L’Ape musicale

rivista di musica, arti, cultura

 

Entartete Musik

di Luca Fialdini

La rassegna In-chiostro, tra note e parole porta all'attenzione, nell'ambito del Festival della Valle d'Itria, il legame fra arte, attualità, recente passato, come nel caso dell’entartete Musik, la musica "degenerata" messa all'indice dal nazismo.

Martina Franca (TA) – Parlando delle novità del Festival della Valle d’Itria 2025, merita senz’altro una menzione speciale la rassegna In-chiostro, tra note e parole: una serie di quattro concerti in cui l’oggetto musicale diventa il casus belli per poter parlare di attualità o comunque del nostro passato recente. Il primo appuntamento è dedicato alla «musica degenerata» – l’entartete Musik su si era  acceso un focus su questa testata anni fa [Giorno della Memoria: il Reich e l'arte "degenerata"] – argomento esplorato attraverso due dimensioni differenti da Lucrezia Ercoli, docente, divulgatrice e direttrice artistica di Popsophia e dal Quartetto Adorno.

Argomento noto ma non conosciuto e come tale merita tutte le spiegazioni del caso, narrate in modo coinvolgente e accurato da Ercoli, che ha il pregio di soffermarsi non solo su fatti ed eventi ma anche sul profilo più dolorosamente umano attorno al quale ruota questa infelice memoria. La temperie culturale, le vicende politiche e le arti figurative costituiscono un retroterra sapientemente tratteggiato per arrivare al vivo della questione musicale, peraltro con alcuni interventi davvero incisivi del primo violino Edoardo Zosi: la narrazione non si sostituisce al concerto, ma diventa strumento prezioso per amplificare l’effetto dell’esecuzione stessa, ricordandoci ancora una volta quanto possa essere viva una pagina di musica (sebbene dopo un secolo e pure un poco in più).

Il programma in sé è di elevatissima statura, con scelte davvero inconsuete per le nostre latitudini, ma il vero capolavoro della serata è l’interpretazione del Quartetto Adorno. Il solidissimo gruppo di strumenti ad arco è dotato di una tecnica strepitosa al servizio di una intelligenza musicale appassionata, vivace, in grado di individuare in ogni istante esattamente quel che la partitura richiede e con grande ossequio dello stile esecutivo. Per dare misura del livello sfiorato dal quartetto all’interno del Chiostro di San Domenico, l’unica cosa su cui si possono alzare perplessità nell’arco dell’intera serata è la terza battuta del secondo sistema di pagina 22 dei Fünf Stücke für Streichquartett di Schulhoff. Nient’altro.

Restando sul medesimo autore, questi cinque pezzi caratteristici vengono letti con una vitalità apparentemente lieta, dietro alla quale si muovono – senza preoccuparsi di restare celati – motti di spirito ora ironici, ora quasi caustici (il valzer viennese scritto in 2/2 è assolutamente delizioso). C’è un bel mordente nei pizzicati a triple corde come nei ribattuti martellati, un piglio sanguigno che si trasforma in invenzione rapinosa nel movimento “Alla Czeca” e nella vertiginosa Tarantella; non mancano squarci di maggior lirismo, in particolare nel curioso “Alla Tango milonga”, tuttavia il gusto per il fraseggio espressivo emerge con esiti sommi nel Webern-non-Webern del Langsamer Satz, difatti privo di numero d’opera: la pagina è davvero particolare, con il suo solido sostrato post-brahmsiano percorso da inquietudini che preannunciano in modo piuttosto diretto il Quartetto op. 5, non per niente composto nello stesso anno, il 1905. Il quartetto è particolarmente accorto nel far emergere questa duplice natura, in quanto si dà il giusto peso alle tensioni dei – non troppo estesi – rapporti funzionali armonici, e allo stesso tempo si mettono in luce le novità timbriche, come l’uso strategico del pizzicato che dalla lettera F evoca in modo abbastanza esplicito una rimembranza della Verklärte Nacht, fino all’uso dell’arco tirato al ponticello. Il merito principale è l’approccio alla partitura, mantenendo centrale l’interesse nel materiale musicale, prospettiva che con questo autore ha un’enorme importanza: anche dopo il passaggio al serialismo, Webern si è sempre raccomandato con i propri esecutori di fraseggiare, di far comprendere al pubblico gli archi che attraversano le sue rigorose gabbie di segni (e basta ricordarsi della sua insoddisfazione alla première della Sinfonia op. 21).

La vera gemma di questo programma, però, è forse il Quartetto n. 2 op. 26 di Erich Korngold. Si tratta di un lavoro micidiale per gli equilibri che devono instaurarsi fra i quattro strumenti, presentando anche piacevolezze di scrittura quasi a voler camuffare certe figure nervose come i piccoli controtempi e tutto quel grazioso girare attorno a quartine acefale nel primo movimento che sembrano quasi echeggiare Beethoven. Si accentua lo spiccato melodismo, tale da sconfinare in qualche occasione in aperta cantabilità, mentre i passaggi di danza sembrano dare voce a ricordi mai veramente sopiti; tuttavia, in questa esecuzione nulla riesce a superare lo straordinario terzo movimento, quel Largo introdotto da fantasmatiche verticalità di armonici, con un bilanciamento complessivo e un controllo sull’emissione davvero notevoli.

Lunghi, meritatissimi applausi da parte del pubblico più che entusiasta premiano la fine di ogni titolo. Prima di prendere congedo, il Quartetto Adorno regala un ultimo attimo di meraviglia con il Valzer in sol maggiore di Franz Schubert, composto per le nozze dell’amico Leopold Kupelwieser.

Leggi anche

Giorno della Memoria: il Reich e l'arte "degenerata"

Martina Franca, L'altro Ravel, 20/07/2025

Martina Franca, L'enfant et les sortilegès, 19/07/2025

Martina Franca, Ariodante, 22 e 25/07/2024

Martina Franca, Norma, 21/07/2024

Martina Franca, Il paese dei campanelli / Il turco in Italia, 30/07-01/08/2023

Martina Franca, il Festival della Valle d'Itria 2022

Martina Franca, Xerse – Selva morale e spirituale, 25-28/07/2022


Vuoi sostenere L'Ape musicale?

Basta il costo di un caffé!

con un bonifico sul nostro conto

o via PayPal

 



 

 

 
 
 

Utilizziamo i cookie sul nostro sito Web. Alcuni di essi sono essenziali per il funzionamento del sito, mentre altri ci aiutano a migliorare questo sito e l'esperienza dell'utente (cookie di tracciamento). Puoi decidere tu stesso se consentire o meno i cookie. Ti preghiamo di notare che se li rifiuti, potresti non essere in grado di utilizzare tutte le funzionalità del sito.