Della fortuna e del cigno arrostito
Torna con successo all'Arena la cantata di Carl Orff diretta da Andrea Battistoni.
Verona, 15 agosto 2025 - Nella storia della musica esistono i compositori di cui si ricorda un’unica composizione celebre, tra loro il tedesco Carl Orff che vanta una lunga lista di titoli tra cui solo Carmina Burana, o, più precisamente, il suo pezzo d’apertura “O Fortuna”, gode di popolarità immensa. C’è qualcosa d’irresistibile in questa musica, dalle molte sfaccettature e da sonorità antiche e moderne. E poi, la cantata è un vero inno alla vita, alle sue gioie, una festa di primavera.
Il capolavoro di Orff apparve nel cartellone dell’Arena di Verona undici anni fa e poi tornò per quattro volte, sempre con grande successo. Le imponenti mura veronesi sorte in epoca romana sembrano l’ambientazione perfetta per la musica dalle sonorità energiche, aspre, misteriose del compositore tedesco ispirata ai testi scritti da studenti e chierici vaganti trovati nel monastero di Benediktbeuern (Bura Sancti Benedikt) in Baviera.
Non sarà esagerato a sostenere che l’esecuzione di Carmina Burana in Arena ogni volta rappresenta un piccolo miracolo, grazie a una direzione efficace e la bravura dei cantanti, ma anche al disegno luci di Paolo Mazzon segnato dalla dinamica “dal freddo al caldo”, dai colori beige, giallo, azzurro, che si riferiscono all’apparizione della luna nei cieli notturni, al rosso acceso nel finale “O Fortuna”. Il pubblico internazionale è da sempre generoso e molto coinvolto: il concerto del Ferragosto 2025 non è diverso, anzi, molto probabilmente è l’esecuzione migliore di tutti questi anni, grazie ad una pratica intensa.
Prima di tutto, il ritmo, quasi demoniaco, ci permettiamo a dire, preciso, insistente, acuto, coinvolgente che caratterizza la direzione di Andrea Battistoni. L’artista veronese è un esperto del capolavoro d’Orff, ma stavolta la sua direzione sembra di salire qualche gradino più in alto, riesce a cogliere la magia primordiale della musica dei Carmina Burana, ed è l’aspetto dell’esecuzione che desta ammirazione e spinge lo spettatore a reagire quasi nel modo fisico. L’unico rimprovero, l’eccessiva teatralità del gesto, una strizzatina d’occhio al pubblico. Quando si tratta dei Carmina Burana, il coro dell’Arena preparato da Roberto Gabbiani è il vero protagonista della serata, grazie alla lunga esperienza e l’usuale ispirazione; al suo fianco tradizionalmente ci sono due cori di voci bianche, A. LI. VE. diretto da Paolo Facincani e A.d’A.Mus coordinato da Elisabetta Zucca.
I tre solisti, il soprano Erin Morley, il controtenore Raffaele Pe e il baritono Youngjun Park appaiono in una buona forma vocale e dimostrano grandi qualità musicali; Pe si distingue sempre per la sua interpretazione dell’assolo del cigno arrostito: dolore, autoironia e rassegnazione si rispecchiamo in un canto raffinato e musicalissimo.
La serata areniana del Ferragosto al segno dell’esecuzione emozionante di Carmina Burana, non può essere che il successo grandioso, segnato dal bis immancabile di “O fortuna”.
Leggi anche:
Verona, Carmina Burana, 01/09/2024
Verona, Carmina Burana, 12/08/2022
Palermo, Carmina Burana, 18/11/2021
Napoli, Carmina Burana, 05/06/2021
