basso.

Il video della premiazione

Estratti dal concerto finale

BRAONE (BS) 3 luglio 2022 - Dopo due anni di sospensioni, organizzazioni a singhiozzo, soluzioni virtuali anche improbabili (non sempre, se ben congegnate come preludio all'audizione in presenza), finalmente anche il meccanismo dei concorsi musicali sembra ripartire. Un microcosmo dei più vari e diffusi, nel quale si possono anche scoprire autentiche perle, esperienze che vanno al di là della mera competizione e sono la ragion d'essere dell'idea stessa di concorso.

Il Concorso internazionale per giovani musicisti Rizzardo Bino, innanzitutto, si svolge in luoghi che val la pena di conoscere al di là dei più noti punti d'attrazione dei dintorni: il lago d'Iseo, la Val Camonica, i siti di incisioni rupestri, le piramidi di Zone, le terme di Darfo Boario. Anche il centro di Breno o di Braone meritano una passeggiata e qui ci si può stupire di fronte alla Casa Torre Bonfadini, un'antica postazione d'avvistamento d'origini probabilmente medievali, divenuta poi magazzino di legname e infine "piccolo salotto della cultura" attrezzato con un pianoforte, buona acustica, splendida vista, comodo soppalco e, intorno, uno spazio verde con freschissima fontanella e forno a legna dove, al termine del concorso, la famiglia proprietaria prepara pizze per tutti. 

È l'occasione per vedere posti nuovi, che difficilmente sarebbe capitato di conoscere, e di passare del tempo in piacevole convivialità, quando l'adrenalina del concorso (che coinvolge anche giuria e spettatori, non si creda...) fa il paio con la condivisione, il confronto. D'altra parte, se vincere fa piacere a tutti, non è la vittoria in sé lo scopo di una manifestazione come questa, bensì il mettersi alla prova, in discussione, confrontarsi, conoscersi. Per chi suona e per chi ascolta: quest'anno il concorso Bino è dedicato ai giovani strumentisti  e il panorama che offre è davvero elettrizzante. Il vincitore del primo premio, il violinista tedesco Lewin Creuz, infatti, è un fuoriclasse capace di imporsi anche solo accordando lo strumento, tale è l'incisività, l'esattezza, la personalità del suono: possiamo scommettere che, nei prossimi anni, di questo diciannovenne sentiremo molto parlare. Per ora, fra i violinisti, relega al secondo posto il pur bravo Ulisse Mazzon e lascia a bocca asciutta Pietro Milziani, che, come tutti i finalisti a malincuore non premiati conferma l'altissimo livello di questa finale. Quel che però ci fa ancor più piacere, è che nella rosa dei dodici giovani strumentisti - di cui due under 16 - ci fossero anche molti strumenti meno in evidenza nel repertorio solistico. Pensiamo subito al terzo classificato, il contrabbassista Riccardo Baiocco, ma anche al vincitore del premio speciale Rizzardo Bino, Sebastian Zani, in grado di dominare con una duttilità formidabile il basso tuba nel cantabile legato come nel virtuosismo. Un duo di chitarre, Putzolu-Valisena Guitar Duo, vince per la musica da camera (Raffaele Putzolu concorreva anche come solista) e il premio speciale “Concerto Nuove Note”, messo in palio dal Comitato Lombardia di AIGU - Associazione Italiana Giovani per l’UNESC, la pianista Isadora Jieun Kim è insignita del riconoscimento ArteDonna Promazioni360, che conferisce un riconoscimento anche alla quindicenne violista Lara Scognamiglio. Fra i giovanissimi è però il trombonista Matteo Borga a piazzarsi al primo posto, e giustamente: anche sul futuro di questo ragazzo ci sentiamo di lanciarci nei migliori auspici. Tuttavia, lo ripetiamo, il livello è davvero sorprendente: arrampicatici su una torretta di guardia oltre la punta estrema del Sebino, non avremmo immaginato di trovarci di fronte a tanti e tali nuovi talenti. Non invidiamo la giuria e ci limitiamo a segnalare la bravura notevole di Matteo Vaccari al clarinetto basso, gli ottimi Sasha Canter (tromba) e Matteo Salvalaggio (Oboe). E peccato non aver ascoltato anche il pianista Tiankai Yu, ritiratosi prima della finale.

La giuria, appunto. L'arduo compito di votare e distribuire con saggezza i riconoscimenti è stato onore e onere di Paolo Petrocelli (presidente di commissione, Direttore Generale dell’Accademia Stauffer di Cremona), accompagnato da Alessandro Bonato (Direttore d’orchestra), Paolo Mandelli (Agente, Oboista e Presidente dell’Orchestra Filarmonica Italiana), Alberto Martini (Direttore artistico e musicale e Solista dei Virtuosi Italiani), Giuseppe Miglioli (Concertista, Docente di Viola ed ESTA Advisor), Raffaella Murdolo (Artistic Manager della Royal Opera House Muscat), ai quali si è aggiunto Umberto Fanni, direttore generale della Royal Opera House di Muscat, che ha anche offerto a Lewin Creuz un concerto nel teatro omanita. 

La musica, le votazioni, le premiazioni, infine, hanno meritato riposo sotto gli alberi di kiwi, per una cena informale in compagnia. Così è giusto, così si ritrova lo spirito dei concorsi, che è l'incontro umano e non la scalata spietata alla classifica. Grazie alla Pro loco di Braone, alle famiglie Bonfadini (a proposito, Pierandrea, valente flautista e docente di educazione musicale, è stato anche il competente presentatore della finale), Bino e Fanni tutto si è svolto nel migliore dei modi. Addirittura, la notte fra i monti sacri dei Camuni ci ha regalato il salutare lavacro di un lungo temporale. Appuntamento, allora, al prossimo anno, per la settima edizione, che sarà dedicata alle voci liriche maschili.


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