L’Ape musicale

rivista di musica, arti, cultura

 

Guardando a Hindemith e Schumann

di Daniele Valersi

Al termine dell’ultima prova, quella con orchestra, la giuria ha proclamato Yifan Wu quale vincitore del primo premio al Concorso Pianistico Internazionale Ferruccio Busoni 2025.

BOLZANO, 7 settembre 2025 - Va al ventenne Yifan Wu, fresco di debutto alla Carnegie Hall, il primo premio del 65° Concorso “Ferruccio Busoni”, assegnato dalla giuria presieduta da Sir David Pountney al termine della prova conclusiva, tenutasi al Teatro Comunale di Bolzano, con l’Orchestra Haydn di Bolzano e Trento diretta da George Pehlivanian. A contendere la palma della vittoria a Yifan Wu, nato a Shanghai e formatosi nella sua città, vincitore del Singapore International Piano Competition e dello Jacob Flier International Piano Competition, erano il georgiano Sandro Nebieridze e il cipriota Christos Fountos, titolari rispettivamente del secondo e del terzo premio. Yifan Wu si è aggiudicato anche il Premio del pubblico e, quale vincitore del concorso, il Keyboard Carreer Development, il Premio Alice Tartarotti, il Premio Orchestra Haydn, lo Steinway Prizewinners Concerts Network. Zhonghua Wei si è aggiudicato il 4° premio, il 5° è toccato a Elia Cecino e il 6° a Zeyu Shen. Nel corso della competizione sono stati inoltre conferiti i premi speciali per la Musica da camera, deciso dal Simply Quartet che ha accompagnato i sei candidati ammessi alla finale cameristica (a Christos Fountos), per la migliore interpretazione di musica contemporanea pianistica (a Zhonghua Wei), il Fryderyk Chopin (a Jialin Yao), il premio per la migliore esecuzione di un brano di Ferruccio Busoni (a Yangrui Cai), quello della Giuria Junior (a Sandro Nebieridze) e quello della Giuria Senior (a Zhonghua Wei). Il Premio speciale Arturo Benedetti Michelangeli non è stato assegnato; questa edizione ha visto l’istituzione di un nuovo premio, il Maurizio Pollini, offerto da Milano Musica e assegnato a Yungyung Guo. Le preferenze del pubblico, che ha votato solo la finalissima, si sono rivelate in sintonia con il verdetto della giuria, che, come dichiarato da Sir David Pountney, ha voluto premiare “la profonda immaginazione, l’originalità, la freschezza delle idee”. Non a caso, Pountney non è pianista ma regista teatrale e direttore artistico; si ravvisa così un’analogia, per quanto riguarda i criteri selettivi di massima, con la giuria del Busoni 2023, che in Arsenii Mun ha individuato la capacità di creare suggestione e una spiccata personalità. Nel 3° Concerto di Beethoven suscitava impressione e piaceva decisamente l’approccio personale di Yifan Wu, che nel presentare un’interpretazione lontana da stereotipi, “poco beethoveniana” si potrebbe dire, vitalizzava la celebre partitura e riusciva a sorprendere, pur con qualche conclusione di frase un po’ affrettata nell’Allegro con brio. Sandro Nebieridze aveva l’onere di aprire la finalissima e lo ha fatto con la Rapsodia su un tema di Paganini di Rachmaninov, pagina attrattiva quanto di grande complessità, che per lunghi tratti richiede un’esecuzione in punta di cesello. Entusiasmante e brillante la prova di Nebieridze, quello dei tre che più ha messo l’accento sulla prestanza strumentale, in quello che è un omaggio a Liszt ancora più che a Paganini. Da parte sua, Christos Fountos dimostrava padronanza assoluta del Concerto n. 1 di Rachmaninov, oltre a musicalità naturale e fraseggiare superbo: il solista che meglio ha saputo interagire con l’orchestra. I tre finalisti trovavano in George Pehlivanian un partner attento e sensibile, sollecito nell’interazione con la personalità di ciascuno e rassicurante per autorevolezza. La grande duttilità dell’Orchestra Haydn, qualità per cui è particolarmente apprezzata dai direttori, si rivelava fondamentale per l’evento, che al di là delle aspettative, della tensione e dei pronostici che un concorso porta con sé, ha offerto soprattutto della grande musica, ad alto livello. Nella conferenza stampa che ha seguito la premiazione abbiamo incontrato Yifan Wu, che, nel ringraziare tutti quanti, dalla giuria al pubblico, rivolgeva un pensiero al suo insegnante e alle molte persone che in Cina lo supportano, prima di rispondere ad alcune domande.

Yifan Wu, quale repertorio le piacerebbe suonare, d’ora in avanti?

Hindemith, un autore che mi appassiona, che voglio approfondire. Poi Johann Sebastian Bach e molto Schumann, anche Metner. Potrei dire altri nomi, ma principalmente mi interessano Hindemith e Schumann.

Dopo la vittoria in un concorso di tale importanza, come immagina sarà la sua vita in futuro?

Non immagino. La mia vita è la musica e continuerò semplicemente a suonare, a esprimere il mio amore per la musica. Questo significa anche continuare a imparare, ma soprattutto dare amore agli altri per mezzo della musica.

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