Cinquant'anni in Cantiere
Compie mezzo secolo, con tutta la responsabilità di conservare un'utopia reale, il festival fondato da Hans Werner Henze a Montepulciano. Nel weekend conclusivo si festeggia e si riflette, fra parole e musica, con tre appuntamenti focali nel debutto di Maxima Immoralia di Orazio Sciortino, il recital della violinista Clarissa Bevilacqua e il concerto finale con l'orchestra Haydn diretta da Alessandro Bonato e Mariangela Vacatello solista.
MONTEPULCIANO, 25, 26 e 27 luglio 2025 - Cinquant'anni, per un festival, sono sempre un bel traguardo. Per il Cantiere internazionale d'arte di Montepulciano, però, è qualcosa di più, proprio perché il Cantiere non è e non è mai stato un festival come tutti gli altri. Quando ancora la cittadina del senese non era il centro turistico che è oggi e, anzi, veniva considerata una zona depressa, l'idea geniale di Henze fu di non installarvi un progetto artistico, ma di rendere la comunità stessa progetto artistico, laboratorio in continuo divenire, luogo dove non ci si trova – in teatro e a tavola – non per esibirsi, bensì per costruire insieme, dai bambini del posto all'olimpo della musica e del teatro. Un centro anche politico, attivo, di sperimentazioni e prese di posizione.
Tutto questo ce lo racconta una mostra di fotografie e cimeli perfino commovente, che nella fortezza poliziana percorre dietro le quinte e ribalta, momenti di relax e di impegno, scandali (troppo bolscevico, Henze, tanto da essere discusso in parlamento) e successi. Infine, l'ultima sala, che rappresenta il presente, è un'opera aperta, una scultura sonora in cui ogni visitatore può costruire e suonare una propria partitura.
Dagli anni di piombo a oggi, dal Cantiere si è guardato il mondo e si è cercato di costruire qualcosa di meglio, con la pura idea di far la cosa giusta, di dire la cosa giusta, di farlo per bene. E ora che delle ideologie si è fatto frullato per far decantare nuove, insidiose, polarizzazioni, resta, per questo fare arte felicemente engagé, l'eredità e la responsabilità di un'utopia che non deve essere solo conservata, ma costantemente rivissuta e rilanciata nel presente. Per nulla facile.
E proprio perché non è facile, ogni anno cresce la voglia di “fare Cantiere” esserne parte anche come spettatori, senza timore di far la figura dell'umarell che controlla la manutenzione stradale: siamo tutti parte del gioco, ed è un gioco serio quanto gioioso.
Leggi anche le recensioni di alcune recenti edizioni:
Montepulciano, Cantiere internazionale d'arte, 12-13-14/07/2024
Montepulciano, Cantiere internazionale d'arte, 30/07/2023
Montepulciano, Kammermusik, 27/07/2022
Montepulciano, i concerti del Cantiere, 13-14-15/07/2018
