L’importanza di essere un tenore
Murat Karahan tiene un recital fra opera e canzone in memoria di Luciano Pavarotti.
Villafranca di Verona, 1° agosto 2025 - Nel primo giorno dell’ultimo mese d’estate, il maestoso castello scaligero di Villafranca ospita una serata speciale che ispira e promette molto, il Garda Festival propone il recital del tenore turco Murat Karahan intitolato “Pavarotti 90” e dedicato al novantesimo anniversario della nascita (12 ottobre 1935) di Luciano Pavarotti, una delle voci più belle del Novecento. Il concerto che vedeva il patrocinio dell’Ambasciata di Turchia a Roma e la presenza di S.E. Elif Çomoğlu Ülgen, insieme all’Ambasciatrice di Turchia a Lubiana. La rappresentante della repubblica di Turchia ha partecipato al conferimento al tenore del premio “Cigno del Garda”.
La serata è stata parzialmente disturbata dal maltempo, ma il pubblico stoico è rimasto fino al termine del bis, quando il cielo si è infine sfogato.
Il recital si apre con il celeberrimo “Nessun dorma” da Turandot di Puccini, uno dei cavalli di battaglia del mitico Pavarotti. Karahan conquista da subito con lo squillo e l'ottima scansione delle parole, anche se l’acustica non favorisce la sua voce teatrale: l’amplificazione, necessaria in uno spazio non nato per la musica e soprattutto per l’opera, non avvantaggia una vocalità ricca di armonici come quella di Karahan. La sua “bacchetta magica” è fatta di temperamento, passione, forza comunicativa.
Il pianoforte di Gledis Gjuz si inserisce anche tra le pagine d’opera: scorrono così tra le sue dita l’Intermezzo da Pagliacci, l’aria di Rodolfo “Che gelida manina”, la celeberrima “Caruso” di Lucio Dalla e infine “We are the world” di Michael Jackson. Karahan da par suo, affianca arie d’opera come “E lucevan le stelle” da Tosca. Segue il celebre Lamento di Federico dall’Arlesiana di Cilea, mentre la canzone tradizionale e partenopea è presente con “O sole mio” di Di Capua, che ottiene il giusto trionfo grazie alla passionalità dell’interprete e “Non ti scordar di me” intonato con grande trasporto musicale. Il programma del tenore si chiude con “Parla più piano” di Nino Rota che Karahan interpreta con una vincente espressività e la celeberrima canzone “My way” di Paul Anka, uno dei cavalli di battaglia di Frank Sinatra, uno dei momenti più emozionanti della serata;
Il pubblico rimasto fino alla fine si dimostra come detto molto partecipe e entusiasta.
