L’Ape musicale

rivista di musica, arti, cultura

 

Una sensibilità umile

 di Stefano Ceccarelli

Andrea Lucchesini torna all’Accademia di Santa Cecilia, nei cartelloni della stagione da camera, con un recital che fa dialogare la musica di Luciano Berio (Six Encores e Sequenza IV, per pianoforte) con Franz Liszt (Sonata per pianoforte in si minore S 178) e Fryderyk Chopin (24 Preludi op. 28).

ROMA, 10 dicembre 2025 – Il rapporto fra Andrea Lucchesini e Luciano Berio non era solo quello fra un grande interprete e un grande compositore, ma travalicava l’ambito meramente artistico, affondando le sue radici in un’amicizia sincera. Questa delicata umanità emerge dall’intensità che Lucchesini tributa all’esecuzione della musica per pianoforte di Berio, di cui l’anno che sta volgendo al termine segna il centenario dalla nascita.

Il concerto si apre con i Six Encores di Berio, in dialogo con la Sonata in si minore di Liszt. I Six Encores sono brevi pezzi dal carattere episodico e atmosferico. Lucchesini li legge con naturalezza, mostrando le sue doti da interprete: un pianismo saldo, genuino, affatto ossessionato dall’estetica iper-artificiale, che mira, soprattutto, alla perfezione sonora. Lucchesini ha il merito di dare una lettura uniforme, coerente su un piano estetico: si tratti di una scrittura frammentata, materica (Leaf e Erdenklavier), che indulge in atmosfere rarefatte (Brin) o si abbandona a un ostinato ed ipnotico perpetuum (Luftklavier e Feuerklavier, con un’ardita citazione wagneriana). Peraltro, Wasserklavier, il sesto degli Encores, è una perfetta dissolvenza verso la composizione successiva, visto il carattere di pastiche di citazioni romantiche. Il primo tempo si chiude con un’esecuzione appassionata, ma anche agogicamente ordinata della Sonata per pianoforte in si minore S 178 di Franz Liszt. Lucchesini si muove ancora su un pianismo senza fronzoli, essenziale, volto a far parlare lo spartito; tuttavia, l’interprete possiede il raro dono di catalizzare l’attenzione dell’ascoltatore, quasi dando l’impressione di suonare per lui in un salotto dalle atmosfere Biedermeier. Eppure, Lucchesini si lascia certamente trascinare dalla scrittura proteiforme di Liszt, che nella Sonata in si sceglie la forma di una complessa rapsodia. Il virtuosismo dei movimenti centrali palesa la solida tecnica dell’interprete, una tecnica che non ha paura di far sentire un suono spesso, coerente nel corso dell’intera esecuzione. Le dinamiche emergono con ottimo effetto, sempre dentro un range che consente all’interprete un controllo che attraversa i virtuosismi più arditi della scrittura lisztiana. Non è l’istrionica teatralità a costituire il fine estetico di Lucchesini, perché il Liszt spaginato è solido, dinamico, ma senza rinunciare al tocco e alle raffinatezze (trilli, svolazzi, passaggi maggiormente acquatici), soppesate con mano ferma ed esperta, ma senza annacquare nel narcisismo. L’Andante sostenuto, con il fugato, apre ad un Lento assai molto espressivo, la cui liquidità ricorda, a momenti, la plasticità di alcuni passaggi degli Encores; nel finale, Lucchesini riesce a conferire un’aura di monumentale austerità, con effetti che mimano certe imponenti frasi organistiche.

Il secondo tempo, mantenendo la stessa struttura, si apre con la Sequenza IV di Berio. L’accostamento, in questo caso, è particolarmente vistoso, visto il carattere di questa composizione di Berio, in contrapposizione con alcune delle pagine più celebri della letteratura pianistica, i 24 Preludi di Chopin. Infatti, Sequenza IV «presenta numerose asperità […], superabili grazie all’alternanza di contrasti nelle articolazioni, nelle dinamiche e nei registri» (M. Leone, dal programma di sala). Lucchesini, dunque, deve domare queste asperità, dando una lettura anche personale del pezzo, visto che lo spartito di Berio lascia ampia libertà all’esecutore, che diviene «un coautore: decide come legare o separare gli eventi, dare peso ai silenzi, far emergere le risonanze» (sempre Leone). E direi che ci riesce al meglio. Il concerto si chiude con l’esecuzione integrale dei 24 Preludi op. 28 di Chopin. La mano di Lucchesini si fa qui più classicamente concertistica, frutto di una compassata esperienza. L’esecutore, infatti, si diverte a sorprendere il pubblico con qualche soluzione agogica più singolare, magari rallentando (come nel n. 4, in mi minore), indugiando, proponendo una meditazione più profonda: si pensi al n. 4 (Largo), al n. 6 (Lento assai) o al n. 20 (Largo), la cui serie di accordi è letta con procedere indugiante. Lucchesini regala un peso sonoro uniforme, un magistrale controllo delle percussioni e un’ammirevole pulizia sonora; il suo fraseggiare è brillante, ma d’una sensibilità umile. Proprio questa sincerità sonora, coniugata all’equilibrio timbrico, alla sensibilità dinamica, rendono l’esecuzione apprezzabilissima. Per fare solo alcuni esempi, val bene citare la speditezza acquatica del n. 3 (Vivace); l’ipnotica dolcezza, che si vela di drammatica tragedia in un riuscitissimo crescendo centrale, nel n. 15 (Sostenuto) – forse il più famoso dei preludi, ben noto come “La goccia”; la calda cantabilità del n. 17 (Allegretto); l’aerea levità del n. 19 (Vivace). La sala prorompe in meritatissimi applausi. L’interprete si congeda con due esecuzioni flautate: l’Improvviso op. 90 n. 2 di Franz Schubert e la prima delle sonate di Alessandro Scarlatti, che dedica, con commovente affetto, alla memoria della sua maestra recentemente defunta, Maria Tipo, di cui commemora il magistero e le qualità di concertista.

Leggi anche

Torino, concerto Lucchesini, 14/01/2025

Jesi, concerto Lucchesini/Rizzi/Form, 17/02/2024

Torino, concerto Lucchesini, 17/09/2020

Torino, concerto Russell Davies/ Lucchesini, 17/11/2017

Roma, Concerto Chung/Lucchesini, 09/03/2017


Vuoi sostenere L'Ape musicale?

Basta il costo di un caffé!

con un bonifico sul nostro conto

o via PayPal

 



 

 

 
 
 

Utilizziamo i cookie sul nostro sito Web. Alcuni di essi sono essenziali per il funzionamento del sito, mentre altri ci aiutano a migliorare questo sito e l'esperienza dell'utente (cookie di tracciamento). Puoi decidere tu stesso se consentire o meno i cookie. Ti preghiamo di notare che se li rifiuti, potresti non essere in grado di utilizzare tutte le funzionalità del sito.