La fantasia di Chernov
di Daniele Valersi
Alexey Chernov apre il festival dedicato ad Arturo Benedetti Michelangeli, nel 30° anniversario della scomparsa del leggendario virtuoso.
Malé (TN), 26 luglio 2025 - Inaugurato il 26 luglio con il recital di Alexey Chernov, il 14° festival internazionale Omaggio all’arte pianistica di Arturo Benedetti Michelangeli si svolgerà in numerose località del Trentino; la rassegna propone una locandina ricca e attrattiva, con eminenti artiste e artisti della tastiera che, nel trentennale della scomparsa del Maestro, con i loro programmi ricordano anche gli anniversari di Maurice Ravel, Eric Satie e Dmítrij Šostakóvič. Alexey Chernov è una personalità artistica di statura notevole: pianista dotato di tecnica evoluta e solida, compone anche musica da camera e per orchestra, oltre che per pianoforte, attività che gli ha fruttato un premio speciale in un’edizione del Concorso “Scriabin” di composizione. Nel programma da lui eseguito nella chiesa di S. Maria Assunta a Malè (TN) risaltavano con prepotenza la sua personalità travolgente e una creatività che si spinge a plasmare la sostanza stessa del dettato musicale, in luogo di orientarsi unicamente all’espressività e alla pregnanza dell’interpretazione.
Così si ascoltava lo stupendo Preludio corale bachiano Ich ruf zu dir, Herr Jesu Christ, trascritto da Ferruccio Busoni e ulteriormente elaborato da Chernov con un intervento appropriato e riuscito tanto sotto il profilo estetico quanto sotto quello dell’architettura armonica. Curiose, estrose e geniali risultavano le Variazioni pianistiche su Eine kleine Nachtmusik (K 525), datate al 2023 e da Chernov dedicate a Kathrin Haarstick, fondatrice di Weltklassik; l’introduzione è decisamente spiazzante, soprattutto per chi si aspetta di sentire il celeberrimo tema seguito dalle trasmutazioni del caso: da un’esposizione frammentaria, una nota alla volta e in ordine sparso, la melodia emerge e prende forma a poco a poco, subendo poi sapienti trasformazioni. Pienamente in sintonia col pathos drammatico wagneriano è la meta-trascrizione pianistica Ricordo della morte di Brünhilde (dal Götterdämmerung) e, sul piano dell’interpretazione, magistrale la resa del n. 7 (Funérailles) da Harmonies poétiques et religieuses III di Liszt. Qualche criticità emergeva nella Sonata n. 10 K 330 di Mozart, autore le cui pagine sono toccate dall’apparente semplicità della perfezione e che mal tollera ciò che se ne discosta: il rubato in alcuni passaggi nel primo movimento (Allegro moderato) ne intaccava la scansione (e la piacevolezza), allo stesso modo i ponti improvvisati dall’interprete a collegare i tre movimenti sapevano di posticcio. Pienamente appaganti i quattro Études-Tableaux di Rachmaninov proposti (op. 33 nn. 2, 3 e 7 – op. 39 n. 5); l’esposizione di Ondine da Gaspard de la nuit di Ravel rendeva omaggio all’immortale ABM con uno dei suoi brani favoriti e confermava Chernov quale interprete di prim’ordine della grande letteratura pianistica; nella beethoveniana Sonata Al chiaro di luna la scansione dell’Adagio sostenuto veniva dilatata fino allo spasimo, il Presto agitato raggiungeva poi un parossismo estremo, mentre il tempo centrale era staccato alla velocità canonica, conseguendo così un’espressività potentemente suggestiva.
A coronamento di due ore buone di musica ad alta intensità, a fronte di acclamazioni entusiastiche e chiamate in scena, fuori programma si ascoltava ancora una dirompente Fantasia, composta da Chernov e basata su temi musicali tratti da celebri film.
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