Karl Jenkins e The Armed Man: A Mass for Peace
TORINO, 10 settembre 2025 - Densa di significato, musicalmente ricca, spazialmente affollata è la serata del 10 settembre che vede riuniti, sul palcoscenico del Conservatorio Giuseppe Verdi di Torino, l’Orchestra del Teatro Regio, il Coro Valdese di Torino, il Coro dell’Istituto musicale “Arcangelo Corelli” di Pinerolo e una manciata di splendidi solisti – Giulia Bolcato, Annunziata Vespri, Lorenzo Martelli, Stefano Marchisio, Amir Ibrahim Younes –, insieme sotto la direzione di Nicolò Foron per un testo musicale ispirato e toccante. Tredici brani, tredici testi, tredici riflessioni su un tema sempre attuale, mai come oggi: la guerra e il desiderio universale di pace. Da epoche e culture diverse, da voci sacre e profane, The Armed Man: A Mass for Peace di Karl Jenkins intreccia dolore e speranza, memoria e avvertimento, conducendo l’ascoltatore in un percorso emotivo che parla al cuore e alla coscienza, ricordando quanto fragile e preziosa sia la convivenza tra gli uomini. L’esecuzione torinese, ben concertata dal bravissimo Foron, ha tutta l’aura di una preghiera collettiva, capace di unire l’energia orchestrale al lirismo dei cori e dei solisti. La partitura si dispiega con continui contrasti: l’apertura minacciosa de L’homme armé evoca la violenza della guerra, mentre Call to Prayers, affidato alla voce del muezzin Amir Ibrahim Younes, introduce una dimensione spirituale e universale. Momenti come Angry Flames e Torches commuovono per la loro drammaticità intensa, mentre l’Agnus Dei e il Benedictus offrono raccoglimento e bellezza. Il finale, Better is Peace, suggella l’opera con un crescendo corale luminoso, simbolo di speranza e riconciliazione.
