Senza narcisismo
Leonardo Pierdomenico incanta il pubblico con un raffinato recital tutto dedicato a Debussy
PESCHIERA del GARDA, 14 agosto 2025 - Dopo due interessanti recital vocali di Ekaterina Bakanova e Murat Karahan, rispettivamente al castello di Lazise e a quello di Villafranca di Verona, il Garda Festival invita il pubblico a rivivere l’atmosfera magica del lago con il pianista Leonardo Pierdomenico, che negli spazi dell’hotel Le Ali del Frassino presenta un programma raffinatissimo, una lunga e impegnativa parata di pezzi di Claude Debussy. Il risultato è sorprendente e per il pubblico sicuramente indimenticabile, i tasti e le corde di un magnifico Steinway portano gli ascoltatori in mondi lontani, non accessibili a tutti, ma esclusivamente alle persone dall’animo gentile.
Leonardo Pierdomenico ha un modo insolito e amabile di rapportarsi con il suo pubblico. Il musicista, dalla carriera internazionale e premiato in concorsi prestigiosi, appare sul palco in pantaloni e camicia scuri e con un sorriso cordiale sulle labbra che non l’abbandona mai; la sua esibizione è un dialogo continuo col pubblico al quale, pezzo dopo pezzo, offre paesaggi lontani, danze esotiche, pezzi composti per bambini e molte altre cose. Oggi è un divo del pianoforte, ma l’assenza totale della componente narcisistica nel suo comportamento in scena e fuori dal palco lo rendono unico.
L'idea che la musica di Debussy non sia molto adatta alla registrazione si conferma ascoltando il piano suonato da Pierdomenico. Il suo tocco è vivo, delicato, raffinato; è maestro di sospensioni e di echi così tipici e così affascinanti per chi ama ascoltare i pezzi del compositore francese. L’apertura della serata avviene con Estampes, suite composta da tre brani, Pagodes, La soirée dans Grenade, Jardins sous la pluie, i quali, eseguiti da Pierdomenico, bastano per conquistare il pubblico per sempre. In Pagodes colpisce dall’arte dell’uso dei pedali, nella Soirée dans Grenade rivela una comprensione profonda dello spirito spagnolo non separabile dai ritmi variegati e piccanti di questo paese mediterraneo e nei Jardins sous la pluie si rivela un virtuoso di pianoforte che non teme confronti.
Children’s corner offre al pianista l'occasione di immergere il pubblico in un’atmosfera gioiosa e scherzosa, e un dolce sorriso non scompare mai dalle labbra di Pierdomenico mentre suona Docteur Gradus ad Parnassum, Jimbo’s Lullaby, Serenade for the Doll, The Snow is dancing, The Little Shepherd, Golliwog’s Cake-Walk; brani ricchi d’ironia e vivacità non escludono la componente lirica e danno l’impressione di rivelare il bell’animo dell’esecutore, che con il volto visibilmente privo d’emozione esegue nel modo impeccabile gli infiniti sedicesimi del primo pezzo, nel secondo opta quasi per la monotonia per rendere l’atmosfera di una ninna-nanna, nel terzo li porta nella Spagna inventata, se non finta, nel quarto “materializza” come per magia, attraverso il suono, la caduta dei fiocchi di neve, nel quinto rivela la sua anima moderna e nel sesto si mette in gioco dei ritmi e dei registri con spirito francamente ironico.
Ballade slave tocca le corde intime dell’ascoltatore e conferma che l’animo italiano del pianista è vicino al misterioso, come tradizionalmente viene definito, animo russo, segnato da malinconia sottile anche quando si potrebbe farne a meno.
Uno dei momenti più intensi della serata è, naturalmente, Clair de lune da Suite bergamasque. La decisione di eseguirlo dopo una lunga serie di brani non sembra casuale: passo per passo, il pianista, attraverso la tecnica eccellente e il dono particolare di valorizzare le sospensioni tipiche delle musiche di Debussy, porta gli ascoltatori in un mondo incantato, sospeso tra cielo e terra dove regna la luna che cambia colori e sfumature, dalla bellezza esile e inafferrabile.
Reflets dans l’eau dal primo libro delle Images rivela il vero anima del pianista, un vero poeta del piano (il suo lato profondamente poetico si percepisce anche attraverso le sue movenze eleganti e i suoi sorrisi timidi); sotto le dita agili gli arpeggi sembrano realmente le onde dolci delle acque. Hommage à Rameau dalla prima serie per pianoforte rivela un altro volto di Leonardo Pierdomenico, capace di cimentarsi con il mondo del Settecento attraverso gli occhi del compositore del Novecento: a sarabanda solenne ha dei tratti autenticamente drammatici che toccano profondamente gli animi. In L’isle Joyeuse trilli insistenti, mordenti scherzosi e arpeggi dimostrano l’autentica vicinanza dell’animo dell’interprete al mondo delicato dell’autore francese.
Alla fine del recital il pubblico grato ed entusiasta non vuole lasciare andare il grande artista che concede i numerosi bis abbandonando il mondo dell’impressionismo francese per i brani dal grande richiamo popolare. Esplorazione dei mondi musicali non conosciuti a tutti, amore sconfinato per la musica, godimento sincero e calore umano: questo è un bel risultato del recital pianistico di un grande pianista nato in Abruzzo e ora attivo in tutto il mondo.
